19 Dicembre 2015

Il pm Rossi si difende e va avanti nell’ inchiesta

Il pm Rossi si difende e va avanti nell’ inchiesta

AREZZO – Un incarico, quello di consulente del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi di Palazzo Chigi, autorizzato dallo stesso Csm che ora ha aperto un fascicolo per verificare eventuali profili di incompatibilità con la sua titolarità delle inchieste su Banca Etruria. Il procuratore di Arezzo Roberto Rossi, nel giorno il cui apre ufficialmente le indagini sull’ ipotesi di truffa per la vendita delle obbligazioni secondarie di Banca Etruria, con una lunga nota, spiega che il suo ruolo di consulenza «non ha alcuna connotazione politica» e che non hai chiesto e tantomeno riscosso un euro di compenso o di rimborso spese. Il suo lavoro per il governo, dice, è tutto nello scambio e trasmissione di pareri giuridici e documenti via email. Di più: non si è mai occupato in questa veste di questioni che abbiano avuto attinenza con banche e finanza. Rossi vuole sgombrare il campo dalla questione perché è al via la quarta inchiesta che riguarda Banca Etru ria: dopo quelle sulle false fatturazioni, per ostacolo alla vigilanza e sul conflitto di interessi di alcuni amministratori, è la volta degli accertamenti sulla vendita delle obbligazioni secondarie ai risparmiatori. L’ ipotesi di reato che Rossi ha scritto sul fascicolo, per ora senza indagati, e in cui confluiranno oltre gli esposti già ricevuti anche gli altri che sono attesi, è quella di truffa. In questa direzione dovrebbero andare gli eventuali accertamenti della procura per verificare sei risparmiatori che hanno acquistato quei prodotti finanziari avessero il “profilo” giusto, secondo la banca, per essere considerati investitori a tutti gli effetti, cioè se avessero le caratteristiche di veri destinatari di un tipo di obbligazioni più appropriate per chi è cosciente di assumersi un certo livello di rischio. Non è escluso che a questo proposito la procura possa acquisire la documentazione preliminare all’ ac quisto delle obbligazioni secondarie da parte di clientela retail. Il Codacons, intanto, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte offesa e contestuale richiesta di sequestro presso la nuova banca delle somme perse dai risparmiatori. E, sempre sul fronte dei ricorsi delle associazioni dei consumatori, secondo quanto appreso, Rossi ha già inviato a Roma la documentazione dell’ Adusbef consegnatagli nei giorni scorsi che riguardava l’ eventuale ipotesi di omessa vigilanza.
 

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