19 Dicembre 2015

Evasione di lusso nei ristoranti chic

Evasione di lusso nei ristoranti chic

la finanza scopre 10 milioni sottratti al fisco in sette locali del centro avrebbero tenuto una contabilità parallela. denunciato l’ unico titolare
• Evasione fiscale milionaria in sette ristoranti nel cuore della Capitale. Stavolta il conto salato è stato presentato dal Nucleo della polizia tributaria della Guardia di finanza. Denunciato l’ unico proprietario F.V. che sembra figuri die trole note insegne, in passato coinvolto in una storia di camorra. Si parla di oltre 10 milioni di euro (cui va aggiunta Iva evasa per circa un altro milione) che le casse dei locali avrebbero sottratto al fisco, dal2010 al 2012. Tragli esercizicom paiono dal “Presidente”, “La Fraschetta”, “La Scuderia”, “Spqr”. Le zone: Fontana di Trevi (via in Arcione), Piazza dei Coronari (via Banco di Santo Spirito e via di Panico) e Piazza Navona (via San Agnese in Agone e via di Tor Millina). Quellacheavrebbero scoperto i finanzieri è una “evasione scientifica”. Nei locali pare ci fosse una contabilità parallela su computer. Le consegne dei fornitori sarebbero state pagate ma non sarebbero state registrate, erano “in nero”. Inoltre, secondo gli investigatori anche diversi clienti che frequentavano i ristoranti avrebbero saldato il conto dei pasti allo stesso modo, versando i contanti senza ottenere ricevuta. Un’ anomalia che però poteva alterare la gestione. Al fisco non si sarebbe denunciato un grosso giro di fatture relative alle forniture, non si sarebbe dichiarato nemmeno un elevato giro di affari, ma ilocali continuavano a rimanere aperti e a mantenere spese elevate. Com’ è stato possibile? Passando al setaccio le carte, i finanzieri avrebbero scoperto lo stratagemma contabile: si chiama “finanziamento a soci”. Per giustificare uscite di denaro dai conti il titolare della società avrebbe fatto comparire alcuni esborsi di denaro sotto for madi finanziamento a soci, con lo scopo di mettere in equilibrio entrate e uscite, come per non dare troppo nell’ occhio. Lo scorso maggio «al Presidente” era finito sul tavolo degli investigatori (e non solo) per uno scontrino di 540 euro presentato all’ ambasciatore di Capo Verde andato a mangiare assieme ad altre cinque persone. Il diplomatico lo aveva ritenuto esagerato e si era rivolto al Codacons: «Un piatto di pesce – sosteneval’ associazione dei consumatori – aveva superato 140 euro, 4 antipasti a 80 euro, 2 bistecche fiorentine 140 euro e una tassa inspiegabile del 10% per un totale di 42 euro». Il direttore del ristorante aveva replicato: «Noi lavoriamo onestamente ed è ovvio che il pesce e la carne abbiano fatto salire i prezzi. I ragazzi che lavorano nel locale sono dei professionisti». E nel 2013 erastato denuncuiato dagli animalisti per aver esposto un’ astice viva.
fabio di chio

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this