20 Giugno 2015

Rassegna stampa del 20 giugno 2015

Rassegna stampa del 20 giugno 2015

Quotidiano di Puglia, 20/06/2015 07:10
Strumento non tarato? Autovelox, multa nulla
Una multa per eccesso di velocità rilevato da un autovelox non revisionato è, da oggi, nulla. La sentenza della Corte Costituzionale, depositata il 18 giugno scorso, cambia le carte in tavola dichiarando l’ illegittimità costituzionale dell’ articolo 45, comma 6, del nuovo Codice della Strada, “nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’ accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura”. Da tempo le associazioni dei consumatori sostenevano che gli strumenti di controllo della velocità dovessero essere costantemente sottoposti a controlli di taratura, al pari di quanto avviene per ogni apparecchio di misurazione, senza, però, essere mai riuscite ad ottenere soddisfazione. Anzi, in precedenza molte pronunce della Cassazione avevano confermato la validità delle norme correnti, che si limitavano a prevedere una semplice omologa degli impianti. La Corte Costituzionale, adesso, dà loro ragione. La necessità di una revisione periodica scaturisce soprattutto dal fatto che le apparecchiature autovelox danno vita ad un accertamento irripetibile, da cui possono scaturire una serie di conseguenze per il cittadino non solo economiche ma anche personali (per esempio ritiri o sospensione delle patenti di guida). “Molti Giudici di Pace, tra cui anche quelli di Lecce, avevano accolto questa impostazione ed annullato moltissime multe irregolari scontrandosi, però, con una giurisprudenza della Corte di Cassazione che nel corso del tempo era divenuta sempre più granitica nell’ esentare gli autovelox dai controlli di taratura pe riodica”, dice l’ avvocato Piero Mongelli del Codacons Lecce. Adesso, in pratica, l’ autovelox che dovesse eventualmente rilevare che state guidando la vostra auto ad una velocità superiore al limite consentito e, dunque, farvi rimediare una multa, che può arrivare a superare i 600 euro in caso di eccesso oltre i 40 chilometri orari, sarà incostituzionale nel caso in cui non dovesse essere stato sottoposto a taratura periodica, come previsto dalla legge (tempi e modalità differenti a seconda del modello). Autovelox non a norma vuol dire multa non valida. Per chi ha già pagato, dunque per le procedure chiuse, ormai non c’ è più nulla da fare. Invece, per quelle in corso, non pagate e non scadute, c’ è sicuramente un motivo in più di impugnazione. A parlare sarà il verbale, su cui è sempre e comunque riportata la data dell’ ultima revisione. “L’ amministrazione Pubblica, e i comuni in particolare, devono recuperare il principio di legalità e non pensare agli autovelox come ad un modo per fare cassa, piuttosto ad uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza stradale e disincentivare comportanti non consoni” dice Mongelli. “Basta vedere autopattuglie nascoste dietro i muri o gli alberi o subito dopo curve cieche, basta meccanismi di controllo non tarati e non costantemente misurati, basta posizionare i cartelli di avviso in aree non adeguatamente visibili per l’ automobilista o in posti dove si è sicuri che si “fanno i soldi” e non in posti potenzialmente pericolisi”. In provincia di Lecce sono già innumerevoli i ricorsi, presentati al Prefetto o al Giudice di Pace, per multe contestate. Adesso, certamente, aumenteranno. Quanto al comune capoluogo, Lecce è tra i pochi centri della provincia a non avere autovelox. In compenso ha una manciata di photored, strumenti di misurazione anche quelli, non coinvolti da quest’ ultima sentenza. Ancora per poco, vien da pensare.
 
 
Il Messaggero (ed. Umbria), 20/06/2015 06:24
Il Codacons
autovelox, scattano i ricorsi consumatori sul piede di guerra.
PERUGIA Il Codacons affila in Umbria le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. «È evidente come le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista». E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi.
 
 
Il Fatto Quotidiano, 20/06/2015 06:04
Autovelox senza revisione : le multe vanno annullate
SARÀ UN PROBLEMA di entrate mancate per i comuni, più che di uscite : la Corte Costituzionale, con una sentenza, ha bocciato le regole del Codice della strada in cui non si prevede che gli apparecchi ” siano sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura”. Restano così in sospeso migliaia di verbali non ancora pagati, che potrebbero quindi essere annullati. ” È evidente – ha spiegato il presidente della Codacons Carlo Rienzi- come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle. La sentenza rinnega anche la distinzione fra gli apparecchi automatici e quelli utilizzati dagli agenti mentre le associazioni dei consumatori annunciano valanghe di ricorsi per l’ annullamento delle multe non ancora pagate.
 
 
Gazzetta del Sud, 20/06/2015 06:04
consulta.
Autovelox senza revisione, una valanga di ricorsi
• Il Codacons affila le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. Per il Codacons «è assolutamente chiaro come le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano nulle». Fioccheranno quindi.
 
 
Gazzetta del Sud, 20/06/2015 06:04
dopo la sentenza della corte costituzionale.
Autovelox, ora è tutto da rivedere
il codacons annuncia una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti.
Ieri circondata dall’ affetto dei suoi cari è venuta a mancare Enza, Nicola, Antonio, Pio e Alfredo salutano zia Se n’ è andata silenziosamente la zia Andrea Miciulla ROMA Il Codacons affila le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento Ieri confortato dall’ affetto dei suoi cari si è spento Veniva a mancare all’ affetto dei suoi cari di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli au Improvvisamente ha lasciato un vuoto nei nostri cuori grazie mio maestro di vita. Tuo cognato Gigi. Vi siamo vicini nel dolore per la perdita della vostra cara mamma Francesco, Andrea, Maria, Luigi, Sabrina, Elisa, Giuseppe, Melina. tomobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo. Ora i Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’ attestazione riportante la data dell’ ultima taratura degli apparecchi, pena l’ impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti», conclu de il presidente Codacons. La Suprema Corte ha “bocciato” una norma del nuovo codice della strada: l’ articolo 45, nella parte in cui non prevede che le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità, come gli autovelox, siano sottoposte a veririche periodiche di funzionalità e taratura, perché «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale».3 Ti ricordiamo sempre con amore. La moglie e i tuoi cari.
 
 
Il Gazzettino (ed. Padova), 20/06/2015 05:58
camera commercio.
Basta pagamenti in denaro sopra 20 euro
(E.F.) La forte propensione a telematizzare i servizi camerali e tutte le operazioni possibili da parte della Camera di Commercio di Padova si traduce anche nella richiesta a cittadini e imprese di pagare agli sportelli tramite bancomat o carta di credito, per importi superiori a 20 euro. Da alcune segnalazioni ricevute dal Codacons da parte di cittadini e, in particolare, da un avvocato, pare che nei giorni scorsi l’ obbligo del bancomat all’ interno della Cciaa padovana abbia riguardato anche importi pari a 4,50 euro, ovvero il costo di una semplice visura camerale. Il Codacons avrebbe diffidato la Camera di Commercio che però, nella persona del segretario generale, Maurizio Pirazzini, risponde: «Si tratta di un disguido tecnico dovuto semplicemente al fatto che la nuova procedura ha preso avvio da pochi giorni, abbiamo già provveduto ad innalzare l’ importo a 20 euro». A breve, inoltre, l’ ente camerale si dotareà di una macchina del tutto simile a quelle presenti, ad esempio, all’ interno dell’ Ospedale di Padova, utilizzate per pagare i ticket: «Ci vogliono circa 2 mesi per avere la macchina a disposizione – prosegue Pirazzini, il tempo tecnico di procedere all’ acquisto. Il macchinario sarà deputato ai pagamenti sia in contanti, che con carte di credito e bancomat, esattamente come avviene in molte aziende sanitarie del Veneto».
 
