5 Dicembre 2015

Rassegna stampa del 5 dicembre 2015

Rassegna stampa del 5 dicembre 2015

Ragusa Oggi, 05/12/2015 16:56
codacons ce lo mandiamo noi
CROCETTA CHIEDE DI ANDARE IN LIBIA A TRATTARE
“Ce lo mandiamo noi” dice il CODACONS Sicilia, rispondendo all’ intervista di Rosario Crocetta al Fatto Quotidiano dove dichiara: “Conosco il Corano e l’ arabo mandatemi il Libia a trattare”. Il biglietto è già stato fatto per giorno 10, in modo che abbia un paio di giorni per i preparativi, con partenza da Catania Fontanarossa. Ovviamente di sola andata.
 
 
trentinocorrierealpi.it, 05/12/2015 15:35
Crac di Carife, Banca Etruria, CariChieti e Banca Marche: il salvataggio non convince i risparmiatori
il decreto legge del consiglio dei ministri, in accordo con bankitalia, permette la creazione di quattro nuove banche “ripulite”. i crediti in sofferenza verranno trasferiti nella “bad bank” per salvare i clienti e i posti di lavoro. i correntisti però non si fidano e si associano per tutelare i loro interessi
Un fondo ad hoc per i piccoli risparmiatori danneggiati dal salvataggio, da parte dell’ esecutivo, di quattro banche: Banca Marche, Banca popolare dell’ Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio della provincia di Chieti. Potrebbe essere questa la soluzione adottata dal governo, all’ interno della legge di Stabilità, per salvaguardare i piccoli obbligazionisti che hanno visto andare in fumo i propri risparmi. Il fondo sarebbe alimentato per 40 milioni di euro nel 2016 con i fondi del ministero dell’ Economia e per altri 80 milioni di euro dalle banche. Una soluzione che però, se adottata, lascerà fuori moltissimi piccoli azionisti. Il Consiglio dei ministri aveva approvato il 22 novembre scorso un decreto legge per risolvere la crisi della Cassa di Ferrara , della Banca Etruria , della CariChieti e della Banca Marche , tutti istituti già commissariati da tempo. L’ operazione ha permesso la costituzione di quattro nuove banche – nuove anche nella denominazione – ripulite da tutti i crediti in sofferenza e in grado potenzialmente di operare da subito, senza soluzione di continuità. I crediti in sofferenza sono stati trasferiti in un’ unica “bad bank” per consentire di salvaguardare i depositi dei clienti e i posti di lavoro degli addetti. La Cassa di Risparmi di Ferrara . La Carife sarà messa all’ asta entro febbraio assieme alle altre tre banche ed esistono già manifestazioni d’ interesse. Il presidente delle nuove quattro banche, fa sapere che “ci sono già diverse manifestazioni di interesse da banche e operatori di Private ed Equity”. Intanto la Federconsumatori di Ferrara ha deciso di convocare un’ assemblea con le migliaia di risparmiatori che hanno perso tutti i loro risparmi in azioni e in obbligazioni subordinate. L’ appuntamento di sabato 5 dicembre alle 9.30 è al centro sociale Rivana Garden, in Via Gaetano Pesci 181 a Ferrara. L’ Incontro ha l’ obiettivo di informare e dare indicazioni sulle azioni possibili per tutelare i risparmi dei ferraresi. Codacons invece , fa sapere che intende seguire la strada della class action – contro le stesse banche e altri soggetti che saranno ritenuti responsabili – per ottenere il rimborso integrale dei risparmi investiti in azioni e obbligazioni subordinate. La Cassa di Risparmio di Chieti . La CariChieti è stata divisa in tre : la parte sana, con tutti gli sportelli e i dipendenti – per ora- è finita in una nuova entità, la Nuova CariChieti spa, che ha il ruolo tecnico di banca-ponte: il nuovo consiglio d’ amministrazione deve soltanto traghettare l’ istituto, ripulito di tutte le criticità, verso un nuovo assetto azionario. La vecchia banca è stata messa in liquidazione immediata e un terzo troncone invece – fatto dei crediti inesigibili o comunque di difficile riscossione – è finito nella “bad bank” e condividerà le sofferenze con le altre tre banche, per un monte complessivo di 8 miliardi e mezzo – dei quali circa 500 in arrivo da CariChieti -. Si prevede che solo un miliardo e mezzo verrà recuperato. Intanto Federconsumatori e Adusbef stanno raccogliendo le deleghe per esposti penali e azioni civili contro i responsabili del crac La Banca dell’ Etruria . In Toscana il crac della Banca dell’ Etruria ha coinvolto 35 mila persone che hanno perso in media dai 15 ai 20 mila euro. Secondo Confconsumatori i risparmiatori che hanno acquistato titoli nel 2013 su sollecitazione degli operatori di Banca Etruria “avevano profili di rischio basso, medio-basso o medio” e quindi profili “incompatibili con titoli (corporate bond) strutturati come le obbligazioni subordinate di Banca Etruria”, che sono proprio quei titoli che hanno causato perdite ai correntisti. La Banca Etruria è stata commissariata e posta in amministrazione straordinaria per un debito di 526 milioni di euro. Il 23 novembre scorso, è stata rifondata come Good Bank , con la nuova denominazione di Nuova Banca dell’ Etruria e del Lazio S.p.A., in breve Nuova Banca Etruria. Molti risparmiatori si stanno associando e organizzando in un’ azione comune con una delle associazioni dei consumatori che segue il caso, non una class action ma ma un’ latra forme di tutela.
 
 
Il Cittadino, 05/12/2015 09:21
Roma, nuovo caos trasporti E stop ai lavori alla Metro C
n A pochi giorni dall’ avvio del Giubileo, nuova giornata di caos a Roma per colpa dello sciopero dei trasporti, cui ieri si è aggiunto il provvedimento sulla circolazione a targhe alterne. Lo sciopero degli autisti dell’ Atac, iniziato alle 8.30 e per 4 ore, è stato proclamato dal sindacato Cambia-menti che fa riferimento all’ autista pasionaria Micaela Quintavalle. Chiuse le metro A, B e B1 (le corse sono riprese solo attorno alle 14), forti riduzioni di corse sul servizio urbano della ferrovia Roma-Viterbo. In molti hanno deciso di spostarsi ed andare al lavoro in macchina, causando lunghe code su tutte le arterie di accesso alla Capitale. E quanto al traffico veicolare, a causa degli elevati livelli di polveri sottili nell’ aria di Roma e al tempo stabile che ne favorisce il ristagno, è stata disposta la circolazione a targhe alterne dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Il provvedimento sarà in vigore anche oggi. Tanti i disagi dunque per pendolari e cittadini. In molti si sono sfogati sui social network, attaccando soprattutto il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura di Roma, ritenendo che si sia configurato il reato di turbativa di pubblico servizio. «È semplicemente una follia far coincidere il blocco dei mezzi pubblici con le targhe alterne, e le conseguenze devastanti per gli utenti erano facilmente prevedibili. Quanto avvenuto oggi non deve più accadere», afferma il presidente del Codacons Caro Rienzi. Sempre a proposito di trasporti, il consiglio di amministrazione della “Società Metro C” ha deciso di sospendere i lavori di completamento della linea C della metropolitana di Roma «per gravi inadempimenti dell’ amministrazione» sui pagamenti della commessa. Ritardi «che hanno costretto il Contraente Generale, fra l’ altro, a supplire con le proprie risorse ai mancati pagamenti per oltre 200 milioni di euro dovuti, negli ultimi due anni, per lavori regolarmente eseguiti e certificati. Tale situazione è stata ripetutamente segnalata a tutti i livelli».
 
 
Il Gazzettino, 05/12/2015 06:47
credito ancora voci di interesse dal banco e dall’ estero. piccoli azionisti: esposto del codacons
Veneto Banca, cercasi partner
l’ avvocato malvestio: magari arrivasse un compratore, sul valore del recesso ci sono molte cose da dire
Veneto Banca, il Codacons prepara un esposto alla magistratura e chiama in causa Banca d’ Italia e Consob per il crollo del valore dell’ azione col prezzo di recesso fissato a 7,3 euro, l’ 80% in meno rispetto a sette mesi fa. Ora l’ istituto di Montebelluna vale meno di 900 milioni. Mentre c’ è chi parla (o meglio forse spera) che dopo l’ assemblea per la spa possa spuntare un “cavaliere bianco”, un nuovo partner finanziario dall’ Italia (Banco Popolare?) o dall’ estero. Da Malta, l’ avvocato Massimo Malvestio, professionista da sempre vicino a Veneto Banca, può solo fare un’ apertura di fiducia: «Magari arrivasse un compratore. Un azionista di riferimento. In questo modo si espropriano i soci anche del premio di maggioranza. Un gruppo straniero che avesse fatto di Veneto Banca la sua base per la presenza in Italia sarebbe stato l’ ideale anche per mantenere l’ identità della banca e dare una prospettiva più certa ai dipendenti». Il problema è che l’ istituto deve essere pesantemente ricapitalizzato per poter uscire dalle secche attuali. Insomma, il miliardo serve per alzare i parametri patrimoniali sopra la soglia voluta dalla Bce, ineludibile se si vuol continuare l’ attività. E i grandi soci attuali, seppur ben motivati anche da una possibile quotazione vantaggiosa anche per limitare le perdite di chi ha partecipato all’ aumento di capitale da 39,5 euro, non possono arrivare di certo a coprire per intero il miliardo del consolidamento. Dunque o la Borsa o un Grande Fratello. Il Banco Popolare era in contatti stretti con il precedente vertice, Francesco Favotto aveva incontrato il leader veronese Carlo Fratta Pasini, c’ è chi parlava di un intervento diretto già in settembre. Poi non se ne è fatto più nulla. Forse il Banco non aveva le spalle così forti per risollevare Veneto Banca. Ma i legami intrecciati da Favotto potrebbero essere riannodati dal veronese Pierluigi Bolla (attuale presidente), dall’ ex manager del Banco Cristinao Carrus (ora Ad) e anche dalla nuova vicepresidente Cristina Rossello, che aveva gestito la vendita di Banca Aletti proprio guarda a caso al Banco. Dunque, se ci fosse una possibilità dopo la spa e prima della quotazione di stringere un patto di ferro, quella potrebbe essere la pista giusta. Con quella straniera. Si potrebbe anche costituire una cordata con fondi internazionali e banche italiane per costruire la Popolare del Nordest, magari con dentro anche Fondazione Cariverona (che potrebbe essere anche in manovra per fondere le Fondazioni inguaiate dalla crisi di Banca Marche). Fantafinanza? Intanto c’ è da fare i conti con la stangata per moltissimi risparmiatori col prezzo di recesso a 7,3 euro: l’ 85% dei soci di Veneto Banca ha meno di mille azioni, il 40% addirittura meno di trecento. Gente che s’ era fidata dalla cassaforte di Montebelluna, del dipendente vicino di casa e che spesso è diventata socia solo perché doveva fare un mutuo od ottenere un fido. «Sul valore di recesso ci sono effettivamente comunque molte cose da dire, anche sul piano giuridico», avverte Malvestio: «Si dovrebbe pensare d un’ estensione delle garanzie pubbliche sui depositi per poi arrivare a una ristrutturazione ordinata. Non si cambiano le regole in corsa». (Ha collaborato Paolo Calia) © riproduzione riservata.
paolo calia
 
