L’ Istat vede rosa: famiglie più ricche E i prezzi delle case tornano a salire
Achille Perego MILANO ABBIAMO qualche euro di più in tasca grazie all’ aumento del potere d’ acquisto e quindi risparmiamo e spendiamo un po’ di più. E questa maggiore capacità di reddito e di spesa, non solo ha permesso un aumento dello 0,4% dei consumi nel terzo trimestre 2015 rispetto al secondo (+1,2% sull’ anno), ma anche rimesso in moto il mercato immobiliare. Tanto che, nello stesso periodo, dopo quattro anni, sono tornati a crescere, seppur di un lieve 0,2%, i prezzi delle case (ma sull’ anno è -2,3%). Se non sono esaltanti, i dati forniti ieri dall’ Istat fotografano almeno un’ Italia dove le famiglie sembrano stare un po’ meglio e si aggiungono alle cifre positive comunicate alla vigilia sul fronte dell’ occupazione. In particolare spicca il segno più dei prezzi delle case anche se la crescita dello 0,2% è una media tra l’ incremento dell’ 1,4% delle abitazioni nuove e un calo (-0,1%) di quelle esistenti. Comunque, la lunga striscia negativa che si è accentuata dal 2012 sembra vicina alla fine anche se il bilancio del 2015 rimane negativo tanto che la flessione complessiva dei primi nove mesi si è attestata al 2,9%, inferiore però al meno 4,6% dello stesso periodo del 2014. Sempre nei nove mesi c’ è stata una ripresa delle compravendite cresciute del 5,3% e del 10,8% solo nel terzo trimestre. COSÌ il 2015, anticipa Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, dovrebbe chiudersi con un aumento tra l’ 8 e il 10% delle compravendite con 440-450mila passaggi di proprietà contro i 408mila del 2014. Ma siamo comunque lontani dagli 800mila dei picchi di metà anni Duemila. Comunque, se non è il caso di suonare le campane si possono «suonare le campanelle» e prevedere che il 2016 rappresenti l’ anno della svolta, l’ ultimo nel quale il manico del coltello sarà impugnato dai compratori mentre dal 2017 dovrebbe tornare in quelle dei venditori e le case cominceranno a costare di più. In particolare nelle grandi città che hanno visto un 2014 caratterizzato dal risveglio di Milano e Roma e il 2015 dal buon andamento di Torino, Bologna, Firenze e Verona. La ripresina del mattone sarebbe dovuta, conclude Breglia, alla maggiore disponibilità delle banche a concedere mutui e al Jobs Act che ha permesso a molti giovani di passare dall’ affitto all’ acquisto grazie alla garanzia del contratto a tempo indeterminato, in generale secondo l’ Istat, il potere d’ acquisto delle famiglie è aumentato dell’ 1,4% nel terzo trimestre 2015 sul secondo e dell’ 1,3% sull’ anno e questo ha portato ad aumentare la propensione al risparmio cresciuta di 0,9 punti (0,3 sui dodici mesi) al 9,5%. PER IL PRESIDENTE Codacons, Carlo Rienzi, però «la strada per tornare ai livelli pre-crisi è ancora molto lunga» e per l’ Unione nazionale consumatori l’ aumento del potere d’ acquisto «è una buona notizia anche se dipende dalla bassa inflazione». Invece per Rosario Trefiletti (Adusbef) ed Elio Lannutti (Adusbef) «si tratta di dati ancora eccessivamente ottimistici» mentre «la situazione che le famiglie denunciano quotidianamente presso i nostri sportelli è ancora drammatica».
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