13 Gennaio 2016

«Così devastarono piazza di Spagna»

«Così devastarono piazza di Spagna»

«Erano tanti, ci tiravano contro di tutto». È racchiuso tutto in queste poche parole il senso del resoconto che alcuni agenti della polizia (alcuni dei quali sono parte lesa) hanno consegnato al Tribunale sugli scontri avvenuti in pieno centro (tra piazza di Spagna e villa Borghese) prima della partita di Europa League tra la Roma e gli olandesi del Feyenoord. E così, nell’ aula della quarta sezione penale di piazzale Clodio il tempo è tornato al febbraio scorso, quando un gruppo di circa un migliaio di pseudo tifosi olandesi si radunò a piazza di Spagna. IL RACCONTO «Alle 13 eravamo dislocati in piazza Mignanelli nell’ imminenza dell’ incontro di calcio tra Roma e la squadra olandese del Feyenoord. Alle 16 arrivò l’ ordine di far spostare i tifosi che si erano radunati in piazza di Spagna verso piazzale delle Canestre per poi spingerli verso lo stadio Olimpico. A questo punto cominciarono i lanci di bottiglie di vetro vuote, di fumogeni e di petardi». In quel folle pomeriggio di inverno infatti gli ultras del Feyenoord si radunarono sotto la scalinata di Trinità dei Monti e in barba alle ordinanze che impedivano la vendita di alcolici, arrivarono a piazza di Spagna armati di birre e bottiglioni di vino. Un pomeriggio da cani per lo sport in scena nella Capitale – che appena pochi mesi prima aveva assistito all’ omicidio del tifoso partenopeo Ciro Esposito, morto per mano di un ultra della Roma qualche ora prima della finale di coppa Italia tra Napoli e Fiorentina – che finì con una battaglia urbana sotto gli occhi dei turisti presenti in centro e con gli ultras (per la maggior parte giovanissimi) della squadra olandese che non trovarono di meglio da fare che sfogare i fumi dell’ alcool contro la fontana della Barcaccia, simbolo dell’ arte di Bernini che era stata restaurata da poco, contro le forze dell’ ordine e contro gli autobus dell’ Atac. Una giornataccia descritta dagli agenti della polizia che hanno rimarcato come, quando arrivò l’ ordine di scortare verso lo stadio Olimpico l’ orda di hooligans, la situazione degenerò e su una delle location più belle del mondo: «La strada e la piazza erano intrise di urina e di birra e c’ era pericolo di cadere». GLI ARRESTI In aula ieri però non c’ era nessuno dei sei pseudo tifosi olandesi (che sono stati espulsi dal Paese in sede di convalida degli arresti) a difendersi dalle accuse di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale aggravata. La gran parte dei protagonisti di quella giornata di scontri però – grazie alla collaborazione dei magistrati italiani che ricevettero nella cittadella giudiziaria i loro colleghi olandesi che avevano inoltrato una richiesta di rogatoria internazionale – è attualmente sotto processo in Olanda. A finire in manette in quella occasione furono una quarantina di ultras, fermati dalle forze dell’ ordine tra la notte del 18 e il pomeriggio del 19 febbraio. Gli esagitati supporters del Feyenoord infatti erano stati protagonisti già la notte precedente alla vergogna andata in scena sotto Trinità dei Monti: teatro degli scontri (come altre volte era successo in passato) fu la piazza di Campo de Fiori dove gli ultras di Rotterdam si erano resi protagonisti degli scontri contro le forze dell’ ordine. In quell’ occasione furono 19 gli arrestati tra le file degli ultras: tutti processati per direttissima. Il gruppo arrivò in Tribunale con ancora i postumi della colossale sbornia della sera prima e – prima di essere scortati a Fiumicino per l’ espulsione – furono condannati tutti a pene tra i 6 e i 16 mesi di reclusione, con l’ aggiunta di multe salatissime, emissione di Daspo e il divieto di dimora nella Capitale. Altri scontri erano stati poi registrati su via delle Milizie – dove un gruppo nutrito di hooligans si divertì a distruggere una serie di auto in sosta – e nella zona di villa Borghese, dove generalmente vengono radunati i gruppi di tifosi ospiti prima di essere caricati sugli autobus ed essere scortati fino allo stadio. ALCOL A FIUMI In quella due giorni di follia mascherata da calcio, protagonisti furono anche i venditori abusivi di alcool che, incuranti della ordinanza che impediva la vendita di alcolici, consentirono agli olandesi di riempirsi di birra, vino e super alcolici. Nel procedimento contro sei dei vandali che si resero protagonisti degli scontri che precedettero un’ anonima partita di Europa League il Codacons si è costituito parte civile.
vincenzo imperitura
 

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