 
Quotidiano di Sicilia, 05/12/2015 06:22
PILLOLE
Tariffe telefoniche “young”, come orientarsi? ROMA – Le pubblicità delle ultime settimane ne sono la conferma: giovani e giovanissimi hanno attirato l’ attenzione degli operatori telefonici. Il mercato delle offerte, perciò, propone opzioni diversificate per prezzo, soglie previste dal piano e servizi extra. Altroconsumo indaga su come è possibile orientarsi e a cosa è bene fare attenzione. Le informazioni sul sito on line. Pacemaker non conformi, Codacons in prima linea ROMA – Dopo l’ avviso di conclusione indagini da parte della Procura di Roma relativamente all’ inchiesta sui pacemaker senza conformità, il Codacons affila le armi legali a tutela dei cittadini portatori di impianti. Tra il 2010 e il 2014, quindi, sarebbero stati impiantati a ignari pazienti pacemaker non conformi e sprovvisti di valida certificazione, portando così la Procura ad emettere avvisi di garanzia nei confronti di sei dirigenti dell’ Iss. Viaggi di Natale e Capodanno in crescita ROMA – Nonostante il clima preoccupante, gli italiani non rinunciano ai viaggi di Natale e Capodanno. A parte alcune mete, secondo SpeedVacanze.it si sta verificando un incremento delle prenotazioni per i viaggi di Natale e Capodanno e gli italiani sono intenzionati a partire per almeno 5 giorni. La metà di loro opterà per destinazioni estere, seppure facendo attenzione ad andare sul sicuro, privilegiando Dubai, Cuba e Zanzibar. Recupero dei contributi: riscossione e controlli via  ROMA – Protocollo d’ intesa firmato dal presidente dell’ ente degli avvocati, Nunzio Luciano e dall’ ad della concessionaria di riscossione, Ernesto Maria Ruf fini per contrastare l’ evasione. La convenzione prevede la riscossione mediante ruolo e l’ uso di una piattaforma specifica di servizi , disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it nell’ area “Enti creditori”, attraverso cui Cassa forense può verificare in tempo reale la situazione dei ruoli affidati a Equitalia e la rendicontazione delle attività di recupero svolte.
 
 
Libertà, 05/12/2015 05:58
Giubileo, pronto il piano per la sicurezza
ben 900 vigili in campo. monsignor fisichela: «lavori in ritardo, fatti solo i marciapiedi»
ROMA – Il “piano di difesa” in caso di attentati è pronto. I punti di “ammassamento” dove le forze dell’ ordine dovranno convergere, sempre in caso di attacchi, sono stati decisi. I vigili impegnati per il 7 e l’ 8 dicembre saranno 900 (300 il primo giorno, 600 il secondo). Nelle quattro basiliche papali ci sarà un pronto soccorso. Dall’ area di San Pietro saranno sgomberati camion bar e venditori ambulanti di souvenir. Per 12 mesi 2.500 volontari dell’ Ordine di Malta assisteranno i fedeli. Ed ai pellegrini che verranno a Roma verrà garantita la «massima sicurezza», parola di monsignor Rino Fisichella, regista vaticano del Giubileo che si apre il giorno dell’ Immacolata, martedì 8 dicembre. E l’ uomo incaricato dal Papa di curare l’ organizzazione dell’ Anno giubilare, a tre giorni dall’ inizio dell’ evento di portata mondiale non manca di sottolinearlo, puntando il dito contro i ritardi dovuti alle vicissitudini dell’ amministrazione capitolina. «Questi quattro mesi in cui ci siamo incontrati per programmare i lavori sono passati invano per l’ incertezza dell’ amministrazione. E adesso il commissario straordinario deve recuperare a marce forzate il tempo perduto» ha risposto l’ arcivescovo Fisichella ai cronisti a proposito del tempo fatto perdere dalla crisi della giunta Marino: per i lavori per i percorsi dei pellegrini, quelli in Via delle Conciliazione termineranno il 31 dicembre, gli altri non prima della fine di gennaio. Per l’ apertura della Porta santa però sembra essere quasi tutto pronto. A partire dal piano sicurezza messo a punto dal prefetto della Capitale, Franco Gabrielli, convinto che il Giubileo sarà «un’ opportunità», anzi un «riscatto» per la città e non un «problema». Ma qualche criticità resta e Fisichella lo ha sottolineato. «Questi quattro mesi in cui ci siamo incontrati per programmare i lavori sono passati invano per l’ incertezza dell’ amministrazione – ha detto il prelato -. E adesso il commissario straordinario deve recuperare il tempo perduto». Fisichella ha spiegato che delle 131 opere previste ne sono state realizzate solo 31, «che di fatto sono alcuni marciapiedi che sono stati sistemati». Insomma, per il monsignore Roma sarà pronta, ma «in ritardo». Pare non sia possibile stimare quante persone arriveranno a Roma, ma il mini stro dell’ Interno, Angelino Alfano, ha detto che la sospensione di Schengen (misura presa da Parigi dopo gli attentati) per il Giubileo non ci sarà: non sarebbe compatibile con il concetto di accoglienza dei pellegrini. Intanto, Codacons e Federlaberghi hanno fatto sapere che le cancellazioni negli hotel romani si sono fermate; ma nemmeno ci sarà l’ atteso boom di presenze. E Fisichella avverte che più che all’ Is bisogna stare attenti alle truffe. Così invita i pellegrini a fare riferimento a prodotti o servizi che abbiano il logo ufficiale del Giubileo e a iscriversi al portale vatimecum.com. Annalisa D’ Aprile.
 
 
Il Messaggero (ed. Umbria), 05/12/2015 05:36
Tredicesime, in arrivo 600 milioni ma l’ 80% è già speso
segue dalla prima pagina Nella regione si calcola un assegno medio netto di 1.051 euro, che varia dai 921 euro che percepiranno i 254mila pensionati, ai 1.126 euro che riceveranno i 300mila lavoratori dipendenti. In Umbria ci sono poi circa 15.300 persone che percepiscono sia redditi da pensione, sia da lavoro dipendente, per le quali la gratifica supererà i 1.700 euro. Una stima della Cgia di Mestre conferma il leggero aumento della mensilità extra: 14 euro per l’ operaio specializzato, 16 per un impiegato, 25 per quadro/capo ufficio, mentre i pensionati dovranno accontentarsi di incassare appena 3 euro in più. Confcommercio, invece, indica un aumento dell’ 1,6% e una quota della tredicesima destinata alla spesa in salita del 5%. Tali previsioni si scontrano tuttavia con una visione meno ottimistica dei Consumatori. «Se si guarda ai livelli pre-crisi delle tredicesime – spiega Angelo Garofalo, presidente Adoc Umbria – c’ è un calo del 3,5% e considerando che la spesa per le imposte immobiliari, bollo auto e altre incombenze fiscali, impegnerà circa un quinto delle somme in arrivo, la prudenza è d’ obbligo. Dopo 5-6 anni i contratti non sono stati rinnovati, le pensioni sono ferme e ogni giorno in Italia chiudono 260 aziende (dati Istat) pare quanto meno bizzarro dire che si spenderà di più». EFFETTO TASSE L’ incognita è rappresentata dalle scadenze di fine anno che per una famiglia proprietaria di prima casa, solo per Tasi e Tari, si traduce in una spesa media di quasi 170 euro. «La maggior parte della tredicesima, dal 70 all’ 85%, rischia di essere già impegnata nelle spese familiari correnti», aggiunge Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. «Per ora non vediamo alcuna corsa all’ acquisto e i sette anni di crisi alle spalle la gente se li sente ancora tutti e non notiamo ancora fiducia nella ripresa. I sondaggi periodici che eseguiamo con i nostri associati restituiscono una realtà diversa da quella descritta dai politici: quando chiediamo a un pensionato se “vede” la ripresa ci guarda quasi fossimo marziani». Così, in tanti rimandano ancora le spese, in attesa di tempi migliori. «Occorre trasformare la crescita statistica in crescita reale – aggiunge Garofalo – e serve più coraggio nel tagliare le tasse, ridurre il deficit di legalità, tagliare la spesa improduttiva e ridurre la cattiva burocrazia. Solo così possiamo sperare in una vera crescita». Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.
fabio nucci
 
 
La Prealpina, 05/12/2015 05:33
Stop alla valanga di disdette
ROMA — Sembra finita l’ emorragia di cancellazioni negli hotel romani, ma ancora c’ è poco da “giubilare” perché non solo non c’ è stato nessun boom, ma anzi un calo rispetto alla media del periodo. E anche se manca ancora qualche giorno all’ apertura ufficiale, non sembra facile che la situazione si possa ribaltare completamente. Secondo il Codacons la Capitale tra tutte le città d’ Italia è quella che più di tutte sta risentendo dei fatti di Parigi: le prenotazioni alberghiere – dice l’ associazione – sono in netto calo rispetto ai ponti degli scorsi anni, sia perché tra gli italiani si registra un generalizzato timore che sta portando a di sdette e annullamenti e sia perché, essendo uno scalo per viaggi intercontinentali e rientrando nei tour organizzati con visita delle città d’ Europa, risente delle cancellazioni da parte di turisti (specie americani, cinesi e giapponesi) che, non volendo più recarsi a Parigi per paura di attentati, annullano l’ intero tour dell’ Europa. I cali e le disdette dei giorni scorsi avevano talmente preoccupato da indurre Federalberghi Roma, che associa più della metà degli alberghi romani, a creare uno speciale osservatorio. «Nella realtà – spiega il presidente Giuseppe Roscioli – il flusso delle cancellazioni è terminato, adesso siamo in una situazione di attesa.»
 
