Rassegna stampa del 24, 25 e 26 dicembre 2014
lasicilia.it, 26/12/2014 18:58
Non ci sono più soldi per i regali di Natale
“Drammatico calo delle spese per regali di Natale: gli italiani hanno speso 3,142 miliardi, il 6,2% in meno rispetto al 2013”. E’ quanto emerge dal bilancio delle spese degli italiani per regali natalizi, stilato dall’ Osservatorio nazionale Federconsumatori. La spesa media a famiglia è stata di 126 euro. La flessione – in base ai dati- interessa tutti i settori, con un calo a due cifre per mobili, arredamento ed elettronici (-14,4%) e per il turismo (-12,4%). Coldiretti, spesa a tavola sale a 2,35 mld (+2%) Nove italiani su dieci hanno trascorso pranzo a casa Si inverte la tendenza al ribasso e sale la spesa a tavola degli italiani ad un importo di 2,35 miliardi di euro (+2%) per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci (87%) hanno trascorso a casa con parenti o amici. E’ questo il bilancio della Coldiretti, che evidenzia come si sia speso leggermente di più in linea con le previsioni di ripresa nei consumi alimentari nel 2015. Appena l’ 8% degli italiani si è recato al ristorante mentre il 3% ha preferito gli agriturismi, in crescita rispetto allo scorso anno. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu’ a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude Coldiretti – in 900 milioni per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni per dolci, 350 milioni per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni per formaggi e uova. Codacons, consumi per feste -5%, male abbigliamento Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spese di Natale per 8,2 miliardi.
lagazzettadelmezzogiorno.it, 26/12/2014 18:49
Non ci sono più soldi per i regali di Natale
Non ci sono più soldi per i regali di Natale “Drammatico calo delle spese per regali di Natale: gli italiani hanno speso 3,142 miliardi, il 6,2% in meno rispetto al 2013”. E’ quanto emerge dal bilancio delle spese degli italiani per regali natalizi, stilato dall’ Osservatorio nazionale Federconsumatori. La spesa media a famiglia è stata di 126 euro. La flessione – in base ai dati- interessa tutti i settori, con un calo a due cifre per mobili, arredamento ed elettronici (-14,4%) e per il turismo (-12,4%). Coldiretti, spesa a tavola sale a 2,35 mld (+2%) Nove italiani su dieci hanno trascorso pranzo a casa Si inverte la tendenza al ribasso e sale la spesa a tavola degli italiani ad un importo di 2,35 miliardi di euro (+2%) per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci (87%) hanno trascorso a casa con parenti o amici. E’ questo il bilancio della Coldiretti, che evidenzia come si sia speso leggermente di più in linea con le previsioni di ripresa nei consumi alimentari nel 2015. Appena l’ 8% degli italiani si è recato al ristorante mentre il 3% ha preferito gli agriturismi, in crescita rispetto allo scorso anno. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu’ a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude Coldiretti – in 900 milioni per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni per dolci, 350 milioni per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni per formaggi e uova. Codacons, consumi per feste -5%, male abbigliamento Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spese di Natale per 8,2 miliardi.
ilgiornale.it, 26/12/2014 18:32
Un Natale austero sotto l’ albero
secondo il codacons si sono spesi quest’ anno otto miliardi in meno per le feste, un calo del 5%. una situazione molto diversa negli stati uniti, che forti dei recenti dati sul pil hanno festeggiato il natale migliore degli ultimi anni.
Quello che era l’ ottimismo del governo si spegne sui dati dei consumi natalizi. I dati rilevati dalla consueta analisi che effettua il Codacons sono infatti più in linea con quanto diceva il ministro dell’ Economia Padoan a luglio che non con gli ottimismi di inizio anno, ormai vecchi di dodici mesi. “La situazione economica in Italia e nella Ue è meno favorevole di quello che speravamo a inizio anno”, diceva a fine luglio. Ed è questo che sembra emergere guardando i numeri. Rispetto all’ anno scorso abbiamo assistito a una riduzione dei consumi che vale il 5% . Si sono spesi 8,2 miliardi di euro in meno in addobbi, regali, viaggi e in generale per tutti quei consumi legati alla festività. A pesare ovviamente anche una serie di scadenza fiscali concentrate a dicembre (Tari, Imu, Tasi). Non tutti i settori hanno però fatto segnare un calo. A tenere il passo sono stati gli alimentari (la spesa è salita a 2,35 miliardi di euro), i giocattoli e il settore hi tech. Se i dati si considerano non sui dodici mesi, ma piuttosto rispetto al periodo pre-crisi, dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, allora si assiste a un calo del 45,5%. Nel 2014 la spesa si è fermata a 9,8 miliardi di euro per l’ intero periodo natalizio, mentre nel 2007 l’ effetto Natale valeva 18 miliardi. Uno scenario che fa pensare a tutto tranne che a una ripresa, soprattuto se il paragone lo si fa con un Paese che dalla crisi è uscito veramente, come gli Stati Uniti. Qui si è vissuto il miglior Natale negli ultimi tre anni, se non altro dal punto di vista economica. Le vendite online nella stagione natalizia sono salite a 61 miliardi di dollari, un +16%. Il decollo dell’ economia, con i dati sul Pil del terzo trimestre che fanno segnare un +5% e la fiducia ai massimi dal 2007, hanno messo il turbo ai consumi. Il sabato prima di Natale sono stati spesi 23 miliardi dollari.
luca romano
Roma Today, 26/12/2014 18:09
Rifiuti, i cittadini: “Raccolta a singhiozzo”. Ama: “Servizio regolare. Ecco le foto”
le immagini inviate dai cittadini mostrano forti criticità nella raccolta dei rifiuti, specie a casalotti dove da poco è partito il porta a porta. ma ama assicura: “24 e 25 dicembre più 20% degli operatori”
I marciapiedi sono pieni di immondizia , e fuori dai portoni i sacchetti dei rifiuti di pranzi e cenoni restano ad attendere il passaggio degli operatori Ama, quelli del porta porta. Ma a Casalotti sono giorni che i cittadini lamentano via social network l’ assenza totale del servizio di pulizia. Nel quartiere è partito da poco il nuovo sistema di rac colta differenziata domiciliare, ma l’ errore sarebbe stato proprio avviarlo prima del Natale, quando si sa, che sia emergenza o no, la raccolta stenta dappertutto. Certo se in più ci aggiungi che i giri di porta a porta non vengono effettuati con regolarità e che in strada di cassonetti ne sono rimasti pochissimi, quei pochi “sono in condizioni vergognose”. “Come prevedibile, la pessima scelta di Ama e Municipio di avviare il porta a porta a ridosso delle festività natalizie ha portato al degrado più totale nelle strade del quartiere, e disagi ai cittadini che lamentano ancora una volta che il servizio non funziona. In questi giorni infatti, l’ Ama non è passata a ritirare i rifiuti, costrigendo così i cittadini a riversarsi ai cassonetti stradali ancora rimasti” spiegano dal Comitato di Quartiere. Non tutti gli utenti della rete la pensano così. C’ è chi preferisce puntare il dito direttamente contro i romani, “a Casalotti vivono persone incivili. Non mi meritiamo nulla, solo la mondezza”, riferendosi ai tanti cartoni abbandonati fuori dai secchioni che potevano almeno essere messi dentro la carta. Ma i più si indignano. “E’ illogico avviare un servizio di porta a porta a ridosso delle feste di natale (lo sanno pure i muri che è il periodo in cui si creano più rifiuti), è illogico togliere i cassonetti stradali se prima non sei organizzato”. Altri hanno soluzioni a portata. “Qualcuno mi dà l’ indirizzo del municipio che se anche domani non passano faccio un bel Saccone e la porto li (tanto politico e monnezza sono materiali simili)”. In realtà cassonetti pieni ben oltre gli standard di civiltà non sono esclusiva solo dei cittadini di Casalotti. Lettori ci inviano immagini che parlano di una città ancora in difficoltà sul fronte rifiuti. Colpa o no delle feste natalizie, le foto mostrano marciapiedi invasi dalla spazzatura in tante zone di Roma. Ponte di Nona , Tor Bella Monaca , Tuscolano , Pigneto . E il Codacons ha già lanciato l’ allarme. “Mai Roma è stata così sporca a Natale – ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi – siamo sommersi dalle segnalazioni degli utenti, abbiamo quindi deciso di denunciare tale situazione alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, affinché sia aperta una apposita indagine per capire i motivi di tanto degrado”. Caos rifiuti Casalotti AMA – Ma l’ azienda dei rifiuti capitolina assicura che non solo “il servizio di pulizia, spazzamento e raccolta rifiuti si è svolto regolarmente in tutta la città durante la Vigilia e a Natale”, ma che in strada c’ erano “3.100 unità (2.500 operatori ecologici e 600 autisti), che hanno assicurato i 3 consueti turni di servizio (mattutino, pomeridiano e notturno) in tutte e due le giornate festive”. Nessuno sgarro neanche sul porta a porta. “I servizi previsti da calendario nelle aree servite dal porta a porta, con l’ unica eccezione dell’ anticipo da orario serale a pomeridiano (dopo le 14) delle attività di raccolta programmate nella giornata di martedì 24 dicembre, sono stati garantiti con regolarità”. Anche i centri di raccolta per gli ingombranti hanno funzionato a regime, chiusi solo il 25, così come gli impianti aziendali per selezione e raccolta differenziata, e Tmb di Rocca Cencia e Salaria. La municipalizzata fornisce anche i numeri. “Nel dettaglio, gli impianti Tmb di Ama hanno ricevuto 750 tonnellate di rifiuti indifferenziati nella giornata del 24, 1.132 in quella del 25 e circa 600 nella sola mattinata odierna. Le strutture Co.La.Ri, invece, hanno lavorato circa 1.900 tonnellate il 24, 700 il 25 e 1.500 nella mattinata del 26. L’ impianto di compostaggio Ama di Maccarese, invece, ha ricevuto 300 tonnellate il 24, 216 il 25 e 250 nella mattinata del 26”. Qualche difficoltà sul fronte carta e cartone, ma solo nella giornata di ieri, “per una temporanea difficoltà di ricezione della piattaforma Comieco”. Insomma, non solo è tutto regolare a differenza dello scorso Natale, ma la città sarebbe pulita. Ama diffonde anche le foto di cassonetti tirati a lucido. Un’ altra storia rispetto a quella raccontata dalle immagini dei cittadini. Annuncio promozionale Natale 2014, Ama: “Servizi regolari LE FOTO.
