8 Gennaio 2016

Una bomba artigianale nella filiale di Etruria

Una bomba artigianale nella filiale di Etruria
l’ ordigno è stato
fatto brillare dagli artificieri. il codacons attacca: “i risparmiatori
sono esasperati, un episodio che deve far riflettere”

L’ ordigno era rudimentale e a basso potenziale. Ma comunque in grado di scoppiare. È stato trovato ieri mattina davanti all’ ingresso della filiale di Banca Etruria di Ponte San Giovanni, popoloso quartiere di Perugia. Quanti danni sarebbe stato in grado di provocare e chi è stato a piazzarlo dovranno dirlo le indagini, anche scientifiche, dei carabinieri. Intanto la Procura di Perugia ha aperto un fascicolo, anche se sono diversi i reati che potrebbero essere ipotizzati: dalla detenzione di esplosivo alla minaccia. I magistrati, guidati dal procuratore capo Luigi De Ficchy, attendono nei prossimi giorni i risultati della perizia balistica. L’ identificazione del responsabile però potrebbe non essere facile: da un primo accertamento, sembrerebbe che le telecamere della filiale non abbiano ripreso chi, probabilmente durante la notte, ha lasciato l’ ordigno, perché puntate solo verso i bancomat. A ritrovare la “piccola bomba” è stato un dipendente dell’ istituto di credito al momento dell’ apertura non lontano dall’ ingresso. L’ uomo ha dato l’ allarme e sono intervenuti gli artificieri dell’ Arma dei carabinieri che hanno fatto brillare la busta di plastica con una piccola carica. L’ ordigno era fatto con chiodi arrugginiti, della polvere (probabilmente fertilizzante), dei fili e una batteria elettrica, collegati in modo tale da poter provocare uno scoppio o una fiammata. Un congegno non difficile da costruire. Nessuno ha rivendicato l’ azione tanto che al momento non si esclude alcuna pista. Non si può ancor dire, quindi, se si tratta di un gesto isolato e senza senso o messo a segno da un’ organizzazione eversiva, oppure legato alla situazione disperata dei clienti della filiale di Banca Etruria, una di quelle al centro delle recenti polemiche. L’ istituto è coinvolto insieme ad altre banche dal decreto che ha azzerato il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate, rifilate spesso a ignari risparmiatori che hanno così persone tutti i loro soldi. A Civitavecchia, le cronache hanno già raccontato vicende terribile: un uomo di 68 anni si è tolto la vita, dopo aver perso 110 mila euro. Condanna il gesto l’ associazione Vittime del Salva-Banche: “La nostra protesta – dicono – continuerà nella legalità e nel rispetto delle regole che ci ha sempre contraddistinto”. Mentre il Condacons parla di “atti folli e intimidatori che non aiutano la causa dei risparmiatori”. “L’ episodio – ha aggiunto il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi – deve far riflettere sullo stato di esasperazione e disperazione dei risparmiatori che hanno perso tutti propri soldi a causa del salvataggio delle quattro banche”.
val.pac

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