 
La Sicilia, 05/12/2015 05:32
Stent scaduti, i medici indagati sono tutti dell’ Emodinamica
l’ ex primario fiscella estraneo: fu tra i primi a denunciare il caso
A poco più di una settimana dal comunicato diramato dalla Procura sul numero degli indagati del fascicolo d’ indagine sugli stent scaduti del Cannizzaro, sui nomi degli indagati finiti nel fascicolo in mano al Pm Marco Bisogni vige il riserbo assoluto. Si sa soltanto che gli indagati sono tre sanitari e quattro legali rappresentanti di ditte farmaceutiche e che gli interventi di angioplastica finiti nel mirino sono stati eseguiti tra il 2011 e il 2012. I sette indagati devono rispondere a vario titolo dell’ installazione di 16 stent scaduti su ben 11 pazienti. La Procura ha aggiunto, come si legge nel comunicato che tale pratica ha «apportato illeciti vantaggi economici alle ditte fornitrici di stent» e accertato come «le ditte abbiano fornito all’ azienda ospedaliera materiali con scadenze estremamente ravvicinate alla consegna, in violazione dei capitolati sottoscritti con l’ azienda ospedaliera Cannizzaro». Agli indagati, a vario titolo, sono stati contestati sette differenti abusi d’ ufficio; sette differenti somministrazioni di medicinali guasti e 10 differenti frodi nelle pubbliche forniture. La Procura ha anche precisato che l’ inchiesta ha verificato che «l’ impianto di stent scaduti di validità non ha, in concreto, determinato lesioni per la salute dei pazienti» e che «gli interventi di angioplastica sono stati tutti effettuati in presenza di quadri clinici coerenti con la necessità di procedere all’ intervento». Da una settimana i carabinieri dei Nas hanno avviato le procedure per la notifica degli avvisi di conclusione indagini e successivamente il fascicolo sarà inviato all’ ufficio dei Gip. I nomi degli indagati per il momento sono rimasti avvolti nel fitto riserbo anche se, soprattutto in ambienti medici, la ridda di voci non si è affatto conclusa, segno evidente che sulla vicenda c’ è massimo interesse e attenzione. Tra i medici indagati, come da noi già scritto verosimilmente potrebbe esserci l’ ex responsabile dell’ Emodinamica della Cardiologia, prof. Alfredo Galassi, perché è lì che vengono installati gli stent. Non c’ è affatto, invece, l’ ex direttore dell’ Unità di Cardiologia, Antonio Fiscella. In un primo tempo anche il suo nominativo era circolato in quanto, appunto, direttore dell’ Unità di Cardiologia, ma in realtà il dott. Fiscella è tra coloro che per primi denunciarono ripetutamente agli uffici competenti – a tutela dei pazienti, dello staff medico del reparto non coinvolto e dell’ immagine dell’ azienda Cannizzaro – le gravi anomalie riscontrate nel reparto. Gli altri due medici finiti nell’ elenco degli indagati sarebbero altri due emodinamisti. Silenzio assoluto anche sui nominativi degli altri indagati, i legali rappresentanti delle case farmaceutiche che avrebbero fornito al reparto il materiale finito sotto indagine. La vicenda venne a galla nel marzo 2013, quasi tre anni fa, quando il commissario regionale del Cannizzaro, Paolo Cantaro, insediatosi alla guida dell’ ospedale, esaminò alcuni documenti e resosi conto che nella Cardiologia c’ era un consistente numero di protesi scadute denunciò tutto alla magistratura e segnalò il caso anche all’ assessorato regionale alla Salute che aprì, a sua volta, una propria indagine interna i cui risultati a breve dovrebbero finire sul tavolo dell’ assessore regionale Gucciardi, come lui stesso ha avuto modo di dichiarare a Catania qualche giorno fa. Nel corso della relazione della direzione sanitaria il commissario inoltre, riscontrò disfunzioni anche nell’ approvvigionamento di prodotti sanitari e dispositivi medici «con acquisti in misura non coerente con i volumi di attività del reparto». Acquisti che sarebbero avvenuti anche al di fuori dell’ iter della Farmacia dell’ ospedale, in maniera forse diretta. Proprio per questo allora, nella direzione dell’ ospedale, si parlò anche di «disecotomia che oltre al rischio di scaduto, nel caso della Cardiologia, poteva configurare il profilo del danno erariale». Inoltre i massimi dirigenti dell’ azienda sanitaria segnalarono alla magistratura anche presunte azioni da parte di persone rimaste ignote finalizzate alla modifica dei bollini di scadenza applicati sulle confezioni degli stent. Insomma dai dati accumulati si evince un quadro poco chiaro soprattutto nella gestione e negli accordi intercorsi per l’ approvvigionamento di questo materiale sanitario, quali sono gli stent. Dopo la denuncia del commissario, nel 2014 venne presentata in Procura anche quella del Codacons che nel frattempo aveva raccolto le testimonianze di numerosi pazienti operati nel reparto.
giuseppe bonaccorsi
 
 
Il Messaggero (ed. Civitavecchia), 05/12/2015 05:32
Il Codacons chiede di sostituire l’ Istituto di sanità
Continua la battaglia del Codacons in merito alle emissioni della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord. Questa volta l’ associazione dei consumatori se l’ è presa con l’ Istituto superiore di sanità incaricato della perizia sull’ impianto, presentando al Tar un’ istanza di ricusazione. Secondo il Codacons, infatti, già alla prima riunione del 30 ottobre «l’ Istituto aveva tenuto un comportamento manifestanmente contro il Codacons, già posto all’ attenzione del Tar». Ma sono stati i successivi atteggiamenti a indispettire ancor di più l’ associazione. Infatti, riferisce sempre il Codacons, «l’ Istituto ha effettuato la convocazione per le prime misurazioni con un solo giorno lavorativo di preavviso, circostanza che ha impedito ai tecnici del Codacons di partecipare». In seguito, sottolinea l’ associazione, l’ Istituto superiore di sanità «ha cambiato giorni e orari delle misurazioni senza preavvisi congrui. Ci sono state persino due convocazioni in due luoghi diversi alla stessa ora». Da qui l’ impossibilità per il Codacons di partecipare alle misurazioni a Torre Nord e la decisione di rivolgersi al Tar per chiedere di «ricusare e sostituire l’ Istituto superiore di sanità». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Il Messaggero, 05/12/2015 05:30
Sciopero dei trasporti, odissea traffico in città Accuse e polemiche
giornata da incubo, le targhe alterne e lo stop di metro e bus creano il caos. tronca: grave sottovalutazione dei vertici atac
IL CASO Targhe alterne, metro A e B chiuse per il solito sciopero del venerdì per tutta la mattina (i treni hanno ripreso a correre alle 15) e poi in serata il big match dell’ Olimpico tra Lazio e Juve: quanto basta per far vivere a Roma un’ altra giornata di passione e file. E per fare scatenare l’ ira del commissario del Comune Francesco Tronca nei confronti di Atac: che non ha calcolato il punto di caduta della protesta. Questa volta nel mirino dei romani bloccati nel traffico un po’ ovunque (dalla Colombo alla tangenziale est, passando per tutte le consolari fino al Raccordo bloccato fino a sera) è finito proprio Tronca. Che con un’ ordinanza aveva stabilito il blocco delle targhe dispari (oggi toccherà alle pari) contestualmente allo stop alle auto più inquinanti. Un divieto diventato letale per via dello sciopero messo in piedi dal mini sindacato CambiaMenti M410 (adesione 11 per cento). Tronca sarebbe rimasto spiazzato dall’ atteggiamento dei vertici di Atac, rei di aver «sottovalutato» le dinamiche dello sciopero anche se le principali sigle lo avevano ritirato. E’ mancata la comunicazione tra la municipalizzata e il Comune. «Un’ irritazione destinata ad avere conseguenze». Le polemiche sono state bipartisan. Michele Anzaldi (Pd): «È possibile fermare i servizi pubblici quando metà dei romani è impossibilitata a prendere auto e motorini? Sono domande che la commissione Trasporti dovrebbe porre al Garante degli scioperi». David Bordoni (FI) ha colto l’ occasione per prendersela con Renzi «che ha messo in ginocchio la città». Il Codacons ha già annunciato un esposto in Procura. Sintesi di Alfio Marchini su Twitter: «Sciopero+targhe alterne+Lazio/Juve: a Roma il delirio….. #RomaniSantiSubito!». LAZIO-JUVE In un certo pezzo di Pd c’ è anche chi ha sottolineato: «Se l’ avesse fatto Marino lo avrebbero linciato». Insomma, un caos di polemiche, andato a braccetto con quello reale patito dai romani, con le forze dell’ ordine chiamate a intervenire in più di un’ occasione per placare la rabbia dei pendolari inferociti nelle stazioni. Ma il Campidoglio non poteva evitare le targhe alterne? La linea del Comune è no, è stata una scelta «obbligatoria per il persistere di un’ alta concentrazione di polveri sottili nell’ atmosfera, che la rete di monitoraggio ha rilevato per sei giorni consecutivi». E allora, cambiando punto di vista, il prefetto Gabrielli non poteva precettare i lavoratori di Atac? Negativo, ha fatto capire l’ ex capo della Protezione civile in quanto «non c’ erano gli estremi di legge». Purtroppo, ha spiegato, c’ è stato «l’ effetto trascinamento per cui delle sigle minoritarie si portano dietro molte altre persone però siamo fortemente condizionati dalle regole». La situazione sulle linee A e B, ma anche per i bus, è tornata alla normalità nel primo pomeriggio, mentre a causa dei divieti alle auto inquinanti e alle targhe alterne Roma ha fatto i conti per tutta la serata con il traffico impazzito, prima e dopo la partita Lazio-Juve, ma anche a sud della città. E oggi via libera solo alle auto non inquinanti con le targhe dispari. Simone Canettieri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
simone canettieri
 