ginevra nozzoli
larepubblica.it, 26/12/2014 17:40
Natale, i consumi crollano del 5%, spesa tagliata di 8,2 miliardi
MILANO – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, che come ogni anno all’ indomani delle feste natalizie fornisce i dati ufficiali sulle spese delle famiglie. I consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) secondo l’ associazione si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi di euro, con una contrazione del -5% sul 2013 e un taglio di 8,2 miliardi di euro. Le famiglie, spiega il Codacons, hanno reagito alla crisi ancora in atto nel nostro Paese, limitando le spese tipiche della festività, complice anche un dicembre caratterizzato da una concentrazione di scadenze fiscali (Tasi, Imu, Tari, ecc.). Non tutti i settori hanno però risentito del clima di austerity: se le vendite sono andate particolarmente male per abbigliamento, calzature, arredamento, addobbi e viaggi, comparti dove il calo degli acquisti ha raggiunto il -10%, i settori alimentari, giocattoli e hi-tech hanno tenuto il passo rispetto ai consumi degli anni passati. “Negli ultimi anni – lancia l’ allarme il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – si è assistito a un crollo vertiginoso dei consumi natalizi in Italia, calati dal periodo pre-crisi a oggi addirittura del 45,5%. In base ai dati ufficiali, infatti, nel 2007 ‘l’ effetto Natale’, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell’ intero periodo natalizio si è fermata a 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro Paese hanno tagliato le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro”.
lagazzettadelmezzogiorno.it, 26/12/2014 13:59
Natale: Codacons, consumi per feste -5%
Natale: Codacons, consumi per feste -5% In 7 anni italiani hanno tagliato spese per 8,2 mld (ANSA) – ROMA, 26 DIC – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi.
TGCom, 26/12/2014 13:44
Natale: sale la spesa per il cibo, ma in generale i consumi crollano
per la coldiretti per imbastire le tavole di vigilia e natale è stato speso il 2% in più rispetto all’ anno scorso, ma la codacons avverte: consumi in calo del 5%
– Si inverte la tendenza al ribasso e torna a salire la spesa fatta dagli italiani per imbastire la tavola per il cenone della vigilia e per il pranzo di Natale. Quest’ anno sono infatti stati “mangiati” 2,35 miliardi di euro (+2% rispetto al 2013) per cibi e bevande. E’ questo il bilancio fatto dalla Coldiretti. Secondo il Codacons però, a parte gli alimentari, l’ hi-tech e i giocattoli, i consumi degli altri settori continuano a essere in calo. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude Coldiretti – in 900 milioni per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni per dolci, 350 milioni per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni per formaggi e uova. Codacons: “A Natale consumi sono crollati del 5%” – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del 5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi. Resistono alimentari, hi-tech e giocattoli – Non tutti i settori hanno però risentito del clima di austerity, evidenzia il Codacons: se le vendite sono andate particolarmente male per abbigliamento, calzature, arredamento, addobbi e viaggi – comparti dove il calo degli acquisti ha raggiunto il -10% – i settori alimentari, giocattoli e hi-tech hanno tenuto il passo rispetto ai consumi degli anni passati. “Tagliati oltre 8 miliardi di spese” – “Negli ultimi anni si è assistito ad un crollo vertiginoso dei consumi natalizi in Italia, calati dal periodo pre-crisi ad oggi addirittura del 45,5% – lancia l’ allarme il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – In base ai dati ufficiali, infatti, nel 2007 ‘l’ effetto Natale’, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell’ intero periodo natalizio si è fermata a 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro Paese hanno tagliato le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro”. Invia un commento Per poter inserire un commento devi essere registrato ed effettuare il login REGISTRAZIONE LOGIN Invia commento Ciao Pubblica su Facebook Esci Disclaimer I vostri messaggi Vedi altri REGOLE PER I COMMENTI I commenti in questa pagina vengono controllati Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre In particolare, durante l’ azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che: – Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito e nel programma TV – Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti – Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni – Più in generale violino i diritti di terzi – Promuovano attività illegali – Promuovano prodotti o servizi commerciali X Notizie correlate.
lasicilia.it, 26/12/2014 13:33
ROMA Natale: consumatori, spesa regali -6,2%
Correlati/Approfondimenti Natale: Codacons, consumi per feste -5% Natale: Coldiretti,spesa tavola 2,35 mld Natale: scartati regali per 3,9mld (-5%) (ANSA) – ROMA, 26 DIC – “Drammatico calo delle spese per regali di Natale: gli italiani hanno speso 3,142 miliardi, il 6,2% in meno rispetto al 2013”. E’ quanto emerge dal bilancio delle spese degli italiani per regali natalizi, stilato dall’ Osservatorio nazionale Federconsumatori. La spesa media a famiglia è stata di 126 euro. La flessione – in base ai dati- interessa tutti i settori, con un calo a due cifre per mobili, arredamento ed elettronici (-14,4%) e per il turismo (-12,4%).
Roma Today, 26/12/2014 13:29
Vermicino: montagne di rifiuti invadono le strade
tonnellate di rifiuti abbandonati intorno ai cassonetti, sempre più debordanti. ed in via passolombardo, difronte all’ occupazione dell’ ex cooperativa vinicola, c’ è una vera e propria discarica, venutasi a creare a ridosso del ciglio stradale.
Per il Codacons Roma non è mai stata sporca come durante queste festività natalizie. Dunque si tratta di un problema generalizzato, diffuso in tutta la Capitale . Certo è che, a Vermicino, il fenomeno arriva ad assumere proporzioni davvero preoccupanti. Il sistema di raccolta rifiuti, nel quartiere diviso a metà tra comune di Roma e comune di Frascati, sembra infatti ormai al collasso. RIFIUTI OVUNQUE – In via Casale Antonioni, di competenza capitolina, i cassonetti traboccano di rifiuti. Non c’ è una sola postazione di raccolta intorno alla quale non siano accatastati quintali di sacchetti. Qui, la raccolta differenziata non è arrivata. E la sensazione è che anche l’ Ama fatichi a passarvi .Su via Passolombardo, sempre nel Comune di Roma, la situazione è diventata poi insostenibile. UNA MICRODISCARICA – Lungo la strada, fino a 15 anni fa, abbondavano vigneti di Frascati e Barbera. Oggi, vi cresce solo il degrado. Lex cooperativa vinicola, da molto tempo occupata, é infatti stata abbandonata al suo triste destino. Ma negli ultimi giorni, la situazione è andata ulteriormente peggiorando. Già nella mattinata del 25 infatti, abbiamo potuto notare una quantità inverosimile di rifiuti accatastati intorno ai due cassonetti. L’ immondizia, riversata davanti al cancello dell’ ex cooperativa vinicola, si trova quasi sul ciglio della strada . Con tutti i problemi di insicurezza, ed evidentemente d’ igiene, che ne possono derivare.
fabio grilli
giornaledellumbria.it, 26/12/2014 12:04
Natale: Codacons, consumi per feste -5%
in 7 anni italiani hanno tagliato spese per 8,2 mld.
(ANSA) – ROMA, 26 DIC – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi.
di ansa
Yahoo Notizie, 26/12/2014 11:39
Natale, Codacons: Consumi -5%, spesa tagliata di 8,2 miliardi
Natale, Codacons: Consumi -5%, spesa tagliata di 8,2 miliardi Roma, 26 dic. (LaPresse) – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, che come ogni anno all’ indomani delle feste natalizie fornisce i dati ufficiali sulle spese delle famiglie. I consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) secondo l’ associazione si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi di euro, con una contrazione del -5% sul 2013 e un taglio di 8,2 miliardi di euro. Le famiglie, spiega il Codacons, hanno reagito alla crisi ancora in atto nel nostro Paese, limitando le spese tipiche della festività, complice anche un dicembre caratterizzato da una concentrazione di scadenze fiscali (Tasi, Imu, Tari, ecc.). Non tutti i settori hanno però risentito del clima di austerity: se le vendite sono andate particolarmente male per abbigliamento, calzature, arredamento, addobbi e viaggi, comparti dove il calo degli acquisti ha raggiunto il -10%, i settori alimentari, giocattoli e hi-tech hanno tenuto il passo rispetto ai consumi degli anni passati. “Negli ultimi anni – lancia l’ allarme il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – si è assistito a un crollo vertiginoso dei consumi natalizi in Italia, calati dal periodo pre-crisi a oggi addirittura del 45,5%. In base ai dati ufficiali, infatti, nel 2007 ‘l’ effetto Natale’, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell’ intero periodo natalizio si è fermata a 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro Paese hanno tagliato le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro”.
