Rassegna stampa del 13 dicembre 2015
Ragusa Oggi, 13/12/2015 19:02
una task force per venire incontro alle richieste dei cittadini
SICILIA: SI RAFFORZA LA TASK FORCE “TANASI CONSUMERS” CON NUOVE ADESIONI
Si rafforza in Sicilia la “TANASI CONSUMERS”, una task force a cui ad oggi aderiscono i legali di 34 associazioni che hanno riunito le forze per venire incontro alla richieste di aiuto dei cittadini, richieste sempre più numerose, in proporzione all’ aumento dei disservizi, dei raggiri e delle truffe a danno dei consumatori. La TASK FORCE prende il nome da Francesco TANASI, Giurista e Segretario Nazionale CODACONS che da oltre vent’ anni è impegnato con successo in battaglie legali e non a difesa dei consumatori.
Estense, 13/12/2015 17:00
economia e lavoro , primo piano
Carife. Dal Codacons esposto alla Corte dei Conti
“individuare chi ha suggerito e venduto i titoli ai risparmiatori e chi ha sperperato i soldi degli investitori”
Il Codacons presenterà domani (lunedì 14 dicembre, ndr) un esposto alla Corte dei Conti dell’ Emilia Romagna e al Comando della Guardia di Finanza di Ferrara, chiedendo di aprire una indagine sul crac di Carife che ha trascinato con sé migliaia piccoli investitori. “La magistratura contabile e le fiamme gialle dovranno individuare i responsabili di tale grave situazione, ossia i soggetti che hanno materialmente suggerito e venduto i titoli ai risparmiatori, e coloro che hanno sperperato i soldi degli investitori portando l’ istituto di credito al dissesto. Tali soggetti – spiega il Codacons – dovranno rispondere dei danni prodotti ai cittadini e allo Stato, costretto a creare un fondo da 100 milioni che tuttavia non basterà a sanare la situazione, attraverso i loro beni personali, che dovranno essere utilizzati per i rimborsi ai risparmiatori”. Per la parte restante dei risarcimenti, secondo il Codacons, saranno inevitabili migliaia di cause contro gli istituti di credito, non essendo l’ arbitrato una strada praticabile. Anche di questo si parlerà domani, nel corso dell’ assemblea pubblica dei risparmiatori Carife indetta dal Codacons a Lagosanto alle 20.30 presso la sala dell’ Antica Pescheria di piazzetta dei Fiocinini. “Con l’ arbitrato il governo introduce un principio incostituzionale e pericolosissimo: si decide cioè di punire un reato in modo diverso a seconda di chi è la vittima. Sostanzialmente il ‘furto’ commesso viene punito in modo più duro se il rapinato è povero, e non viene punito affatto se la vittima è benestante – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Ma tutto ciò è palesemente illegale perché il reato è uguale per tutte le vittime, e le conseguenze dello stesso non possono essere proporzionate al reddito di chi lo ha subito”.
Tiscali, 13/12/2015 13:26
Esposto Codacons a Gdf e Corte Conti E-R
Esposto Codacons a Gdf e Corte Conti E-R di ANSA (ANSA) – BOLOGNA, 13 DIC – Un esposto alla Corte dei Conti dell’ Emilia-Romagna e alla Guardia di Finanza di Ferrara “chiedendo di aprire una indagine sul crac di Carife che ha trascinato con se migliaia piccoli investitori”. A presentarlo, domani, sarà il Codacons che, sempre domani, ha indetto una assemblea pubblica dei risparmiatori Carife a Lagosanto nel Ferrarese. A giudizio dell’ associazione “la magistratura contabile e le Fiamme Gialle dovranno individuare i responsabili di tale grave situazione”. 13 dicembre 2015.
Tiscali, 13/12/2015 12:55
Banca Marche, esposto Codacons
Banca Marche, esposto Codacons di ANSA (ANSA) – ANCONA, 13 DIC – Il Codacons presenterà domani un esposto alla Corte dei Conti delle Marche e al Comando della Guardia di Finanza di Ancona, chiedendo di aprire un’ indagine sul crac di Banca Marche “che ha trascinato con sé migliaia piccoli investitori”. Il Codacons non ritiene l’ arbitrato “una strada praticabile” e considera “inevitabili migliaia di cause”. Con l’ arbitrato il Governo poi “introduce un principio incostituzionale e pericolosissimo, punendo un reato in modo diverso a seconda della vittima”. 13 dicembre 2015.
Il Gazzettino, 13/12/2015 06:51
rimborsi almeno del 30%
le posizioni dei 10.500 obbligazionisti dei quattro istituti salvati verranno vagliate una ad una: chi ha investito per speculare sarà escluso dal risarcimento
ROMA – I dettagli arriveranno. Modalità e criteri precisi per bussare ai rimborsi dei bond subordinati «azzerati» di Banca Etruria & C saranno stabiliti dal decreto del Tesoro. Ma c’ è un dettaglio chiaro, che non ha bisogno di ulteriori specifiche: i 10.500 obbligazionisti truffati da Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara dovranno dividersi una torta da 100 milioni di euro. Vale a dire poco meno di un terzo dei 340 milioni di perdite certificate dal Mef, meno della metà dei 250 milioni di perdite calcolate (ma si tratta di una stima larga) dalla Federconsumatori di Arezzo, a carico soltanto dei piccoli obbligazionisti di Banca Etruria. Insomma, al di là di criteri, procedure, tempi delle istanze di rimborso «che saranno in tutto o in parte di natura arbitrale», come ha deciso il governo, se tutti saranno messi sullo stesso piano avranno indietro almeno il 30% di quanto perduto. Briciole, gridano i risparmiatori danneggiati, che oltre a chiedere di essere messi tutti sullo stesso piano, insistono per avere tutto indietro. Tanto che il Codacons ha già annunciato il ricorso al Tar contro il meccanismo dell’ arbitrato. Certo, resta sempre la strada giudiziaria da percorrere, ma solo «per il maggior danno». Ecco perché i consumatori, che rispediscono al mittente il principio del «fondo di solidarietà» o dell’ azione «umanitaria», hanno già fatto fioccare esposti qua e là, sicuramente a Roma, Milano e Arezzo. Sulla procedura arbitrale di cui si sta discutendo in queste ore tra Palazzo Chigi e ministero dell’ Economia, basta guardare al modello spagnolo per capire quale può essere lo schema da seguire. Ma andiamo con ordine. La prima missione degli arbitri delegati dal governo sarà di passare al setaccio le 10.500 posizioni dei risparmiatori travolti dagli effetti del salva-banche. Tra questi ci sono almeno 4.700 obbligazionisti di Banca Etruria, 4.150 di Cariferrara, 900 di Banca Marche e 700 di Carichieti. Verrannno esaminati uno per uno, probabilmente sfruttando anche strutture regionali, i singoli profili di rischio, in modo da certificare una sorta di patente da Bot-people, che tagli fuori dal ristoro chi invece con consapevolezza, in quanto speculatore, ha puntato sui bond subordinati. Nel caso spagnolo del salvataggio bancario di Bfa-Bankia, Novagalizia e CatalunyaCaixa per complessivi 40 miliardi, è stata una società indipendente (Kpmg) a stabilire a partire dal 2013 quali risparmiatori avevano il profilo e i requisiti richiesti per accedere all’ arbitrato. Di fatto è stata verificata l’ esistenza della capacità di contrattare il prodotto o la carenza di informazione e documentazione da parte dell’ istituto di credito o altra causa di invalidità del contratto. Solo una volta passato il test di idoneità è scattato il calcolo dell’ importo massimo per il quale il risparmiatore poteva ricorrere davanti alla Giunta arbitrale di Consumo (composta da personale della pubblica amministrazione) abilitata a risolvere il caso con un lodo vincolante e non appellabile. Quali i criteri applicati in Spagna per i rimborsi? Le richieste seguivano un ordine preciso: anzitutto l’ età (da maggiore a minore) e le entrate familiari (da minori a maggiori), ma anche la percentuale di investimento sul totale del patrimonio di famiglia (da maggiore a minore) e il volume dell’ investimento (da minore a maggiore). Da quelle parti è ancora vietato parlare del buco delle azioni privilegiate di Bfa-Bankia, Novagalizia e CatalunyaCaixa: oltre 400mila risparmiatori si leccano infatti tuttora le ferite. Ma in quel caso, per chi li ha ottenuti i rimborsi sono andati oltre il 30% dei 6,6 miliardi di perdite. Secondo l’ ultimo rapporto trimestrale della Commissione degli arbitrati richiesti, il 95% è stato ammesso alla procedura e il 68% del totale ha ottenuto un lodo favorevole. Risultato: sono stati restituiti in tutto 3 miliardi, pari al 46% degli investimenti. © riproduzione riservata.