 
Il Tempo, 05/12/2015 05:00
caos annunciato metro chiuse e bus soppressi
Targhe alterne e sciopero Circola solo la rabbia
tronca: «atac ha sottovalutato l’ adesione»
• Metti uno sciopero di quattro ore del personale Atac nelle ore centrali della mattinata. Aggiungici la decisione «irrevocabile» del giorno del blocco dei veicoli con l’ ultima cifra dellatargadispari dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. C’ erano tutte le premesse perché scoppiasse il caos. Ma da parte dei dirigenti Atac c’ era stata la rassicurazione: il sindacato che ha promosso lo sciopero è piccolo. L’ adesione sarà al 10,11%. E così il Commissario Tronca ha lasciato il blocco del traffico con targhe alterne. E invece c’ è stato panico, rabbia, frustrazione per l’ ennesimo sciopero dei mezzi pubblici che, a dispetto delle previsioni, ha comportato a sorpresa la chiusura delle metro A, B, B1 e C almeno fino alle ore 14 con un’ adesione del 35%. A indire lo sciopero era stata una sigla minore dal nome CambiaMenti e nessuno si aspettava la chiusura delle metro. Il mini -sindacato, invece, si è conquistato il suo quarto d’ ora di celebrità mettendo in ginocchio la città. Anche la Ro ma -Lido è stata chiusa mentre la Roma -Viterbo ha funzionato in scala ridotta. Ovviamente varie corse sono state sop presse mentre tra le 12.30 alle 16.30, con le auto a targhe dispari in libera uscita, fiumi di macchine si sono riversate sui lungotevere, nei sottopassaggi, sul Muro Torto ovunque. Non sono mancate ovviamente le scene di rabbia e di panico. Particolarmente inferociti i passeggeri della fermata dove si incrociano le linee A e B. Alcuni di loro stanchi di aspettare intorno alle 12.30 hanno cercato di forzare i cancelli chiusi. Gli addetti della stazione hanno chiamato le forze dell’ ordine. Un uomo si è sentito male. Per questo è stato richiesto anche l’ intervento dei sanitari del 118. A complicare le cose, ci si è messo, come abbiamo detto, le limitazioni al traffico privato delle targhealterne.in molti hanno criticato la scelta definita «demenziale» delle targhe alterne nel giorno dello sciopero dei mezzi pubblici. Ma l’ aria di Romain questi giorni è irrespirabile e il Campidoglio non ha «potuto» rinviare il provvedimento disposto dal Commissario straordinario Tronca per non «violare una direttiva comunitario in tema di salute pubblica» con il rischio di dover procrastinare l’ ordinanza il giorno dell’ inaugurazione del Giubileo. E dunque oggi si replica, questa volta a briglia sciolta saranno le targhe dispari. «Una vera follia» ha commentato il Codacons che, per lo sciopero di ieri aveva chiesto al prefetto di precettare gli autisti Atac che non lavoravano (la risposta di Gabrielli: non c’ erano i presupposti per la precettazione). Sconcerto dalla Confeser centi: «l’ ennesima dimostrazione di una città che sembra vivere alla giornatà senza una programmazione seria di interventi strutturali». Un atteggiamento miope che ignora «come le piccole e medie imprese del commercio e del terziario – ha sottolinea il presidente Walter Giammaria -non sono in grado di resistere a questa situazione». Giammaria boccia il trasporto pubblico della Capitale « decisamente carente rispetto a quello delle altre capitali europee, non solo in periferia ma anche nel centro storico». Sottolinea «i tempi di attesa biblici alle fermate e, nel novanta per cento dei casi, senza alcuna informazione in tempi e orari di passaggio». Infine lancia il suo messaggio. «È necessario – conclude Giammaria intraprendere una strada diversa. Chiediamo al commissario Tronca di istituire un Tavolo di confronto e proposte che metta in grado la città e le imprese di programmare, soprattutto con il Giubileo alle porte, le proprie attività con la serenità che pensiamo di meritare». Ma l’ ennesimo venerdì di passione per la città capitolina ha dato fastidio anche a politici e parlamentari. «Sciopero e targhe alterne, Roma in tilt, accordo per Giubileo con grandi sindacati già vanificato. Chi ha sbagliato oggi permettendo caos?» twittava il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi. A tre giorni dall’ inizio del Giubileonon è di buon auspicio.
 
 
La Nazione (ed. Umbria-Terni), 05/12/2015 04:36
L’ ultima spiaggia è il fondo di salvataggio Ma i correntisti di Banca Etruria non si fidano
oggi a gualdo tadino l’ iniziativa di federconsumatori con cittadini, politici e sindacati
di CRISTINA BELVEDERE – PERUGIA – RISPARMIATORI con il fiato sospeso. In attesa che il fondo per tutelare i piccoli investitori penalizzati dal salvataggio delle quattro banche (Banca Marche, Etruria, Carife e Carichieti) venga istituto presso il ministero dell’ Economia (40 milioni di euro per il 2016 e altri 80 milioni a carico del sistema bancario), nessuno dorme sonni tranquilli. Il salvataggio dei quatro istituti di credito (Banca Marche, Etruria, Carife e Carichieti che saranno vendute con un’ unico meccanismo d’ asta a partire da febbraio) ha portato infatti all’ azzeramento del valore di azioni e obbligazioni subordinate così come disposto dall’ Unione Europea. PER TUTELARE i risparmiatori umbri è dunque previsto oggi alle 15.30 al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino l’ incontro promosso da Federconsumatori, al quale sono invitati non solo i cittadini, ma anche parlamentari, consiglieri regionali, istituzioni, associazioni produttive e sindacati. «Le vie legali risultano tortuose e comunque non di veloce soluzione – spiega Alessandro Petruzzi – pertanto Federconsumatori nazionale ha già chiesto un incontro al Governo per la creazione di un tavolo che tuteli i diritti dei piccoli risparmiatori anche con modifiche in sede di conversione del decreto legge». Concorde Angelo Garofalo dell’ Adoc: «In Umbria oltre 70 persone si sono rivolte a noi per aiuto, ma stimiamo che superino il migliaio i consumatori ‘fregati’ dal salvataggio delle banche fallite. Adoc si impegna nella tutela di questi consumatori organizzando un ‘Comitato dei diritti’. Al contempo, l’ ufficio legale dell’ associazione, tramite l’ avvocato Francesco Pavone, procederà a un esposto alla procura della Repubblica». LA QUESTIONE è sbarcata anche in Regione, dove la Lega Nord chiede l’ audizione urgente in Commissione di Abi, associazioni dei risparmiatori e dei consumatori, e in Comune a Perugia, dove il Pd ha presentato un ordine del giorno per chiedere l’ impegno del sindaco e della giunta. Intanto la parlamentare di Scelta civica, Adriana Galgano annuncia: «Chiediamo al Governo di avviare un’ indagine per verificare la trasparenza e la corretta informazione sul profilo di rischio di azioni e obbligazioni subordinate che le quattro banche oggetto del decreto legge hanno fornito ai sottoscrittori e prendere gli opportuni provvedimenti qualora ciò non si fosse verificato». Intanto ieri il Codacons ha presentato un esposto per falso in bilancio e agiotaggio.
 
 
La Nazione (ed. Arezzo), 05/12/2015 04:24
Gli esposti di Codacons
La task force di avvocati ed esperti del settore bancario istituita dal Codacons dopo il salvataggio di Banca Etruria, sta lavorando ad un esposto penale da presentare alle Procure della Repubblica. Stiamo ultimando una formale denuncia alle Procure di Roma, Arezzo, Ferrara, Chieti e Ancona, in cui si chiede di aprire un’ indagine».
 
 
La Nuova Ferrara, 05/12/2015 04:18
Il Codacons annuncia cinque esposti
«Stiamo ultimando una formale denuncia alle procure di Roma, Arezzo, Ferrara, Chieti e Ancona, in cui si chiede di aprire una indagine alla luce delle possibili fattispecie di falso in bilancio, aggiotaggio e false comunicazioni sociali». La comunicazione arriva da Codacons, che annuncia una task force di avvocati ed esperti del settore bancario dopo il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife per preparare l’ esposto penale. Informazioni sull’ azione risarcitoria si trovano sul sito www.codacons.it.
 
 
La Repubblica, 05/12/2015 04:17
Targhe alterne e sciopero mezzi Venerdì nero città al tappeto
LORENZO D’ ALBERGO «DOVETE aprire!». «Signori, state calmi. Il servizio riprenderà alle 14». Nervi a fior di pelle, smartphone pronti a riprendere i frangenti più concitati della protesta. E ancora: urla, minacce e la disperata ricerca di un’ entrata secondaria per riconquistare le banchine e salire finalmente in metro. Ieri i pendolari romani hanno sperimentato l’ effetto combinato dello sciopero dei trasporti pubblici e dell’ ordinanza antismog del Comune che ha vietato alle targhe dispari (oggi tocca alle pari) di circolare nella fascia verde: un disastro. L’ uno-due ha mandato al tappeto l’ intera città. Il venerdì nero dei trasporti è iniziato poco dopo l’ alba. La circolazione è andata in tilt sin dalle sette del mattino, quando sulle consolari e sul Gra si sono date appuntamento migliaia di automobilisti. Abituati a raggiungere il centro con i mezzi, si sono trovati incolonnati per ore nel tentativo di avvicinarsi alle Ztl, chiuse nonostante lo sciopero. Dalla Laurentina alla Flaminia, non si è salvato nessuno. La scena si è ripetuta a carreggiate inverse dalle 17 in poi, con code e rallentamenti a paralizzare il traffico in uscita da Roma. Nel mezzo, scene da Titanic alle stazioni della metropolitana. Sin dalle 12.30, orario in cui è finito lo sciopero indetto dal sindacato CambiaMenti M410, migliaia di passeggeri hanno provato a raggiungere le banchine delle linee A e B. Con i cancelli chiusi e il servizio attivo soltanto dalle 14, dopo i tempi tecnici di riavvio, centinaia di persone si sono trovate prigioniere nel ventre della stazione Termini. A decine hanno provato ad aggirare l’ ostacolo, cercando un’ improbabile via secondaria. Altrettanti hanno tentato la fortuna in un bus stracolmo o si sono giocati parte dello stipendio infilandosi in un taxi destinato a impantanarsi nel traffico. I più fumantini, invece, hanno preso a sbattere borsette e ventiquattrore contro le inferriate, tentando di forzare il blocco. Fino alla ripresa del servizio, fino a sentirsi male: a Termini, intorno alle 13, sono arrivati anche i sanitari del 118 per soccorrere un passeggero che nella calca ha avuto un mancamento. Poco o nulla hanno potuto le forze dell’ ordine. Per alcune ore la polizia ha dovuto sospendere anche i controlli a bordo dei vagoni previsti dal piano sicurezza per il Giubileo: impossibile anche solo raggiungere la banchina. Il servizio è tornato regolare soltanto alle 15 e solo la Roma-Lido ha continuato a far registrare i soliti ritardi anche nel pomeriggio. Sui social – ormai è una tradizione – i romani non si sono risparmiati. A decine raccontano di essere stati costretti a tornare a casa a piedi. Neanche le scuse di Micaela Quintavalle, promotrice dello sciopero, hanno bloccato la pioggia di insulti e battute al vetriolo contro l’ Atac e il commissario Tronca. «Questo sciopero andava fatto per la sicurezza dei romani – ha spiegato la sindacalista, dopo aver chiesto ai concittadini di perdonarla e capire le motivazioni della serrata – e non potevamo rimandarlo, perché con l’ anno giubilare saranno bloccati gli scioperi. Nessuno ci ha convocato. Atac e il governo si aspettavano una bassa partecipazione. Invece c’ è stata un’ adesione del 35 per cento». Una stima rivista al ribasso dall’ Agenzia per la mobilità: allo sciopero avrebbe partecipato l’ 11,9 per cento del personale. Quanto basta a paralizzare un’ intera città e a far scattare un esposto del Codacons per turbativa di pubblico servizio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA CITTA’ IN TILT Cittadini incolonnati per ore nel tentativo di avvicinarsi alle Ztl chiuse.
 