 
Il Gazzettino (ed. Pordenone), 20/06/2015 05:58
PORDENONE – Il Codacons mette in guardia i cittadini dalle truffe porta a porta.
PORDENONE – Il Codacons mette in guardia i cittadini dalle truffe porta a porta. La presidente, Margherita Cusin, avverte che sono sempre più numerose le segnalazioni relative all’ attivazione non richiesta di contratti con società per la fornitura di gas e di energia elettrica. «Molto spesso – da sapere attraverso una nota – soprattutto in questo periodo in cui si sta provvedendo alla sostituzione dei vecchi contatori, con quelli nuovi elettrici, molti si approfittano per andare nelle abitazioni dei cittadini convincendoli a firmare delle proposte molto convenienti. Molto spesso questi si rivelano dei veri e propri contratti con differenti fornitori rispetto a quello iniziale, a condizioni che si rivelano essere più sfavorevoli delle precedenti». Gli utenti più a rischio sono gli anziani, ai quali più facilmente i truffatori riescono a carpire la fiducia con le loro buone maniere e la loro parlantinaa. Il Codacons consiglia a tutti i cittadini che vengono contattati telefonicamente o tramite porta a porta, di non firmare mai alcuna carta, e non dare mai l’ assenso per nuovi servizi. «Ricordarsi sempre che secondo il Codice del Consumo – aggiunte l’ avvocato Cusin – il consumatore può recedere dal contratto firmato fuori dai locali commerciali entro 14 giorni dalla conclusione dello stesso e nel caso di non corretta informativa da parte del professionista il termine si innalza ad 1 anno e 14 giorni ».
 
 
La Nazione (ed. Umbria-Terni), 20/06/2015 05:56
la prospettiva una valanga di ricorsi contro le multe.
‘Cassati’ gli autovelox senza controlli Codacons Umbria affila le armi
– PERUGIA – LE MULTE prodotte dagli autovelox che non vengono controllati periodicamente sono illegittime. La Corte costituzionale ha parlato chiaro con la sentenza numero 113 dell’ altro ieri e riapre così una partita che sembrava chiusa da tempo. E anche in Umbria le associazioni dei consumatori annunciano subito ricorsi. Già perché difficilmente i Comuni o lo Stato stracceranno da soli le contravvenzioni. Servirà andare davanti a un giudice per veder riconosciute le proprie ragioni. La sentenza tra l’ altro divide gli autovelox in due famiglie: la prima è rappresentata dagli apparecchi «accompagnati» dalla pattuglia, mentre la seconda abbraccia quelli che vengono piazzati sulle strade e lasciati lì a funzionare in automatico. E’ questo secondo gruppo che in genere dovrebbe essere sottoposto alle verifiche periodiche. Tutto ciò è previsto da un decreto, ricorda la sentenza della Consulta, che esclude la necessità di verifiche periodiche per gli strumenti «impiegati sotto il controllo costante degli operatori di polizia stradale». A finire sotto la lente però a questo punto sarebbero anche le centinaia di migliaia di verbali che ogni anno nascono dalle fotografie degli apparecchi presidiati da vigili o polizia stradale. COSI’ il Codacons-Umbria affila le armi dopo la sentenza della Corte Costituzionale dell’ altro ieri. «E’ evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Questa disposizione apre uno scenario senza precedenti anche nella nostra regione: sarà possibile infatti a questo punto ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». E IL CODACONS annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti dell’ Umbria. «siamo a favore della sicurezza stradale – spiega Rienzi – ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma».
 
 
La Nazione (ed. Livorno), 20/06/2015 05:55
la battaglia.
Autovelox non revisionati: multe non valide
– LIVORNO – AUTOVELOX non revisionati, multa annullata. Codacons affila in Toscana le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti della Toscana. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma».
 
 
Il Resto del Carlino (ed. Ferrara), 20/06/2015 05:53
LA NOTIZIA dell’ esposto presentato da una ex commerciante del Basso Ferrarese nei confronti …
LA NOTIZIA dell’ esposto presentato da una ex commerciante del Basso Ferrarese nei confronti della sua promotrice finanziaria ha suscitato subito l’ interesse del Codacons. L’ associazione dei consumatori non aveva ancora ricevuto segnalazioni in merito, ma si è subito messo in moto per cercare di capire se ci siano in corso indagini ed a che punto siano. Nel caso la procura, sulla base dell’ esposto, avesse aperto un’ inchiesta, l’ associazione si è detta pronta a costituirsi parte lesa.
 
 
Il Giorno, 20/06/2015 05:50
pioggia di ricorsi sentenza della consulta, consumatori all’ attacco.
Autovelox senza manutenzione? Multe nulle
ROMA SE LA MANCATA manutenzione periodica può pregiudicare il corretto funzionamento degli autovelox, allora «migliaia di multe dovranno essere rimborsate, perché nulle». Le associazioni di consumatori affilano le armi legali, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ‘bocciato’ l’ articolo 45 del nuovo codice della strada, in particolare la parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». A SOLLEVARE la questione era stata la Cassazione, che nel giudicare il ricorso di un cittadino arrivato fino alla Suprema Corte, ha deciso di rimettere gli atti ai giudici costituzionali. Giovedì il deposito della sentenza, redatta da giudice Aldo Carosi. Nel mirino l’ articolo 45 del nuovo codice della strada che, secondo la Corte, non risponde ai requisiti di ragionevolezza. Perché «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento – si legge nella sentenza – possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale». Inoltre «qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione». QUINDI «l’ esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare intrinsecamente irragionevole». Una decisione che secondo Adusbef e Federconsumatori «ristabilisce la legalità violata da enti locali adusi ad appaltare a terzi gli agguati con autovelox ed altri strumenti di rilevazione della velocità, in cambio di una percentuale sugli incassi». Il Codacons annuncia «azioni legali negli oltre 8mila Comuni italiani», che da ora in poi «saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’ attestazione riportante la data dell’ ultima taratura degli apparecchi, pena l’ impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti».
 
 
Il Resto del Carlino, 20/06/2015 05:50
pioggia di ricorsi sentenza della consulta, consumatori all’ attacco.
Autovelox senza manutenzione? Multe nulle
ROMA SE LA MANCATA manutenzione periodica può pregiudicare il corretto funzionamento degli autovelox, allora «migliaia di multe dovranno essere rimborsate, perché nulle». Le associazioni di consumatori affilano le armi legali, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ‘bocciato’ l’ articolo 45 del nuovo codice della strada, in particolare la parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». A SOLLEVARE la questione era stata la Cassazione, che nel giudicare il ricorso di un cittadino arrivato fino alla Suprema Corte, ha deciso di rimettere gli atti ai giudici costituzionali. Giovedì il deposito della sentenza, redatta da giudice Aldo Carosi. Nel mirino l’ articolo 45 del nuovo codice della strada che, secondo la Corte, non risponde ai requisiti di ragionevolezza. Perché «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento – si legge nella sentenza – possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale». Inoltre «qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione». QUINDI «l’ esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare intrinsecamente irragionevole». Una decisione che secondo Adusbef e Federconsumatori «ristabilisce la legalità violata da enti locali adusi ad appaltare a terzi gli agguati con autovelox ed altri strumenti di rilevazione della velocità, in cambio di una percentuale sugli incassi». Il Codacons annuncia «azioni legali negli oltre 8mila Comuni italiani», che da ora in poi «saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’ attestazione riportante la data dell’ ultima taratura degli apparecchi, pena l’ impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti».
 
 
Il Resto del Carlino, 20/06/2015 05:50
PREVEDO MILIONI DI RICORSI
LA SENTENZA della Consulta sul blocco dell’ adeguamento Istat delle pensioni è limpida, chiara, ineccepibile: il governo Renzi doveva recepirla in tutta la sua pienezza. Invece, ancora una volta, sono stati gabbati i pensionati. Parlo – ovvio – di quelli che percepiscono un assegno sui mille euro o poco più. Il premier dice di avere a disposizione un tesoretto di circa due miliardi e li ha distribuiti secondo le fasce di reddito. Una decisione assurda, che non rispecchia il dettato della sentenza della Corte costituzionale, anche se va dicendo che l’ avvocato dello Stato l’ ha recepita in questo modo. Così facendo, ha accontentato i burocrati di Bruxelles, ma non ha tenuto conto delle varie associazioni, degli stessi sindacati e del Codacons, i quali sforneranno milioni di ricorsi che, alla fine, potrebbero anche costare cari allo Stato. I diritti acquisiti devono essere rispettati, specie quelli dei piccoli pensionati. L’ equità sta nel tagliare le pensioni di certi personaggi che percepiscono somme da capogiro, e sono tanti. Inoltre devono tagliare, una volta per tutte, i senatori a vita; e infine tagliare tutti i vitalizi ai politici che ne percepiscono tanti, in barba a quei pensionati che non arrivano a prendere 500 euro al mese. Questa sarebbe la sentenza giusta.
 
 
Il Quotidiano della Calabria (ed. Basilicata), 20/06/2015 05:34
il codacons pronto.
Autovelox non revisionati Le multe si annullano
IL CODACONS affila in Basilicata le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. “E’ evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista”. E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti della Basilicata. “Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese”.
 