Libertà, 13/12/2015 06:23
Banche, arriva la “scialuppa”: un fondo da cento milioni
servirà anche per i rimborsi ai piccoli investitori. «ma non basta»
ROMA – Arriva la “scialuppa” di salvataggio del Governo. Un fondo di solidarietà da 100 milioni, alimentato con le stesse risorse di tutela dei correntisti, servirà anche ai rimborsi per i mini -investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banche Marche,Carife e CariChieti. Ma i criteri e le modalità – che prevedono anche arbitrati – non sono ancora stati fissati. Dicer to da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che per gli arbitrati non sarà scelta la Consob, cioè una delle due authority – l’ altra è Bankitalia – al centro delle polemiche per la vigilanza. «Sarebbe incoerente che un “player” della vicenda possa ergersi a giudice per dirimere la controversia», fanno sapere dal governo. Ma le polemiche non si placano. Quelle politiche prendo nodi mira, con la richiesta di dimissioni, soprattutto il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi per il ruolo avuto dal padre e dal fratello nella Banca dell’ Etruria. Ad attaccarla è anche lo scrittore Roberto Saviano. Il confronto si scalda anche sulle soluzioni scelte e sul ruolo delle autorità di vigilanza. La scelta del governo piace alle banche. Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli – che chiede di non delegittimare Bankitalia definisce «costruttivo» ma anche «di legalità e celere» il metodo scelto. Non la pensano così le “vittime” del “salva -banche”, che parlano a norme degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti e rullano i tamburi in vista della manifestazione che terranno a Firenze vicino alla Leopolda renziana. Definiscono la proposta concordata con l’ Ue «irricevibile e persino irrispettosa». «Non vogliamo – affermano né elemosina, né fondi e né arbitrati, caso per caso. Le banche debbono prendersi la responsabilità di aver venduto prodotti finanziari inadatti ai loro clienti, come anche rimarcato dalla Ue». L’ Adusbef invece chiede al governo un segno di discontinuità, con azioni di responsabilità su chi non ha vigilato e il Codacons pensa ad un ricorso al Tar contro l’ ipotesi di arbitrati. Le misure del governo, che sono ancora in parte non definite e rinviano a due decreti i criteri e la scelta degli “arbitri”, contengono però alcuni paletti precisi. È previsto che l’ arbitrato sia subordinato all’ accertamento di violazioni da parte di chi ha collocato i bond. Rimane salvo, poi, il diritto al risarcimento del danno per via giudiziaria anche se – è chiaro nel frattempo è stato ottenuto un rimborso, dovrà essere restituito. Il nuovo fondo di solidarietà, comunque, non userà risorse pubbliche, ma i soldi del Fondo unico di garanzia dei depositi, alimentato dalle banche. Che dalle proposte del governo – ricevono comunque qualche dono. Potranno dedurre ai fini Ires e Irap anche i contributi volontari e, dal 2017, non verranno penalizzati dal calo dell’ Ires che avrebbe falcidiato – si parla di circa 4 miliardi – i crediti fiscali iscritti in bilancio. Il governo, poi, guarda al futuro e mette sul fondo dei salvataggi del bail in una posta da 2,5 miliardi come «finanziamento ponte»: serviranno per gli interventi urgenti, da attivare in pochi giorni. Il sistema bancario dovrà poi restituirli. «Il Pd sta dalla parte delle banche», afferma il vice presidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio che propone di dare ai risparmiatori le azioni delle Bad Bank. «Il Governo si è schierato nettamente dalla parte dei risparmiatori – ribatte invece il ministro degli interni, Angelino Alfa no, perché salvare le banche ha significato salvare i risparmiatori». Nel mondo bancario a parlare è anche l’ Ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, mentre Carife riunisce il Cda per dare il via libera a fidi per 119milioni. Ghizzoni ribadisce che «il sistema bancario italiano è solido» ma ammette anche che «tra le sfide da affrontare c’ è quella delle sofferenze, che sono a un livello molto alto e che va ridotto». I sindacati, ovviamente, temono per i posti di lavoro. Ma a chiosare duramente è il leader Cgil, Susanna Camusso: «Il rapporto tra finanza, banche, cittadini e imprese deve essere profondamente mutato perché il livello di strapotere che hanno le banche crea i fatti a cui stiamo assistendo». Corrado Chiominto.
corrado chiominto
Gazzetta del Sud, 13/12/2015 06:03
servirà anche ai rimborsi per i mini -investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate
Banche, fondo di garanzia da 100 milioni
non sarà la consob a svolgere il ruolo di “giudice” negli eventuali arbitrati individuali
Corrado Chiominto ROMA Arriva la “scialuppa” di salvataggio del Governo. Un fondo di solidarietà da 100 milioni, alimentato con le stesse risorse di tutela dei correntisti, servirà anche ai rimborsi per i mini -investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banche Marche, Carife e CariChieti. Ma i criteri e le modalità- che prevedono anche arbitrati- non sono ancora stati fissati. Di certo da Palazzo Chigihanno fatto sapere che per gli arbitrati non sarà scelta la Consob, cioè una delle due authority – l’ altra è Bankitalia- al centro delle polemiche per la vigilanza. «Sarebbe incoerente che un “player” della vicenda possa ergersi a giudice per dirimere la controversia», fanno sapere dal governo. Ma le polemiche non si placano. Quelle politiche prendono di mira, con la richiesta di dimissioni, soprattutto il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi per il ruolo avuto dal padre e dal fratello nella Banca dell’ Etruria. Ad attaccarla è anche lo scrittore Roberto Savia no. Il confronto si scalda anche sulle soluzioni scelte e sul ruolo delle autorità di vigilanza. La scelta del governo piace alle banche. Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli – che chiede di non delegittimare Bankitalia definisce «costruttivo» ma anche «di legalità e celere» il metodo scelto. Non la pensano così le «vittime» del Salva -banche, che parlano a norme degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti e rullano i tamburi in vista della manifestazione che terranno a Firenze vicino alla Leopolda renziana. Definiscono la proposta concordata con l’ Ue «irricevibile e persino irrispettosa». «Non vogliamo – affermano -né elemosina, né fon di e né arbitrati, caso per caso. Le banche debbono prendersi la responsabilità di aver venduto prodotti finanziari inadatti ai loro clienti, come anche rimarcato dalla Ue». L’ Adusbef invece chiede al governo un segno di discontinuità, con azioni di responsabilità su chi non ha vigilato e il Codacons pensa ad un ricorso al Tar contro l’ ipotesi di arbitrati. Le misure del governo, che sono ancora in parte non definite e rinviano a due decreti i criteri e la scelta degli ‘arbitrì, contengono però alcuni paletti precisi. È previsto che l’ arbitrato sia subordinato all’ accertamento di violazioni da parte di chi ha collocato i bond. Rimane salvo, poi, il diritto al risarcimento del danno per via giudiziaria anche se- è chiaro- se nel frattempo è stato ottenuto un rimborso, dovrà essere restituito. Il nuovo fondo di solidarietà, comunque, non userà risorse pubbliche, ma i soldi del Fondo unico di garanzia dei depositi, alimentato dalle banche. Che dalle proposte del governo – ricevono comunque qualche dono. Potranno dedurre ai fini Ires e Irap anche i contributivolontari e, dal 2017, non verranno penalizzati dal calo dell’ Ires che avrebbe falcidiato – si parla di circa 4 miliardi – i crediti fiscali iscritti in bilancio. Il governo, poi, guarda al futuro e mette sul fondo dei salvataggi del bail in una posta da 2,5 miliardi come «finanziamento ponte»: serviranno per gli interventi urgenti, da attivare in pochi giorni. Il sistema bancario dovrà poi restituirli. «Il Pd sta dalla parte delle banche», afferma il vice presidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio che propone di dare ai risparmiatori le azioni delle Bad Bank. «Il Governo si è schierato nettamente dalla parte dei risparmiatori – ribatte invece il ministro degli interni, Angeli no Alfano, perché salvare le banche ha significato salvare i risparmiatori». Nel mondo bancario a parlare è anche l’ Ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, mentre Carife riunisce il Cda per dare il via libera a fidi per 119milioni. Ghizzoni ribadisce che «il sistema bancario italiano è solido» ma ammette anche che «tra le sfide da affrontare c’ è quella delle sofferenze, che sono a un livello molto alto e che va ridotto». I sindacati, ovviamente, temono per i posti di lavoro. 3.
corrado chiominto
Il Quotidiano della Calabria, 13/12/2015 05:33
Si torna a spendere per le feste
«FINALMENTE,dopo anni di tagli e austerity, le famiglie italiane torneranno a spendere sotto le feste di Natale». Lo ha affermato il Codacons, commentando i dati diffusi ieri da Confcommercio. Anche i commercianti confermano in pieno.
Il Quotidiano della Calabria, 13/12/2015 05:32
per i consumatori il decreto emesso dal governo tutela le banche ma non i risparmiatori
Una soluzione “all’ italiana
attivato un fondo di salvataggio di 100 milioni. ira di adusbef e codacons
ROMA – Arriva la “scialup pa” di salvataggio del Governo. Un fondo di solidarietà da 100 milioni, alimentato con le stesse risorse di tutela dei correntisti, servirà anche ai rimborsi per i mini -investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banche Marche, Carife e CariChieti. Ma i criteri e le modalità – che prevedono anche arbitrati non sono ancora stati fissati. Di certo da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che per gli arbitrati non sarà scelta la Consob, cioè una delle due authority- l’ altra è Bankitalia – al centro delle polemiche per la vigilanza. «Sarebbe incoerente che un “player” della vicenda possa ergersi a giudice per dirimere la controversia», fanno sapere dal governo. Ma le polemiche non si placano. Quelle politiche prendono di mira, con la richiesta di dimissioni, soprattutto il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi per il ruolo avuto dal padre e dal fratello nella Banca dell’ Etruria. Ad attaccarla è anche lo scrittore Roberto Saviano. Il confronto si scalda anche sulle soluzioni scelte e sul ruolo delle autorità di vigilanza. La scelta del governo piace alle banche. Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli – che chiede di non delegittimare Bankitalia – definisce «costruttivo» ma anche «di legalità e celere» il metodo scelto. Non la pensano così le «vittime» del Salva -banche, che parlano a norme degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti e rullano i tamburi in vista della manifestazione che terranno a Firenze vicino alla Leopolda renziana. Definiscono la proposta concordata con l’ Ue «irricevibile e persino irrispettosa». «Non vogliamo – affermano – né elemosina, né fondi e né arbitrati, caso per caso. Le banche debbono prendersi la responsabilità di aver venduto prodotti finanziari inadatti ai loro clienti, come anche rimarcato dalla Ue». L’ Adusbef invece chiede al governo un segno di discontinuità, con azioni di responsabilità su chi non ha vigilato eil Coda cons pensa ad un ricorso al Tar contro l’ ipotesi di arbitrati. Le misure del governo, che sono ancora in parte non definite e rinviano a due decreti i criteri e la scelta degli “arbitri”, contengono però alcuni paletti precisi. E’ previsto che l’ arbitrato sia subordinato all’ accerta mento di violazioni da parte di chi ha collocato i bond. Rimane salvo, poi, il diritto al risarcimento del danno per via giudiziaria anche se – è chiaro – se nel frattempo è stato ottenuto un rimborso, dovrà essere restituito. Il nuovo fondo di solidarietà, comunque, non userà risorse pubbliche, ma i soldi del Fondo unico di garanzia dei depositi, alimentato dalle banche. Che – dalle proposte del governo – ricevono comunque qualche dono. Potranno dedurre ai fini Ires e Irap anche i contributi volontari e, dal 2017, non verranno penalizzati dal calo dell’ Ires che avrebbe falcidiato – si parla di circa 4 miliardi – i crediti fiscali iscritti in bilancio. Il governo, poi, guarda al futuro e mette sul fondo dei salvataggi del bail in una posta da 2,5 miliardi come «finanziamento ponte»: serviranno per gli interventi urgenti, da attivare in pochi giorni. Il sistema banca rio dovrà poi restituirli.