 
La Repubblica, 05/12/2015 04:17
E il caos traffico arriva alla Camera “Tronca riferisca”
IL RETROSCENA GIOVANNA VITALE FINISCE in Parlamento il giorno di ordinaria follia vissuto a Roma a causa del combinato disposto sciopero Atac, conferma delle targhe alterne, Ztl rimaste chiuse a dispetto degli ingorghi giganteschi che hanno mandato in tilt l’ intera città. «Alla vigilia del Giubileo c’ è la necessità di raccordare meglio funzioni e responsabilità per evitare interruzioni di servizi fondamentali per i romani e per i pellegrini», sbotta nel pomeriggio il presidente della commissione Trasporti di Montecitorio, Michele Meta. «E siccome, in questa fase tanto delicata, ciascuno è chiamato a fare la propria parte, ad aiutare il commissario Tronca e il prefetto Gabrielli », aggiunge il deputato dem, «lunedì convocherò in Commissione i diversi attori istituzionali della capitale». Non vuole dire una parola di più, Meta, men che meno fare polemica, ma si capisce che è esterrefatto. «Speriamo solo che, dall’ 8 in poi, la sbandierata moratoria sugli scioperi funzioni davvero: a tre giorni dall’ apertura dell’ Anno Santo quello che è successo oggi è inaccettabile», si sfoga un altro parlamentare, stavolta renziano. Che non riesce a capacitarsi perché mai il commissario non abbia chiesto al sindacato di differire la protesta, o rinviato lo stop parziale alle auto, oppure sollecitato il prefetto a precettare i macchinisti. Invece niente, «non ha fatto niente», mentre la città esplodeva. Un assist fin troppo ghiotto per l’ ex, Ignazio Marino: «Oggi a Roma ci sono stati sciopero dei trasporti, targhe alterne e metro bloccata. Se fossi stato sindaco io ci avrebbe aperto non solo il Tg1, ma anche la Cnn», ironizza a sera. Per una volta in sintonia col suo antico sfidante, Alfio Marchini, che su twitter lancia l’ hastag #RomaniSantiSubito! Un attacco concentrico contro Tronca e in parte pure Gabrielli, accusati di aver «bloccato la capitale e sequestrato i romani. Indecente! », tuona al mattino il deputato forzista Giro, seguito a ruota dai dem Miccoli («Sconcertante») e Anzaldi. Costringendo infine il commissario – sui social ribattezzato “S-Tronca” – a spiegare come le targhe alterne siano un provvedimento «obbligatorio », dettato dal troppo smog, per «bilanciare il diritto costituzionale a tutela della salute della cittadinanza con le esigenze di mobilità ». Certo di aver fatto bene, invece, Gabrielli: «Per la precettazione non c’ erano gli estremi di legge». Ma intanto il Codacons ha presentato un esposto in Procura. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
giovanna vitale
 
 
La Repubblica, 05/12/2015 04:16
Banche, si prepara un fondo solidarietà per i risparmi in fumo
proposta pd. padoan: “aiuteremo le fasce deboli che hanno investito nei 4 istituti in crisi”. indagine consob
ROMA. Un fondo di solidarietà da 120 milioni per risarcire almeno una parte dei risparmiatori colpiti dal decreto Salva- banche del governo, quelli «in condizioni di indigenza o di vulnerabilità economica o sociale »: 40 milioni di risorse pubbliche, 80 milioni «a carico del sistema bancario». Per ora è solo un subemendamento del Pd alla legge di Stabilità, depositato ieri alla Camera. Ma Palazzo Chigi e ministero dell’ Economia non chiudono all’ idea e ne vagliano la fattibilità tecnica. «Il governo sta valutando un sostegno a fasce deboli dei risparmiatori, ma non una compensazione del credito», conferma il ministro Padoan. Poco convinto, a quanto pare, dall’ altro subemendamento, quello di Scelta Civica (ve ne sono 130, di tutte le forze politiche) che invece consentirebbe il recupero fiscale del 26% delle perdite in dichiarazione dei redditi. Come determinare i risparmiatori indigenti o vulnerabili e per questo indennizzabili – sarà compito della commissione Bilancio che domani comincerà a entrare nel merito (anche della cifra del fondo che potrebbe essere limata). «Abbiamo il dovere di pensare a un fondo straordinario di solidarietà per le obbligazioni subordinate delle banche oggetto del decreto legge del governo», conferma difatti il suo presidente, Francesco Boccia. Questo emendamento del Pd, spiega il primo firmatario Michele Pelillo, «istituisce un fondo sicuro solo per i risparmiatori retail, dunque al dettaglio, più fragili e solo per le obbligazioni subordinate». Esclusi dunque azionisti, investitori istituzionali e fondi. Ma perché le banche dovrebbero accettare di contribuire con 80 milioni? «Per evitare la fuga dei clienti e di mettere in asta, a febbraio, quattro scatole vuote », insiste Pelillo. Gli istituti di credito italiani devono recuperare i 3,6 miliardi spesi per salvare Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio di Chieti. In parte saranno ristorati dalla vendita dei crediti deteriorati stipati nella bad bank (e svalutati a 1,5 miliardi da 8,5). Il resto verrà dalla cessione delle newco, ovvero da ciò che resta di buono delle quattro banche, in asta a febbraio. «Se non rassicuriamo i clienti, questi scapperanno dalle banche che dunque nessuno comprerà», insiste Pelillo. Toccherà poi capire di quanti risparmiatori parliamo. Il numero dei detentori di azioni e obbligazioni subordinate sarebbero 130 mila, per un importo totale di 300-350 milioni di titoli diventati carta straccia. Esiste poi un secondo subemendamento del Pd a ristoro anche dei piccoli azionisti. «A loro spetterebbe l’ eventuale plusvalenza dalla vendita degli asset in bad bank», spiega uno dei deputati firmatari, Marco Donati. In pratica, l’ eccedenza oltre il miliardo e mezzo. Una soluzione che aggira però il divieto di storno e dunque rischia lo stop di Bruxelles. Ultimo punto: la Consob. Il presidente Vegas ha annunciato ieri di aver avviato una verifica per capire se i titoli delle banche fallite siano stati venduti a clienti in grado di comprenderne i rischi. Molti tra loro dicono di essere stati rassicurati dalle banche a più riprese e dunque raggirati («Siamo la nuova Parmalat», si lamentano). Sebbene, a detta di Consob, i prospetti delle emissioni fossero corretti. Compresa l’ avvertenza che «l’ investitore potrebbe incorrere in una perdita, anche totale, del capitale investito», in caso di liquidazione, messa nera su bianco con buona evidenza nelle prime pagine di tre prospetti su quattro. Tanto bastava per avere l’ ok Consob. Ma ci sono state davvero pressioni da parte di queste quattro banche sui loro clienti perché acquistassero azioni e obbligazioni subordinate, dunque meno garantite? Si vedrà. Nel frattempo Codacons prepara un esposto penale alle procure di Roma, Arezzo, Ferrara, Chieti e Ancona. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Un piano da 120 milioni per i risarcimenti: 80 dal sistema bancario e 40 di risorse pubbliche LE MISURE, Palazzo Altieri sede dell’ Abi e, a sinistra, Il ministro Padoan.
valentina conte
 
 
Il Secolo XIX, 05/12/2015 04:16
METRO CHIUSE, autobus a singhiozzo e traffico in tilt. E se non bastasse anche targhe alterne.
METRO CHIUSE, autobus a singhiozzo e traffico in tilt. E se non bastasse anche targhe alterne. È stato ancora un venerdì nero per i romani che ieri hanno dovuto fare i conti non solo con lo sciopero del trasporto pubblico ma anche con lo stop alle auto dispari, causa smog. Insomma un giorno da dimenticare. Esasperati, imbufaliti si sono sfogati sui social network: «È vergognoso a quattro giorni dal Giubileo». Il Codacons va all’ attacco e presenta un esposto in Procura chiedendo l’ apertura di un’ indagine. Metro A, B e B1 `fuori servizio´ come anche la ferrovia Roma -Lido, pochi autobus e strapieni. Code e rallentamenti si sono registrate in tutta la città: da via Cristoforo Colombo alla tangenziale est, da via Salaria a via Appia Nuova, da via Aurelia a via di Boccea. Attese lunghissime per trovare un taxi.
 
