Ponte San Giovanni, bomba davanti alla Banca Etruria
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fonte:
- Il Giornale dell'Umbria
L’ episodio è avvenuto ieri. L’ ordigno rudimentale fatto esplodere dagli artificieri. Le reazioni
Una bomba di fattura artigianale e rudimentale, a basso potenziale esplosivo, ma comunque pericolosa, è stata lasciata davanti alla filiale di Banca Etruria a Ponte San Giovanni. E’ avvenuto ieri alla periferia di Perugia. La busta contenente chiodi arrugginiti e polvere di un qualche fertilizzante, con delle pile a fare da innesco, è stata notata da un cliente dell’ istituto di credito. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri che hanno messo in sicurezza la busta e poi l’ hanno fatta esplodere. Si stanno visionando i filmati delle telecamere di sicurezza per cercare di risalire all’ autore del gesto. COMUNICATO STAMPA DELLA UILCA UMBRIA L’ ordigno rinvenuto oggi presso la sede di Perugia Ponte San Giovanni di Banca Etruria rappresenta l’ ultimo tassello di una vicenda la cui gravità sta crescendo di giorno in giorno e nella quale a farne le spese rischia di essere solo il personale dipendente degli IstitutI di credito oggetto dei recenti provvedimenti di risoluzione. La UILCA dell’ Umbria (UIL Credito, Assicurazioni ed Esattorie) denuncia nella maniera più ferma questo episodio inqualificabile che avrebbe potuto causare seri danni a persone e cose se l’ allarme ed il conseguente intervento delle forze dell’ ordine non fosse stato tempestivo. Pur di fronte ad un atto gravissimo e privo di qualsivoglia giustificazione, ribadiamo il nostro pensiero – più volte espresso nelle scorse settimane – rispetto al fatto che i gravi errori gestionali che hanno condotto la vicenda alle sue estreme conseguenze, vanno a nostro avviso ricondotti al management delle banche e non certo al personale dipendente chiamato a gestire una situazione da esso non provocata nè voluta. Ricordiamo che la UILCA aziendale è anche la sigla che in perfetta solitudine già dal 2012 aveva denunciato sui tavoli aziendali le gravi problematiche che stavano sorgendo all’ interno della banca e che chiese, in tempi non sospetti, una discontinuità per i ruoli dirigenziali delle figure più direttamente coinvolte: non fu ascoltata nè allora nè oggi. Il personale dipendente è il primo ad essere stato danneggiato, in quanto molti colleghi e le rispettive famiglie avevano sottoscritto proprio quei titoli andati in default, e, nel caso di Banca Etruria, giova ricordare come lo stesso Fondo pensioni interno aveva investito 1 milione di euro nelle obbligazioni subordinate. Stante la gravità degli accadimenti odierni, la UILCA dell’ Umbria chiede con forza che al personale di Banca Etruria venga assicurato il massimo livello di tutela legale da parte della banca, che dovrà sostenere interamente anche gli eventuali e relativi oneri. La UILCA dell’ Umbria chiede alle autorità di vigilanza di attivarsi al fine di individuare soluzioni celeri e definitive sugli assetti proprietari di Banca Etruria e delle altre aziende di credito coinvolte, ponendo fine in tempi brevi alla fase delle “banche ponte”. Chiediamo inoltre che anche il Governo faccia fino in fondo la sua parte accelerando le procedure di rimborso nei confronti della clientela danneggiata. La UILCA dell’ Umbria si augura che il grave episodio del pacco bomba odierno rimanga un caso – per quanto esecrabile – pur sempre isolato, ma ritiene necessario fin da subito elevare precauzionalmente il livello di vigilanza nei confronti degli Istituti di credito operanti nel territorio regionale, sia da parte delle Forze di polizia che delle autorità prefettizie di Perugia e Terni. CODACONS Un gesto esecrabile che merita una netta condanna. Così il Codacons giudica la bomba rudimentale trovata stamani davanti all’ ingresso della filiale di Banca Etruria a Ponte San Giovanni, alla periferia di Perugia. “Non possiamo che condannare fermamente atti folli e intimidatori come quello di questa mattina, che di certo non aiutano la causa dei risparmiatori – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tuttavia l’ episodio deve far riflettere sullo stato di esasperazione e disperazione dei risparmiatori che hanno perso tutti i propri soldi a causa del salvataggio delle 4 banche. A costoro ricordiamo che l’ unica possibilità per far valere i propri diritti e ottenere il rimborso integrale degli investimenti è aderire all’ azione risarcitoria lanciata dal Codacons, e non certo il ricorso alla violenza o alla minaccia” – conclude Rienzi. L’ ASSESSORE REGIONALE PAPARELLI “Un atto intimidatorio di inaudita gravità”: così il vice presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, ha commentato la presenza di un ordigno rudimentale davanti alla filiale della Banca Etruria nella zona di Ponte San Giovanni a Perugia . “Non è con azioni criminose e vili come questa che si dà supporto a quanti stanno in questo momento vivendo situazioni di difficoltà legate a perdite di carattere economico. Quanto accaduto oggi alla periferia di Perugia – ha aggiunto Paparelli – desta preoccupazione e rappresenta un fatto gravissimo, lontano dalla cultura civile dell’ Umbria. Sono certo – ha concluso l’ assessore – che le Forze dell’ Ordine sapranno fare al più presto piena luce sulla vicenda”. IL DEPUTATO VERINI “Un atto gravissimo e inquietante, il pacco sospetto rinvenuto alla filiale della Banca Etruria alla periferia di Perugia . C’ è chi vuole speculare sulle disgrazie e sulla rabbia della gente anche con atti che avrebbero potuto avere pesanti conseguenze. Pur trattandosi di un ordigno rudimentale, tuttavia si tratta di un episodio preoccupante per il valore simbolico che il gesto stesso acquista in un momento di confusione e di perdite economiche da parte di persone ora in sofferenza, su cui governo e parlamento sono impegnati a trovare soluzioni. Quanto accaduto va fortemente condannato e isolato. Siamo fiduciosi che i carabinieri faranno al più presto luce sull’ episodio “. Lo ha dichiarato il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini.
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