8 Gennaio 2016

l’ ATTENTATO

l’ ATTENTATO

di Ilaria Bonuccelli Doveva essere il giorno del confronto ad Arezzo: risparmiatori e vertici della banca. Invece è stato quello della bomba a Perugia. Il giorno dello scontro. Lattine piene di chiodi arrugginiti, fertilizzante e batterie come innesco. Un pacco lasciato nella notte davanti alla filiale di banca Etruria di Ponte San Giovanni quartiere popoloso alla periferia del capoluogo umbro. Ordigno rudimentale – dicono gli artificieri che lo fanno brillare a metà mattinata – «a basso potenziale», ma in grado di scoppiare. E fare male. SEGNALE DI ESASPERAZIONE Di sicuro è una bomba che alza la temperatura della protesta. Tutti condannano il gesto, a cominciare dall’ associazione Vittime del Salva-Banche che oggi sarà a Roma per recuperare l’ incontro (annullato ad Arezzo) coi i vertici delle banche salvate dal crac a spese dei risparmiatori. Ma tutti, ugualmente, riconoscono che la bomba è il segnale dell’ esasperazion di migliaia di clienti di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara. Non più tardi di un paio di giorni fa, alla Cassa di rispamio di Ferrara un risparmiatore ha saltato il bancone delle casse per riprendersi a forza i propri risparmi che la banca non gli voleva restituire. E per questo è stato arrestato. BOMBA NON RIVENDICATA Il clima, dunque, ormai è irrespirabile fra i risparmiatori che si considerano truffati dalle banche. Neppure gli appelli alla calma delle associazioni, ormai, sembrano più avere efficacia. L’ episodio di Perugia è la dimostrazione. In mattinata viene individuato il pacco sospetto nella filiale Ponte San Giovanni. È stato lasciato davanti all’ ingresso, in un busta che, però, non conterrebbe messaggi. E neppure in giornata è arrivata alcuna rivendicazione sull’ attentato. CONTROLLI SUI CLIENTI Individuato il pacco, scatta subito l’ allarme. Arrivano gli artificieri dei Carabinieri che individuano l’ ordigno: per evitare rischi, fanno brillare la busta di plastica con una piccola carica. Dai primi accertamenti, i carabinieri verificano che la bomba è confezionata in modo che i fili e la batteria elettrica erano collegati per «provocare uno scoppio o una fiammata». Ci sarebbe stato anche una specie di congegno a tempo, ma ancora le verifiche non sono ultimate. Neppure sui filmati delle telecamere dai quali gli inquirenti ancora non hanno ricavato elementi significativi per rintracciare chi abbia lasciato il pacco. Verifiche sono in corso anche sui clienti della filiale perugina di Banca Etruria e sulla loro situazione economica. OGGI INCONTRO A ROMA Ma mentre i carabinieri indagano, Banca Etruria preferisce non rilasciare dichiarazioni, preparandosi all’ incontro odierno con i risparmiatori. L’ incontro che avrebbe dovuto tenersi ieri ad Arezzo e solo con i clienti di Etruria. Invece oggi sarà a Roma, alla sede di Banca Marche alla presenza dei rappresentanti dei risparmiatori di tutte le banche del Salva-banche. In particolare dell’ associazione delle Vittime del Salva-Banche che condanna «con determinazione» l’ attentato di Perugia «e qualsiasi altra forma di protesta criminosa. La nostra protesta continuerà nella legalità e nel rispetto delle regole che ci ha sempre contraddistinto». Anche con una manifestazione a Roma, il 12, davanti alla sede di Consob. CONDANNA DEI CONSUMATORI Stessa posizione da parte delle associazioni dei consumatori che appoggiano la battaglia del comitato Vittime del Salva-Banche. «La rabbia – dicono Rosario Trafiletti (Federconsumatori) ed Elio Lannutti (Adiconsum) – deve essere incanalata nelle giuste forme di contestazione. Va condannata senza se e senza ma ogni forma di violenza. Invitiamo i cittadini ad aderire alla protesta pacifica e democratica e di abbandonare ogni intento dettato dalla rabbia, che non porta ad alcun risultato, anzi si rivela controproducente e dannoso». Da Firenze, Federconsumatori aggiunge: «I risparmiatori hanno bisogno di tutele per vedersi restituire quanto stato loro distolto con l’ inganno e spesso in modo truffaldino. Noi ci adopereremo per trovare tutte le strade utili alla risoluzione dei problemi, non lasceremo nulla di intentato, ma rifiuteremo sempre e comunque ogni atto di violenza». Incalza Carlo Rienzi, presidente di Codacons: «Non possiamo che condannare atti intimidatori come quello di Perugia, che di certo non aiutano la causa dei risparmiatori. Tuttavia l’ episodio deve far riflettere sullo stato di esasperazione e disperazione dei risparmiatori che hanno perso tutti i soldi a causa del salvataggio delle quattro banche». SOLUZIONI RIMANDATE Un senso di esasperazione (e impotenza) accentuato anche dai tempi prolungati per le soluzioni. Il decreto Salva-Banca è del 22 novembre; l’ annuncio di Renzi alla Leopolda per rimborsi con criteri da individuare con decreti ministeriali è del12 dicembre. A quasi un mese di distanza, sembra che questi decreti non saranno pronti prima di febbraio. «Ma molti – denuncia Letizia Giorgianni, presidente dell’ associazione Vittime del Salva-banche – in questa vicenda hanno perso i risparmi di una vita. Soprattutto gli anziani hanno perso i soldi con cui contavano di integrare pensioni di 400 o 500 euro al mese. Come pensa il governo che queste persone possano mangiare in attesa dei decreti?».
ilaria bonuccelli
 

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