11 Gennaio 2016

Saldi: per Codacons si spenderanno 184 euro a famiglia, ma attenzione alle “fregature”

Saldi: per Codacons si spenderanno 184 euro a famiglia, ma attenzione alle “fregature”

Sono partiti gli sconti e le promozioni invernali, che secondo il Codacons faranno spendere ad ogni famiglia circa 184 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori, una spesa che rispetto all’ anno scorso si manterrà stabile. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. Come spiega il presidente dell’ Associazione per la difesa dei consumatori, Carlo Rienzi, «i cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno. Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ qu an to mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti». E come di consueto ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i dieci consigli uti li per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza. Primo, conservare sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, il consumatore ha diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo – e non 7 o 8 giorni -, per denunciare il difetto. Secondo, le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce «saldo» deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È im probabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Terzo, è bene, nei giorni che precedono i saldi, girare per negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma con frontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Quarto, è bene cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Ancora, diffidare degli sconti superiori al 50%. Spesso questi nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Sesto, servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Settimo, non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla «nuova». Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Ottavo, la prova dei capi è rimessa alla discrezionalità del negoziante. Ma il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
 

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