Codacons: «Sequestrate i soldi alla Nuova Cassa»
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fonte:
- La Nuova Ferrara
E’ un atto annunciato da giorni e ieri si è concretizzato con il deposito formale da parte dell’ associazione consumatori Codacons della richiesta di costituzione di parte offesa alla Procura di Ferrara per il crac della banca e anche della richiesta di sequestro, alla Nuova Carife, di una somma equivalente a quella dei soldi persi dai risparmiatori, azionisti e obbligazionisti che si sono visti azzerare i propri capitali. Lo ha annunciato la stessa associazione ieri sottolineando di ritenere «di avere diritto» nell’ essere parte attiva nei futuri procedimenti penali affinchè «venga fatta luce sulle eventuali condotte illecite dei vertici della Cassa di Risparmio di Ferrara spa e sulla mancanza di vigilanza da parte degli organi preposti quali la Banca d’ Italia e la Consob». «Condotte – spiegano sempre da Codacons – che si ritiene abbiano concorso a determinare il dissesto della banca e reso necessaria l’ adozione dei provvedimenti di azzeramento del valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate». Ma perchè le azioni giudiziarie vengono chieste contro Nuova Carife, soggetto che non dovrebbe aver nessun obbligo giuridico? A parere di Codacons, «si ritiene che sia la banca venditrice, sia la Nuova Banca che è succeduta alla prima debbano essere citate come responsabili civili». Dunque, si sommano e accavallano le indagini e gli atti giudiziari cui i magistrati cittadini (procura e tribunale di Ferrara) sono chiamati a compiere da risparmiatori e associazioni di consumatori. Le richieste di Codacons vanno nella stessa direzione delle ipotesi investigative per cui da oltre un anno è in corso l’ indagine da parte di procura e finanza sulla malagestio della Vecchia Carife, prima del commissariamento di Banca Italia deciso nel 2013. Indagini ricordiamo che debbono fare luce sulle attività e le operazioni economiche che la vecchia dirigenza Carife ha avallato e condotto dal 2007 fino al 2013. Una inchiesta penale su cui vige il massimo riserbo che da quanto si è appreso in questi giorni, vede diversi filoni, addirittura una decina, sui quali si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti, dai procuratori Cherchi e Proto agli ispettori della Finanza. Tra i vari filoni, quello principale riguarda l’ aumento di capitale, l’ offerta delle azioni vendute nell’ estate 2011 e sulle cui procedure sono in corso valutazioni sulla loro regolarità. Tutti aspetti rilevati nelle due ispezioni di Banca Italia che portarono poi al Commissariamento. Preludio, dopo i due anni di attività dei commissari Blandini e Capitanio, alla azione di responsabilità civile innescata per i danni arrecati da 31 ex dirigenti e membri vari cda per 309 milioni ridotti a 100 milioni: come si ricorda la prima udienza dell’ azione di responsabilità è fissata al 16 marzo prossimo.
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