Adnkronos, 26/12/2014 11:30
Natale, sale la spesa a tavola e trionfa il ‘made in Italy’
Sale la spesa a tavola degli italiani ad un importo di 2,35 miliardi di euro (+2%) per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale che nove italiani su dieci (87%) hanno trascorso a casa con parenti o amici. E’ questo il bilancio stimato dalla Coldiretti che conferma come gli italiani non rinunciano all’ appuntamento più tradizionale dell’ anno per il quale si è speso leggermente di più in linea con le previsioni di ripresa nei consumi alimentari nel 2015. A prevalere è stato il ‘made in Italy’, con i cibi esotici e fuori stagione praticamente scomparsi dalle tavole dove invece si sono affermati – sottolinea la Coldiretti – il bollito, i polli arrosto, i cappelletti in brodo, le pizze rustiche e i dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,5 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti, secondo l’ indagine Coldiretti/Ixè. Appena l’ 8% degli italiani si è recato al ristorante mentre il 3% ha preferito gli agriturismi, in crescita rispetto allo scorso anno. “La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata – conclude la Coldiretti – in 900 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 350 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni di euro per formaggi e uova”. Per il Codacons il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del 5% rispetto allo scorso anno . I consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi di euro, con una contrazione del 5% sul 2013, spiega l’ associazione. Le famiglie hanno reagito alla crisi ancora in atto nel nostro Paese limitando le spese tipiche della festività, complice anche un dicembre caratterizzato da una concentrazione di scadenze fiscali (Tasi, Imu, Tari, ecc.). Non tutti i settori hanno però risentito del clima di austerity : se le vendite sono andate particolarmente male per abbigliamento, calzature, arredamento, addobbi e viaggi – comparti dove il calo degli acquisti ha raggiunto il 10% – i settori alimentari, giocattoli e hi-tech hanno tenuto il passo rispetto ai consumi degli anni passati. “Negli ultimi anni si è assistito a un crollo vertiginoso dei consumi natalizi in Italia, calati dal periodo pre-crisi ad oggi addirittura del 45,5% – lancia l’ allarme il presidente Codacons, Carlo Rienzi – In base ai dati ufficiali, infatti, nel 2007 ‘l’ effetto Natale’, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell’ intero periodo natalizio si è fermata a 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro Paese hanno tagliato le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro”.
larena.it, 26/12/2014 11:28
Natale: Codacons, consumi per feste -5%
ROMA, 26 DIC – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi. PVN-COM.
pvn-com
Corriere di Sciacca, 26/12/2014 11:28
NATALE SI CHIUDE CON RIDUZIONE CONSUMI DEL 5 PER CENTO
26/12/2014 11.18 Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spese di Natale per 8,2 miliardi.
corriere.it (Roma), 26/12/2014 11:27
la denuncia.
Codacons: anche per queste FesteRoma sommersa dai rifiuti
dopo le segnalazioni dei cittadini, l’ associazione ha deciso di presentare un esposto alla procura e alla corte dei conti: “situazione fuori controllo in centro e nelle periferie”
ROMA – Il Natale romano quest’ anno sembra essere all’ insegna della sporcizia in città. Lo denuncia il Codacons, che in questi giorni di festa ha ricevuto un numero record di segnalazioni da parte degli utenti. Mai come quest’ anno i cittadini patiscono la mancanza di pulizia nella capitale – spiega l’ associazione – Strade e marciapiedi appaiono in questi giorni di Natale in uno stato di incuria inaccettabile, con cartacce, bottiglie e altri rifiuti lasciati a terra da giorni senza che nessuno intervenga a rimuoverli. Una situazione che caratterizza le periferie piu estreme come il centro storico, e crea un danno evidente non solo agli utenti ma anche all’ immagine della città, considerata l’ affluenza di turisti stranieri a Roma in questo periodo dell’ anno”. Danno di immagine Prosegue il comunicato dell’ associazione: “L’ Ama invece di spendere soldi per le campagne di informazione sulla raccolta differenziata, pensi ad investire sulla pulizia regolare delle strade incrementando il numero di mezzi e operatori, considerata la maggior presenza di cittadini e turisti in giro per la capitale nei giorni di festa e, quindi, una maggiore produzione di rifiuti. “Mai Roma è stata così sporca a Natale – dichiara il presidente del Codacons Carlo Rienzi – abbiamo quindi deciso di denunciare tale situazione alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, affinché sia aperta una apposita indagine per capire i motivi di tanto degrado”.
giornaledisicilia.it, 26/12/2014 11:19
Natale di crisi, allarme Codacons: i consumi scendono del cinque per cento
il dato arriva dal codacons, secondo cui i consumi legati al natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi.
ROMA. Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spese di Natale per 8,2 miliardi.
26 dicembre 2014 il dato arriva dal codacons, secondo cui i consumi legati al natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. roma. il natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. il dato arriva dal codacons, secondo cui i consumi legati al natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. in 7 anni, secondo il codacons, gli italiano hanno tagliato le spese di natale per 8,2 miliardi. tag: codacons , consumi , natale contribuisci alla notizia:
laprovinciadilecco.it, 26/12/2014 11:12
Natale: Codacons, consumi per feste -5%
(ANSA) – ROMA, 26 DIC – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
lasicilia.it, 26/12/2014 11:10
ROMA Natale: Codacons, consumi per feste -5%
Correlati/Approfondimenti Natale: Coldiretti,spesa tavola 2,35 mld Natale: scartati regali per 3,9mld (-5%) Natale: a Matera con vista Sassi e 2019 (ANSA) – ROMA, 26 DIC – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi.
corrieredellosport.it, 26/12/2014 11:02
Natale: Codacons, consumi per feste -5%
in 7 anni italiani hanno tagliato spese per 8,2 mld.
(ANSA) – ROMA, 26 DIC – Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del -5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, secondo cui i consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi. Male in particolare le vendite per abbigliamento, calzature e addobbi. In 7 anni, secondo il Codacons, gli italiano hanno tagliato le spoese di Natale per 8,2 miliardi.
Adnkronos, 26/12/2014 10:49
Natale: Codacons, consumi per le feste scesi del 5%
Il Natale 2014 si chiude con una riduzione generalizzata dei consumi del 5% rispetto allo scorso anno. Il dato arriva dal Codacons, che come ogni anno all’ indomani delle feste natalizie fornisce i dati ufficiali sulle spese delle famiglie. I consumi legati al Natale (addobbi, regali, alimentari, viaggi, ristorazione, ecc.) si sono fermati quest’ anno a quota 9,8 miliardi di euro, con una contrazione del 5% sul 2013 – spiega l’ associazione – Le famiglie hanno reagito alla crisi ancora in atto nel nostro paese limitando le spese tipiche della festività, complice anche un dicembre caratterizzato da una concentrazione di scadenze fiscali (Tasi, Imu, Tari, ecc.). Non tutti i settori hanno però risentito del clima di austerity: se le vendite sono andate particolarmente male per abbigliamento, calzature, arredamento, addobbi e viaggi – comparti dove il calo degli acquisti ha raggiunto il 10% – i settori alimentari, giocattoli e hi-tech hanno tenuto il passo rispetto ai consumi degli anni passati. “Negli ultimi anni si è assistito ad un crollo vertiginoso dei consumi natalizi in Italia, calati dal periodo pre-crisi ad oggi addirittura del 45,5% – lancia l’ allarme il presidente Codacons, Carlo Rienzi – In base ai dati ufficiali, infatti, nel 2007 ‘l’ effetto Natale’, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell’ intero periodo natalizio si è fermata a 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro paese hanno tagliato le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro”.
Roma Today, 25/12/2014 17:18
Natale tra rifiuti e sporcizia: “La città non è mai stata in queste condizioni”
la denuncia è del codacons, che annuncia un esposto alla procura e alla corte dei conti. “in questi giorni siamo sommersi dalle segnalazioni degli utenti”
Cartacce, bottiglie e rifiuti a terra da giorni. L’ Ama sembra essere un lontano ricordo nei giorni festivi tra Natale e la Befana, almeno stando al “numero record di segnalazioni” ricevute dal Codacons. E’ l’ associazione dei consumatori a denunciare un Natale “all’ insegna della sporcizia”, con utenti “che patiscono la mancanza di pulizia” in tutta la città. “Strade e marciapiedi appaiono in questi giorni di Natale in uno stato di incuria inaccettabile – spiegano dall’ associazione – con nessuno che interviene per la rimozione”. Nessuno è risparmiato. “Una situazione che caratterizza le periferie piu estreme come il centro storico, e crea un danno evidente non solo agli utenti ma anche all’ immagine della città, considerata l’ affluenza di turisti stranieri a Roma in questo periodo dell’ anno. L’ Ama invece di spendere soldi per le campagne di informazione sulla raccolta differenziata, pensi ad investire sulla pulizia regolare delle strade incrementando il numero di mezzi e operatori, considerata la maggior presenza di cittadini e turisti in giro per la capitale nei giorni di festa e, quindi, una maggiore produzione di rifiuti”. Annuncio promozionale “Mai Roma è stata così sporca a Natale – dichiara il Presidente Carlo Rienzi – abbiamo quindi deciso di denunciare tale situazione alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, affinché sia aperta una apposita indagine per capire i motivi di tanto degrado”.
redazione
unionesarda.com, 24/12/2014 18:44
cronache dalla sardegna.
Natale in famiglia per i sardi Scelte condizionate dalla crisi
la maggioranza dei sardi trascorrerà il natale in famiglia.
