Documento dei sindaci da consegnare al prefetto
-
fonte:
- La Sicilia
e mercoledì ci sarà un incontro alla commissione sanità dell’ ars l’ ex ministro cardinale: «crocetta scriverà alla lorenzin perché non si possono adoperare due pesi e due misure»
MUSSOMELI. Quando la casa brucia tutte le braccia sono utili a portare acqua. Questo l’ imperativo che seppure a fatica, stante le diverse posizioni politiche e sindacali, si auspica di delineare per fare fronte comune nella lotta a difesa dell’ ospedale “Maria Immacolata -Longo”. E ben vengano, seppure prestate al momento, anche le braccia di Pif che di buon grado ha posato per una foto con in bella vista la locandina che annuncia la manifestazione di piazza in programma per giovedì prossimo alle 10.30 in piazza Umberto. Una prova di muscoli per farsi sentire a Roma e a Palermo e chiedere il mantenimento del Punto nascita. A fare da collettore con gli altri sindaci del territorio e da “pompiere” interno in questo delicato momento, spetta indubbiamente al sindaco Giuseppe Catania che da parte sua ha coinvolto il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), nell’ annunciato ricorso al Tar con gli altri sindaci, e si sta adoperando per mitigare le diversità di vedute e i malumori tra le parti in causa, anche in vista dell’ odierno incontro col prefetto. Sabato pomeriggio s’ è tenuto un incontro nella Sala Giunta coi sindacati e la Commissione consiliare sanità, e non sono mancati momenti di scontro, smorzati appunto dal primo cittadino che s’ è fatto garante di questa lotta comune. Si è quindi deciso di elaborare un documento programmatico di richieste circa le non poche emergenze in atto in ospedale, da consegnare stamani al prefetto, mentre per mercoledì i sindaci sono stati convocati dalla VI Commissione Sanità a Palermo. Intanto il Codacons è già sceso in campo e il vicepresidente regionale, l’ avv. Pier Luigi Cappello, dopo avere contestato la chiusura del Punto nascita, scrive: “Le partorienti di quel vasto comprensorio sono costrette a riversarsi sull’ ospedale di Agrigento (distante circa 45 minuti di strada statale, meglio nota come “strada della morte”) o, peggio ancora, su quello di Caltanissetta, raggiungibile in 60 minuti a mezzo di comodissime mulattiere. Non va infine dimenticata l’ evidente ed indigeribile disparità di trattamento tra l’ utenza dell’ ospedale mussomelese da una parte e quella fortunata dei punti nascita di Bronte, Licata e Cefalù, graziati dal ministro”. Cappello conclude chiedendo quindi al ministro Lorenzin di tornare sui propri passi preannunziando in caso contrario, “tutte le azioni a tutela dei diritti degli utenti coinvolti”. Infine l’ avv. Nino Bullaro di Pensare Solidale, a proposito delle nuove iniziative di lotta, parla di Nuovi vespri “Al fine di combattere legalmente i governi tiranni, sia quello centrale che quello regionale, per tutelare il diritto alla vita nel territorio ampiamente degradato del Vallone. I nuovi vespri devono unire saldamente tutti gli abitanti del Vallone, senza alcuna divisione scaturente dal colore politico”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
