7 Gennaio 2016

«Carife, ci costituiremo parte offesa ai processi contro i responsabili»

«Carife, ci costituiremo parte offesa ai processi contro i responsabili»
argenta, il vice presidente codacons all’ assemblea

di NANDO MAGNANI DUECENTO persone, tra azionisti e possessori di obbligazioni subordinate della Cassa di Risparmio di Ferrara, colpiti dal decreto salvabanche, non hanno mancato l’ altra sera, alla sala riunioni della Casa del volontariato di via Circonvallazione, ad Argenta, all’ incontro del Codacons. Tra questi anche alcuni soci dell’ ex Coopcostruttori, al tempo già duramente colpiti dal crac. E che sono ancora in attesa di una soluzione finale per il rimborso dei risparmi andati perduti nel dissesto finanziario del gruppo. ALL’ ORDINE del giorno la possibilità di improntare un’ azione legale collettiva per recuperare le somme investite nella vecchia bad bank: Carife appunto, fallita, chiamata in causa insieme alla Nuova Carife (new bank). Nel mirino in particolare il patrimonio, gli immobili e i beni dati anche in garanzia. Indice puntato poi su Consob, Bankitalia e revisori dei conti. Si ipotizza il falso in bilancio e false comunicazioni sociali. «IL NOSTRO obiettivo – spiega il vice presidente nazionale Bruno Barbieri – è la costituzione di parte offesa nei procedimenti penali aperti nei confronti dei presunti responsabili. La situazione è, inutile negarlo, difficile ma anomala. La battaglia sarà ragionevolmente lunga: un paio d’ anni se non tre. Ma siamo ottimisti. In prima battuta se i dirigenti e i loro datori di lavoro venissero condannati in primo grado, o in appello, sarebbero da subito chiamati a pagare una provvisionale: una sorta di acconto sul danno subito, stabilito dal giudice, che alla fine andrebbe comunque risarcito per intero». C’ è poi una seconda possibilità: «In presenza di contratti di acquisto irregolari, e di cui la banca non sia in grado di fornirne copia, viene annullato l’ acquisto e restituiti in toto i soldi spesi». E SU quanto costa aderire, aggiunge: «Cinquanta euro per nucleo famigliare – spiega Barbieri -di cui 2 da pagare all’ atto dell’ iscrizione e 48 alla consegna dei documenti da richiedere alla banca: o direttamente allo sportello con il rilascio di ricevuta, o con raccomandata. Si tratta della certificazione del profilo di rischio (Mifid), del contratto quadro, dell’ estratto conto storico dei titoli e delle informative sul loro collocamento. La parcella per gli avvocati è di 300 euro per investimenti sotto i 10.000 euro; 600 per quelli superiori. Al termine il saldo: il 10% sull’ importo dell’ eventuale risarcimento». In caso di dossier cointestati (marito e moglie ad esempio) è opportuna l’ adesione di ogni titolare, per la parte di propria spettanza.
nando magnani

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