La maggioranza dei sardi trascorrerà il Natale in famiglia. Bel tempo sotto l’ albero di Natale in tutta la Sardegna: piogge e temperature più basse arriveranno sì, ma dopo Santo Stefano. Passeggiate e gite assicurate, dunque, senza portare con sè l’ ombrello. Escursioni soprattutto a pochi chilometri da casa visto che la crisi continua a consigliare prudenza nelle spese per i viaggi: in molti casi le vacanze con aereo o traghetto e prenotazioni in albergo sono rimandate all’ estate. I dati degli aeroporti parlano comunque di aumento di traffico rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso: per lo scalo di Cagliari Elmas le previsioni indicano quattromila passeggeri in più. Ma Natale è soprattutto una festa da trascorrere in casa. Con più tempo da passare seduti a tavola. Magari con prodotti locali. È il consiglio arrivato proprio in questi giorni. “Ci rivolgiamo ai consumatori – ha spiegato Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – affinché, in un momento come il Natale, seppure difficile economicamente, si affidino alla tradizione e alla qualità che possono garantire i nostri straordinari artigiani dell’ alimentazione e della ristorazione”. Secondo il Codacons, tra alimenti e bevande le famiglie isolane spenderanno circa il 3% in più rispetto allo scorso anno. I consumatori, infatti, durante queste festività hanno deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali, addobbi e spostamenti, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che appaiono in lieve salita rispetto a quelli del 2013. La parte del leone la faranno carne e pesce, spumanti, vini e bevande varie. Per quanto riguarda ristoranti e pubblici esercizi, la quasi totalità dei sardi (il 95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per cenoni e pranzi al di fuori delle mura domestiche. Natale sottotono per molti lavoratori di aziende e settori in crisi. Per chi aspetta risposte sulle possibili riaperture delle industrie nel Sulcis e nel Medio Campidano o soluzioni di vertenze molto aspre come quella di Meridiana, le feste saranno solo una tregua in attesa della grande mobilitazione annunciata dai sindacati per l’ inizio del nuovo anno.
Firenze Today, 24/12/2014 16:50
Toscana: le famiglie non rinunciano al cenone e pranzo di Natale
165 milioni di euro la spesa in regione per cibi e bevande, +3 percento rispetto al 2013. il 95% delle famiglie lo trascorrerà in casa.
Nonostante la crisi economica, le famiglie della Toscana restano fedeli alla tradizione e non rinunceranno quest’ anno al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale. Lo afferma il Codacons, che ha monitorato la propensione alla spesa alimentare per il Natale 2014. Tra alimenti e bevande le famiglie della regione spenderanno complessivamente circa 165 milioni di euro per il classico pranzo di Natale e il cenone della Vigilia, circa il 3% in più rispetto allo scorso anno – spiega l’ associazione -. I consumatori durante queste festività hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali, addobbi e spostamenti, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che appaiono in lieve salita rispetti a quelli del 2013. La parte del leone la faranno carne e pesce, per i quali si spenderanno poco più di 61 milioni di euro; 30 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie pagheranno complessivamente circa 27 milioni di euro. Per tanto riguarda invece ristoranti e pubblici esercizi, la quasi totalità dei cittadini (il 95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per cenoni e pranzi presso ristoranti e locali.
redazione
lacittadisalerno.it, 24/12/2014 14:00
Le famiglie salernitane non rinunciano al cenone
i consumatori hanno deciso di tagliare su altre voci di spesa di enrico marchetti.
Fin dal 20 dicembre, noi del Codacons, siamo andati a “bighellonare” per la città – non solo per Salerno, ma per tante altre città d’ Italia – per toccare con mano la realtà di questo Natale ed il comportamento “economico” dei consumatori. A Salerno, tantissimi residenti per strada, a Lungomare, alla Villa Comunale ed in altre strade ma soprattutto di giorno. Il tempo ha propiziato in verità le passeggiate e le strade, fino alle 16:00 circa, erano dei cittadini salernitani, che poi alle 17:00 all’ accendersi cioè delle luci, hanno preferito tornarsene a casa tranquilli tra i familiari. Da quel momento in poi, la città è stata abbandonata dai residenti e presa d’ assalto dai turisti che hanno invaso tutte le strade del centro cittadino, meno, molto meno delle zone periferiche. Il 23 ed il 24 dicembre, abbandonate le strade cittadine ci siamo recati nei negozi, nei supermercati, tra i venditori di pesce, di giocattoli etc., insomma siamo andati realmente laddove la gente spende e la sorpresa è stata veramente grande quando abbiamo tirato la sintesi. Insomma i cittadini della Campania restano fedeli alla tradizione ed oltre il 95% ha trascorso in famiglia la Vigilia così come trascorrerà il Natale, non rinunciando anche quest’ anno al classico cenone ed al pranzo del giorno successivo, per cui a conti fatti, nella nostra Regione i Consumatori durante queste festività hanno deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali, addobbi e spostamenti, ma pur non rinunciando ai consumi alimentari tipici del Natale, hanno pensato di non strafare e di comprare “pesato”, cioè cercando di buttare, il giorno dopo, il meno possibile. D’ altra parte la realtà l’ abbiamo monitorata di persona e possiamo affermare che i negozi di generi alimentari, presi d’ assalto nei giorni topici di anni decisamente migliori, ieri mattina, 24 dicembre, non erano affollati, ai banconi la gente quasi nella norma ed alle casse una fila senza lunghe attese. Insomma abbiamo visto di persona che il trend negativo degli acquisti da parte delle famiglie sta proseguendo anche nel mese di dicembre, con una contrazione delle vendite natalizie del -5% rispetto al 2013 e da noi in Campania non è da meno e – ci chiediamo – come avrebbe potuto esserlo? La tendenza al ribasso consolidata da mesi, getta ombre anche sui prossimi saldi di fine stagione ed appare chiaro che le famiglie stanno rimandando il più possibile gli acquisti in vista degli sconti invernali per i quali temiamo fortemente che non ci siano speranze e vediamo una propensione al ribasso delle vendite ed una spesa a famiglia che non supererà i 184 euro. Cos’ altro aggiungere se non che per ora molti, moltissimi cittadini hanno rinunciato al regalo di Natale importante e solo i bambini ancora riescono a salvare il commercio che nel complesso abbiamo visto gravemente in crisi. Chiudiamo augurando a tutti un felice e sereno Natale con l’ auspicio di ritrovarci su queste pagine tra un anno con dati decisamente migliori.
di enrico marchetti
Catanzaro Informa, 24/12/2014 08:35
Natale: Codacons, 84 mln euro per cenone vigilia e pranzo
Le famiglie della Calabria spenderanno complessivamente 84 milioni di euro per il pranzo di Natale e il cenone della vigilia con un aumento del 3% rispetto al 2013. Lo rileva il Codacons. La parte del leone la faranno carne e pesce, per i quali si spenderanno 31 milioni di euro; 15,6 milioni invece la quota per spumanti, vini e bevande. Per i dolci classici del Natale la cifra sarà di 14 milioni di euro. Il 95% dei calabresi trascorrerà le feste in casa.
Il Messaggero (ed. Umbria), 24/12/2014 06:26
Natale con meno pesce e carne in tavola
il 90% degli umbri opta per il fai-da-te e i prodotti locali.
segue dalla prima pagina Pur tra i carrelli quasi pieni che nell’ ultimo fine settimana hanno attraversato le corsie di supermercati e centri commerciali della regione, a conti fatti non si può certo parlare di “corsa agli acquisti” né per i regali, né per la spesa alimentare. «In Umbria la situazione è difficile – dice Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e anche chi l’ ha ricevuta la maggior parte della tredicesima l’ ha impiegata per pagare Irpef, Tasi, Imu e mutui. Le tasche degli umbri sono semi vuote e anche chi potrebbe permettersi di fare certe spese non lo fa, preferendo restare in attesa: sulle famiglie pesa il clima d’ incertezza». Una situazione che si riscontra tra gli scaffali e di fronte ai banconi con i consumatori stretti in una sorta di morsa che li vede combattere tra rispetto della (forte) tradizione culinaria legata al Natale e la necessità di tirare la cinghia. «C’ è sicuramente una maggiore attenzione alla spesa – spiega Samuele Tognaccioli, vice presidente vicario di Fida Confcommercio Perugia – e pur rimanendo una certa propensione agli acquisti, la corsa è sempre più concentrata negli ultimi giorni. Anzi, possiamo dire che è cominciata lunedì non comincia più ormai l’ 8 dicembre». Così, per chi si trova a decidere il menu per il cenone della vigilia e per il pranzo del 25 le scelte sono cambiate, così come – rispetto a 5-6 anni fa – è mutata la mappa della spesa. «Nonostante il rito della vigilia nelle tavole degli umbri ci sarà meno pesce – aggiunge Tognaccioli – mentre per il pranzo c’ è un ritorno alla carne di suino che costa meno anche se in tale occasione si tendono a scegliere i tagli nobili come il filetto». La tendenza è quella ridurre le quantità a vantaggio di un maggior assortimento e di una migliore presentazione delle portate. «È una scelta dettata dalla crisi in parte – spiega Tognaccioli – ma per molti è un metodo che riscopre il gusto di divertirsi a tavola preparando stuzzichini e giocando molto con antipasti e dolci, riducendo invece le quantità di primi e secondi. Questo a discapito dei piatti pronti: il proliferare di programmi culinari in televisione ha fatto riscoprire in molti la passione di trascrivere ricette e di cucinare da soli. Anche per il dolce si è diffusa la tendenza, ad esempio, a farcire da soli panettone o pandoro ad esempio, con creme al mascarpone o con panna». Un Natale casalingo all’ insegna della tradizione. «Gli umbri si dimostrano fedeli al cenone e al pranzo di Natale – aggiunge Carla Falcinelli – che restano dei momenti importanti calcolando che dal 90 al 95% lo trascorrerà in famiglia. Non c’ è un’ abitudine radicata di recarsi al ristorante che magari potranno rifarsi con i turisti». Non sono mancate le rinunce in questa fase di avvicinamento al Natale. «I consumatori hanno ridotto la spesa per addobbi, regali, viaggi, tempo libero, abbigliamento e calzature. Tra gli alimentari – aggiunge Falcinelli – abbiamo notato un calo anche negli acquisti dei dolci tradizionali anche per prezzi in offerta che fino a questi ultimi giorni sono stati meno bassi degli anni scorsi. Si rinuncia anche alla cioccolata mentre prezzi stabili di frutta e verdura hanno tenuto i consumi ai livelli dello scorso anno. Abbiamo invece notato un leggero rialzo nei prezzi della frutta secca che a Natale di solito si consuma molto mentre quest’ anno, a parte le noci, pare esserci meno interesse». Novità anche sul versante bevande. «Le bibite gassate sono meno presenti – spiega Tognaccioli – e al posto di cola, aranciata o bitter c’ è la riscoperta del prosecco e dei succhi non gassati. Tra i vini, invece, la fanno da padrone il grechetto e il rosso di Montefalco per pasteggiare, il moscato come chiusura del pranzo o della cena». Stando all’ indagine Coldiretti Il Natale sulle tavole degli italiani, sono cinque le specialità al top dei desideri: spumante e panettone, lenticchie, pandoro, e cotechino/zampone. Per il brindisi si calcola che in nove casi su dieci spumante e panettone siano un vero e proprio must. Fabio Nucci.