 
Corriere Adriatico, 05/12/2015 04:11
doppio esposto in procura. il codacons chiede l’ apertura di una nuova inchiesta
“Bloccate i patrimoni di chi ha causato il dissesto”
Ancona La task force di avvocati ed esperti del settore bancario istituita dal Codacons dopo il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife presenterà alle procure della Repubblica interessate un esposto per fare luce “sulle responsabilità del dramma vissuto da migliaia di risparmiatori che da un giorno all’ altro hanno perso i propri investimenti. Alle procure di Roma, Arezzo, Ferrara, Chieti e Ancona – annuncia il Codacons – chiederemo di aprire una indagine sulle ipotesi di reato di falso in bilancio, aggiotaggio e false comunicazioni sociali”. Contestualmente, l’ associazione dei consumatori chiederà alla magistratura di verificare le responsabilità degli organi istituzionali in relazione all’ attività di vigilanza svolta sugli istituti di credito. Ulteriore esposto anche dell’ Asso-consum, che chiederà di prendere in considerazione l’ eventualità di bloccare i patrimoni di tutti i componenti dei diversi organi collegiali che hanno contribuito, con la loro negligenza, all’ attuale crisi finanziaria della banca. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Il Tirreno, 05/12/2015 03:54
di Stefano Bartoli Una cosa è certa: pagheremo quasi tutti di più.
di Stefano Bartoli Una cosa è certa: pagheremo quasi tutti di più. Se ne accorgeranno infatti subito le famiglie medie e ancora meglio i single che vivono da soli, tipologia in netta crescita secondo l’ Istat, specie se hanno un reddito di una certa importanza. Un esborso discretamente salato che riguarderà, secondo i calcoli del Codacons, il 75 per cento delle trenta milioni di utenze attive in Italia e che da gennaio dovranno tirare fuori in media 78 euro in più ogni anno. Insomma, la rivoluzione delle bollette elettriche e l’ annunciata semplificazione diventano realtà e, dopo quasi mezzo secolo, va in pensione il sistema di calcolo che punisce chi consuma di più. Un meccanismo nato non a caso durante la crisi petrolifera e delle domeniche a piedi degli anni Settanta e che ora lascia spazio ad una tariffazione di tipo lineare che per adesso non sembra accontentare nessuno, a cominciare dalle associazioni dei consumatori. Rivoluzione in bolletta. Ma procediamo con ordine cercando di spiegare il nuovo meccanismo che in sostanza elimina il criterio di progressività attraverso il quale, per risparmiare, bastava semplicemente consumare il meno possibile. Da gennaio 2016, attraverso un programma che andrà però a regime soltanto nel 2018, circa il 40 per cento della bolletta sarà uguale per tutti, mentre il resto dipenderà dai consumi: meccanismo che riguarda naturalmente il cosiddetto “mercato tutelato”, mentre quello “libero”, legato alle varie Enel Energia, Sorgenia, Eni. Edison, Acea, A2A, Eon e tutti gli altri gestori presenti in Italia, rimarrà ovviamente tale. Oggi, con i prezzi crescenti,paghiamo quindi l’ elettricità in base a tre voci: una quota fissa legata alla nostra condizione anagrafica di cliente residente, per i consumi dell’ abitazione principale, o cliente non residente, per l’ eventuale casa al mare; una quota fissa in base alla potenza impegnata dal contatore (1,5 o 3 Kw); una quota variabile in base ai consumi di energia effettivi che comprende tariffa di rete e oneri generali, a prescindere dalle condizioni di disagio economico di ciascun utente. Il criterio, secondo l’ Authority per l’ elettricità, il gas e l’ energia, si basa sul principio dei “sussidi incrociati” tra clienti residenti con bassi consumi e clienti non residenti o magari con consumi elevati, ma può creare distorsioni, magari quella del single benestante che paga meno di una famiglia povera e numerosa. Come funzionerà. Abolendo i “sussidi incrociati”, ciascuno sarà responsabile per ciò che consuma. La riforma prevede che la tariffa di rete sia non più progressiva, ma uniforme per tutti i clienti con il cosiddetto “ammontare a copertura degli oneri generali” caricato per il 50% sulla potenza e per 50% sui consumi. Ciò consentirà un notevole risparmio per le famiglie più numerose, residenti e con alti consumi, a discapito sia dei single e dei clienti non residenti che invece consumano poco. Come detto, la riforma procederà per piccoli passi. Tre gli step: il 1° gennaio 2016, appunto, con le tariffe a scaglioni che rimarranno invariate, ma con il meccanismo delle quote fisse che comincerà a scardinarsi con una riduzione del 25% del sussidio incrociato; nel 2017 partirà la nuova tariffa non progressiva per i servizi di rete, mentre verranno ridotti a due gli scaglioni di consumo annuo e si potrà scegliere tra più livelli di potenza; nel 2018, infine, la struttura non progressiva si applicherà a tutte le tariffe. Risparmi possibili. Ovvio che in questa situazione, come si diceva prima, diventa più complicata la strategia per risparmiare. Bisognerà agire ad esempio sulla riduzione dei sovraccosti per le famiglie numerose, ma anche per quelli riservati a chi abita nei centri non metanizzati. L’ altra possibilità è quella di puntare, se si rientra nelle condizioni economiche, al bonus che dovrebbe essere rafforzato portando lo sconto dall’ attuale 20 fino al 35%. Forti dubbi vengono comunque espressi dalle associazioni dei consumatori, tra cui il Codacons e l’ Aduc. «In due anni ho visto applicare tre semplificazioni delle bollette e non mi sembra di aver visto dei risultati – commenta Vincenzo Donvito, presidente nazionale di quest’ ultima organizzazione con sede a Firenze -. Ora il timore è che, oltre agli aumenti decisi sulle tariffe, si finisca con il pagare ancora di più».
stefano bartoli
 
 
Il Tirreno, 05/12/2015 03:53
energia elettrica: sorprese per gli utenti
Bollette nuove e più costose
dal 1° gennaio cambiano, tre su quattro pagheranno di più
Dal 1° gennaio cambia la bolletta dell’ energia elettrica, ma c’ è poco da stare allegri. Secondo il Codacons, il 75% degli utenti pagheranno di più. Nel mirino le famiglie medie e ancora meglio i single che vivono da soli, tipologia in netta crescita secondo l’ Istat. Li attende, secondo le previsioni, un esborso di 78 euro in più l’ anno. BARTOLI ALLE PAG. 2-3.
 
 
Alto Adige, 05/12/2015 03:51
Sicurezza Giubileo Pronto il piano difesa 900 vigili in campo
gabrielli: per roma sarà «un’ opportunità non un problema» fisichella: «buttati 4 mesi: su 131 opere realizzate solo 31»
di Annalisa D’ Aprile wROMA Il “piano di difesa” in caso di attentati è pronto. I punti di “ammassamento” dove le forze dell’ ordine dovranno convergere, sempre in caso di attacchi, sono stati decisi. I vigili impegnati per il 7 e l’ 8 dicembre saranno 900 (300 il primo giorno, 600 il secondo). Nelle quattro basiliche papali ci sarà un pronto soccorso. Dall’ area di San Pietro saranno sgomberati camion bar e venditori ambulanti di souvenir. Per 12 mesi 2.500 volontari dell’ Ordine di Malta assisteranno i fedeli. Ed ai pellegrini che verranno a Roma verrà garantita la «massima sicurezza», parola di monsignor Rino Fisichella, regista vaticano del Giubileo che si apre il giorno dell’ Immacolata, martedì 8 dicembre. Dunque, per l’ apertura della Porta santa sembra essere quasi tutto pronto. A partire dal piano sicurezza messo a punto dal prefetto della Capitale, Franco Gabrielli, convinto che il Giubileo sarà «un’ opportunità», anzi un «riscatto» per la città e non un «problema». Ma qualche criticità resta e Fisichella lo ha sottolineato. «Questi quattro mesi in cui ci siamo incontrati per programmare i lavori sono passati invano per l’ incertezza dell’ amministrazione – ha detto il prelato -. E adesso il commissario straordinario deve recuperare il tempo perduto». Fisichella ha spiegato che delle 131 opere previste ne sono state realizzate solo 31, «che di fatto sono alcuni marciapiedi che sono stati sistemati». Insomma, per il monsignore Roma sarà pronta, ma «in ritardo». Pare non sia possibile stimare quante persone arriveranno a Roma, ma il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, ha detto che la sospensione di Schengen (misura presa da Parigi dopo gli attentati) per il Giubileo non ci sarà: non sarebbe compatibile con il concetto di accoglienza dei pellegrini. Intanto, Codacons e Federlaberghi hanno fatto sapere che le cancellazioni negli hotel romani si sono fermate; ma nemmeno ci sarà l’ atteso boom di presenze. E Fisichella avverte che più che all’ Is bisogna stare attenti alle truffe. Così invita i pellegrini a fare riferimento a prodotti o servizi che abbiano il logo ufficiale del Giubileo e a iscriversi al portale vatimecum.com. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
L’Arena, 05/12/2015 03:46
Affluenza, dopo Parigi calo del 5% dei turisti «Scontiamo la paura»
Sembra finita l’ emorragia di cancellazioni negli hotel romani in vista del Giubileo che si aprirà l’ 8 dicembre, ma ancora c’ è poco da «giubilare» perché non solo non c’ è stato nessun boom, ma anzi un calo rispetto alla media del periodo. E anche se manca ancora qualche giorno all’ apertura ufficiale, non sembra facile che la situazione si possa ribaltare completamente. Stando al Codacons la Capitale tra tutte le città d’ Italia è quella che più di tutte sta risentendo dei fatti di Parigi: le prenotazioni alberghiere sono in netto calo rispetto ai ponti degli scorsi anni, sia perché tra gli italiani si registra un generalizzato timore che sta portando a disdette e annullamenti e sia perché, essendo uno scalo per viaggi intercontinentali e rientrando nei tour organizzati con visita delle città d’ Europa, risente delle cancellazioni da parte di turisti (specie americani, cinesi e giapponesi) che, non volendo più recarsi a Parigi per paura di attentati, annullano l’ intero tour dell’ Europa. CALI DI AFFLUENZA. I cali e le disdette dei giorni scorsi avevano talmente preoccupato da indurre Federalberghi Roma, che associa più della metà degli alberghi romani, a creare uno speciale osservatorio. Nella realtà, ha spiegato la Federalberghi, il flusso delle cancellazioni è terminato, adesso siamo in una situazione di attesa. C’ è un calo di almeno il 5% rispetto al solito. Due, secondo il presidente Giuseppe Roscioli, i fattori decisivi di questa crisi: «I grandi eventi come al solito allontanano il turismo normale. E poi ovviamente la paura legata agli eventi di Parigi, rinforzati dalla strage appena avvenuta in America, continua a pesare».Secondo Asshotel Confesercenti l’ 8 dicembre non sarà assolutamente un giorno speciale e con flussi da grandi eventi, anche perché l’ allarmismo delle tv non contribuisce a far venire alla gente voglia di venire a Roma. «Ma siamo serenamente preoccupati e vogliamo rimanere ottimisti: abbiamo affrontato le crisi degli anni ’80, abbiamo vissuto Twin Towers e speriamo di farcela anche stavolta e tornare a vedere i grandi flussi», ha detto Giuseppe Canfora di Asshotel Confesercenti .
 