 
Giornale dell’Umbria, 20/06/2015 05:32
Autovelox fuori norma, scattano i ricorsi alle multe
PERUGIA – Il Codacons affila le armi legali anche in Umbria dopo la sentenza della Corte costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte costituzionale». E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti dell’ Umbria. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma». Altro servizio a pagina 26.
 
 
Avvenire, 20/06/2015 05:30
multe.
Autovelox bocciati Codacons annuncia migliaia di ricorsi
S i annuncia un terremoto sulle strade italiane. La Corte Costituzionale ha bocciato la legittimità dell’ articolo 45 del decreto legislativo 30 aprile 1992 (Nuovo Codice della Strada) nella parte in cui non prevede che gli autovelox vadano sottoposti a periodiche verifiche del loro funzionamento. «I fenomeni di obsolescenza e deterioramento – recita la sentenza – possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale quale quello della sicurezza stradale». La Corte Costituzionale si è espressa esaminando il dubbio di legittimità sollevato dalla Corte di Cassazione, chiamata a giudicare il ricorso di un cittadino di Mondovì (in provincia di Cuneo). Quest’ ultimo aveva deciso di rivolgersi alla Suprema Corte dopo che la prefettura di Cuneo aveva respinto il suo precedente ricorso contro un verbale della Polizia Stradale. Le conseguenze della decisione faranno tremare le amministrazioni di tutta Italia. Secondo associazioni dei consumatori come l’ Adusbef e Federconsumatori potrebbe infatti aprire la strada a risarcimenti per milioni di multe. In particolare il Codacons in una nota ha annunciato l’ arrivo di una valanga di ricorsi. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – ha spiegato il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo. Ora i Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l`attestazione riportante la data dell`ultima taratura degli apparecchi, pena l’ impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti».
 
 
La Repubblica, 20/06/2015 05:06
la corte costituzionale.
“Obbligo revisione Autovelox” Codacons:multe da annullare
ROMA. Le associazioni che difendono i consumatori vanno all’ attacco dopo che la Corte costituzionale ha stabilito come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. L’ articolo 45 del codice della strada dovrà essere riscritto: «I fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale quale quello della sicurezza stradale», ha scritto la Consulta. Il Codacons rileva: «E’ evidente come, dopo la sentenza, le multe elevate da apparecchi non verificati né tarati siano assolutamente nulle. Si apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ottenere l’ annullamento di migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista». L’ accusa delle associazioni consumeristiche è quella che lo strumento dell’ autovelox venga in realtà utilizzato dalle amministrazioni comunali soprattutto per fare cassa. «Stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni per far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese». Sono già partite iniziative in Emilia Romagna e in Trentino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA LA SENTENZA Se gli autovelox non sono efficienti, dice la Consulta, le multe non sono valide.
 
 
La Sicilia, 20/06/2015 05:01
commissioni aci catena, i «grilli ni» tornano alla carica.
Chiesti i verbali fino a maggio
Ad Aci Catena i “grillini” tornano alla carica: dopo aver spulciato i verbali delle 8 commissioni consiliari riferiti alle sedute svolte nel periodo compreso tra il mese di giugno del 2014 e il mese di gennaio del 2015, chiedono adesso al presidente del Consiglio comunale, Luigi Lucchesi, le copie dei verbali delle sedute sino allo scorso mese di maggio. In tal modo, spiega il “Movimento 5 Stelle”, sarà possibile monitorare i contenuti degli atti prodotti dalle commissioni nell’ arco di un anno. I verbali verranno consegnati appena possibile agli “attivisti catenoti”, confermano dalla presidenza del Consiglio comunale. A fine maggio, nel corso di una conferenza stampa, il M5S spiegò che nei verbali del periodo già esaminato non erano stati rilevati contenuti poco conformi alle attività istituzionali, semmai fu messo all’ indice l’ alto numero di commissioni effettuate (una proiezione di oltre 1100 convocazioni), e sollevata una incongruenza: la presenza di consiglieri in commissioni diverse, allo stesso momento. Il M5S sottolineò pure di non aver esaminato alcuni verbali perché giudicati illeggibili, in quanto vergati a penna e con calligrafia che qualcuno definì da “medi co primario”. Adesso il nuovo accesso agli atti che, tendenzialmente, vuole confermare, stavolta con dati reali, la proiezione del numero delle sedute di commissione sostenute nel corso di un anno. E’ stato già chiarito che non tutte le sedute verranno pagate, perché i limiti previsti dalla legge impongono la corresponsione massima della somma dei gettoni in misura non superiore ad una determinata percentuale dell’ indennità percepita dal sindaco, anche in presenza di un numero maggiore di gettoni conteggiati. Sulla vicenda delle commissioni consiliari, nel corso di queste settimane, oltre ad un esposto del Codacons alla Procura e ad una nota inviata alla Corte dei conti dall'”Associazione Acicatena Bene Comune”, il Consiglio ha avuto modo di deliberare la riduzione del numero delle commissioni, da 8 a 5 (più quella di garanzia prevista in entrambi i casi) e, dal canto proprio, l’ Amministrazione Maesano ha decurtato – a prescindere – di 40 mila euro la dotazione finanziaria per il funzionamento del Consiglio rispetto al 2014. MARIO GRASSO.
 
 
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 20/06/2015 04:07
Codacons annuncia ricorsi dopo sentenza su autovelox
la corte costituzionale boccia multe elevate da rilevatori velocità non tara t i.
• La sentenza della Corte Costituzionale sugli autovelox apre anche in Basilicata uno scenario di possibili ricorsi. È il Codacons a scendere in campo a tutela dei cittadini sulla correttezza delle multe elevate e sull’ obbligo di verifiche e tarature periodiche dei rilevatori di velocità. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle», ha ribadito il presidente Carlo Rienzi, commentando la sentenza che ha detto «apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costitu zionale». A livello nazionale, ma anche in Basilicata, il Codacons annuncia l’ ar rivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – an nuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma». I Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’ attestazione riportante la data dell’ ultima taratura degli apparecchi, pena l’ impugnazione delle san zioni da parte degli automobilisti, conclude il presidente Codacons. Dall’ osservatorio lucano dell’ Adoc, il presidente regionale, Nino D’ An drea rileva che fino ad oggi «non sono arrivate segnalazioni per contestare multe per eccesso di velocità rilevate da autovelox. E in quei pochi casi che i cittadini si sono rivolti all’ Adoc per lamentato l’ irregolarità della multa, dalle verifiche poste in essere si è riscontrato, invece, che non esistevano i presupposti per il ritiro delle sanzioni in quanto gli strumenti erano tarati e revisionati». Le segnalazioni all’ Adoc, spiga D’ Andrea riguardavano a Potenza, infrazioni rilevate in viale dell’ U nicef, dall’ impianto fisso di autovelox e quelle relative a impianti mobili ubicati lungo la Basentana dai Comuni di Ferrandina ad Albano di Lucania».
luigia ierace
 
 
La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Basilicata), 20/06/2015 04:06
sentenza della corte costituzionale.
Autovelox da tarare «Le multe sono nulle» fioccano i ricorsi
• L’ autovelox deve passare obbligatoriamente le verifiche dei rilevatori di velocità. Altrimenti le multe sono nulle. Lo dice una sentenza della Corte Costituzionale che apre anche in Basilicata uno scenario di possibili ricorsi. È il Codacons a scendere in campo con azioni legali in tutti i centri della regione. Il caso di viale dell’ Unicef a Potenza: oltre 2.000 multe all’ anno. Nulla da fare sembrerebbe. La Polizia locale nei verbali indica veriche e taratura dell’ a u t ove l ox .
 