Quotidiano di Sicilia, 24/12/2014 06:20
PILLOLE
Celiaci, lanciata sul mercato la birra gluten free ROMA – Arriva sul mercato la birra gluten free di Peroni. Il prodotto per celiaci è stato annunciato dal direttore Pubblic affairs Federico Sannella e presentato ufficialmente il 16 dicembre. Complessivamente la Peroni, produttore mondiale con oltre 200 marchi in portafoglio, 70mila dipendenti e presente in 75 Paesi, produce 4,6 mln di ettolitri di birra e ne esporta oltre un milione. Federalberghi: a Natale niente vacanze per 48 mln di italiani ROMA – I dati diffusi da Federalberghi relativi alle vacanze di Natale degli italiani confermano il clima di austerity che caratterizza le festività natalizie e i sensibili tagli di spesa operati dalle famiglie. “Gli italiani non hanno soldi nemmeno per fare regali, i viaggi durante le feste sono diventati oramai un vero e proprio lusso riservato a pochi fortunati”- ha commentato il presidente Codacons Carlo Rienzi. Cia, a Natale non si rinuncia a banchetti Made in Italy ROMA – Tutto è pronto per le tavole di Natale rigorosamente “made in Italy”. A vincere anche quest’ anno, infatti, saranno i “banchetti” in famiglia con prodotti legati alla tradizione e al territorio. Le famiglie preferiscono stringere i cordoni della borsa sui regali e sui viaggi, piuttosto che rinunciare alla classica tavola natalizia che mantiene quasi inalterato il budget del 2013. Lo afferma la Confederazione italiana agricoltori (Cia). Codacons, inutile l’ anticipo dei saldi al 3 gennaio ROMA: L’ anticipazione dei saldi invernali prevista per oggi è una misura inutile, che non influirà in alcun modo sugli acquisti degli italiani per gli sconti di fine stagione. “Le famiglie arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione con il portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno” – ha spiegato il Presidente Carlo Rienzi.
Corriere Adriatico (ed. Pesaro), 24/12/2014 05:52
Regali e cenone, si punta alla sobrietà
preferiti i prodotti tecnologici e alimentari. stimato un calo del 5%, per l’ abbigliamento del 30.
SILVIA FALCIONI Fano Natale all’ insegna del risparmio. E’ una festività con consumi ai minimi storici quella che si apprestano a vivere i fanesi, che anche quest’ anno sono stati costretti a tirare la cinghia in fatto di regali natalizi. Secondo il Codacons gli acquisti hanno subito una contrazione del 5% rispetto allo scorso anno, che era comunque già stato un periodo di piena crisi, con grosse corse al risparmio. “Non sarà certamente un bel Natale – commenta Claudio Blasi, responsabile di Adiconsum, l’ associazione operante a difesa dei consumatori e dell’ ambiente promossa dalla Cisl – Sebbene non abbiamo ancora dati precisi, le prime avvisaglie mostrano un trend negativo dei consumi, sia per i regali che sulle tavole imbandite e questa situazione investe le famiglie medie, quindi la maggior parte della popolazione. Le aspettative non sono positive e anche i consumi quindi risultano frenati”. Nella maggior parte dei casi non si rinuncia al “pensierino”, ma si riduce sensibilmente la spesa per acquistarlo. Tra le preferenze dei fanesi ci sono regali utili, soprattutto prodotti alimentari, ma anche i tecnologici reggono bene sul versante delle vendite. In forte crisi c’ è il settore dell’ abbigliamento, con negozi che stanno cercando di attrarre clienti con qualche promozione natalizia, ma il calo stimato da Confcommercio per il settore si aggira intorno al 30%. A soffrire è stato anche il centro storico, con un andamento altalenante ed imprevedibile, che nonostante le aspettative non sembra essere sempre stato in grado di risollevare le sorti delle attività commerciali duramente e a lungo provate dalla crisi. Tra le principali cause di una contrazione dei consumi c’ è quella dell’ incertezza economica, derivante dalla precarietà del lavoro, e anche la difficoltà delle famiglie di far fronte alle spese quotidiane. “La gente non lavora e quindi non spende – incalza Blasi – Se poi ci mettiamo anche il pagamento di tasse e bollette, si può ben capire come ormai arrivare a fine mese sia diventato un lusso per molti. Non aiuta inoltre la confusione che c’ è tra la gente comune sul continuo cambiamento dei nomi delle tasse da pagare: ormai un cittadino fa fatica ad orientarsi tra Imu, Tasi, Tari, di certo tutte queste sigle non contribuiscono a migliorare la situazione. Ai nostri sportelli abbiamo iniziato a vedere tanta gente nuova, come ad esempio famiglie normali, di ceto medio, che fanno fatica a far fronte al pagamento delle bollette. Come possono in questo contesto pensare ai regali di Natale?”. Di fronte alle problematiche di tutti i giorni quindi anche il consumismo tradizionale della festa passa in secondo piano, acquisendo toni di maggiore sobrietà. Nemmeno i saldi, la cui partenza è stata anticipata al 3 gennaio, secondo le associazioni dei consumatori sembra destinata a portare quella ventata di ottimismo di cui ci sarebbe bisogno, sia dalla parte degli acquirenti che avrebbero l’ occasione di risparmiare, che da quella dei venditori fiduciosi in un aumento delle vendite. “Per il nuovo anno le prospettive non sono rosee – conclude Claudio Blasi – ma speriamo di uscire presto da questo brutto periodo. Un appello va ai politici, a tutti i livelli, affinchè si mettano a lavorare seriamente per rilanciare il territorio e migliorare la vita delle famiglie, anche di quelle che a causa della crisi hanno minori possibilità”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Nazione (ed. Grosseto), 24/12/2014 05:47
Cenone o pranzo sono servitiFamiglia a tavola con 87 euro
molte offerte anche in questi giorni consentono di contenere la spesa.
di LUCA MANTIGLIONI A TAVOLA, per il pranzo di Natale, con una famiglia di 4 persone: spesa di 87 euro. O, almeno, questo è quanto abbiamo speso noi ieri per un menù fatto di antipasti, due primi, due secondi, contorni, dolci, frutta secca, frutta, vino e spumantino. Insomma, un pranzo con tutti i sentimenti, benché prestando attenzione ai prodotti scelti, dando ad esempio la preferenza alle offerte che abbiamo trovato tra gli scaffali della Conad al centro commerciale «Aurelia Antica» e soprattutto affidando la selezione ad Antonietta Olivieri, rappresentante del Moica e «cintura nera» in fatto di rapporto qualità-prezzo. Carrello alla mano, inizia il tour. Antipasti. Due etti di prosciutto crudo (4,40 euro), crostini (300 grammi; 1,52 euro), salse per addobbarli (1,76 euro), mezzo chilo di formaggio locale (6,66 euro) e salse per una rifinitura (3,98). Costo complessivo: 18,32 euro. Primi. Si va sul classico con mezzo chilo di tortellini (3,96 euro) da fare in brodo e poi cannelloni (mezzo chilo; 1,44 euro) che vanno conditi con macinato, besciamella e altre piccolezze (tradotto in euro fa 5). Il secondo «giro», quindi, ci costa 10,40 euro. Secondi. Il bollito non può mancare (600 grammi al prezzo di 4 euro), poi le rifiniture di costoline e pollo (2,5 euro) e si passa ad un pollo ripieno, già sistemato al banco delle carni: pesa 1 chilo e 100 grami, lo prendiamo con 8 euro. Contorni. Cose semplici: verdure grigliate surgelate (3,5 euro) e un cesto di insalata (0,80 euro). Dolci. Messi subito da parte i buoni propositi del tipo «No, quest’ anno non posso davvero» nel carrello finiscono mezzo chilo di cavallucci (3,29 euro) e 250 grammi di ricciarelli (3,9 euro), poi panettone (2,99) e pandoro (altri 2,99 euro). Totale per il reparto preferito dal colesterolo: 13,17 euro. Frutta secca. Mezzo chilo di noci (4,48 euro) e fichi secchi (250 grammi; 2,69 euro) ci costano in tutto 7,17 euro. Frutta. Un chilo di arance italiane le prendiamo con 0,79 euro un intero ananas viene 1 euro. Per cui, ce la caviamo con 1,79 euro. Vini. Volendo, si può spendere più di quanto non si sia fatto in tutto fino ad ora, per cui ci siamo regolati così: un «Morellino» (spesa media 6 euro) e un «Vermentino» locale (spesa media 6 euro), insieme allo spumante (spesa media, 5 euro). Il pit stop alcolico ultima tappa nel punto vendita Conad aggiunge 17 euro di spesa. E questo è il nostro contributo ai 165 milioni di euro che gli italiani dice la previsione del Codacons spenderanno per il pranzo di Natale, pranzo che per il 95 per cento delle famiglie (sempre il Codacons lo dice) si consumerà tra le mura domestiche. Una «rimpatriata» generazionale fra parenti, perché come diceva Taylor Caldwell «il vero messaggio del Natale è che noi tutti non siamo mai soli». Figuriamoci se c’ è qualcosa da mangiare.
mantiglioni luca
Il Quotidiano della Calabria, 24/12/2014 05:37
la stima.