corrado chiominto
Il Messaggero, 13/12/2015 05:31
Gli effetti Ai risparmiatori rimborsi di almeno il 30%
su criteri, modalità, tempi dell’ arbitrato allo studio il modello applicato in spagna l’ indennizzo non esclude la possibilità della via giudiziaria per il maggior danno
LA PROCEDURA ROMA I dettagli arriveranno. Modalità e criteri precisi per bussare ai rimborsi dei bond subordinati «azzerati» di Banca Etruria & C saranno stabiliti dal decreto del Tesoro. Ma c’ è un dettaglio chiaro, che non ha bisogno di ulteriori specifiche: i 10.500 obbligazionisti truffati da Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara dovranno dividersi una torta da 100 milioni di euro. Vale a dire poco meno di un terzo dei 340 milioni di perdite certificate dal Mef, meno della metà dei 250 milioni di perdite calcolate (ma si tratta di una stima larga) dalla Federconsumatori di Arezzo, a carico soltanto dei piccoli obbligazionisti di Banca Etruria. Insomma, al di là dei criteri, delle procedure e dei tempi delle istanze di rimborso «che saranno in tutto o in parte di natura arbitrale», come ha deciso il governo, se tutti saranno messi sullo stesso piano avranno indietro almeno il 30% di quanto perduto. Briciole, gridano i risparmiatori danneggiati, che oltre a chiedere di essere messi tutti sullo stesso piano, insistono per avere tutto indietro. Tanto che il Codacons ha già annunciato il ricorso al Tar contro il meccanismo dell’ arbitrato. Certo, resta sempre la strada giudiziaria da percorrere, ma solo «per il maggior danno». Ecco perché i consumatori, che rispediscono al mittente il principio del «fondo di solidarietà» o dell’ azione «umanitaria», hanno già fatto fioccare esposti qua e là, sicuramente a Roma, Milano e Arezzo. IL TEST DI IDONEITÀ In attesa di conoscere le tappe della procedura arbitrale di cui si sta discutendo in queste ore tra Palazzo Chigi e ministero dell’ Economia, basta guardare al modello spagnolo per capire quale può essere lo schema da seguire. Ma andiamo con ordine. La prima missione degli arbitri delegati dal governo sarà di passare al setaccio le 10.500 posizioni di risparmiatori travolti dagli effetti del salva-banche. Tra questi ci sono almeno 4.700 obbligazionisti di Banca Etruria, 4.150 di Cariferrara, 900 di Banca Marche e 700 di Carichieti. Uno per uno andranno esaminati, probabilmente sfruttando anche strutture regionali, i singoli profili di rischio, in modo da certificare una sorta di patente da Bot-people, che tagli fuori dal ristoro chi invece con consapevolezza, in quanto speculatore, ha puntato sui bond subordinati. Nel caso spagnolo del salvataggio bancario di Bfa-Bankia, Novagalizia e CatalunyaCaixa per complessivi 40 miliardi, è stata una società indipendente (Kpmg) a stabilire a partire dal 2013 quali risparmiatori avevano il profilo e i requisiti richiesti per accedere all’ arbitrato. Di fatto, è stata verificata l’ esistenza della capacità di contrattare il prodotto, o di carenza di informazione e documentazione o causa di invalidità del contratto. Solo una volta passato il test di idoneità è scattato il calcolo dell’ importo massimo per il quale il risparmiatore poteva ricorrere all’ arbitrato davanti alla Giunta Arbitrale di Consumo (composta da personale della Pa) abilitata a risolvere sul caso con un laudo arbitral , vincolante e non ricorribile. LA STRADA SPAGNOLA Quali i criteri applicati in Spagna per i rimborsi? Le richieste seguivano un ordine preciso: anzitutto l’ età (da maggiore a minore) e le entrate familiari (da minori a maggiori), ma anche la percentuale di investimento sul totale del patrimonio di famiglia (da maggiore a minore) e il volume dell’ investimento (da minore a maggiore). Da quelle parti è ancora vietato parlare del buco delle azioni privilegiate diBfa-Bankia, Novagalizia e CatalunyaCaixa: oltre 400 mila risparmiatori si leccano infatti tuttora le ferite. Ma in quel caso, per chi li ha ottenuti i rimborsi sono andati oltre il 30% dei 6,6 miliardi di perdite. Secondo l’ ultimo rapporto trimestrale della Commissione degli arbitrati richiesti, il 95% è stato ammesso alla procedura e il 68% del totale ha ottenuto un laudo arbitral favorevole. Risultato: sono stati restituiti in tutto 3 miliardi, pari al 46% degli investimenti. Roberta Amoruso © RIPRODUZIONE RISERVATA.
roberta amoruso
Il Messaggero (ed. Abruzzo), 13/12/2015 05:31
Riattivazione scala mobile class-action del Codacons
MEGAPARCHEGGIO Il Codacons Abruzzo avvierà una class-action pubblica nei confronti del Comune per la riapertura del passaggio pedonale sotterraneo che collega il megaparcheggio “Lorenzo Natali” di Collemaggio con piazza Duomo. Dopo quasi 7 anni dal terremoto e una serie di annunci e promesse puntualmente disattese, l’ ultima la scorsa estate da parte del sindaco, Massimo Cialente, finirà insomma a carte bollate la questione della rinascita del tunnel sotterraneo, non danneggiato dal sisma, che tante polemiche provocò al tempo della sua realizzazione, conclusa nel 1994 e con apertura al pubblico avvenuta solo nel 2002. Un’ opera che, quando era in funzione, ha passato più giorni con i tapis roulant spenti di quelli a regime, e dopo il sisma è rimasta del tutto chiusa. A minacciare battaglia ora è il coordinatore regionale del Codacons, l’ avvocato Fabrizio Foglietti, che ricorda come si tratti «di bene pubblico dato in concessione a società privata (la M&P mobilità e parcheggi, ndr), ma per tale fatto il Comune, che è dotato di poteri autoritativi, non potrebbe sottrarsi a un obbligo di ripristino dell’ agibilità a tutela della mobilità dei cittadini. Tra l’ altro – rileva – si tratta di rimuovere una situazione di disagio per i parcheggi a seguito della ripresa di attività nel centro storico». L’ opera, del valore iniziale di 25 milioni di euro, fu voluta dall’ ex sindaco, Enzo Lombardi, e finanziata attraverso un project financing, l’ 80% pubblico e il resto del socio privato Alosa Spa del gruppo Lodigiani-Astaldi. Da sempre ha suscitato contrasti e polemiche tanto che la realizzazione venne approvata nel 1987 alla presenza di 13 consiglieri comunali su 40 e con solo 9 voti favorevoli. Ignoti scrissero sui muri di cinta dell’ area, negli anni di Tangentopoli, «Di Pietro pensaci tu», in riferimento all’ allora pm di Milano, e proprio a lui si rivolsero alcuni consiglieri di «Convenzione democratica», tra cui un giovanissimo Cialente. Il cantiere aprì nel ’90 ma, a causa di inchieste giudiziarie, poi tutte archiviate, ci furono ritardi oltre a modifiche sostanziali, tra cui proprio la realizzazione del tunnel, inizialmente non previsto. A.O. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Corriere del Veneto, 13/12/2015 05:02
la messa per i risparmiatori
«Sono espropri criminali i bancari chiedano perdono» Squilli di rivolta in chiesa
VENEZIA Non si era mai vista una Messa in cui Gesù che scaccia i mercanti dal tempio s’ intreccia con il Grillo Parlante che mette in guardia Pinocchio da quei due furbastri del Gatto e della Volpe, e dove la lettera di un suicida viene equiparata ad una pagina del Vangelo, e che all’ omelia fa seguire fragoroso applauso e standing ovation . Ma siccome c’ è sempre una prima volta, eccola, nel gelo di un sabato mattina nella chiesa parrocchiale di Dese, l’ ultima frontiera della speranza cristiana per le anime turlupinate dai demoni della finanza. Sui banchi i piccoli risparmiatori che si sentono traditi e pugnalati da Veneto Banca e Popolare di Vicenza, sull’ altare don Enrico Torta che ha il gioco fin troppo facile nel citare Giuda ed evocare Caino. In prima fila Andrea Arman e Patrizio Miatello, coordinatori degli azionisti associati e arrabbiati. Nell’ ultima panca Franco Rocchetta, ex parlamentare leghista e ora ideologo venetista. Dall’ altra parte, seduti l’ uno accanto all’ altro, il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti ed il leader del Codacons veneto Franco Conte. E poi molti anziani, un papà col figlio, un paio di ragazze, diverse coppie. Come quella che l’ inviato di Panorama , incuriosito da questo inaspettato spaccato di Nordest, intercetta già sul sagrato. «Mi hanno fatto firmare un sacco di carte, ma mica me l’ hanno detto, che mi stavano facendo passare da basso ad alto rischio», accusa lei. «Ci hanno truffati», sentenzia lui. Come loro due, tanti altri qui, una sessantina di persone in tutto, al lordo di giornalisti, fotografi e telecineoperatori, che il parroco invita a stare seduti quando arriva il momento di leggere le sacre scritture, «perché oggi la parola del Signore è anche per voi». È la vigilia della terza domenica di Avvento, ma il brano dell’ evangelista Giovanni riporta alla Pasqua dei Giudei, con Gesù che rovescia i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe. «Cristo, che con la sua nascita ha fatto di tutti noi il suo tempio vivente, ci dia la forza di ribaltare i banchi di chi ha fatto della sua casa una spelonca di ladroni», è l’ invocazione di don Torta, che per fugare il timore di una metafora troppo oscura, si affretta a chiarire il concetto: «Il denaro è diventato il dio di questo mondo, ma il vero Pil è la dignità delle persone. Dobbiamo tenere la schiena dritta, non possiamo restare indifferenti di fronte a questo esproprio criminale, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, non possiamo riconoscere questo tipo di civiltà come civiltà». Il riferimento è a Luigi D’ Angelo, l’ obbligazionista suicida di Banca Etruria, «il nostro povero fratello di Civitavecchia che ci ha lasciato un documento che bisognerebbe mettere vicino al Vangelo, perché le sue parole devono diventare parole di Vangelo davanti a cui dobbiamo schierarci». Don Enrico invita più volte a pregare per lui, ma anche «per tutte le vittime dell’ usura bancaria che si sono uccise» e pure per il ravvedimento dei responsabili, a tutti i livelli compresi quelli non dirigenziali: «Le banche, quelli che hanno raggirato le persone, dai direttori fino alle figure che mi spiace possano vivere ora un momento di difficoltà, perché sono miei fratelli. Ma se sapevano che erano strumenti di imbroglio, dovevano alzarsi e denunciare. E adesso devono mettersi in ginocchio e chiedere perdono a Dio. Non so se sarà la Banca d’ Italia, o le banche italiane, o le banche europee: a me non interessa, ma quei soldi devono venir fuori». E non se ne faccia una questione ideologica, raccomanda il prete che si porta addosso l’ etichetta di «Robin Hood», da quando disse che «non è peccato rubare ai ricchi» di fronte al tragico fenomeno dei suicidi per la crisi economica: «Per me l’ unica distinzione non è fra destra e sinistra, ma fra onesti e disonesti, perché per fregare il prossimo si può arrivare sia da destra che da sinistra». Dopo la benedizione il celebrante fa leggere dal pulpito «una storia che era di ieri ed è di oggi, perché non sia più». È la favola di quel burattino che, diventato bambino, fu indotto a credere che nel campo dei miracoli quattro zecchini sarebbero diventati duemila e non credette a chi lo ammoniva: «Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni! Dai retta a me, ritorna indietro». Nemmeno i piccoli risparmiatori delle Popolari venete tornarono indietro, ma sono qui e l’ ultimo saluto di don Torta è per loro: «Buona giornata, buona domenica e arrivederci a lunedì». Alla discoteca Odissea di Spresiano, per l’ ultima riunione prima della resa dei conti in assemblea.