 
Corriere del Veneto (ed. Treviso), 20/06/2015 04:03
«Autovelox fuori legge: valanga di ricorsi»
multe da annullare senza la revisione, il codacons va all’ attacco. ma capraro: «la sentenza non è retroattiva»
TREVISO Se l’ autovelox non è revisionato, la multa è da annullare. Lo afferma la Suprema Corte e il Codacons annuncia una pioggia di ricorsi. Nel mirino l’ articolo 45 del nuovo codice della strada nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità, come gli autovelox, appunto, siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. E secondo la Corte, così com’ è questa norma non va: non risponde ai requisiti di ragionevolezza. Perché «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento – si legge nella sentenza – possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale». E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti del Veneto. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa». Ma l’ avvocato Fabio Capraro, esperto in materia, da tempo è al centro di un contenzioso giudiziario contro l’ amministrazione comunale di Treviso per gli autovelox dislocati lungo la Tangenziale, raffredda i facili entusiasmi. «Questa sentenza non ha effetti sul passato, chiaramente, e quindi chi ha preso la multa fino a pochi giorni fa non può fare ricorso adducendo questa motivazione. Questo perché le amministrazioni, prima che fosse sancita l’ incostituzionalità dell’ art. 45, non avevano l’ obbligo di legge di tarare i dispositivi. Ma chi si vedrà sanzionato d’ ora in avanti, potrà puntare sull’ accertamento della taratura degli apparecchi e qualora risultassero anomalie può far dichiarare illegittima la contravvenzione». Ma come si fa a fare ricorso contro una contravvenzione da autovelox? I termini decorrono dal giorno successivo alla data in cui il verbale viene notificato. Si può ricorrere al Prefetto o al Giudice di Pace. I residenti in Italia hanno tempo 30 giorni, quelli all’ estero 60 giorni. M.Cit.
m.cit.
 
 
Corriere dell’Alto Adige, 20/06/2015 04:02
Autovelox non revisionati Il Codacons: migliaia di ricorsi
BOLZANO Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche, il Codacons affila le sue armi legali. Diverse multe potrebbero infatti essere da annullare proprio in virtù di questo requisito stabilito dalla Consulta. «È evidente come, dopo questa sentenza, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». Il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti del Trentino Alto Adige. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma». Anche in regione, dunque, saranno migliaia i ricorsi.
 
 
Corriere del Trentino, 20/06/2015 04:02
la sentenza.
Autovelox senza revisione Multe, pioggia di ricorsi Il Codacons affila le armi
TRENTO Il Codacons del Trentino Alto Adige affila le armi dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere sottoposto a verifiche e tarature periodiche. Una sentenza importante che preannuncia una valanga di ricorsi contro tutte le multe elevate con apparecchi non revisionati o non tarati. «È evidente – afferma il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – che dopo la sentenza della Consulta le multe elevate da apparecchi non verificati siano assolutamente nulle. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti. Ora sarà possibile ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». Codacons promette battaglia. «Siamo contrari all’ uso di strumenti al solo scopo di fare cassa».
 
 
Giornale di Sicilia, 20/06/2015 04:02
codice della strada. annunciata una pioggia di ricorsi. i giudici: «il deterioramento può pregiudicare l’ affidabilità e la sicurezza» dei misuratori di velocità.
Autovelox senza revisione, multe da annullare
0 una sentenza della corte costituzionale stabilisce che gli apparecchi debbano essere tarati con frequenza periodica.
Secondo la sentenza della Consulta «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature» ma anche l’ affidabilità sui temi di sicurezza stradale. …Gli apparecchi per l’ accertamento dei limiti di velocità, come gli autovelox, vanno sottoposti a periodiche verifiche. E la sentenza della Corte Costituzionale, che ha «bocciato» una norma del nuovo codice della strada, secondo le associazione dei consumatori spiana la strada ai risarcimenti per i cittadini. Nel mirino l’ articolo 45 del nuovo codice della strada nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità, come gli autovelox, appunto, siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. E secondo la Corte, così com’ è questa norma non va: non risponde ai requisiti di ragionevolezza. Perchè «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento – si legge nella sentenza – possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale». Ora, come sostengono Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di Feder consumatori, «si apre la strada ai risarcimenti per milioni di multe recapitate con strumenti tecnici di dubbia funzionalità». Anche il Codacons affila le armi legali: «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle- afferma il Presidente, Carlo Rienzi -. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». Il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comu nali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo. Ora i Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’ attestazione riportante la data dell’ ultima taratura degli apparecchi, pena l’ impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti», conclude il presidente Codacons. «La decisione della Corte Costituzionale di bocciare l’ articolo 45 del codice della strada, nella parte in cui non pre vede che tutte le apparecchiature siano sottoposte a periodiche verifiche di funzionalità e taratura, è senz’ altro positiva, da accogliere come garanzia di qualità degli strumenti e tutela dei cittadini»: così Giuseppe Rossi, presidente di Accredia, condividendo «la posizione dei giudici, che ritengono irragionevole non prevedere l’ obbligo di sottoporre a controlli strumenti di misura, in particolare se elettronici, sottoposti a obsolescenza e di conseguenza al rischio di inaffidabilità e alterazione dei valori, a tutto svantaggio dei cittadini, spesso chiamati apagare sanzioni ingiuste». Nella sentenza, la Corte aveva scritto che «appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione». Quindi «l’ esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare intrinsecamente irragionevole». A sollevare il dubbio di costituzionalità era stata la Cassazione, che nel giudicare il ricorso di un cittadino arrivato fino alla Suprema Corte, ha deciso di rimettere gli atti ai giudici costituzionali. «Appare evidente – aggiunge la Corte nella sentenza – che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti».
 
 
La Gazzetta dello Sport, 20/06/2015 04:01
la sentenza.
La Consulta boccia gli autovelox «Servono controlli periodici»
in arrivo migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti multati da apparecchi non più a norma.
Automobilisti di tutta Italia iniziate pure a sfregarvi le mani. La notizia, per chi è stato fotografato almeno una volta mentre infrangeva i limiti di velocità, è decisamente interessante. La Corte Costituzionale ha infatti appena bocciato l’ articolo 45 del nuovo codice della strada sugli autovelox, perché non prevede che tutte le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Secondo la Corte la norma non risponde ai requisiti di ragionevolezza, perché, come si legge nella sentenza arrivata grazie al ricorso di un cittadino, «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale». PIOGGIA DI RICORSI E adesso che cosa può accadere? Il Codacons ha già assicurato che sono in arrivo migliaia di ricorsi: «È evidente che adesso le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente Rienzi -. Stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 comuni italiani, con lo scopo di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non considerati a norma». e.e.
e.e.
 
 
La Nuova Prima Pagina, 20/06/2015 04:00
sulle strade il codacons dopo la sentenza della corte costituzionale: «già avute pronunce»
«Autovelox, indicare chi ha fatto la revisione Siamo pronti ai ricorsi al giudice di pace»
«E adesso i rilevatori di velocità devono essere sottoposti a taratura e devono farci vedere chi l’ ha fatta. Altrimenti siamo pronti a ricorrere al giudice di pace come, d’ altra parte, abbiamo già fatto». Fabio Galli, referente provinciale del Codacons, interviene sulla recente sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato l’ incostituzionalità della normativa del Codice della strada che non impone la verifica -taratura periodica delle apparecchiature relative alla misurazione della velocità. Gli autovelox, appunto, nei confronti dei quali gli «ermellini» hanno precisato che devono essere sottoposti a controlli e taratura periodiche che ne garantiscano l’ affidabilità. Questo perché, rileva il Coda cons, «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’ af fidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di si gnificativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale». Adesso, assicura l’ associazione dei consumatori, «si apre lo spazio per ricorsi contro le multe comminate tramite apparecchi non oggetto degli opportuni controlli: ci riserviamo di esaminare tutte le posizioni che ci verranno sottoposte, anche al fine di valutare l’ opportunità di chiedere l’ an nullamento delle sanzioni in relazione alle verifiche sugli apparecchi oggetto di contestazione». Aggiunge Galli che «per quei verbali senza questa indicazione proporremo ricorso al giudice di pace. Come peraltro abbiamo già fatto in passato, in alcuni casi, quando si leggeva che «della strumentazione elettronica utilizzata per la rilevazione della velocità “è stata preventivamente verificata la corretta installazione ed il buon funzionamento”. Ma non si indicava mai chi avesse effettuato la verifica, sulla base di quale competenza professionale e in quale data, violando le prescrizioni che vedono la pubblica amministrazione tenuta, nel redigere gli atti di pertinenza, a non usare formule generiche». Quelle istanze avevano «portato già a delle risposte – conclude il referente modenese, oltre che vice -presidente regionale, del Coda cons – e adesso nell’ eventualità ce ne aspettiamo delle altre». Nel mirino finiranno le multe derivanti soprattutto dai velox mobili, utilizzati dalla polizia municipale e in seconda battuta dalla municipale: dopo le prescrizioni ministeriali dell’ anno scorso, infatti, pochissimi sono i rilevatori fissi rimasti in provincia. Per esempio i tre presenti a Modena città – nelle vie Contrada, Canaletto e Bellaria – sono stati disattivati lo scorso autunno. (g. sc.)
 
