11 Gennaio 2016

Carife, risarcimenti ai bondisti in forse per i criteri rigidi

Carife, risarcimenti ai bondisti in forse per i criteri rigidi

i ferraresi rischiano di non essere considerati ‘truffati’ la banca vantava buoni rating al momento dell’ emissionirisparmio tradito»si decidono i rimborsi e i segnali sono pessimiscende in campo anche la coldiretti stasera codacons
Scende in campo la ‘corazzata’ Coldiretti nella tutela dei risparmiatori Carife azzerati. Sono centinaia le piccole imprese agricole che in queste settimane hanno chiesto aiuto per essere rimaste impigliate nella rete delle azioni e dei bond della banca di riferimento del mondo agricolo ferrarese, e per questo Coldiretti ha organizzato tre riunioni informative riservate ai soci. «I nostri consulenti legali daranno informazioni e raccoglieranno eventuali disponibilità ad avviare cause legali» sottolinea il direttore Claudio Bressanutti (foto). Gli incontri sono in programma oggi e domani pomeriggio nella sede di via Bologna, e mercoledì a Copparo. Questa sera è invece convocata a Comacchio (ore 20.30, sala polivalente San Pietro di via Agatopisto 7) un’ assemblea pubblica richiesta dalla cittadinanza e svolta dal Codacons. «Sussistono tutti i requisiti nella vicenda Carife spa al fine di permettere il recupero delle somme perse, a prescindere dall’ elemosina offerta dal governo italiano» attacca l’ associazione, che chiede inizialmente un’ iscrizione simbolica di 2 euro. La settimana che inizia oggi è decisiva per la sorte dei risparmiatori di Carife azzerati dal salva-banche. È infatti in programma a Roma un vertice tra ministero del Tesoro, Autorità anticorruzione, Bankitalia e Consob, per definire i criteri di funzionamento dell’ arbitrato, al momento l’ unico meccanismo messo in piedi per risarcire i bondisti subordinati: è infatti ormai certo che gli azionisti delle quattro banche in risoluzione non avranno accesso al fondo da 100 milioni di euro previsto dalla legge di Stabilità. Le notizia che filtrano, ad esempio dal Sole 24 Ore, sono poco incoraggianti in generale e particolarmente preoccupanti, in specifico, per i risparmiatori Carife. Si continua infatti a parlare di un filtro all’ ingresso in grado di selezionare solo i bondisti “raggirati”, coniugando questa condizione con un profilo di rischio molto più basso rispetto a quello dei bond acquistati, e pesantemente impoveriti a causa di un investimento in obbligazioni subordinate superiore al 50% di un patrimonio complessivo detenuto in quella banca al di sotto della soglia di 100mila euro. Sarebbero solo questi, in realtà, i risparmiatori per i quali è prevedibile «il rimborso integrale» di cui ha parlato l’ altro giorno il sottosegretario Claudio De Vincenti, non essendo quindi ipotizzabile una dilatazione della platea dei pienamente risarcibili. Il criterio numero due già ridurrebbe ad una manciata i risparmiatori ferraresi “fortunati”: 187 su 4.164 persone, per un totale di 4,2 milioni di euro d’ investimento da risarcire sul totale di 50,3 milioni, stando ai dati forniti dalla stessa Nuova Carife. La platea potrebbe però ridursi ulteriormente, se non addirittura azzerarsi, in caso il criterio numero uno venisse applicato in maniera rigida. È vero che i profili di rischio dei bondisti sono bassi, ma le obbligazioni Carife, a differenza di molte di quelle vendute nelle altre banche, non erano disallineate ai Mifid: nel 2006-2007, al momento delle tre emissioni, la Cassa di Risparmio era sottoposta a rating Baa1 di Moody’ s, che corrisponde a «rischio moderato» dell’ emittente, seppure con «determinate caratteristiche speculative». Solo in seguito il rating emittente, e di conseguenza dei bond, si è deteriorato con il peggiorare delle condizioni della banca, fino a precipitare a «speculativo». Diventa insomma fondamentale, anche per chi sta organizzando le mobilitazioni pro-risparmiatori, ottenere garanzie su valutazioni caso per caso con un occhio particolare per la specificità di Carife, pena un’ ingiustificata e, a questo punto insopportabile penalizzazione dei ferraresi. Si tratta di una precondizione a qualsiasi rimborso, per Carife, anche se, come sembra scontato, resteranno soldi per aiutare pure la seconda fascia di bondisti, quelli con concentrazione tra il 30 e il 50% del capitale nelle subordinate. Targati Cassa di Risparmio di Ferrara ce ne sono 280 con 7,4 milioni di capitale azzerato, ma anche a loro sarà chiesto di dimostrare preliminarmente l’ inadeguatezza del profilo di rischio rispetto a quello dei bond. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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