La Gazzetta dello Sport, 13/12/2015 05:02
deciderà un arbitrato
Risparmi in fumo Arriva il fondo dei risarcimenti
Arriva la “scialuppa” di salvataggio del governo. Un fondo di solidarietà da 100 milioni, alimentato con le stesse risorse di tutela dei correntisti, servirà anche ai rimborsi per i mini-investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banche Marche, Carife e CariChieti. Ma i criteri e le modalità – che prevedono anche arbitrati – non sono ancora stati fissati. Di certo da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che per gli arbitrati non sarà scelta la Consob, cioè una delle due authority – l’ altra è Bankitalia – al centro delle polemiche per la vigilanza. «Sarebbe incoerente che un “player” della vicenda possa ergersi a giudice per dirimere la controversia», fanno sapere dal governo. Ma le polemiche politiche non si placano. Con l’ M5S molto critico con il «governo dalla parte delle banche». Il confronto si scalda anche sulle soluzioni scelte e sul ruolo delle autorità di vigilanza. La scelta del governo piace alle banche. Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli – che chiede di non delegittimare Bankitalia definisce «costruttivo» – ma anche «di legalità e celere» il metodo scelto. Non la pensano così le «vittime» del salvabanche. Definiscono la proposta concordata con l’ Ue «irricevibile e irrispettosa». Il nuovo fondo di solidarietà, comunque, non userà risorse pubbliche, ma i soldi del Fondo unico di garanzia dei depositi, alimentato dalle banche. L’ Adusbef invece chiede al governo un segno di discontinuità, con azioni di responsabilità su chi non ha vigilato e il Codacons pensa ad un ricorso al Tar contro l’ ipotesi di arbitrati.
La Sicilia, 13/12/2015 05:02
Banche, per le vittime fondo da 100 milioni e aiuti caso per caso
ma l’ organizzazione dei risparmiatori non ci sta «niente elemosine». consob esclusa dagli arbitrati
ROMA. Arriva la scialuppa di salvataggio del governo. Un fondo di solidarietà da 100 milioni, alimentato con le stesse risorse di tutela dei correntisti, servirà anche ai rimborsi per i mini -investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banche Marche, Carife e CariChieti. Ma i criteri e le modalità – che prevedono anche arbitrati – non sono ancora stati fissati. Di certo da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che per gli arbitrati non sarà scelta la Consob, cioè una delle due authority – l’ altra è Bankitalia – al centro delle polemiche per la vigilanza. «Sarebbe incoerente che un “player” della vicenda possa ergersi a giudice per dirimere la controversia», fanno sapere dal governo. Ma le polemiche non si placano. Quelle politiche prendono di mira, con la richiesta di dimissioni, soprattutto il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi, per il ruolo avuto dal padre e dal fratello nella Banca dell’ Etruria. Ad attaccarla è anche lo scrittore Roberto Saviano. Il confronto si scalda anche sulle soluzioni scelte e sul ruolo delle autorità di vigilanza. La scelta del governo piace alle banche. Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli – che chiede di non delegittimare Bankitalia – definisce «costruttivo» ma anche «di legalità e celere» il metodo scelto. Non la pensano così le «vittime» organizzate del Salva -banche, che parlano a norme degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti e rullano i tamburi in vista della manifestazione che terranno a Fi renze vicino alla Leopolda renziana. Definiscono la proposta concordata con l’ Ue «irricevibile e persino irrispettosa». «Non vogliamo – affermano – né elemosina, né fondi e né arbitrati, caso per caso. Le banche debbono prendersi la responsabilità di aver venduto prodotti finanziari inadatti ai loro clienti, come anche rimarcato dalla Ue». L’ Adusbef invece chiede al governo un segno di discontinuità, con azioni di responsabilità su chi non ha vigilato, e il Codacons pensa ad un ricorso al Tar contro l’ ipotesi di arbitrati. Le misure del governo, che sono ancora in parte non definite e rinviano a due decreti i criteri e la scelta degli “arbitri”, contengono però alcuni paletti precisi. È previsto che l’ arbitrato sia subordinato all’ accertamento di violazioni da parte di chi ha collocato i bond. Rimane salvo, poi, il diritto al risarcimento del danno per via giudiziaria anche se – è chiaro – se nel frattempo è stato ottenuto un rimborso, dovrà essere restituito. Il nuovo fondo di solidarietà, comunque, non userà risorse pubbliche, ma i soldi del Fondo unico di garanzia dei depositi, alimentato dalle banche. Che – dalle proposte del governo – ricevono comunque qualche dono. Potranno dedurre ai fini Ires e Irap anche i contributi volontari e, dal 2017, non verranno penalizzati dal calo dell’ Ires che avrebbe falcidiato – si parla di circa 4 miliardi – i crediti fiscali iscritti in bilancio. Il governo, poi, guarda al futuro e mette sul fondo dei salvataggi del “bail in” una posta da 2,5 miliardi come «finanziamento ponte»: serviranno per gli interventi urgenti, da attivare in pochi giorni. Il sistema bancario dovrà poi restituirli. «Il Pd sta dalla parte delle banche», afferma il vice presidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio, che propone di dare ai risparmiatori le azioni delle “bad bank”. «Il governo si è schierato nettamente dalla parte dei risparmiatori – ribat te invece il ministro degli Interni, An gelino Alfano, perché salvare le banche ha significato salvare i risparmiatori». Nel mondo bancario a parlare è anche l’ Ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, mentre Carife riunisce il Cda per dare il via libera a fidi per 119 milioni. Ghizzoni ribadisce che «il sistema bancario italiano è solido» ma ammette anche che «tra le sfide da affrontare c’ è quella delle sofferenze, che sono a un livello molto alto e che va ridotto». I sindacati, ovviamente, temono per i posti di lavoro. Ma a chiosare duramente è il leader Cgil, Susanna Camusso: «Il rapporto tra finanza, banche, cittadini e imprese deve essere profondamente mutato perché il livello di strapotere che hanno le banche crea i fatti a cui stiamo assistendo».
Avvenire, 13/12/2015 05:01
premio/1.
A Umberto Folena l’ Amico del consumatore 2015′
Roma. Premio ‘Amico del consumatore 2015’ a Umberto Folena, capo- redattore di ‘Avvenire’. Il prestigioso riconoscimento, istituito dal Codacons (Coordinamento di associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti di utenti e consumatori) verrà consegnato giovedì a Roma nella location della stadio di Domiziano di via Tor Sanguigna 3 (zona piazza Navona). L’ evento prevede, alle ore 9.30, anche un convegno sul tema ‘Interventi assistiti con aninali e agricoltura sociale: le nuove frontiere della terapia’. A consegnare il premio (ore 12.15), insieme con il presidente del Codancos avvocato Carlo Rienzi, saranno la giornalista e conduttrice Emanuela Falcetti e Miss Italia 2015 Alice Sabatini. Tra i premiati delle precedenti edizioni figurano anche Antonio Catricalà, Raffaele Guariniello, Vito Gamberale ed Eugenia Roccella. RIPRODUZIONE RISERVATA.