 
L’Arena, 20/06/2015 03:49
multe. polemiche dopo la sentenza della corte di cassazione.
«Autovelox, a Verona sono tutti in regola»
«A Verona gli autovelox che impieghiamo sono periodicamente revisionati, proprio per garantire la loro piena funzionalità ed efficienza; per questo non ci aspettiamo nessun impatto particolare dalla sentenza emessa oggi dalla Corte Costituzionale. Anzi, quanto stabilito ci trova favorevoli perché apre la strada ad una maggiore regolarità nei controlli di polizia stradale, effettuati da tutte le forze dell’ ordine».Il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura interviene così in merito alla sentenza della Corte Costituzionale che rileva la necessità di procedere a verifiche periodiche di funzionalità e taratura degli apparecchi che rilevano la velocità dei veicoli.«È importante avere fiducia nelle forze dell’ ordine e nel loro lavoro», prosegue Altamura.«Una fiducia senza la quale l’ impegno contro l’ illegalità diventa inutile. Purtroppo spesso le polemiche per le sanzioni applicate a chi non rispetta le norme raccolgono più attenzione di quanta invece non ne catalizzi il fatto di aver messo a rischio la propria e l’ altrui sicurezza, perciò questo sentenza servirà certamente a migliorare la situazione e la percezione che i cittadini hanno dei controlli sulle strade. Il principio espresso dalla Suprema Corte nella sentenza 113 del 19 giugno è infatti la necessità di trovare un bilanciamento tra il controllo della velocità eccessiva da un lato, come garanzia di ordine pubblico, integrità degli individui e conservazione dei beni, e certezza dei rapporti giuridici e del diritto di difesa dall’ altro, considerata la necessità di custodire e conservare l’ originaria affidabilità dello strumento di misurazione affinché non sia compressa la tutela dei soggetti sottoposti all’ accertamento».Sulla vicenda interviene anche la Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. «Il Codacons affila in Veneto le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche», esordisce il coordinamento.«È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle», afferma il Presidente Carlo Rienzi. «Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale».E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti del Veneto. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo», annuncia Rienzi. «Stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma». COPYRIGHT.
 
 
La Gazzetta del Mezzogiorno, 20/06/2015 03:30
la corte costituzionale «boccia» una norma del nuovo codice della strada i comuni dovranno dimostrare d’ aver fatto manutenzione.
La Consulta «impallina» l’ autovelox
gli apparecchi per l’ accertamento della velocità devono essere verificati periodicamente i consumatori: via ai risarcimenti per milioni di multe dovute a strumenti di dubbia funzionalità.
• ROMA. Gli apparecchi per l’ accertamento dei limiti di velocità, come gli autovelox, vanno sottoposti a periodiche verifiche. Parola della Corte Costituzionale che ha «bocciato» una norma del nuovo codice della strada. Una decisione che ora, secondo le associazione dei consumatori, spiana la strada ai risarcimenti per i cittadini. A sollevare il dubbio di costituzionalità era stata la Cassazione, che nel giudicare il ricorso di un cittadino arrivato fino alla Suprema Corte, ha deciso di rimettere gli atti ai giudici costituzionali. Ora il deposito della sentenza, redatta da giudice Aldo Carosi. Nel mirino l’ articolo 45 del nuovo codice della strada nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità, come gli autovelox, appunto, siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. E secondo la Corte, così com’ è questa norma non va: non risponde ai requisiti di ragionevolezza. Perché «i fenomeni di obsolescenza e deterioramento – si legge nella sentenza – possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale». «Appare evidente – aggiunge la Corte – che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori mi surati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione». Quindi «l’ esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare intrinsecamente irragionevole». Una decisione che secondo Adusbef e Federconsumatori «ristabilisce la legalità violata da enti locali adusi ad appaltare a terzi gli agguati con autovelox ed altri strumenti di rilevazione della velocità, in cambio di una percentuale sugli incassi». Enti locali che, sempre per i consumatori, si sono comportati spesso come nel far west. E ora, sostengono Elio Lannu t t i di Adusbef e Rosario Tre filetti di Federconsumatori, «si apre la strada ai risarcimenti per milioni di multe recapitate con strumenti tecnici di dubbia funzionalità». E il Codacons affila le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. «È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il Presidente C a rl o Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ an nullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli auto mobilisti. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – an nuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo. Ora i Comuni saranno costretti ad allegare ai verbali per multe da autovelox l’ attestazione riportante la data dell’ ultima taratura degli apparecchi, pena l’ im pugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti», conclude il presidente Codacons. «La decisione della Corte Costituzionale di bocciare l’ ar ticolo 45 del codice della strada, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature siano sottoposte a periodiche verifiche di funzionalità e taratura, è senz’ altro positiva, da accogliere come garanzia di qualità degli strumenti e tutela dei cittadini». Così Giuse ppe Ro s s i , presidente di Accredia, condividendo «la posizione dei giudici, che ritengono irragionevole non prevedere l’ o bbl igo di sottoporre a controlli strumenti di misura, in particolare se elettronici, sottoposti a obsolescenza e di conseguenza al rischio di inaffidabilità e alterazione dei valori, a tutto svantaggio dei cittadini, spesso chiamati a pagare sanzioni ingiuste».
 
 
Trentino, 20/06/2015 03:28
codacons pronto ai ricorsi.
Autovelox, una valanga di multe da annullare
TRENTO Il Codacons affila le armi legali dopo la sentenza della Corte costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. Il Comitato di tutela consumatori annuncia infatti l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti del Trentino Alto Adige. “Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia il presidente, Carlo Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Appare evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale». In particolare nella sentenza del 29 aprile scorso, la numero 113, relatore il giudice Antonio Carosi, sancisce l’ incostituzionalità dell’ articolo 45 del codice della strada nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’ accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. Con la conseguenza di rendere nulli tutti i verbali notificati sino ad oggi e di aprire un contenzioso su quelli già pagati e per i quali sarebbe legittimo non solo richiedere un rimborso ma anche la restituzione della patente nei casi di sospensione come pure dei punti tolti.
 
 
La Nuova Ferrara, 20/06/2015 03:27
la sentenza della corte costituzionale.
Autovelox senza taratura, in sospeso 89 contravvenzioni
È arrivata addirittura la Corte costituzionale a dare speranza agli automobilisti colpiti dalla scure degli autovelox, e nel contempo ad aprire un altro buco nei conti pubblici. Questa volta le “vittime” dei giudici costituzionali sono i Comuni, che vedono a rischio la quota di multe non ancora pagate e frutto d’ infrazioni rilevate dagli autovelox “mobili”, quelli gestiti dagli agenti in carne e ossa. La Consulta ha infatti stabilito che gli autovelox devono essere obbligatoriamente sottoposte a verifiche e tarature periodiche, e se i gestori non sono in grado di dimostrare di averle fatte, le multe sono nulle (o meglio, annullabili attraverso i ricorsi giudiziari). L’ impatto della sentenza è rilevante e immediato, ad esempio, sulle contravvenzioni in itinere della Polizia municipale di Ferrara, che queste procedure non le ha attivate: «Noi ci siamo attenuti alle disposizioni normative fino ad oggi in vigore, questa sentenza è freschissima e dobbiamo ancora decidere come orientarci, anche se ovviamente la prudenza è d’ obbligo» dice il vicecomandante Marco Rebecchi. Nel 2015 sono state elevate 310 verbali attraverso i velox, 109 dei quali già pagati e quindi “archiviati”. Interessati dalla sentenza della Consulta sono 89 verbali, dei quali 23 inevasi per via di ricorsi o periodi di pagamento non ancora scaduti, e 66 in attesa di essere spediti. È possibile uno stop in autotutela per questi verbali, in attesa di letture più approfondite della sentenza. È probabile che per un po’ gli autovelox saranno tenuti a riposo, perché la Polizia municipale dovrà prendere contatti con l’ azienda che fornisce i macchinari e ne gestisce la manutezione, per concordare verifiche e tarature. Il problema riguarda anche gli altri velox “mobili”, e Codacons Emilia Romagna ha già lanciato una campagna di ricorsi contro le multe.
 