Arriva Natale I calabresi spenderanno 84 milioni
CATANZARO – Le famiglie della Calabria spenderanno complessivamente 84 milioni di euro per il pranzo di Natale e il cenone della vigilia con un aumento del 3% rispetto al 2013. Lo rileva il Codacons. La parte del leone la faranno carne e pesce, per i quali si spenderanno 31 milioni di euro; 15,6 milioni invece la quota per spumanti, vini e bevande. Per i dolci classici del Natale la cifra sarà di 14 milioni di euro. Il 95% dei calabresi trascorrerà le feste in casa.
Il Gazzettino (ed. Pordenone), 24/12/2014 05:34
elisabetta batic.
TRIESTE – Colpo di scena nel corso dell’ udienza preliminare del processo per i rimborsi …
TRIESTE – Colpo di scena nel corso dell’ udienza preliminare del processo per i rimborsi «allegri» (350mila euro) che vede 22 indagati tra ex ed attuali consiglieri regionali ma non solo. Il Pubblico ministero Federico Frezza, sulla base delle eccezioni di indeterminatezza dei casi di imputazione presentate da alcuni degli avvocati difensori, ha ritenuto di modificare (riducendolo) il capo di imputazione sfilando la possibilità che il consigliere abbia ingannato il capogruppo. In sostanza, resta in piedi il concorso nel reato per peculato (in linea con l’ orientamento nazionale) fra il consigliere e il capogruppo ma non l’ induzione in errore di quest’ ultimo (imputazione alternativa) che, secondo l’ accusa, concorreva con i consiglieri del proprio gruppo di appartenenza e, dunque, resta a tutti gli effetti complice del consigliere. A fronte di tale modifica, il Gup Giorgio Nicoli ha rinviato al 3 febbraio 2015 l’ udienza preliminare nella quale verranno ufficializzate le richieste dei riti processuali da parte delle difese. In quell’ occasione si deciderà anche sulla richiesta del Codacons (nazionale e regionale) di costituirsi parte civile trattandosi di abuso e spreco di denaro pubblico. Il Gup ha concesso (su richiesta dell’ avvocato Carlotta Campeis che difende l’ ex Pd Alessandro Tesini) il termine alle difese per replicare. A questo punto, cambiando l’ imputazione, i legali saranno costretti a rivisitare le rispettive posizioni dal momento che la scelta dei riti viene rimessa in discussione. Ma il rischio è che ci possa essere un nuovo rinvio: l’ incarico al Gup Nicoli scadrà il 20 gennaio prossimo (non è da escludere che ci possa essere una proroga) e potrebbe verificarsi un cambio di giudice. In tal caso, il 3 febbraio, il nuovo incaricato dovrebbe prendersi il tempo per leggere gli atti dell’ inchiesta. Se per l’ ex presidente del Consiglio regionale ed ex leghista Edouard Ballaman, la difesa ha formalizzato fin da subito la richiesta di patteggiamento con sospensione condizionale della pena, per gli altri 18 (gli ex Pd Sandro Della Mea, Daniele Gerolin, Gianfranco Moretton; gli ex Pdl Daniele Galasso, Maurizio Bucci, Piero Camber, Gaetano Valenti, Massimo Blasoni, Elio De Anna, Antonio Pedicini; gli ex Ln Ugo De Mattia, Federico Razzini, Enore Picco, Mara Piccin; l’ ex Misto Roberto Asquini, Paolo Iuri, Everest Bertoli e Matteo Caldieraro orientato al patteggiamento) le difese erano orientate tra il rito abbreviato e quello ordinario mentre l’ ex Pd Tesini e l’ ex Pdl Piero Tononi avevano preannunciato il rito abbreviato. Per Danilo Narduzzi (ex capogruppo Ln) l’ avvocato udinese Luca Ponti sta valutando l’ ipotesi del patteggiamento mentre Caterina Belletti che difende Razzini era orientata verso l’ ordinario. Una linea di tendenza potrebbe essere il rito abbreviato (con la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna) per gli ex e quello ordinario per i rieletti.
Il Gazzettino, 24/12/2014 05:34
il caso dopo la sentenza del tar che ha annullato la delibera che concedeva il via libera.
La farmacia è ancora aperta «Pronti a chiedere i danni»
La farmacia di Auchan ieri era ancora aperta nonostante la sentenza immediatamente esecutiva, ha denunciato Franco Conte, segretario del Codacons che ha annunciato l’ intenzione di rivolgersi alla Corte dei Conti «perché chi del Comune e dell’ Ames ha voluto tutto ciò, dovrà rispondere di danno erariale». E naturalmente lo farà assieme alle dieci associazioni che hanno raccolto 16mila firme contro l’ apertura e per difendere i negozi di vicinato in centro città. Inoltre l’ associazione dei consumatori, che da mesi combatte fianco a fianco con Anla, Lega Tumori, San Vincenzo, Anffas, Avulss, Amici del Cuore, Agora, Umanitas Venetia e Avapo, sta ragionando sul fatto che 16mila persone, molto più numerose degli iscritti locali a un partito, sono rimaste inascoltate e potrebbero unirsi per chiedere i danni. Ciò che il Tar ha annullato è la doppia delibera con la quale la Regione ha dato il via libera alla nuova farmacia, ma in realtà la portata della sentenza – se non sarà ribaltata dal Consiglio di Stato – è molto più ampia perché questa farmacia è la prima in Italia ad essere stata aperta, grazie alla legge sulle liberalizzazioni di Monti, dentro ad un centro commerciale, e avrebbe potuto liberare la strada per una vera e propria inversione del costume, con la progressiva chiusura delle farmacie nei centri storici e la loro apertura negli ipermercati delle periferie, aggravando ancora di più la situazione che le dieci associazioni denunciano da tempo, ovvero l’ indebolimento dei servizi “sociali” a favore delle persone più deboli che vivono nelle città, in particolar modo anziani e disabili, e l’ inaridimento dei centri storici. La stessa Ames stava valutando, infatti, altre aperture nelle due stazioni ferroviarie di Mestre e Venezia e pure alla Nave de Vero. «Auspico che chiudano la farmacia di Auchan per evitare di incrementare i danni alla città e anche per tutelare le persone che vi lavorano dentro e che non possono farlo, a rischio del proprio futuro» ha detto ieri Franco Conte spiegando che «il direttore potrebbe essere deferibile per esercizio arbitrario della professione, e l’ amministratore unico di Ames passibile di richiesta di danni. E, con lui, lo stesso commissario Zappalorto, non avendo ottemperato alle varie diffide che gli abbiamo inviato, e non potendo quindi reclamare la propria buona fede sostenendo che non sapeva, rischia il risarcimento in proprio». © riproduzione riservata.
La Sicilia (ed. Caltanissetta), 24/12/2014 05:01
In anticipo i saldi di fine stagione per lottare contro la crisi
I saldi di fine stagione sono cominciati già da diverso tempo anche in provincia, malgrado la disposizione regionale parli di avvio ufficiale da sabato 3 gennaio. Quasi tutti i negozi di abbigliamento e calzature vendono a prezzi scontati, c’ è chi lo fa con manifesti all’ ingresso degli esercizi commerciali, chi invece lo fa per cercare di non lasciare uscire alcun cliente senza aver comprato qualcosa. Intanto secondo il Codacons, «In Sicilia l’ anticipazione dei saldi invernali al 3 gennaio è una misura inutile, che non influirà in alcun modo sugli acquisti dei siciliani per gli sconti di fine stagione. Le famiglie- afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione con il portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno. Anticipare di qualche giorno i saldi -continua Tanasi- non influirà sulla capacità di spesa dei cittadini, il cui budget da dedicare agli sconti stagionali è sempre più risicato». In base alle prime stime del Coda cons, infatti, la propensione all’ acqui sto da parte dei consumatori è al momento in calo, e l’ andamento dei prossimi saldi sarà ancora una volta negativo, con vendite che subiranno una riduzione media compresa tra il – 10% e il -12% rispetto allo scorso anno, e una spesa che non supererà quota 140 euro a famiglia. Continuare a praticare gli sconti subito dopo le festività è una scelta suicida per il settore del commercio, che già in questi giorni sta registrando una contrazione degli acquisti natalizi da parte delle famiglie – ribadisce Tanasi.