umberto folena
La Nazione (ed. Empoli), 13/12/2015 04:28
La revisione degli estimi fa già paura Il rischio? Tributi e bollette più care
il codacons prepara i ricorsi, il centrodestra contesta le competenze
di GIULIO PANZANI LA REVISIONE delle zone censuarie e degli estimi catastali era stata effettuata, a Fucecchio, con l’ istituzione delle cosiddette ‘microzone’ in base al decreto 138 del 1998 e alla circolare ministeriale 13/T del 1999, non proprio secoli fa. Aree, cioè, che presentando caratteri di omogeneità orografiche, urbanistiche, storico-ambientali, socio-economiche e infrastrutturali, diversificavano i valori di mercato dei vari immobili del territorio a seconda, appunto, che questi fossero nel centro, in periferia, nelle frazioni ‘piane’ o in quelle collinari. Con il decentramento delle funzioni catastali agli enti locali gli estimi erano poi stati rivisti di nuovo, neanche dieci anni fa, suscitando non poca preoccupazione sia fra i piccoli proprietari che fra gli operatori del settore edilizio, quest’ ultimo fortemente in crisi anche qui da noi con moltissimi appartamenti vuoti e invenduti per le ridotte capacità di spesa, checché se ne dica, delle famiglie. IL TIMORE di un ulteriore aggravio dei tributi che si agganciano agli estimi, annunciato con la rivalutazione in corso che considera anche il numero di vani, deriva dalla possibilità che buona parte dei fabbricati possa essere riconsiderata al rialzo così da far crescere in maniera rilevante l’ imposta sulle seconde case e sugli immobili adibiti ad attività commerciali o produttive, compensando l’ ente locale dei mancati introiti sulle prime case d’ abitazione per le quali il governo ha annunciato l’ abolizione dell’ Imu. L’ opposizione consiliare di centrodestra ricorda che già a suo tempo ci furono eccezioni di legittimità, anche di fronte al Tar, sulla scelta dei comuni di attribuirsi la definizione degli estimi perché la normativa prevedeva solo una partecipazione a tale determinazione riservata, in ultima analisi, alle agenzie del territorio. E il cui aggancio alla determinazione dell’ entità dei vari tributi a cominciare da quello del Consorzio di Bonifica, che è forse il piu’ ‘pesante’ della Toscana, potrebbe ora comportare contestazioni, ricorsi, e contenziosi giudiziari che sarebbero già allo studio dei legali di Codacons a Fucecchio. IN PRIMA linea ci sono gli avvocati Sabrina Ramello e Fausto Giglioli, che dell’ opposizione al balzello consortile hanno fatto da anni una vera e propria crociata. Per di più, i titolari delle varie utenze hanno dovuto compilare, tempo fa, su richiesta degli organismi che gestiscono i servizi, un complicatissimo modulo con appunto i dati catastali degli immobili serviti che dovrebbe essere rivisto con i nuovi dati quando questi saranno definiti. Comportando per di più, lo si dà per certo, un altro aumento delle bollette già salatissime specie per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, con buona pace di chi crede nella raccolta differenziata.
giulio panzani
Il Resto del Carlino (ed. Ferrara), 13/12/2015 04:21
SI TERRÀ a Lagosanto domani la prima assemblea pubblica del Codacons sul caso del salvataggio di …
SI TERRÀ a Lagosanto domani la prima assemblea pubblica del Codacons sul caso del salvataggio di Carife. Lo annuncia lo stesso Codacons in una nota. Nella Sala dell’ Antica Pescheria il vicepresidente Codacons, Bruno Barbieri, e uno staff di avvocati ed esperti dell’ associazione illustreranno ai risparmiatori le azioni che il Codacons intende avviare a tutela dei soggetti cui sono stati venduti titoli Carife, e che oggi si ritrovano senza nulla in mano, dopo l’ azzeramento del valore di azioni e obbligazioni subordinate. «Il Codacons – spiega una nota – è l’ unica associazione che, per vicende analoghe (Bond Argentina, Lehman Brothers), ha ottenuto centinaia di sentenze favorevoli ai risparmiatori dinanzi ai Tribunali di tutta Italia».
Il Secolo XIX, 13/12/2015 04:16
consob sconfitta: non sarà arbitro
Salvagente per i risparmiatori 100 milioni di risarcimenti
intervento a tutela degli obbligazionisti dei 4 istituti salvati
ROMA.Cento milioni dieu ro per cittadini e mini imprenditori, da attribuire in gran parte attraverso arbitrati che valutano le posizioni caso per caso. In un pacchetto di cinque emendamenti alla legge di stabilità, in discussione in Parlamento, è racchiusa la soluzione del governo per tutelare i circa 10.500 risparmiatori in possesso di obbligazioni subordinate delle quattro banche che hanno fatto crac (Banca popolare dell’ Etruria, Banca Marche, CariChieti e Cassa di risparmio di Ferrara). Soluzione che passa appunto per un fondo da finanziare con un massimo di cento milioni di euro, alimentato e gestito dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, destinato solo a cittadini, coltivatori diretti e imprenditori individuali o agricoli (non alle società). Le procedure dei rimborsi saranno «in tutto o in parte di natura arbitrale»: un decreto del ministero dell’ Economia stabilirà i dettagli. Sarà inoltre un decreto del presidente del Consiglio a individuare «gli arbitri» tra persone «di comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità»: quello che trapela da Palazzo Chigi è che non sarà la Con sob a essere incaricata di questo compito. Si prevede inoltre che, in caso di apertura di procedure arbitrali, venga accertata la responsabilità «per la violazione degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza», e che resta salvo il diritto del risparmiatore al risarcimento del danno (se ricorre alle vie legali): in quel caso, se il fondo di solidarietà predisposto ieri avrà già rimborsato una parte dei soldi, potrà rivalersi di quella cifra. Nove sono i subemendamenti presentati alla proposta da Fi e Fdi, come spiegano in una nota alcuni parlamentari, tra cui Brunetta e Prestigiacomo: tra questi, la richiesta di alimentare il fondo oltre i cento milioni, «fino al ristoro totale di tutti gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche fallite», che gli obbligazionisti possano anche ricorrere a una class action, e il riconoscimento della responsabilità degli amministratori delle quattro banche «con le misure di natura cautelare e conservativa che questo comporta». Soddisfatto per l’ ipotesi arbitrato il settore bancario: una procedura «di legalità, e celere», secondo il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli. L’ Unione nazionale consumatori raccomanda che non siano né la Consob né Bankitalia a svolgere il ruolo di arbitro, come dice il segretario Massimiliano Dona, e chiede che nell’ arbitrato vengano inseriti rappresentanti delle associazioni di consumatori. Ma tra i consumatori, c’ è anche chi, come Codacons, ritiene che l’ arbitrato «che deciderà quali risparmiatori hanno diritto al rimborso» sia «illegale»: «Impugneremo al Tar il provvedimento con cui il governo» lo introdurrà, promette il presidente Carlo Rienzi. Rigetta la soluzione del governo la portavoce delle «Vittime del Giorgianni: «Non ci propongano questa elemosina, questo fondo è irricevibile». Il gruppo, che parla a nome degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti, oggi manifesta a Firenze vicino alla Leopolda renziana.
Corriere Adriatico, 13/12/2015 04:10
Arriva una scialuppa da 100 milioni
le banche approvano il fondo di salvataggio del governo. i truffati: “non basta”. polemiche su boschi
CORRADO CHIOMINTO Roma Arriva la “scialuppa” di salvataggio del Governo. Un fondo di solidarietà da 100 milioni, alimentato con le stesse risorse di tutela dei correntisti, servirà anche ai rimborsi per i mini-investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti. Ma i criteri e le modalità – che prevedono anche arbitrati – non sono ancora stati fissati. Di certo da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che per gli arbitrati non sarà scelta la Consob, cioè una delle due authority – l’ altra è Bankitalia – al centro delle polemiche per la vigilanza. “Sarebbe incoerente che un player della vicenda possa ergersi a giudice per dirimere la controversia”, fanno sapere. Ma le polemiche non si placano. Quelle politiche prendono di mira, con la richiesta di dimissioni, soprattutto il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi per il ruolo avuto dal padre e dal fratello nella Banca dell’ Etruria. Ad attaccarla è anche lo scrittore Roberto Saviano. Il confronto si scalda anche sulle soluzioni scelte e sul ruolo delle autorità di vigilanza. La scelta del Governo piace alle banche. Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli – che chiede di non delegittimare Bankitalia – definisce “costruttivo” ma anche “di legalità e celere” il metodo scelto. Non la pensano così le “vittime” del salva-banche, che parlano a norme degli obbligazionisti subordinati dei quattro istituti: definiscono la proposta concordata con la Ue “irricevibile e persino irrispettosa”. “Non vogliamo – affermano – né elemosina, né fondi e né arbitrati, caso per caso. Le banche debbono prendersi la responsabilità di aver venduto prodotti finanziari inadatti ai loro clienti, come anche rimarcato dalla Ue”. L’ Adusbef invece chiede al Governo un segno di discontinuità, con azioni di responsabilità su chi non ha vigilato e il Codacons pensa a un ricorso al Tar contro l’ ipotesi di arbitrati. Le misure del Governo, che sono ancora in parte non definite e rinviano a due decreti i criteri e la scelta degli “arbitri”, contengono però alcuni paletti precisi. È previsto che l’ arbitrato sia subordinato all’ accertamento di violazioni da parte di chi ha collocato i bond. Rimane salvo, poi, il diritto al risarcimento del danno per via giudiziaria anche se – è chiaro – se nel frattempo è stato ottenuto un rimborso, dovrà essere restituito. Il nuovo fondo di solidarietà, comunque, non userà risorse pubbliche, ma i soldi del Fondo unico di garanzia dei depositi, alimentato dalle banche. Che – dalle proposte del Governo – ricevono comunque qualche dono. Potranno dedurre ai fini Ires e Irap anche i contributi volontari e, dal 2017, non verranno penalizzati dal calo dell’ Ires che avrebbe falcidiato – si parla di circa 4 miliardi – i crediti fiscali iscritti in bilancio. Il Governo, poi, guarda al futuro e mette sul fondo dei salvataggi del bail in una posta da 2,5 miliardi come “finanziamento ponte”: serviranno per gli interventi urgenti, da attivare in pochi giorni. Il sistema bancario dovrà poi restituirli. “Il Pd sta dalla parte delle banche”, afferma il vice presidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio che propone di dare ai risparmiatori le azioni delle bad bank. “Il Governo si è schierato nettamente dalla parte dei risparmiatori – ribatte invece il ministro degli interni, Angelino Alfano – perché salvare le banche ha significato salvare i risparmiatori”. Nel mondo bancario a parlare è anche l’ Ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, mentre Carife riunisce il Cda per dare il via libera a fidi per 119 milioni. Ghizzoni ribadisce che “il sistema bancario italiano è solido” ma ammette anche che “tra le sfide da affrontare c’ è quella delle sofferenze, che sono a un livello molto alto e che va ridotto”. I sindacati, ovviamente, temono per i posti di lavoro. Ma a chiosare duramente è il leader Cgil, Susanna Camusso: “Il rapporto tra finanza, banche, cittadini e imprese deve essere profondamente mutato perché il livello di strapotere che hanno le banche crea i fatti a cui stiamo assistendo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
corrado chiominto
Giornale di Sicilia, 13/12/2015 04:03
risparmio. fondo di solidarietà a carico del sistema bancario per risarcire chi ha perso tutto, escluse le società. un collegio nominato dal governo deciderà le modalità
Una scialuppa da 100 milioni
Lo scrittore Saviano ha chiesto le dimissioni per conflitto di interessi del ministro Boschi che non ha replicato. In sua difesa corrono l’ esecutivo, il Pd e anche la sinistra dei Dem: «Lei è estranea». Renato Giglio Cacioppo …Arriva un fondo di solidarietà da 100 milioni a carico del sistema bancario italiano, per risarcire i risparmiatori che hanno perso tutto dopo il salvataggio da parte del governo delle 4 banche che erano sull’ orlo del fallimento. Ad essere rimborsati i 10.500 proprietari delle obbligazioni subordinate dei 4 istituti di credito, il cui valore è stato azzerato, che risulteranno essere stati convinti in modo fraudolento ad investire in titoli ad alto rischio. E a decidere su chi è stato truffato e chi no, sarà un collegio di personalità scelto dal governo. È stato dunque presentato ieri l’ emendamento dell’ esecutivo alla legge di Stabilità, per soccorrere, all’ interno dei paletti posti dalla Ue, gli investitori privati coinvolti nel crack di Carife, CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche. Insoddisfatta l’ associazione dei consumatori Codacons. Non si placa inoltre la polemica sul ministro delle Riforme Boschi, il cui padre è stato per 8 mesi vice -presidente della Banca Etruria, e della quale, lo scrittore Roberto Saviano ha chiesto le dimissioni da ministro. Fondo a carico delle banche. Il salvataggio dei risparmiatori truffati sarà finanziato con un massimo di 100 milioni, prelevati dal «Fondo interbancario di tutela dei depositi», creato dalle banche italiane per intervenire i caso di crisi bancarie. A poter essere rimborsati saranno solo gli investitori privati, gli imprenditori individuali, gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti, e non le società. Sarà il ministero dell’ Economia a decidere le modalità del rimborso. Arbitrato sull’ eventuale truffa. Non sarà la Consob (autorità di vigilanza sulla Borsa) ma un collegio di arbitri scelti dal governo tra persone di «comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità ed onorabilità» a decidere su chi ha diritto ai rimborsi e su modalità ed entità. L’ intervento del fondo a favore dei risparmatori dipenderà infatti dall’ accertamento di responsabilità delle banche per violazione degli obblighi informativi e di correttezza per il collocamento degli strumenti finanziari. Rimane poi salvo il diritto del risparmiatore al risarcimento del danno per le ordinarie vie legali. Il salvataggio delle banche. Gli istituti di credito che volontariamento hanno messo le risorse – 3,6 miliardi – per salvare dal fallimento le 4 banche, riceveranno uno sconto fiscale, con la deducibilità al 100% dei contributi anche volontari al fondo. Viene inoltre sterilizzato l’ effetto che il calo dell’ Ires dal 2017 avrebbe avuto sui conti delle banche. Il governo ha inoltre effettuato un finanziamento -ponte di 2,5 miliardi per far partire da subito il Fondo di risoluzione unico, che sarà a carico del solo sistema bancario, e che per le norme europee dovrà essere attivo dal 2016. Le risorse del fondo serviranno in caso di interventi d’ emergenza ma avranno un utilizzo solo temporaneo e dovranno essere restituite dal sistema bancario. La polemica sulla Boschi. Conti nua a far discutere intanto l’ attacco di Saviano alla Boschi. Ieri lo scrittore, che ne aveva chiesto le dimissioni per conflitto di interessi, ha ribadito che se il ministro resterà al suo posto «ciò vorrà dire che la Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati, resi più accettabili dalla giovane età e dall’ essere venuti dopo Berlusconi, e il Pd un’ accolita che difende i malversatori a scapito dei piccoli risparmiatori». Accuse respinte in modo compatto da governo, Pd e sinistra del partito, che hanno evidenziato la totale estraneità del ministro mentre il padre non è comunque indagato, ma rilanciate in particolare dalla Lega e dal M5S. Quanto alla stessa Boschi, ieri ha parlato, accolta da un’ ovazione, alla seconda giornata della Leopolda (la manifestazione annuale lanciata da Renzi) ed ha del tutto evitato la questione.
La Nuova Ferrara, 13/12/2015 03:54
domani a lagosanto
Prima assemblea pubblica del Codacons con i risparmiatori
Si terrà a Lagosanto domani alle ore 20.30 la prima assemblea pubblica del Codacons sul caso del salvataggio di Carife, vicenda che ha trascinato con se migliaia di piccoli investitori i quali, senza colpe, hanno perso i risparmi di una vita. Nella Sala dell’ Antica Pescheria – Piazzetta dei Fiocinini di Lagosanto, il vicepresidente Codacons, l’ avvocato Bruno Barbieri, e uno staff di avvocati ed esperti dell’ associazione illustreranno ai risparmiatori le azioni che il Codacons intende avviare a tutela dei soggetti cui sono stati venduti titoli Carife, e che oggi si ritrovano senza nulla in mano, dopo l’ azzeramento del valore di azioni e obbligazioni subordinate. Il Codacons infatti è l’ unica associazione italiana che, per vicende analoghe (Bond Argentina, Lehman Brothers, ecc.), ha ottenuto centinaia di sentenze favorevoli ai risparmiatori dinanzi ai Tribunali di tutta Italia. Anche per la vicenda Carife sussistono pienamente i presupposti per ottenere tramite il Codacons il rimborso integrale degli investimenti, sulla base di numerose pronunce dei giudici che hanno stabilito che gli investitori devono essere informati non solo circa il rischio dell’ investimento, ma anche sulla situazione degli istituti che hanno emesso i titoli, e questo anche dopo la vendita dei titoli e per tutta la durata dei contratti, in modo da consentire loro di disfarsi per tempo di azioni e obbligazioni. Cosa che non è certo avvenuta nella vicenda Carife. Per tale motivo il Codacons invita tutti i risparmiatori interessati a partecipare all’ assemblea pubblica di Lagosanto.
Il Giornale Di Vicenza, 13/12/2015 03:47
L’ illegalità costa a commercio, alberghi e pubblici esercizi una perdita di fatturato pari a 21
L’ illegalità costa a commercio, alberghi e pubblici esercizi una perdita di fatturato pari a 21,7 miliardi (oltre il 7% l’ anno) cui si aggiungono 5,7 miliardi di costi per difendersene, per un totale di 27,1 miliardi. A lanciare l’ allarme è l’ Ufficio Studi di Confcommercio avvertendo che «sono circa 263 mila i posti di lavoro che così vengono messi a rischio ogni anno». VACANZE ANTI-CRISI. Tra il 22 dicembre e il 6 gennaio si metteranno in viaggio ben 11,6 milioni di italiani (26% dei maggiorenni), il dato più alto dal 2007, per una spesa media di 647 euro a persona: importo in aumento, ma ancora inferiore a quello pre-crisi di 694 euro. La durata media della vacanza scende a 6,1 giorni da 6,3 dello scorso anno (6,8 nel 2007). Il 26% degli intervistati sceglierà alberghi o pensioni: si tratta dell’ unica forma ricettiva che mette a segno una crescita. L’ Italia rimane la meta preferita dai vacanzieri: la sceglie il 70% degli intervistati.BANCHE AVARE. Le banche sono più generose con lo Stato, meno con le imprese. Un elemento emerso dall’ analisi di Unimpresa nel rapporto sul credito. Negli ultimi 12 mesi sono saliti di quasi 9 miliardi i prestiti bancari alla pubblica amministrazione e contemporaneamente sono diminuiti di 4 miliardi gli impieghi al settore privato, con una contrazione di 16 miliardi per le aziende: da settembre 2014 a settembre 2015, il totale dei crediti erogati alla P.A. è passato da 1.905 miliardi a 1.914 miliardi mentre sono scesi da 1.416 miliardi a 1.412 miliardi quelli erogati a imprese e cittadini. NATALE E CONSUMI. Dopo sette anni di crisi, il Natale 2015 dovrebbe essere finalmente positivo. Le famiglie spenderanno 10 miliardi per i regali, cioè 166 euro a persona, con un aumento del 5% rispetto allo scorso anno. Sono le previsioni dell’ Ufficio studi di Confcommercio sui consumi di Natale. Per il 38,8% degli italiani questo Natale sarà il primo di uscita dalla recessione. Le tredicesime sono stimate in crescita dell’ 1,6%. L’ 85,9% degli italiani farà i regali di Natale contro l’ 85,2% del 2014.IMMIGRATI E FINANZA. L’ integrazione delle famiglie immigrate passa anche attraverso l’ inclusione finanziaria: circa 2,4 milioni di migranti dispongono di un conto corrente presso banche italiane e altri prestatori di servizi di pagamento, mentre oltre 1,2 milioni sono titolari di carte conto, ossia carte che dispongono di un codice Iban, con un incremento del 13% nell’ ultimo anno e un tasso di crescita medio annuo del 20% tra il 2011 e il 2014. A rilevarlo è il Rapporto dell’ Osservatorio Nazionale sull’ Inclusione Finanziaria dei Migranti. Tra, il 2011 e il 2014, informa una nota, il numero dei conti correnti intestati ai cittadini migranti è cresciuto costantemente, con un tasso medio annuo dell’ 8,5%.TASSE. Il petrolio crolla, ma l’ Italia è ai vertici della classifica europea per i prezzi dei carburanti. A denunciarlo è il Codacons che ha presentato un esposto alla Commissione europea e all’ Antitrust italiano affinché si faccia luce sulla dinamica dei listini dei carburanti nel nostro paese. Con una media di 1,340 euro per un litro di gasolio, l’ Italia si piazza al secondo posto della classifica Ue dove il diesel costa di più. Peggio di noi solo il Regno Unito (1,543 euro al litro). Sul fronte della benzina, invece, con 1,475 euro al litro, il nostro paese occupa la quarta posizione, dietro Paesi Bassi (1,545 euro/litro), Regno Unito e Danimarca. o COPYRIGHT.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 13/12/2015 03:31