 
Gazzetta di Modena, 20/06/2015 03:26
«Autovelox vecchi, niente multa»
codacons: sentenza della corte costituzionale dà ragione ad un automobilista.
«La sentenza della Corte Costituzionale comincia a rimettere le cose a posto. È ora di finirla con il menefreghismo dei Comuni che usano Autovelox e Fotored per far cassa senza controllare neppure l’ aggiornamento dei loro sistemi di misura che con gli anni si alterano». È soddisfatto Fabio Galli, presidente del Codacons di Modena, che pochi giorni fa ha vinto una causa per un automobilista modenese proprio chiamando in causa l’ inadempienza dell’ ente locale. «Il fatto è accaduto a Pontremoli ma anche nel Modenese abbiamo aperto vertenze di questo tipo – spiega – In buona sostanza, di fronte all’ accertamento di una velocità appena sopra il limite, abbiamo chiesto se era stata verificata, come e da chi, la taratura dell’ impianto. E soprattutto abbiamo chiesto da quanto tempo era stata effettuata. Bene, il Comune si è assolto dicendo che era tutto secondo legge ma il giudice non è stato dello stesso parere e di fronte a risposte così vaghe ha immediatamente assolto l’ automobilista. Il fatto è che già da due anni è in vigore una circolare emessa congiuntamente dai ministeri dei Trasporti e dell’ Interno, in cui si precisa che tutti gli impianti tecnologici su strada in cui si misura il tempo, tra cui Autovelox e Fotored, devono essere tarati e controllati periodicamente. Va da sè che le verifiche sul corretto funzionamento devono essere affidati a enti esterni. È la fine di quei verbali che, anche nella nostra provincia, scrivono che della strumentazione elettronica utilizzata per la rilevazione della velocità “è stata preventivamente verificata la corretta installazione ed il buon funzionamento”. E mai che sia indicato chi ha effettuato la verifica, sulla base di quale competenza professionale e in quale data». Con la sentenza 113 appena emanata la Corte Suprema ha persino dichiarato che è incostituzionale un articolo del Codice della Strada che non impone come obbligatoria la verifica periodica delle apparecchiature relative alla misurazione. «La sentenza della Corte Costituzionale è chiarissima e piena di buonsenso – conclude amaramente Galli – Le macchine invecchiano con l’ uso, anche quelle per misurare velocità, il rosso ai semafori eccetera. Il deterioramento può pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fiducia dei cittadini. Per questo siamo pronti ad appoggiare tutti i ricorsi dei cittadini sotto questo profilo. Chiediamo da subito che il Comune di Modena, e tutti gli altri che usano Autovelox e Fotored, forniscano la documentazione sui controlli di taratura». Saverio Cioce ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Alto Adige, 20/06/2015 03:25
dopo la sentenza della consulta.
Codacocons: autovelox, valanga di ricorsi in arrivo
BOLZANO Gli autovelox in dotazione delle Forze dell’ ordine devono essere revisionati periodicamente. In caso contrario le multe eventualmente inflitte per eccesso di velocità devono essere annullate perchè non si ha più la certezza dell’ affidabilità della rilevazione. Lo ricorda il Codacons che cita, a tal proposito, una recente sentenza della Corte Costituzionale. Anche in Trentino Alto Adige si profilano contestazioni e ricorsi in sede giudiziaria. “E’ evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale”. In un comunicato diffuso ieri il Codacons, coordinamento delle associazioni per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori, annuncia una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti del Trentino Alto Adige. “Siamo a favore della sicurezza stradale – si legge in una nota – ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo – annuncia Rienzi – stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i Comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma proprio per il mancato rispetto dell’ obbligo di manutenzione”. Il primo passo che il Codacons annuncia è una verifica presso le amministrazioni comunali e presso i comandi dei vigili urbani o delle altre forze di polizia per verificare se il periodo minimo di manutenzione sia stato rispettato. Se così non fosse tutte le contravvenzioni eventualmente inflitte dopo il limite di scadenza degli obblighi di revisione delle apparecchiature di rilevazione delle velocità potranno essere annullate tramite ricorso davanti al giudice di pace. Ovviamente in caso di annullamento della contravvenzione l’ automobilista avrà anche diritto al pieno recupero dei punti della patente eventualmente sottratti. Insomma l’ eventuale di un braccio di ferro legale prolungato per eventuali violazioni degli obblighi di manutenzione potrebbe avere ripercussioni anche organizzative per i vari uffici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Il Mattino (ed. Napoli), 20/06/2015 03:22
L’ autovelox è vecchio: niente multe
Antonio Galdo Ovvero non sono affidabili, e le multe che ne derivano non sono legittime. La sentenza arriva dopo che diversi giudici di pace avevano già posto il problema, ritenendo insufficiente l’ impegno delle ditte produttrici degli autovelox a garantire la buona funzionalità degli apparecchi. Questo non è possibile, sostiene la Corte, «senza un regolare controllo tecnico». Che cosa accadrà adesso dopo la sentenza della Corte Costituzionale? La prima conseguenza è una prevedibile pioggia di ricorsi da parte degli automobilisti multati. Le associazioni dei consumatori Adusbef, Federconsumatori e Codacons, cantano vittoria e parlano già di milioni di risarcimenti. La cifra è sicuramente esagerata, ma la slavina per non pagare più le multe ricevute attraverso gli autovelox è partita. «I centralini delle nostre sedi sono tempestati di telefonate con richieste di chiarimenti. E potranno fare ricorso anche quelli che hanno già pagato le multe, chiedendo il rimborso per un vizio di fondo della contravvenzione» spiega Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. Il vuoto aperto dalla sentenza della Corte, inoltre, rischia di non essere breve. Anche per la solita inerzia della politica che, in materia di leggi stradali, è sempre andata avanti, da anni, mettendo toppe. Dal 1992 sono state oltre 50 le leggi che hanno modificato, parzialmente, il codice della strada e il nuovo testo unico dovrebbe essere approvato dal governo, grazie a una legge delega, nei prossimi mesi. «A questo punto il governo non potrà ignorare la sentenza della Corte e inserire una nuova norma nel codice stradale, mentre i comuni dovranno già in questa fase adempiere alla richiesta dei controlli periodici» afferma Antonio Coppola, presidente dell’ Aci di Napoli. In pratica le amministrazioni comunali, per non perdere i ricavi delle multe, dovranno anticipare il cambiamento della legge imposto dalla sentenza dei giudici della Suprema Corte. Già, i comuni: qui nasce il secondo problema. A parte i nuovi costi che cadranno sulle loro spalle per le verifiche degli autovelox, c’ è il rischio di uno spaventoso buco finanziario causato proprio dalla sentenza della Corte Costituzionale. Negli ultimi anni, infatti, le multe agli automobilisti sono diventate una sorta di paracadute per le amministrazioni comunali, fino a rappresentare la principale voce di entrate dopo le tasse. Per intenderci: dal 2010 a oggi le multe sono aumentate del 987 per mille e adesso valgono entrate comunali, pronta cassa, dai 3 ai 4 miliardi di euro. In testa alla classifica dei comuni più severi, e più ricchi con le multe, ci sono Milano con un totale di 170,50 euro l’ anno a patentato e Roma con 88 euro. Napoli compare solo al posto numero 32 della classifica con 58,6 euro per ogni automobilista patentato. E nel Nord Est, dove gli autovelox sono disseminati a tappeto, i patentati di Treviso, Venezia e Rovigo, pagano dai 99 ai 125 euro l’ anno di contravvenzioni. Sono numeri importanti, che tra l’ altro non tengono ancora conto dell’ effetto dovuto alla possibilità concessa agli automobilisti da una recente di legge di pagare le multe con il 30 per cento di sconto entro cinque giorni dalla notifica. E sono numeri che da giovedì ballano, diventando incerti e poco affidabili, proprio come gli autovelox al centro delle contestazioni. Infine, con la cattiva abitudine di utilizzare le multe per fare cassa, gli amministratori locali hanno realizzato un’ altra variazione di bilancio piuttosto azzardata. Andando perfino a scavalcare la legge. Il codice, infatti, prevede che il 50 per cento degli introiti delle multe debbano essere investiti dalle amministrazioni locali per migliorare la sicurezza stradale. Stiamo parlando di manutenzione, una parola ormai sconosciuta nel lessico corrente di sindaci e assessori. Con automobilisti e motociclisti costretti a rischiare la pelle in una gincana tra le buche stradali. Per poi, magari, vedersi recapitare una multa per eccesso di velocità, partita dalla rilevazione di un autovelox fuorilegge. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Il Mattino, 20/06/2015 03:20
L’ autovelox è vecchio: niente multe
Antonio Galdo Ovvero non sono affidabili, e le multe che ne derivano non sono legittime. La sentenza arriva dopo che diversi giudici di pace avevano già posto il problema, ritenendo insufficiente l’ impegno delle ditte produttrici degli autovelox a garantire la buona funzionalità degli apparecchi. Questo non è possibile, sostiene la Corte, «senza un regolare controllo tecnico». Che cosa accadrà adesso dopo la sentenza della Corte Costituzionale? La prima conseguenza è una prevedibile pioggia di ricorsi da parte degli automobilisti multati. Le associazioni dei consumatori Adusbef, Federconsumatori e Codacons, cantano vittoria e parlano già di milioni di risarcimenti. La cifra è sicuramente esagerata, ma la slavina per non pagare più le multe ricevute attraverso gli autovelox è partita. «I centralini delle nostre sedi sono tempestati di telefonate con richieste di chiarimenti. E potranno fare ricorso anche quelli che hanno già pagato le multe, chiedendo il rimborso per un vizio di fondo della contravvenzione» spiega Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. Il vuoto aperto dalla sentenza della Corte, inoltre, rischia di non essere breve. Anche per la solita inerzia della politica che, in materia di leggi stradali, è sempre andata avanti, da anni, mettendo toppe. Dal 1992 sono state oltre 50 le leggi che hanno modificato, parzialmente, il codice della strada e il nuovo testo unico dovrebbe essere approvato dal governo, grazie a una legge delega, nei prossimi mesi. «A questo punto il governo non potrà ignorare la sentenza della Corte e inserire una nuova norma nel codice stradale, mentre i comuni dovranno già in questa fase adempiere alla richiesta dei controlli periodici» afferma Antonio Coppola, presidente dell’ Aci di Napoli. In pratica le amministrazioni comunali, per non perdere i ricavi delle multe, dovranno anticipare il cambiamento della legge imposto dalla sentenza dei giudici della Suprema Corte. Già, i comuni: qui nasce il secondo problema. A parte i nuovi costi che cadranno sulle loro spalle per le verifiche degli autovelox, c’ è il rischio di uno spaventoso buco finanziario causato proprio dalla sentenza della Corte Costituzionale. Negli ultimi anni, infatti, le multe agli automobilisti sono diventate una sorta di paracadute per le amministrazioni comunali, fino a rappresentare la principale voce di entrate dopo le tasse. Per intenderci: dal 2010 a oggi le multe sono aumentate del 987 per mille e adesso valgono entrate comunali, pronta cassa, dai 3 ai 4 miliardi di euro. In testa alla classifica dei comuni più severi, e più ricchi con le multe, ci sono Milano con un totale di 170,50 euro l’ anno a patentato e Roma con 88 euro. Napoli compare solo al posto numero 32 della classifica con 58,6 euro per ogni automobilista patentato. E nel Nord Est, dove gli autovelox sono disseminati a tappeto, i patentati di Treviso, Venezia e Rovigo, pagano dai 99 ai 125 euro l’ anno di contravvenzioni. Sono numeri importanti, che tra l’ altro non tengono ancora conto dell’ effetto dovuto alla possibilità concessa agli automobilisti da una recente di legge di pagare le multe con il 30 per cento di sconto entro cinque giorni dalla notifica. E sono numeri che da giovedì ballano, diventando incerti e poco affidabili, proprio come gli autovelox al centro delle contestazioni. Infine, con la cattiva abitudine di utilizzare le multe per fare cassa, gli amministratori locali hanno realizzato un’ altra variazione di bilancio piuttosto azzardata. Andando perfino a scavalcare la legge. Il codice, infatti, prevede che il 50 per cento degli introiti delle multe debbano essere investiti dalle amministrazioni locali per migliorare la sicurezza stradale. Stiamo parlando di manutenzione, una parola ormai sconosciuta nel lessico corrente di sindaci e assessori. Con automobilisti e motociclisti costretti a rischiare la pelle in una gincana tra le buche stradali. Per poi, magari, vedersi recapitare una multa per eccesso di velocità, partita dalla rilevazione di un autovelox fuorilegge. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 
Corriere dell’Umbria, 20/06/2015 02:59
normativa sugli autovelox.
Senza revisione, multe nule
AROMA – In pochi li vedono, tutti quelli che colpevolmente ci cascano, li odiano. Per contrappasso, almeno, ci sipotrà consolare con il fatto che gli autovelox vanno sottoposti a periodiche verifiche. Lo dice la Corte costituzionale che ha “bocciato” una norma del nuovo codice della strada. Una decisione che ora, secondo le associazione dei consumatori, spiana la strada ai risarcimenti per i cittadini. A sollevare il dubbio di costituzionalità era stata la Cassazione, che nel giudicare il ricorso di un cittadino arrivato fino alla Suprema Corte, ha deciso di rimettere gli atti ai giudici costituzionali. In discussione c’ è l’ articolo 45 del nuovo codice della strada nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature per l’ accertamento dei limiti di velocità, come gli autovelox, siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura. E secondo la Corte, così com’ è questa norma non va: non risponde ai requisiti di ragionevolezza. Perché “i fenomeni di obsolescenza e deterioramento – si legge nella sentenza – possono pregiudicare non solo l’ affidabilità delle apparec chiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale. Appare evidente- che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche e quindi a variazioni dei valori misurati dovute ad invecchiamento delle proprie componenti e ad eventi quali urti, vibrazioni, shock meccanici e termici, variazioni della tensione di alimentazione. Quindi “l’ esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare intrinsecamente irragionevole”. Una decisione che per Adusbef e Federconsumatori “ristabilisce la legalità violata da enti locali adusi ad appaltare a terzi gli agguati con autovelox ed altri strumenti di rilevazione della velocità, in cambio di una percentuale sugli incassi”. E il Codacons affila le armi annunciando una pioggia di ricorsi. “Stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da au tovelox non a norma”. B.
 