 
La Gazzetta del Mezzogiorno, 05/12/2015 03:34
«È finita la pioggia di disdette ma c’ è ben poco da giubilare»
gli albergatori: c’ è un calo pure rispetto al 2014
• ROMA. Sembra finita l’ emorragia di cancellazioni negli hotel romani, ma ancora c’ è poco da «giubilare» perché non solo non c’ è stato alcun boom, ma anzi un calo rispetto alla media del periodo. E anche se manca ancora qualche giorno all’ apertura ufficiale, non sembra facile che la situazione si possa ribaltare completamente. Secondo il Codacons la Capitale tra tutte le città d’ Italia è quella che più di tutte sta ri sentendo dei fatti di Parigi: le prenotazioni alberghiere – dice l’ associazione – sono in netto calo rispetto ai ponti degli scorsi anni, sia perché tra gli italiani si registra un generalizzato timore che sta portando a disdette e annullamenti e sia perché, essendo uno scalo per viaggi intercontinentali e rientrando nei tour organizzati con visita delle città d’ Europa, risente delle cancellazioni da parte di turisti (specie americani, cinesi e giap ponesi) che, non volendo più recarsi a Parigi per paura di attentati, annullano l’ intero tour dell’ Europa. I cali e le disdette dei giorni scorsi avevano talmente preoccupato da indurre Federalberghi Roma, che associa più della metà degli alberghi romani, a creare uno speciale osservatorio. «Nella realtà spiega il presidente Giuseppe Roscioli – il flusso delle cancellazioni è terminato, adesso siamo in una situazione di attesa. Non arrivano più le disdette a valanga dei giorni scorsi, sembra essersi arrestata l’ emorragia, ma il flusso è ancora decisamente tiepido e in calo di almeno il 5% rispetto al solito. È vero anche che adesso, con tutti questi siti online, ci sono veramente an che prenotazioni dell'”ultimo secondo”, ma ancora la situazione non è stabile». Due, per Roscioli, i fattori decisivi di questa crisi: «Innanzitutto spiega – i grandi eventi come al solito allontano il turismo “nor male”. E poi ovviamente la paura legata agli eventi di Parigi, rinforzati dalla strage appena avvenuta in America, continua a pesare ancora molto». «È innegabile che l’ attuale momento storico – aggiunge Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi – abbia impattato sul settore turistico della Capitale, ma ci auguriamo che la situazione torni al più presto favorevole e speriamo di confermare una presenza di turisti simile a quella del 2014». «L’ 8 dicembre- spiega Giuseppe Canfora di Asshotel Confesercenti – non sarà assolutamente un giorno speciale e con flussi da grandi eventi, anche perché l’ allar mismo delle tv non contribuisce a far venire alla gente voglia di venire a Roma. Ma siamo serenamente preoccupati e vogliamo rimanere ottimisti: abbiamo affrontato le crisi degli anni ’80, abbiamo vissuto Twin Towers e speriamo di farcela anche stavolta e tornare a vedere i grandi flussi». E sul  l’ osservatorio Tri vago dice che a oggi il 17% delle strutture romane ha almeno una camera disponibile online per il periodo tra il 7 e 9 dicembre. Chnzha Conth.
 
 
La Provincia di Varese, 05/12/2015 03:29
Targhe alterne e metro chiusa La Capitale torna nel caos
sciopero di una sigla dei trasporti a pochi giorni dal via del giubileo utenti furiosi, esposto codacons
A pochi giorni dall’ avvio del Giubileo, nuova giornata di caos a Roma per colpa dello sciopero dei trasporti, cui ieri si è aggiunto il provvedimento sulla circolazione a targhe alterne. Lo sciopero degli autisti dell’ Atac, iniziato alle 8.30 e per 4 ore, è stato proclamato dal sindacato Cambia-menti che fa riferimento all’ autista pasionaria Micaela Quintavalle. Chiuse le metro A, B e B1 (le corse sono riprese solo attorno alle 14), forti riduzioni di corse sul servizio urbano della ferrovia Roma-Viterbo. In molti hanno deciso di spostarsi ed andare al lavoro in macchina, causando lunghe code su tutte le arterie di accesso alla Capitale. E quanto al traffico veicolare, a causa degli elevati livelli di polveri sottili nell’ aria di Roma e al tempo stabile che ne favorisce il ristagno, è stata disposta la circolazione a targhe alterne dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. Il provvedimento sarà in vigore anche oggi. Tanti i disagi dunque per pendolari e cittadini. In molti si sono sfogati sui social network, attaccando soprattutto il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura di Roma, ritenendo che si sia configurato il reato di turbativa di pubblico servizio. «È semplicemente una follia far coincidere il blocco dei mezzi pubblici con le targhe alterne, e le conseguenze devastanti per gli utenti erano facilmente prevedibili. Quanto avvenuto oggi non deve più accadere», afferma il presidente del Codacons Caro Rienzi. «Perché l’ Authority sugli scioperi non è intervenuta? – si chiede Michele Anzaldi, deputato Pd -Perché lo sciopero non è stato differito a una data diversa, vista la necessità di prevedere targhe alterne per lo smog?». La difesa del Campidoglio Il provvedimento delle targhe alterne «si è reso necessario considerata anche la procedura di infrazione comunitaria in atto per il non rispetto dei limiti – si difende il Campidoglio -. L’ Amministrazione ha dovuto bilanciare il diritto costituzionale a tutela della salute della cittadinanza con le esigenze di mobilità. Lo sciopero proclamato e mantenuto da una sola sigla sindacale che, a differenza di altre, non ha ritenuto di ritirare la preannunciata astensione, ha rispettato comunque la fascia oraria di garanzia». «Una diversa valutazione – spiega la nota -, da un lato, avrebbe determinato l’ ulteriore violazione di una direttiva comunitaria in tema di salute pubblica, dall’ altro avrebbe semplicemente rinviato l’ adozione di un atto analogo di imposizione delle targhe alterne ai giorni successivi, coincidenti con l’ avvio delle celebrazioni giubiliari». •
 
 
Il Giornale, 05/12/2015 03:00
Ennesimo sciopero: per paralizzare Roma bastano 300 persone
una piccola sigla sindacale dell’ atac incrocia le braccia nel giorno delle targhe alterne e di lazio-juve. marino: fossi stato sindaco io…
A 96 ore dall’ inizio del Giubileo Roma è rimasta ostaggio un’ intera giornata di trecento persone. Tanti, infatti, sono gli iscritti alla piccola ma agguerrita associazione sindacale del trasporto pubblico che ieri hanno incrociato le braccia, al contrario delle altre sigle che hanno revocato l’ astensione, paralizzando la città già messa a dura prova dalla concomitanza con le targhe alterne, con la partita Lazio-Juventus e con le partenze per il Ponte dell’ Immacolata. Un giorno di ordinaria follia per i romani rimasti intrappolati ore nel traffico in tilt. Il Codacons va all’ attacco e chiede alla Procura di aprire un’ indagine sui disagi valutando l’ ipotesi di turbativa di pubblico servizio. Le quattro ore di sciopero proclamate dagli autisti della sigla «Cambia-Menti», seppur minoritaria rispetto ai 12mila dipendenti dell’ Atac, hanno bloccato la metropolitana e la Roma-Lido, provocando rallentamenti e cancellazioni sul resto della mobilità pubblica. Pochi e affollati gli autobus in giro, lunghe attese per i taxi. Ad aggravare i disagi, poi, l’ ordinanza firmata dal commissario straordinario Francesco Tronca che, a causa dell’ inquinamento atmosferico, vietava la circolazione ai veicoli più inquinanti nella cosiddetta fascia verde e alle auto con targa dispari.Chi ieri mattina si aspettava una revoca è rimasto deluso, il Campidoglio è andato avanti per la sua strada e ai romani è toccato l’ ennesimo venerdì nero per una serie di circostanze che hanno portato alla paralisi totale della città. Con il Comune da una parte a rivendicare la sua scelta, obbligatoria quando vengono superati i limiti di smog per sei giorni consecutivi, soprattutto con una procedura di infrazione comunitaria già in atto e il Giubileo alle porte che impediva un eventuale rinvio del provvedimento. E con il prefetto Franco Gabrielli dall’ altra parte, convinto che non ci fossero gli estremi per la precettazione perché lo sciopero era solo di 4 ore e di una sigla minoritaria: «Viviamo in un paese dove ci sono delle leggi e le regole vanno rispettate». Ognuno, insomma, ha avuto le proprie ragioni per regalare una giornata di passione ai romani. Anche la leader di «Cambia-Menti», Micaela Quintavalle: «Lo sciopero andava assolutamente fatto e una volta stabilite le targhe alterne nessuno ci ha convocato per discutere un eventuale rinvio».Un pasticcio che a qualcuno fa rimpiangere l’ ex sindaco. «Aridatece Marino», è comparso sui social. Il chirurgo-dem ne approfitta per riprendersi la scena e lanciare frecciatine: «Sciopero dei trasporti, targhe alterne e metro bloccata. Se fossi stato sindaco io, ci avrebbe aperto non solo il Tg1, ma anche la Cnn». La rabbia degli automobilisti viaggia su Twitter, ma anche l’ ironia, «Pellegrini, accorrete, mancate solo voi», con l’ hashtag «sciopero» sul podio dei trend topic della giornata. Il tutto a quattro giorni dall’ apertura della Porta Santa e con l’ arrivo, soltanto l’ 8 dicembre, di circa 100mila fedeli.
 