il credito e la politica
Banche, arriva un fondo da cento milioni di euro
ma insorgono le associazioni delle «vittime»: non vogliamo l’ elemosina
• ROMA. Arriva la “scialuppa” di salvataggio del Governo. Un fondo di solidarietà da 100 milioni, alimentato con le stesse risorse di tutela dei cor rentisti, servirà anche ai rimborsi per i mini -investitori rimasti intrappolati nelle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banche Marche, Carife e CariChieti. Ma i criteri e le modalità – che prevedono anche arbitrati – non sono ancora stati fissati. Di certo da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che per gli arbitrati non sarà scelta la Consob, cioè una delle due authority – l’ altra è Bankitalia – al centro delle polemiche per la vigilanza. «Sarebbe incoerente che un “player” della vicenda possa ergersi a giudice per dirimere la controversia», fanno sapere dal gover no. Ma le polemiche non si placano. Quelle politiche prendono di mira, con la richiesta di dimissioni, soprattutto il ministro per le riforme, Maria Elena Boschi per il ruolo avuto dal padre e dal fratello nella Banca dell’ Etruria. Ad attaccarla è anche lo scrittore Roberto Saviano. Il confronto si scalda anche sulle soluzioni scelte e sul ruolo delle autorità di vigilanza. La scelta del governo piace alle banche. Il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli – che chiede di non delegittimare Bankitalia – definisce «costruttivo» ma anche «di legalità e celere» il metodo scelto. Non la pensano così le «vittime» del Salva -banche, che parlano a nome degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti e rullano i tamburi in vista della manifestazione che terranno a Firenze vicino alla Leopolda renziana. Definiscono la proposta concordata con l’ Ue «irricevibile e persino irrispettosa». «Non vogliamo – affermano – né elemosina, né fondi e né arbitrati, caso per caso. Le banche debbono prendersi la responsabilità di aver venduto prodotti finanziari inadatti ai loro clienti, come anche rimarcato dalla Ue». L’ Adusbef invece chiede al governo un segno di discontinuità, con azioni di responsabilità su chi non ha vigilato e il Codacons pensa ad un ricorso al Tar contro l’ ipotesi di arbitrati. Le misure del governo, che sono ancora in parte non definite e rinviano a due decreti i criteri e la scelta degli “arbitri”, contengono però alcuni paletti precisi. È previsto che l’ arbitrato sia subordinato all’ accertamento di violazioni da parte di chi ha collocato i bond. Rimane salvo, poi, il diritto al risarcimento del danno per via giudiziaria anche se – è chiaro – se nel frattempo è stato ottenuto un rimborso, dovrà essere restituito. Il nuovo fondo di solidarietà, comunque, non userà risorse pubbliche, ma i soldi del Fondo unico di garanzia dei depositi, alimentato dalle banche. Che – dalle proposte del governo – ricevono comunque qualche dono. Potranno dedur re ai fini Ires e Irap anche i contributi volontari e, dal 2017, non verranno pena l i z z at i dal calo dell’ Ires che avrebbe falcidiato – si parla di circa 4 miliardi – i crediti fiscali iscritti in bilancio. Il governo, poi, guarda al futuro e mette sul fondo dei salvataggi del bail in una posta da 2,5 miliardi come «finanziamento ponte»: serviranno per gli interventi urgenti, da attivare in pochi giorni. Il sistema bancario dovrà poi restituirli. «Il Pd sta dalla parte delle banche», afferma il vice presidente della Camera del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio che propone di dare ai risparmiatori le azioni delle Bad Bank. «Il Governo si è schierato nettamente dalla parte dei risparmiatori – ribatte invece il ministro degli interni, Angelino Alfano, perché salvare le banche ha significato salvare i risparmiatori» Nel mondo bancario a parlare è anche l’ Ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, mentre Carife riunisce il Cda per dare il via libera a fidi per 119milioni. Ghizzoni ribadisce che «il sistema bancario italiano è solido» ma ammette anche che «tra le sfide da affrontare c’ è quella delle sofferenze, che sono a un livello molto alto e che va ridotto». I sindacati, ovviamente, temono per i posti di lavoro. Ma a chiosare duramente è il leader Cgil, Susanna Camusso: «Il rapporto tra finanza, banche, cittadini e imprese deve essere profondamente mutato perché il livello di strapotere che hanno le banche crea i fatti a cui stiamo assistendo». Corrado Chiominto.
corrado chiominto
Il Sole 24 Ore, 13/12/2015 03:05
il meccanismo. su accesso al fondo e il diritto al ristoro non decide un solo «conciliatore»
Il «filtro» del collegio arbitrale
roma Non sarà un solo arbitro ma un collegio. Nominato da Palazzo Chigi. E non sarà la Consob, né tanto meno Banca d’ Italia. Gli organi già esistenti di risoluzione stragiudiziale dei due istituti di vigilanza al massimo potranno fornire il loro supporto organizzativo al funzionamento del collegio arbitrale. È quanto emerge dalla lettura dell’ emendamento al Ddl stabilità sulle banche. L’ esclusione della Consob come possibile arbitro, peraltro, è stata espressamente confermata da fonti di Governo ancor prima che l’ emendamento fosse depositato ufficialmente in Commissione Bilancio. Ma il testo non ha comunque sciolto i dubbi né tanto meno chiarito le idee sull’ arbitrato. Il Governo, di fatto, si concede una delega ampia sulla possibilità di nominare un collegio arbitrale scegliendo tra persone di «comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità». Con lo stesso decreto dovranno essere indicate le modalità di nomina e di funzionamento del collegio, su cui al momento manca però un qualsiasi rinvio al vincolo della rappresentatività. Il rinvio poi alla possibilità di ricorrere ad organismi o camere arbitrali già esistenti per assicurare il supporto organizzativo sembrerebbe in realtà riaprire la porta sia alla Consob, con il suo nuovo Organismo di risoluzione stragiudiziale delle liti o con la sua camera di conciliazione, sia alla Banca d’ Italia con l’ Abf, ossia l’ Arbitro bancario finanziario. In questo ultimo caso, che non dispiacerebbe all’ Unione nazionale consumatori, andrebbe però superato l’ attuale limite di competenze, visto che l’ arbitro bancario entra in gioco soprattutto per la valutazione dei contratti bancari. L’ analisi del rispetto degli obblighi di informazione, diligenza e correttezza, posti dall’ emendamento come vincolo per l’ accesso alla prestazione del fondo di solidarietà, sono al contrario alla base dell’ attività di analisi finanziaria della Consob. Oltre alle specializzazioni di Consob e Bankitalia, il nostro ordinamento prevede altri organismi e camere arbitrali, ma con competenze più generaliste e molto meno specifiche, come ad esempio le camere arbitrali delle camere di commercio o quelle degli ordini forensi o ancora gli organismi di sovraindebitamento. Questi ultimi ben più lontani dalle analisi finanziarie dei risparmiatori. Occorre ricordare , inoltre, che in fase di recepimento della direttiva Adr per i consumatori, lo stesso Governo l’ estate appena trascorsa ha individuato nell’ Organismo stagiudiziale delle controversie della Consob lo strumento chiamato a valutare i profili attinenti alla trasparenza nella condotta degli intermediari finanziari. Il rischio di discostarsi dal modello scelto lo scorso agosto potrebbe portare anche a possibili censure comunitarie che in realtà non sono arrivate quando l’ attuazione della direttiva ha riconosciuto l’ imparzialità e la terzietà dell’ Organismo Consob. Resta un dubbio su natura e compiti degli arbitri che non sembrano sposarsi del tutto con quelli propri degli organismi arbitrali di Consob e Bankitalia, i quali sono chiamati a pronunciarsi per la risoluzione della lite. L’ obiettivo che l’ emendamento del Governo vuole affidare al collegio arbitrale, invece, non è la soluzione del contenzioso ma quello di determinare il diritto all’ accesso al Fondo di solidarietà e la quantificazione della prestazione riconosciuta al risparmiatore. Procedura però che ha incassato il secco no del Codacons che ieri ha già annunciato il ricorso al Tar sul futuro Dpcm. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’Adige, 13/12/2015 02:36
Leno, Codacons verso la causa alla Provincia
i lavori sul torrente agitano santa maria lettera e minaccia di ricorso al giudice
Nelle foto di Gianni Cavagna le cascatelle del Leno che rischiano di sparire e i lavori sotto il ponte Forbato. L’ arrivo delle ruspe nel greto del torrente ha agitato i residenti che ora sembrano pronti a fare un ricorso d’ urgenza davanti al giudice civile per fermare i lavori.