 
Corriere di Romagna, 20/06/2015 02:01
Autovelox, multe illegali senza manutenzione
codacons, in arrivo una pioggia di ricorsi dopo la sentenza della corte costituzionale.
RIMINI. Il Codacons è pronto a inondare gli uffici delle prefetture dell’ Emilia Romagna, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. «È evidente come le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti poiché ora sarà possibile ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di ve locità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione». D’ ora in avanti, i comuni saranno costretti ad allegare ai verbali delle contravvenzioni anche l’ attestazione riportante la data dell’ ultima manutenzione degli apparecchi. «Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa – continua il presidente Rienzi -. Per questo motivo stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli ol tre 8.000 comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da apparecchi non a norma». «Per quanto riguarda la provincia di Rimini, i dati degli autovelox verranno pubblicati nei prossimi giorni- spiega il coordinatore Codacons dell’ Emilia Romagna Bruno Barbieri-. Gli automobilisti ci stanno contattando dopo aver letto la sentenza su internet. Ogni volta che riceveremo delle segnalazioni provvederemo ai debiti controlli». Simone Massaccesi.
 
 
La Stampa (ed. Novara), 20/06/2015 00:32
l’ ex presidente della regione ha reso alcune dichiarazioni spontanee.
Cota nell’ aula di Rimborsopoli “Trattato da ladro, che disonore”
l’ ex presidente della regione cota a rimborsopoli: le mutande verdi finite tra le spese per sbaglio.
Le mutande verdi? «Una montatura giornalistica». I 115 scontrini contestati dalla procura? «Altro che bugie, sicuramente ho fatto spese per importi ben superiori a quanto rimborsato». È il giorno delle dichiarazioni spontanee dell’ ex presidente Roberto Cota, accusato di peculato nel processo per Rimborsopoli in Regione. Completo blu e sorriso d’ ordinanza, arriva accompagnato dagli avvocati Guido Carlo Alleva e Domenico Aiello. Incrocia Augusta Montaruli (anche lei difesa da Alleva) che ha scelto di fare spontanee dichiarazioni. Appena incomincia a parlare davanti ai giudici, le sale un groppo in gola. Le rimarrà per tutto il tempo (quasi un’ ora) delle dichiarazioni concordate con i difensori. Poi tocca a Cota. Ha rinviato un paio di volte l’ appuntamento con i giudici. E così, è arrivato oltre i ballottaggi delle regionali. Combinazione. Voleva anche rispondere alle domande di accuse e difesa, poi ha cambiato idea, consigliato dai suoi legali. Aveva appena ricevuto dall’ avvocato Tiziana Sorriento (parte civile per Codacons) il mini-dossier raccolto sulle spese di rappresentanza della presidenza della giunta. Soldi che fino a ieri ha sempre detto ai cronisti di «non aver toccato». In aula, parla della «maledetta vicenda delle cosiddette mutande verdi», utilizzate per «attacchi mediatici e strumentalizzazioni». «Erano pantaloncini» e lo scontrino è finito «per errore» nelle spese legate a un viaggio di lavoro al Mit di Boston. Per quella e altre spese, vale lo stesso discorso: «Il vaglio non lo facevo io. Al mattino scaricavo queste spese e chiedevo di fare una verifica incrociando i dati dell’ agenda. Se ci sono stati errori, sono avvenuti sicuramente in buona fede». Dopo Cota è la volta di Andrea Stara che tra le accuse ha pure quella di aver acquistato un tagliaerba e una sega circolare. «Quella storia mi pesa come un macigno, me lo sogno anche di notte». Di entrambi, «non ne so proprio nulla, mi sembra strano».
claudio laugeri
 