 
L’Unità, 05/12/2015 02:45
Salvataggio banche, il Pd valuta un intervento per i danneggiati
● emendamento alla manovra: 120 milioni in fondo di solidarietà per i risparmiatori colpiti ● associazioni consumatori all’ attacco e il codacons annuncia esposti: «restituire i soldi»
Marco Ventimiglia Qualcosa si muove. In quello, va detto, che non è tanto un problema creato dal governo con un provvedimento di salvataggio, bensì un’ emergenza provocata negli anni dalla gestione di quattro istituti bancari. Qualcosa si muove perché per gli azionisti e gli obbligazionisti che hanno perso i loro capitali investiti nella Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti si sta cercando di definire un emendamento nella Legge di Stabilità che possa permettere loro di recuperare almeno una parte dei propri soldi, in taluni casi i risparmi di una vita. «La situazione è molto delicata – spiega Filippo Taddei, responsabile economico del Pd -. Il danno subito da queste persone, acquistando dei titoli comunque a rischio, è innegabile, però dobbiamo avere ben presente che ogni eventuale ed ulteriore intervento su questa vicenda assumerebbe poi una valenza generale, destinata a pesare in future situazioni, magari in casi di dissesti bancari di ben altra portata. Mi piacerebbe, poi, che ci si ricordasse di come il governo è intervenuto non certo per danneggiare delle persone, ma per evitare di assistere ad un epilogo drammatico, con le persone fuori dalle sedi degli istituti bancari con gli scatoloni, come accaduto, lo ricordiamo tutti, nel caso dei dipendenti di Lehman Brothers». La prudenza di Taddei va comunque di pari passo con quanto scaturito ieri in seno al partito Democratico: dotare il Fondo di solidarietà di 120 milioni di euro per risarcire i risparmiatori colpiti, di cui 80 «a carico del sistema bancario». È la proposta avanzata in un subemendamento del Pd alla manovra (prima firma del capogruppo Pd in Commissione Finanze, Michele Pelillo). Il Fondo istituito presso il ministero dell’ Economia, si legge nel subemendamento, ha «esclusive finalità di solidarietà, di assistenza o di utilità sociale», e viene creato «a favore di investitori persone fisiche, imprenditori individuali e imprenditori agricoli o coltivatori diretti detentori di strumenti finanziari subordinati emessi dalla Banca delle Marche, dalla Banca popolare dell’ Etruria e del Lazio, dalla Cassa di risparmio di Ferrara, dalla Cassa di risparmio della provincia di Chieti». Ed ancora, per accedere al Fondo il subemendamento prevede che gli investitori devono essere «al dettaglio», e devono aver subito, «in diretta conseguenza dell’ avvio di procedure concorsuali, di liquidazione coatta amministrativa, ovvero dell’ applicazione di misure di ristrutturazione, risanamento o risoluzione» delle banche, perdite patrimoniali tali da porli «in condizioni d’ indigenza o comunque di vulnerabilità economica o sociale». L’ ira dei consumatori Nell’ attesa di buone notizie dal Parlamento, continua però a montare la protesta dei risparmatori coinvolti, delle cui ragioni si fanno carico le associazioni dei consumatori. E così, il Codacons ha annunciato ieri che presenterà alle procure della Repub blica interessate un esposto per fare luce «sulle responsabilità del dramma vissuto da migliaia di risparmiatori che da un giorno all’ altro hanno perso i propri investimenti». In particolare, spiega l’ associazione, «chiederemo alle procure di Roma, Arezzo, Ferrara, Chieti e Ancona di aprire un’ indagine sulle ipotesi di reato di falso in bilancio, aggiotaggio e false comunicazioni sociali». Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «c’ è gente che ha perso tutti i suoi risparmi, e questo a causa di una malgestione delle banche che deve essere portata all’ attenzione della magistratura. Stiamo quindi preparando gli esposti contro i responsabili di questo sfacelo, a cominciare da coloro che hanno venduto questi prodotti ai risparmiatori ben sapendo che erano titoli a rischio. Alle vittime vanno restituiti i soldi, e si tratta di un obiettivo reale come insegnano precedenti vicende, ad esempio quella dei bond argentini, dove molte sentenze hanno dato ragione ai risparmiatori danneggiati».
marco ventimiglia
 
 
L’Adige, 05/12/2015 02:37
■ ROVERETO ■ VIABILITÀ/1 ■ VIABILITÀ/2 ■ SOLIDARIETÀ
Arte al Codacons Da oggi al 20 dicembre la sede dell’ Codacons in Via Santa Maria 39, ospita una mostra di illustrazione. Le tavole, sia originali che a stampa, sono quelle realizzate da diversi Artisti per la Collana «Scrittorillustratori» dell’ Associazione Edizioni Disegnograve. Il ricavato andrà a finanziare entrambe le associazioni. La mostra è a disposizione del pubblico ogni pomeriggio, sabato e domenica compresi, dalle ore 15 alle 19. Via Paoli off limits È istituito un divieto di transito e di sosta con rimozione coatta in via Paoli nel tratto compreso tra via Manzoni e corso Rosmini, ad eccezione dei residenti e delle attività commerciali, compatibilmente con l’ esecuzione dei lavori, a partire dalle ore 8 del 9 dicembre e non oltre le ore 18 del giorno 11 dicembre. Divieto a Marco Per festa di S. Nicolò a Marco oggi a partire dalle 16 è istituito il divieto di transito su via Due Novembre nel tratto tra via San Romedio e via Vecchio Alveo. Per le stesse ore è istituito anche il divieto di transito su via Saline, via Lunga e via Dosso Alto. Mercatino di Natale Aprirà domani (9-12 e 1519) il mercatino dei lavori e dei biscotti fatti a mano organizzato dalla parrocchia di S. Giuseppe nelle sale parrocchiali.
 
 
Libero, 05/12/2015 00:50
cassa di risparmio di ferrara
Gomme delle auto tagliate Vendetta dei soci sui dipendenti
Prima hanno tentato la strada del dialogo, poi hanno appeso volantini all’ ingresso delle filiali per spiegare che la colpa non è loro e infine, disperati, hanno chiamato i sindacati per fare da mediatori. Ma nemmeno questo è bastato: improperi, urla e minacce sono arrivate lo stesso. Non se la passano bene i dipendenti della Carife dopo l’ approvazione del decreto «salva banche» che, di fatto, ha azzerato gli investimenti degli azionisti e reso nullo il valore delle obbligazioni. Da quasi due settimane le filiali di Ferrara sono prese quotidianamente d’ assalto dai clienti dell’ Istituto, imbufaliti per la manovra che li ha depredati, trasformando in carta straccia i loro risparmi, investiti nei titoli coinvolti. I telefoni che squillano in continuazione, chiamate piene di insulti, scenate agli sportelli con tanto di malori e più di qualcuno uscendo dal lavoro si è trovato le ruote dell’ auto tagliate. Anziani, soprattutto ma anche casalinghe e risparmiatori poco esperti sono lì, ad urlare contro chi stava allo sportello quel giorno, quando hanno sottoscritto quella carta che invece di metterli al sicuro li ha resi più poveri. La rabbia e la disperazione hanno preso anche questa forma e a farne le spese è chi con loro aveva creato rapporti di fiducia. Tutto cancellato dal «salva banche», messo in pratica con il plauso del Pd: «È stata trovata una soluzione che non pesa neanche per un centesimo sulle casse pubbliche e quindi sulle tasche dei contribuenti», aveva dichiarato soddisfatto della manovra Paolo Calvano, il segretario Pd Emilia Romagna, all’ indomani dell’ operazione, dimenticando colpevolmente proprio chi, nel progetto della banca ferrarese, nonostante tutto, ci aveva creduto fino in fondo. Le associazioni Amici di Carife e Liberi Azionisti, hanno gridato allo scandalo, e il Codacons ha annunciato l’ avvio di una class action. «Carife sarà messa all’ asta entro febbraio con le altre tre banche salvate ed esistono già manifestazioni d’ interesse per ogni singola banca», ha fatto sapere Roberto Nicastro presidente delle quattro banche in conferenza stampa, ieri, a Milano. Ma la situazione rimane tesa. Così tesa che nemmeno Federconsumatori, emanazione democratica, ha potuto evitare di prendere l’ iniziativa: stamattina a Ferrara si terrà un’ assemblea a cui parteciperanno i legali dell’ associazione. Anche a sinistra, insomma, c’ è aria di guerra. AL. PED.Cassa di Risparmio di Ferrara Gomme delle auto tagliate Vendetta dei soci sui dipendenti La Cassa di Ferrara.
 
 
Libero, 05/12/2015 00:50
sciopero e targhe alterne
Prove di Giubileo e il traffico è già nel pallone
BRUNELLA BOLLOLI ROMA Passi che capiti sempre di venerdì, ma se lo sciopero del trasporto pubblico di Roma coincide, a quattro giorni dal Giubileo, con il provvedimento delle targhe alterne voluto dal commissario Francesco Paolo Tronca, allora il mix è devastante. «L’ Apocalisse, altro che il Giubileo», è uno dei commenti più soft in un venerdì che difficilmente verrà dimenticato, con il caos vicino all’ Olimpico per Lazio-Juve, e oggi il bis. Ci sono state scene di panico, un uomo si è sentito male nella calca di un autobus strapieno ed è stato soccorso. Un gruppo di pendolari non ce l’ ha più fatta e si è buttato sui cancelli della metropolitana, chiusa dalle 8.30 per quattro ore, per uno sciopero indetto da un piccolo sindacato, Cambia-menti, che è riuscito a ottenere il 35% di partecipazione, un successo. «Ci scusiamo per i disagi», ha detto Micaela Quintavalle, la giovane leader, «ma noi abbiamo scioperato anche per la sicurezza dei cittadini. E poi, una volta stabilite le targhe alterne, nessuno ci ha convocato per chiedere di revocarlo». Possibile che in Campidoglio, nessuno del dream team di super prefetti che sono in campo per risollevare la città, abbia pensato a come evitare così tanti problemi agli utenti? «Roma è in tilt», ha scritto il deputato Pd Mauro Miccoli, «sconcertante che il commissario non abbia revocato la misura anti-smog nonostante lo sciopero dei mezzi. Se la stessa situazione si fosse verificata con Marino», ha aggiunto, «sarebbe stato sicuramente massacrato». A fargli eco il senatore di Forza Italia, Francesco Giro: «Siamo esterrefatti per l’ assurda sovrapposizione fra lo sciopero e il provvedimento assunto da Tronca di imporre la circolazione a targhe alterne. Hanno bloccato la capitale e sequestrato i romani. Indecente! Nei social leggo aridatece Marino. Vergogna!». Il Campidoglio, sommerso dalle polemiche, si è giustificato: «Ben 9 centraline su 13 hanno superato i limiti di smog, le targhe alterne erano obbligatorie per legge». Ma intanto il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma: indaghi sulla possibile fattispecie di turbativa di pubblico servizio e altri reati che saranno ravvisabili. Sciopero e targhe alterne Prove di Giubileo e il traffico è già nel pallone.
brunella bolloli
 
 
Estense, 05/12/2015 00:25
argenta
Carife: M5S e Codacons uniti per i risparmiatori argentani
i pentastellati: “il dovere di chi abbraccia la politica sia quello di mettersi a disposizione degli altri”
(immagine di repertorio) Argenta. Il Movimento 5 Stelle di Argenta stringe un’ alleanza col Codacons per raccogliere le adesioni alla class action dei risparmiatori Carife che hanno visto azzerate le loro azioni e obbligazioni subordinate. “I nostri attivisti – affermano i rappresentanti pentastellati – si mettono a disposizione di tutti coloro che vorranno aderire all’ iniziativa Codacons e faranno da tramite per la trasmissione dei documenti necessari”. Il tutto, assicura il M5S, “in completa sinergia con l’ attività dei nostri parlamentari e consiglieri regionali che prevede la presentazione rispettivamente di emendamenti a livello nazionale e mozioni regionali. Convinti che il dovere di chi abbraccia la politica sia quello di mettersi a disposizione degli altri e stanchi delle inutili e dissonanti litanie dei partiti questa è la nostra risposta per marcare la netta differenza che c’ è fra il Movimento 5 Stelle ed i silenti politicanti di casa nostra”. È possibile contattare gli attivisti per informazioni ed appuntamenti al numero 328/1976015 oppure via mail [email protected].
 
 

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