La Voce di Romagna, 24/12/2014 05:00
commercio dati disastrosi con contrazione degli acquisti natalizi al dettaglio del -5% nel 2014 cresce invece del 2,4% la spesa low cost a scapito delle botteghe ferme a -2,6%
Vendite giù, salvi solo i discount
Idati dell’ Istat sulle vendite al dettaglio di ottobre sono per il Coda cons “disastrosi” e peggiori delle aspettative. “Il sesto calo consecutivo delle vendite, che vede una forte riduzione anche per gli alimentari, conferma il trend negativo degli acquisti da parte delle famiglie che sta proseguendo anche nel mese di dicembre, con una contrazione delle vendite natalizie del -5% rispetto al 2013 – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ma i dati così negativi delle vendite al dettaglio e la tendenza al ribasso oramai consolidata da mesi, con una perdita totale dell’ 1,3% nei primi 10 mesi dell’ anno, getta ombre inquietanti anche sui prossimi saldi di fine stagione. Appare chiaro che le famiglie stanno rimandando il più possibile gli acquisti e per gli sconti invernali al via a gennaio ci sono ben poche speranze – prosegue Rienzi – Non a caso le prime stime del Codacons sulla propensione all’ acquisto delle famiglie durante i saldi vedono una contrazione delle vendite del -8% e una spesa a famiglia che non supererà i 184 euro”. Il ripiegosi chiama ‘discount’. Nel 2014 cresce infatti solo la spesa low cost nei discount con un aumento del 2,4%, in discesa, invece, tutte le altre forme distributive sia alimentari che non. E’ quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi dieci mesi del 2014 che evidenzia un calo generale dell’ 1,3%. A far scendere ulteriormente il valore degli acquisti, secondo una analisi Coldiretti/Censis, sono state le strategie di risparmio con quasi un italiano su tre (32%) che fa regolarmente scorta di cibo in offerta mentre la metà degli italiani (49,8%) dichiara di seguire sempre la lista scritta della spesa per non essere travolto dagli acquisti di impulso. Un segno negativo nelle vendite si rileva nella grande distribuzione (-0,6%), ma un vero e proprio tonfo è quello riguardante le piccole botteghe, soprattutto alimentari, con un calo del 2,6% che ne mette a serio rischio la sopravvivenza. Si evidenzia – continua Coldiretti – la tendenza da parte di un crescente segmento della popolazione ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo nei discount, a cui però può corrispondere anche una bassa qualità con il rischio che il risparmio sia solo apparente. Il fenomeno di riduzione significativa dei negozi tradizionali – sottolinea Coldiretti – determina anche evidenti effetti negativi legati alla riduzione dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’ intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale dei centri urbani. A contrastare lo spopolamento dei centri urbani va segnalata peraltro la crescente presenza di mercati degli agricoltori e di Botteghe di Campagna Amica. Una opportunità per i produttori e per i consumatori che – conclude la Coldiretti – va anche a sostegno della storia, della cultura e della vivibilità dei centri urbani.
Il Tempo, 24/12/2014 05:00
tavole imbandite il 95% dei romani trascorrerà le feste a casa con amici e parenti.
Cenone e pranzo nella tradizione
• Laparola d’ ordine è: risparmiare sui regali ma non a tavola. Per il cenone e il pranzo di Natale i romani rispetteranno la tradizione. Le mode esotiche, i viaggi, le settimane bianche o ai Tropici sono un pallido ricordo, Nove su dieci romani hanno già deciso di trascorrere le feste con amici e parenti tra le mura domestiche. Ecco perché da questa mattina le accorte massaie saranno già ai fornelli per prepare le pietanze tradizionali delle feste. Prodotti locali, a «chilometro zero» (almeno per l’ 80% dei romani) spendendo come, anzi un po’ di più, del 2013. «Nonostante la crisi economica, le famiglie di Roma restano fedeli alla tradizione -annuncia il Codacons – tra alimenti e bevande spenderanno circa 120 milioni di euro per il classico pranzo di Natale e il cenone della Vigilia, circa il 3% in più rispetto allo scorso anno». L’ associazione dei consumatori conferma il trend : «I romani durante queste festività hanno deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali, addobbi e spostamenti – afferma il Codacons- ma non intendono con trarre i consumi alimentari tipici del Natale, che appaiono in lieve salita rispetti a quelli del 2013». Non si lesinerà, naturalmente, su carne e pesce, peri quali si spenderanno «poco più di 44,5 milioni di euro» La quota di spumanti, vini e bevande varie sarà di 22 milioni. i Per i dolci classici le famiglie pagheranno complessivamen te circa 20 milioni di euro. «Per tanto riguarda invece ristoranti e pubblici esercizi, la quasi totalità dei cittadini romani (il 95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per cenoni e pranzi presso ristoranti e locali». Mai come quest’ anno sarà un «Natale con i tuoi».
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Taranto), 24/12/2014 04:33
san giorgio jonico appello al sindaco.
Piano urbanistico i dubbi del Codacons
• SAN GIORGIO JONICO. Riti rare o sospendere la procedura del Piano urbanistico generale di San Giorgio per evitare controversie. E’ il consiglio che rivolge ancora una volta l’ associazione Codacons, che ha riunito il direttivo, al sindaco. «L’ Amministrazione è alle prese con la sua esigua maggioranza e ciò non gli consente di affrontare con autorevolezza e serenità in Consiglio il Pug, ricorrendo invece alle deliberazioni di giunta. Noi del Codacons eccepiamo sul fatto che già dall’ avvio del procedimento, ci deve essere il coinvolgimento del consiglio perché, trattasi di un vero e proprio atto politico. Altrimenti è indice di debolezza. Il sindaco non può fare l’ astolfo nel paese delle meraviglie. Ha deciso di avviare l’ affidamento dell’ incarico del Pug? No problem, ma abbia la correttezza politica di andare in Consiglio, per permettere a tutti i consiglieri di capire anche il suo improvviso cambio di opinione. Solo pochi mesi fa dichiarava in una seduta: ‘Il Pug non serve perché non si sta costr uendo’. Per il Codacons non è necessario spendere tutti questi soldi per i tecnici, perché, anche alla luce delle osservazione già fatte dalla Regione, si comprende che il piano di fabbricazione è di per se sovradimensionato e forse necessita solo di una revisione». Il Codacons ribadisce queste perplessità. «La procedura attivata fa si che il corrispettivo professionale non può essere presuntivo. Non abbiamo trovato osservazione sulla somma, ma sul totale finale che non è quello di 89.500 euro bensì quello comprensivo delle spese di 113.000 euro, che sarà la somma finale che modifica la soglia comunitaria e la procedura ad evidenza pubblica». Altro rilievo. «Il sindaco parla di 5 soggetti individuati tramite elenchi da nominare a rotazione. Forse egli ha letto l’ avviso esplorativo di un altro Comune? L’ incarico sarà conferito con determinazione del funzionario area tecnica al professionista che avrà presentato l’ offerta migliore. In ogni caso, qualsiasi criterio di rotazione non può valere per i bandi pubblici che hanno un valore superiore alle 40 mila euro». Ed ancora, Codacons sottolinea che «non si capisce perché si è proceduto con il solo avviso di incarico agli urbanistici, e non anche ai Geologi e/o Agronomi. E bisogna tener conto dell’ Autorità di bacino della Puglia che ha già disposto rilievi su alcune aree (comprensorio C5), che risulterebbero non edificabili. Infine circa la trasparenza, la procedura avviata non ha avuto la pubblicità adeguata. L’ Autorità Nazionale Anti corruzione ha chiarito che i servizi di importo inferiore a 100 mila euro devono essere divulgati attraverso il servizio informativo nazionale, l’ Albo della stazione appaltante, la stampa e gli Ordini professionali».
angelo occhinegro
La Nuova di Venezia e Mestre, 24/12/2014 04:21
ricorso vinto al tar.
Stop alla farmacia, Codacons soddisfatto
«Mentre raccoglievamo le 16 mila firme c’ era chi ci diceva che non sarebbe servito a niente e invece il ruolo del Codacons e delle firme raccolte da cittadini e associazioni è stato fondamentale, come dimostra la sentenza del Tar . Per lo stop al progetto della farmacia comunale al centro commerciale Auchan, dic hiarata illegittima, canta vittoria anche Franco Conte del Codacons del Veneto. «La nostra obiezione era che mancava il beneficio pubblico, e che mancava una necessaria concertazione (i sindaci di Quarto d’ Altino e di Marcon avevano scritto una lettera per denunciare la mancanza di programmazione)». Per i giudici del Tar, continua Conte, il parere dell’ Asl 12 non «ha effettuato alcuna valutazione rispetto alla congruità della proposta comunale né rispetto alla finalità di perseguire il miglior servizio farmaceutico al cittadino, limitandosi invece all’ accertamento della sussistenza dei formali presupposti di legge». Conte conclude: «La sentenza è immediatamente esecutiva in quanto rende nulla l’ autorizzazione quindi nessuna medicina con prescrizione medica può essere venduta. All’ Auchan una farmacia non esiste più».
Messaggero Veneto, 24/12/2014 04:19
Udienze al rallentatore Il pm: ogni consigliere responsabile delle spese
nuovo rinvio al 3 febbraio, ma potrebbe ancora cambiare giudice l’ ex capogruppo della lega narduzzi orientato a patteggiare.