 
La Stampa (ed. Vercelli), 20/06/2015 00:32
La riforma del catasto Entrano nel vivo in Piemonte i lavori preparatori della riforma del …
La riforma del catasto Entrano nel vivo in Piemonte i lavori preparatori della riforma del Catasto: con la nota inviata dal Direttore regionale dell’ Agenzia delle Entrate, Paola Muratori, ai Prefetti, ai Presidenti dei Tribunali, all’ Anci e alle strutture provinciali dell’ Agenzia, è stato infatti dato il via al processo di formazione delle Commissioni Censuarie locali in materia di Catasto. Le Commissioni – Si tratta di organismi che supportano l’ amministrazione finanziaria nell’ approvazione di specifiche metodologie di calcolo, svolgendo una funzione di particolare rilevanza in vista della prossima revisione del sistema estimativo catastale. Le Commissioni, presiedute da un Presidente, sono articolate in tre sezioni specialistiche ciascuna delle quali è composta da sei componenti effettivi e da sei supplenti. Le designazioni – Entro 60 giorni ciascun ente interessato dovrà individuare una rosa di candidati da proporre. Per quanto riguarda in particolare i componenti segnalati dai Prefetti, due terzi saranno scelti fra i nominativi proposti dagli Ordini e Collegi professionali e un terzo fra le Associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare. I candidati individuati saranno poi comunicati al presidente del Tribunale civile e penale il quale, nei successivi 30 giorni, sceglierà i componenti effettivi e supplenti delle commissioni nonché i rispettivi presidenti. Il presidente del Tribunale invierà i nomi scelti al Direttore regionale dell’ Agenzia delle Entrate cui spetta l’ ultimo atto della procedura con un «decreto di nomina». Per approfondire, è disponibile sul sito internet dell’ Agenzia delle Entrate la circolare n. 3/E del 18febbraio 2015. equitalia torino Autovelox, interviene il Codacons Il Codacons affila in Piemonte le armi legali dopo la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce come gli autovelox, ai fini della correttezza delle multe elevate, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a verifiche e tarature periodiche. E’ evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le multe elevate da apparecchi non verificati e tarati siano assolutamente nulle. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’ annullamento di migliaia e migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale. E il Codacons annuncia l’ arrivo di una valanga di ricorsi a tutela degli automobilisti del Piemonte. Siamo a favore della sicurezza stradale, ma contro lo strumento dell’ autovelox, a maggior ragione se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo stiamo studiando azioni legali da intraprendere in tutti i comuni della regione, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. CODACONS Annullo filatelico domenica a Quarona Poste Italiane informa che in occasione dell’ apertura straordinaria della chiesa di San Giovanni al Monte, il 21 giugno, a Quarona, sarà allestito un servizio filatelico temporaneo con uno speciale annullo postale realizzato per ricordare l’ evento. Il servizio sarà dislocato presso il portico della chiesa (via San Giovanni al Monte) e opererà nella giornata di domenica 21 con orario 10,30 – 16,30. Con l’ annullo speciale, sarà timbrata tutta la corrispondenza in partenza e regolarmente affrancata presentata direttamente allo sportello temporaneo, nonché cartoline o biglietti celebrativi emessi in ricordo della giornata e regolarmente affrancati. Presso lo stand di Poste Italiane saranno disponibili le più recenti emissioni di francobolli. POSTE ITALIANE.
 
 
La Stampa (ed. Torino), 20/06/2015 00:31
in aula anche l’ ex consigliera montaruli: le borse griffate? erano per un’ estrazione.
“Trattato come un ladro, che disonore”
l’ ex presidente della regione cota a rimborsopoli: le mutande verdi finite tra le spese per sbaglio.
Le mutande verdi? «Una montatura giornalistica». I 115 scontrini contestati dalla procura? «Altro che bugie, sicuramente ho fatto spese per importi ben superiori a quanto rimborsato. Non sono un corrotto, non ho mai partecipato a feste in maschera, non ho mai avuto rapporti ambigui con imprenditori. Ecco perché essere processato come un ladro è un disonore». È il giorno delle dichiarazioni spontanee dell’ ex presidente Roberto Cota, accusato di peculato nel processo per Rimborsopoli in Regione. Completo blu e sorriso d’ ordinanza, arriva accompagnato dagli avvocati Guido Carlo Alleva e Domenico Aiello. Incrocia Augusta Montaruli (anche lei difesa da Alleva), con abitino rosa da vestale appena sopra il ginocchio e fine cintura marrone a segnare la vita sottile. Anche lei ha scelto di fare spontanee dichiarazioni. Parole e singhiozzi Montaruli ha sempre seduto accanto ai difensori. Questa volta, sceglie le panche del pubblico. Come se volesse affrancarsi dall’ immagine di imputata. Appena incomincia a parlare davanti ai giudici, le sale un groppo in gola. Le rimarrà per tutto il tempo (quasi un’ ora) delle dichiarazioni concordate con i difensori. Puntalizza di non aver «mai avuto accesso ai conti del gruppo consiliare né poteri di firma sui conti» e cerca di smontare le accuse più pesanti. A partire dai corsi informatici «nati dall’ esigenza e scelta coerente di comunicare la mia attività politica in maniera corretta anche all’ interno di strumenti innovativi più vicini alla mia età». Parla pure degli scontrini per una cintura e un paio di borse griffate finite nelle liste dei rimborsi regionali. «Erano legati a iniziative sul territorio. Non potevo consegnarne una a ciascuno, abbiamo fatto un’ estrazione». Un premio «acchiappa-consensi». A spese della Regione. Lo stesso vale per le ricevute di ristoranti, «con prezzi concordati, per iniziative sul territorio». Ma quella che proprio non le va giù è la storia delle «spese di gioielleria». «Era una targa per commemorare il giudice Borsellino, donata a un’ associazione e destinata alla nuova palazzina Einaudi, facoltà di Giurisprudenza, in Lungo Dora Siena. L’ ho detto ai magistrati». Mutande verdi Tocca a Cota. Ha rinviato un paio di volte l’ appuntamento con i giudici. E così, è arrivato oltre i ballottaggi delle regionali. Combinazione. Voleva anche rispondere alle domande di accusa e difesa, poi ha cambiato idea, consigliato dai suoi legali. Aveva appena ricevuto dall’ avvocato Tiziana Sorriento (parte civile per Codacons) il mini-dossier raccolto sulle spese di rappresentanza della presidenza della giunta. Soldi che fino a ieri ha sempre detto ai cronisti di «non aver toccato». In aula, parla della «maledetta vicenda delle cosiddette mutande verdi», utilizzate per «attacchi mediatici e strumentalizzazioni». «Erano pantaloncini» e lo scontrino è finito «per errore» nelle spese legate a un viaggio di lavoro al Mit di Boston. «Il vaglio non lo facevo io. Al mattino scaricavo queste spese e chiedevo di fare una verifica incrociando i dati dell’ agenda. Se ci sono stati errori, sono avvenuti sicuramente in buona fede». Il tagliaerba È la volta di Andrea Stara (difeso da Antonio Rossomando), che tra le accuse ha pure quella di aver acquistato un tagliaerba e una sega circolare. «Quella storia mi pesa come un macigno, me lo sogno anche di notte». Di entrambi, «non ne so proprio nulla, mi sembra strano». Azzarda una ricostruzione: ««Il tagliaerba è stato acquistato in contanti alla Metro, dove può comprare solo chi ha partita Iva. Forse, qualcuno alla cassa mi ha chiesto di poter passare la mia tessera e poi ha pagato in contanti. La firma sulla ricevuta non è mia. Ho fatto acquisti di cancelleria per 480 euro due minuti prima, pagati con carta di credito del gruppo consiliare e con la mia firma sulla ricevuta. È possibile che sia andata così».
claudio laugeri
 
 

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