1 Gennaio 2015

Saldi anticipati Via agli sconti dal 3 gennaio per 60 giorni

Saldi anticipati Via agli sconti dal 3 gennaio per 60 giorni
così si
evita il flop del sabato prima dell’ epifania ma il provvedimento
divide i commercianti e qualche negozio offre già svendite mascherate.

Una notizia e due non notizie. La notizia è che anche la Lombardia, come altre 14 regioni, ha deciso di anticipare di un paio di giorni la partenza dei saldi invernali, ma solo per il 2015. Si parte il 3 gennaio e via così fino al 3 marzo. La prima non notizia è che la tredicesima busta paga è diventata una rigorosa e vergognosa tassa fissa che serve per pagare le tasse. Va bene, ci sta pure che gli italiani in questo periodo di trasferimento di ricchezza dal basso all’ alto- vogliamo chiamarla così questa crisi al settimo anno per non accentuare oltremodo la collera dei soliti contribuenti?- siano campioni di nozze coi fichi secchi ma tutti concorderanno che prima del periodo dei saldi ci vorrebbe quello dei soldi. Musi lunghi attorno al bancone Comunque sabato 3 gennaio si parte con gli sconti. Da una parte e dall’ altra della barricata, qualche sorriso? Neanche a parlarne. E questa è la seconda non notizia. Perché se è vero che le tasse hanno rosicchiato anno dopo anno il budget della maggioranza di chi fa acquisti e che il renziano bonus di 80 euro in busta paga non ha fatto il miracolo è pur vero che su un campione di 100 esercenti cinquanta sono pro e cinquanta contro all’ anticipo della stagione delle svendite. Parla il presidente Una conferma in casa arriva da Carlo Alberto Panigo, dal novembre 2013 presidente incaricato dell’ Unione commercianti di Monza e circondario: «È vero, non c’ è unanimità tra gli operatori del settore, ma non c’ è mai stata anche nel periodo di vacche grasse». Per alcuni esercenti monzesi anticipare al 3 gennaio i saldi è cosa buona e giusta, «così si è evitato il vuoto nei negozi il sabato precedente l’ Epifania con i consumatori che avrebbero atteso il lunedì per lo shopping». Un assist lanciato ai commercianti per far partire prima le svendite di fine stagione evitando la concorrenza di coloro, soprattutto grandi catene, che già in questi giorni praticano i famigerati e italianissimi sconti mascherati (pre saldi con sconti del 30 per cento sul prezzo del cartellino). Ma, anche sotto l’ arengario, dietro al bancone ci stanno pure lacrime. «In questo modo- è la lagna- dovremo mettere a saldo merce comprata a prezzo pieno diversi mesi prima e già pagata, praticamente pochi giorni dopo il Natale. Il consumatore sposterà il suo budget di acquisto a gennaio penalizzando il periodo natalizio. Le vendite di fine stagione dovrebbero essere l’ occasione per eliminare la poca merce rimasta e questo non può certo accadere i primi giorni di gennaio in inverno ed il 7 luglio in estate. Così ci si trova a vendere la sua intera dotazione stagionale a sconto, con ricavi sempre minori». E c’ è anche chi sta con il professore Luciano De Crescenzo che, nel film Così parlò Bellavista, osservando incantato il cartello di un ambulante con scritto “prezzi quasi fissi”, diceva all’ allievo spazzino: «Questa è civiltà! Lo sconto è un atto d’ amore del venditore per il compratore e in un paese veramente civile lo sconto dovrebbe essere diverso da persona a persona». Buon Natale sotto l’ arengario Panigo sulle vie dello shopping natalizio: «A Monza il dato delle vendite è sovrapponibile a quello del 2013 che, a sua volta, era leggermente superiore al riscontro dell’ anno precedente. L’ anticipo al 3 gennaio è dettato anche da concorrenza sleale, da alcune imprese che avevano già messo in campo le svendite». Ma quest’ anno si parla di grandi cifre in città, fa capire il presidente incaricato del commercio del capoluogo brianzolo: «Ci saranno saldi più alti rispetto al 2013, dal trenta al settanta per cento, grossi marchi stanno trattando sconti elevatissimi e Monza da sempre offre molto in termini di qualità». E a Natale? Non lamentiamoci: «Si registra un dieci per cento in più di vendite per il settore tecnologico e un più cinque nell’ alimentare. Ora il commercio deve sperare in un colpo d’ ala del governo Renzi, una spinta potrebbe arrivare anche dai saldi. L’ Italia non riparte se non riparte il prodotto interno lordo. Purtroppo le tasse stanno tartassando le famiglie e i negozi sono strangolati dagli affitti, un problema presente anche quando la crisi non aveva assunto queste proporzioni». Ma «anticipare i saldi invernali al 3 gennaio è una misura inutile, che non influirà in alcun modo sugli acquisti degli italiani per gli sconti di fine stagione». Così il Codacons- il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori-secondo il quale le vendite nel periodo di sconti diminuiranno quest’ anno dell’ 8% con una spesa media che non supererà i 184 euro a famiglia. Allo stato attuale solo il 35% delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante i saldi. Insomma, quest’ anno sarà smentita quella teoria sintetizzata nel detto «osserva le donne durante i saldi e capirai perché gli uragani hanno nomi femminili». •
angelo maria longoni
 
 

 

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