Il Mattino (ed. Benevento), 13/12/2015 02:33
Risparmiatori «Molisannio» nuovo riparto in primavera
Paolo Bontempo Castelvetere. Crac Molisannio, a Pasqua l’ uovo potrebbe contenere un sorpresa in più per i risparmiatori. Secondo Pellegrino Minicozzi, commissario giudiziale, a fine marzo potrebbe concretizzarsi un nuovo riparto. Non siamo riusciti per questo fine anno spiega Minicozzi a liquidare una ulteriore tranche ai risparmiatori poiché l’ Asl non ha provveduto a pagarci una consistente somma e i beni immobili a Benevento, Baselice, Montefalcone e San Bartolomeo sono rimasti invenduti. Stiamo lavorando affinché si possa arrivare a una liquidazione, seppur limitata, per fine marzo». È il caso di ricordare che l’ ultimo riparto tra i creditori risale ormai al 2011. La società finita nel mirino degli inquirenti, aveva le sedi a Benevento, Montefalcone, San Bartolomeo, Paduli, San Giorgio La Molara, Castelvetere e Isernia. Il concordato preventivo approvato dal tribunale di Benevento prevedeva un recupero tra il 50 e 60% dei depositi mentre finora i risparmiatori hanno recuperato appena il 30%. Al momento secondo Minicozzi e Massimo Zeno, liquidatore della società, in cassa vi è una cifra intorno a 700mila euro e per procedere ai pagamenti occorrono ulteriori 300 mila euro per raggiungere la soglia minima. «Siamo delusi e arrabbiati poiché aspettiamo invano da troppo tempo ulteriori riparti e perciò cercheremo di sollecitare gli organi competenti» dicono i risparmiatori di Castelvetere che sono pronti a una sottoscrizione per chiedere al Tribunale di Benevento di accelerare le procedure per recuperare i loro risparmi. Quattro sono le strade ancora aperte per le azioni di recupero. L’ attività degli organi di liquidazione per il recupero dei crediti a seguito del concordato preventivo, il processo penale concluso qualche mese fa con la sentenza di condanna, l’ azione di responsabilità con la richiesta di risarcimento danni nei confronti della Banca d’ Italia da parte del Codacons e di altri legali e, infine, la sentenza del Tribunale civile di Benevento, a seguito all’ azione di responsabilità, con cui è stata inflitta una pesante condanna a carico di Claudio Paoletti, Cosimo De Gennaro, Ugo Iorio, Valentino Lucarelli, Mario Petti, Antonio Spallone e Michele Varricchio, in solido tra loro, e per De Gennaro, Petti e Varricchio fino alla concorrenza di 500mila euro, al pagamento in favore di Molisannio spa della somma complessiva di 3,5 milioni di euro oltre agli interessi dalla domanda. La società avrebbe danneggiato moltissimi risparmiatori. Molti di loro si sono costituti come parti civili anche nel processo penale. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
paolo bontempo
Giornale dell’Umbria, 13/12/2015 01:01
Banche, per i risparmiatori 100 milioni dal Governo
il ministero fisserà le modalità di gestione del fondo, le condizioni di accesso e i criteri di quantificazione dei rimborsi
ROMA – Non sarà la Consob a svolgere il ruolo di “giudice” negli arbitrati individuali per il ristoro delle perdite subite dagli azionisti e dagli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. Lo hanno anticipato fonti di Governo che hanno evidenziato come sarebbe incoerente che un player di questa vicenda possa ergersi a “giudice” per dirimere questa controversia. Poi è stato l’ emendamento del Governo depositato in Parlamento a confermare l’ impianto, istituendo un fondo per i risparmiatori da 100 milioni di euro. La gestione del fondo é assegnata al fondo interbancario di tutela dei depositi; le spese coperte dallo stesso fondo di solidarietà. Sara invece un decreto del ministero dell’ Economia a fissare le modalità di gestione, le condizioni di accesso, i criteri di quantificazione dei rimborsi. Mentre con un dpcm potranno essere nominati gli arbitri, che saranno «scelti tra persone di comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità». Intanto, viene stabilito che «l’ accertamento della responsabilità per la violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza nel collocamento delle obbligazioni subordinate» è previsto nel caso si attivi la procedura arbitrale per il rimborso dei sottoscrittori di obbligazioni subordinate. E che ci sia un finanziamento ponte da 2,5 miliardi per il fondo di risoluzione unico previsto dal decreto “salva banche”. La posizione del Governo è riassunta nelle parole del ministro delle Infrastrutture Graziano Del rio. «Il Governo italiano, come ha detto il ministro Padoan, che è responsabile di questo procedimen per risarcire questi cittadini a cui va la nostra vicinanza ma dobbiamo anche imparare da questa vicenda che il cittadino va difeso sempre di più da una differente capacità di informazione». Si schiera contro ogni ipotesi di arbitrato il Codacons. L’ arbitrato che deciderà quali risparmiatori hanno diritto al rimborso degli investimenti, indipendentemente se istituito presso la Consob o altri organi, «è illegale perché contrario alle disposizioni della Corte di in Belgio, grazie a un’ inchiesta partita da Bologna, Sebastiano Signati, latitante affiliato alla ‘ndrangheta nell’ elenco dei cento ricercati più pericolosi d’ Italia. La Polizia di Bologna ha concluso infatti una complessa operazione nei confronti della criminalità calabrese. La Squadra Mobile, in collaborazione con la Direzione centrale per i servizi antidroga, il Servizio centrale operativo della Polizia, ha eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettante persone facenti parte di un’ organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di cocaina. Altre 10 persone sono state arrestate in flagranza di reato e 16 chili di droga sono stati sequestrati. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, coordinate dalla locale Dda, la cocaina veniva importata dal Belgio, Paese nel quale il 26 novembre scorso è stato arrestato dalla polizia belga Sebastiano Signati. Secondo gli inquirenti, al vertice di tale organizzazione c’ era un calabrese, L.M., di stanza a Bologna, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti e già condannato per sequestro di persona a scopo di estorsione. In particolare l’ uomo avrebbe operato come “broker” della più vasta organizzazione criminale. tale sarà bloccato dal Codacons dinanzi al Tar del Lazio», avverte l’ associazione dei consumatori, richiamando la giurisprudenza in materia che non lascia spazio ad interpretazioni. In questo scenario, uno dei principali banchieri italiani, l’ amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni, spende parole chiare a difesa del sistema bancario e del suo controllore, Bankitalia. «In generale» il sistema delle banche italiane è «solido».
La Stampa, 13/12/2015 00:31
Salvagente per i risparmiatori Pronti 100 milioni di risarcimenti
intervento a tutela dei 10 mila possessori di obbligazioni dei quattro istituti salvati
Cento milioni di euro per cittadini e mini imprenditori, da attribuire in gran parte attraverso arbitrati che valutano le posizioni caso per caso. In un pacchetto di cinque emendamenti alla legge di stabilità, in discussione in Parlamento, è racchiusa la soluzione del governo per tutelare i circa 10.500 risparmiatori in possesso di obbligazioni subordinate delle quattro banche che hanno fatto crac (Banca popolare dell’ Etruria, Banca Marche, CariChieti e Cassa di risparmio di Ferrara). Soluzione che passa appunto per un fondo da finanziare con un massimo di cento milioni di euro, alimentato e gestito dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, destinato solo a cittadini, coltivatori diretti e imprenditori individuali o agricoli (non alle società). Le procedure dei rimborsi saranno «in tutto o in parte di natura arbitrale»: un decreto del ministero dell’ Economia stabilirà i dettagli. Sarà inoltre un decreto del presidente del Consiglio a individuare «gli arbitri» tra persone «di comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità»: quello che trapela da Palazzo Chigi è che non sarà la Consob a essere incaricata di questo compito. Si prevede inoltre che, in caso di apertura di procedure arbitrali, venga accertata la responsabilità «per la violazione degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza», e che resta salvo il diritto del risparmiatore al risarcimento del danno (se ricorre alle vie legali): in quel caso, se il fondo di solidarietà predisposto ieri avrà già rimborsato una parte dei soldi, potrà rivalersi di quella cifra. Nove sono i subemendamenti presentati alla proposta da Fi e Fdi, come spiegano in una nota alcuni parlamentari, tra cui Brunetta e Prestigiacomo: tra questi, la richiesta di alimentare il fondo oltre i cento milioni, «fino al ristoro totale di tutti gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche fallite», che gli obbligazionisti possano anche ricorrere a una class action, e il riconoscimento della responsabilità degli amministratori delle quattro banche «con le misure di natura cautelare e conservativa che questo comporta». Soddisfatto per l’ ipotesi arbitrato il settore bancario: una procedura «di legalità, e celere», secondo il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli. L’ Unione nazionale consumatori raccomanda che non siano né la Consob né Bankitalia a svolgere il ruolo di arbitro, come dice il segretario Massimiliano Dona, e chiede che nell’ arbitrato vengano inseriti rappresentanti delle associazioni di consumatori. Ma tra i consumatori, c’ è anche chi, come Codacons, ritiene che l’ arbitrato «che deciderà quali risparmiatori hanno diritto al rimborso» sia «illegale»: «Impugneremo al Tar il provvedimento con cui il governo» lo introdurrà, promette il presidente Carlo Rienzi. Rigetta la soluzione del governo la portavoce delle «Vittime del Salva-banche», Letizia Giorgianni: «Non ci propongano questa elemosina, questo fondo è irricevibile». Il gruppo, che parla a nome degli obbligazionisti subordinati dei 4 istituti, oggi manifesta a Firenze vicino alla Leopolda renziana.
francesca schianchi
Estense, 13/12/2015 00:21
lagosanto
A Lagosanto la prima assemblea pubblica Codacons su Carife
esperti dell’ associazione illustreranno le azioni che intende avviare a tutela dei risparmiatori
Lagosanto. Si terrà a Lagosanto lunedì 14 dicembre alle ore 20:30 la prima assemblea pubblica del Codacons sul caso del salvataggio di Carife, vicenda che ha trascinato con se migliaia di piccoli investitori i quali, senza colpe, hanno perso i risparmi di una vita. Presso la Sala dell’ Antica Pescheria, in piazzetta dei Fiocinini di Lagosanto, il vicepresidente Codacons, l’ avvocato Bruno Barbieri, e uno staff di avvocati ed esperti dell’ associazione, illustreranno ai risparmiatori le azioni che il Codacons intende avviare a tutela dei soggetti cui sono stati venduti titoli Carife e che oggi si ritrovano senza nulla in mano, dopo l’ azzeramento del valore di azioni e obbligazioni subordinate. Il Codacons infatti è l’ unica associazione italiana che, per vicende analoghe (Bond Argentina, Lehman Brothers, ecc.), ha ottenuto centinaia di sentenze favorevoli ai risparmiatori dinanzi ai tribunali di tutta Italia. Anche per la vicenda Carife, dichiara il Codacons, “sussistono pienamente i presupposti per ottenere tramite il Codacons il rimborso integrale degli investimenti, sulla base di numerose pronunce dei giudici che hanno stabilito che gli investitori devono essere informati non solo circa il rischio dell’ investimento, ma anche sulla situazione degli istituti che hanno emesso i titoli, e questo anche dopo la vendita dei titoli e per tutta la durata dei contratti, in modo da consentire loro di disfarsi per tempo di azioni e obbligazioni. Cosa che non è certo avvenuta nella vicenda Carife”. Per tale motivo il Codacons invita tutti i risparmiatori interessati a partecipare all’ assemblea pubblica che di Lagosanto.
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