di Anna Buttazzoni wTRIESTE I consiglieri non hanno tratto in inganno i capigruppo e anzi erano consapevoli di quanto facevano. O meglio, di come spendevano i soldi del Consiglio regionale. I 22 indagati per le “spese pazze” dovranno difendersi dall’ accusa di peculato e di concorso in peculato. Cambia il capo d’ imputazione per i 22 ex o attuali eletti e dunque una nuova fumata nera segna l’ udienza preliminare al Tribunale di Trieste. Il prossimo appuntamento, il quinto da luglio, è fissato il 3 febbraio 2015, con il rischio che le decisioni slittino ancora per un altro cambio del giudice. Ieri il Gup Giorgio Nicoli era pronto a sciogliere le riserve sull’ ingresso o meno nel procedimento del Codacons che ha chiesto di costituirsi parte civile. Ma quando il pm titolare dell’ indagine, Federico Frezza, ha annunciato la modifica dell’ imputazione i difensori, prima su tutti Carlotta Campeis, ha chiesto i termini di difesa, concessi per esaminare l’ atto del pm. Frezza ritiene che ciascun consigliere in quanto pubblico ufficiale debba rispondere per sè. Alcuni, invece, si difendono facendo a scaricabarile sugli ex capigruppo. Il 3 febbraio il Gup dovrà esprimersi sul Codacons, ma anche sulle eccezioni sollevate dalla pattuglia di avvocati che segue gli ex o attuali consiglieri. C’ è un’ incognita che “pesa” sull’ udienza e che lascia intravedere nuovi rinvii. Nicoli ha la certezza d’ essere Gup fino al 20 gennaio, quando o riceverà una proroga dell’ incarico oppure il giudice cambierà ancora – come avvenuto a novembre nel passaggio da Raffaele Morvay a Nicoli. E se si cambierà ancora è probabile un’ altra fumata nera per permettere al nuovo Gup di esaminare gli atti. Fino al 3 febbraio, o dopo, non sarà possibile conoscere la scelta del rito dei 22 indagati. Gli unici ad aver già deciso sono gli ex presidenti del Consiglio Edouard Ballaman – che ha chiesto il patteggiamento e risarcito la Regione di 4 mila 123 euro – e Alessandro Tesini (difeso da Campeis) che vuole procedere con l’ abbreviato. Le altre restano ipotesi, perché fino a quando non si conoscerà il giudice nessun legale indicherà la strada per il suo assistito. Un’ ipotesi è quella che vede Danilo Narduzzi, ex capogruppo della Lega, orientato a chiedere il patteggiamento che il pm accetta solo in caso di rimborso alla Regione e sul quale è il giudice ad avere l’ ultima parola. Per l’ ex padano Frezza propone la pena di un anno e nove mesi di reclusione, sospesa con la condizionale. Ma anche Narduzzi, difeso da Luca Ponti, non scioglierà le riserve almeno fino al 3 febbraio. Un’ altra ipotesi è il rito abbreviato per Piero Tononi (ex Pdl, oggi Fi), seguito da Claudio Giacomelli. Altra tesi è che gli attuali consiglieri indagati, e cioè Elio De Anna (ex Pdl, oggi consigliere di Fi), Daniele Gerolin (Pd) e Mara Piccin (ex Lega, oggi componente del Misto), oltre al consigliere comunale di Trieste Everest Bertoli (Fi), scelgano il rito ordinario. Il procedimento è lento, come dimostrano i rinvii, e con un’ eventuale condanna già in primo grado sarebbero sospesi dal ruolo di consigliere, regionale e comunale (Legge Severino). annabuttazzoni ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 24/12/2014 04:05
codacons aumenta del 3% la spesa dei lucani.
Meno regali ma a tavola nessuna rinuncia
• Tagli su regali, addobbi, viaggi, ma nessuna rinuncia a tavola. Il Natale batte la crisi. Sugli acquisti alimentari per le festività natalizie, infatti, nonostante la crisi economica, non ci sarà alcuna rinuncia. Le famiglie della Basilicata restano fedeli alla tradizione e non rinunceranno anche quest’ anno al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale. Il 95 per cento delle famiglie lucane trascorrerà il Natale nelle proprie case. Lo ha sottolineato il Codacons, che ha monitorato la propensione alla spesa alimentare per il Natale 2014. Tra alimenti e bevande le famiglie lucane, secondo l’ associazione dei consumatori, spenderanno complessivamente circa 25 milioni di euro per il classico pranzo di Natale e il cenone della Vigilia, circa il 3% in più rispetto allo scorso anno. I consumatori durante queste festività hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali, addobbi e spostamenti, ma non intendono contrarre i consumi alimentari tipici del Natale, che appaiono in lieve salita rispetti a quelli del 2013. La parte del leone la faranno carne e pesce, per i quali si spenderanno poco più di 9,3 milioni di euro; 4,6 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie pagheranno complessivamente circa 4 milioni di euro. Per quanto riguarda invece ristoranti e pubblici esercizi, la quasi totalità dei cittadini (il 95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per cenoni e pranzi presso ristoranti e locali.
Corriere del Mezzogiorno (ed. Bari), 24/12/2014 04:03
Cenone, assalto ai mercati In Puglia spesa da 178 milioni
natale, i dati regionali del codacons. a lecce più austerity rispetto a bari.
BARI Saranno 178 i milioni di euro che i pugliesi, secondo il Codacons, spenderanno per il cenone e il pranzo di Natale. Nonostante la crisi, le famiglie restano fedeli alla tradizione e si calcola che la spesa, anche a causa dei rincari, registrerà un + 3 per cento rispetto allo scorso anno. Con differenze però a seconda dei territori. A Bari una famiglia di quattro persone per il cenone della vigilia, spenderà al massimo intorno ai 150 euro: 27 euro per un chilo e mezzo di anguille, 30 euro per frutti di mare freschi (dalle cozze alle seppioline), 10 euro un chilo di baccalà, 8 euro per una frittura di paranza, 10 euro per il salmone, 12 euro di frutta secca, 8 di frutta fresca, 20 euro di bibite varie ed infine 32 euro tra spumante, panettone e dolci secchi. Presi d’ assalto soprattutto i discount e i supermercati più convenienti: quest’ anno i mercati rionali hanno registrato un calo, perché buona parte dei clienti ha preferito comunque cercare di risparmiare il più possibile. Il Comune di Bari insieme a Unicredit (la tesoreria comunale) hanno inoltre predisposto un piano straordinario per aiutare gli indigenti: sarà possibile cenare la sera di fine anno, pranzare a Capodanno e la vigilia dell’ Epifania all’ interno della struttura che ospita le piscine comunali, dove saranno preparati menu per circa 400 persone. Alle famiglie e ai bambini sarà invece dedicata la giornata del 6 gennaio, sempre alle piscine comunali, durante la quale i più piccoli riceveranno dei doni e potranno passare qualche ora di svago e divertimento, degustando le torte preparate da alcune mamme baresi. Inoltre verranno distribuiti attraverso una lotteria dei cesti natalizi con legumi, pasta, dolciumi e altri beni di prima necessità, acquistati nel circuito del commercio equo e solidale. Sarà un Natale più povero, ma solidale anche a Lecce. La misura di un menù più essenziale che mai, per quantità e qualità, sta nelle cifre fornite da Confesercenti che parla di un budget medio di 10 euro per ogni posto a tavola. Bandito il gourmet di “lusso”, come caviale e salmone di prima scelta, la sera della vigilia si propende per pesce e verdure comprate al banco dei surgelati degli hard discount che da quando la crisi ha iniziato a mordere sono tra i negozi più gettonati. Il responsabile cittadino di Confesercenti, Roberto Petrelli, fa notare: «Sotto Natale registriamo un’ impennata delle vendite degli hard discount che stanno avendo una crescita importante, intorno al 5 – 6 per cento a semestre. Questo accade perché la gente non ha molta disponibilità economica. Pesce e verdure vanno a ruba nei banchi frigo, mentre i prodotti più raffinati e costosi restano sugli scaffali. La spesa media per la cena della vigilia di Natale per una famiglia leccese è di 10 euro a persona, quindi con cento euro o poco più si imbandisce una tavola comunque dignitosa». A Lecce al lavoro i volontari. Tra City Angels e volontari della Caritas, almeno un centinaio di persone si darà da fare per offrire sostegno agli indigenti. Nella Casa della carità di via Gaetano Stella 70 persone serviranno la cena a circa sessanta bisognosi. Domani, il pranzo offerto dalle aziende salentine Feudi di Guagnano, Pastificio Benedetto Cavalieri e Masseria Cinque Santi, sarà preparato dallo chef dell’ hotel Hilton Garden Inn, Francesco Anglani. Antonio Della Rocca Samantha Dell’ Edera.
antonio della rocca
Cronache del Garantista (ed. Cosenza), 24/12/2014 03:05
consumi.
Al cenone non si rinuncia I supermercati festeggiano
l codacons diffonde i dati su quanto hanno speso i calabresi per la tradizionale cena della sera del 24 ed il pranzo del 25 destinati al cibo 84 milioni di euro in calabria, più che nel 2013.
La crisi economica? La vera magia del Natale è farla sparire. Nonostante i dati su occupazione e reddito raccontino di una Calabria che è fanalino di coda del Belpaese e agli ultimi posti nell’ intero continente, le nostre famiglie rimangono fedeli alla tradizione e non rinunceranno nemmeno quest’ anno al classico cenone della vigilia e al pranzo di Natale. Anzi, complice la crescita dei prezzi dei generi alimentari negli ultimi dodici mesi, per i pantagruelici pasti dei prossimi giorni spenderanno più che nell’ annata precedente. Ad affermarlo è il Coda cons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), che ha monitorato la propensione alla spesa alimentare per il Natale 2014. L’ associazione che da quasi trent’ anni ormai si occupa della tutela dei consumatori comunica, infatti, che tra alimenti e bevande le famiglie della regione spenderanno complessivamente circa 84 milioni di euro per il classico pranzo di Natale e il cenone della Vigilia. Una somma che, spiega il Coda cons, risulta superiore di circa il 3% rispetto aquella che i calabresi hanno speso nello stesso periodo dello scorso anno.In realtà, i calabresi hanno solo deciso di impiegare in maniera differente rispetto al 2013 i loro quattrini: «I consumatori – spiega il Codacons durante queste festività hanno infatti deciso di tagliare su altre voci di spesa, riducendo in primis i regali, addobbi e spostamenti». Ma alle maratone a tavola tipice delle festività natalizie non hanno voluto rinunciare, tant’ è che, seppur in percentuale piuttosto ridotta, i consumi per i generi alimentari risultano in aumento rispetto a quelli registrati a fine 2013. Il Codacons entra poi nelk dettaglio, illustrando come i calabresi abbiano riempi to il loro carrello al supermercato in questi giorni. «La parte del leone – scrive l’ associazione dei consumatori nel suo report- la faranno carne e pesce, per i quali si spenderanno poco più di 31 milioni di euro; 15,6 milioni invece la quota destinata a spumanti, vini e bevande varie. Per i dolci classici del Natale le famiglie pagheranno complessivamente circa 14 mi lioni di euro». E se i negozi di generi alimentari, grandi o piccini possono tirare un sospiro di sollievo, lo stesso non si può dire per ristoranti e pubblici esercizi. Secondo il Coda cons, infatti, «la quasi totalità dei cittadini (il 95%) trascorrerà le feste in casa con parenti e amici. Solo il 5% opterà per cenoni e pranzi presso ristoranti e locali». (gcs)
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