Rassegna stampa dell’1 gennaio 2016
lanazione.com, 01/01/2016 22:01
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura.
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura. Partono domani i saldi invernali, che secondo le previsioni quest’ anno frutteranno ben 5,4 miliardi di euro. Si baderà meno al risparmio, dicono gli analisti. Ma se le tasche ci consentono qualche spesa in più, la truffa è dietro l’ angolo. Come ogni anno il Codacons fornisce una guida per evitare brutte sorprese: un vero e proprio decalogo per tutelare i nostri soldi. 1- Conservare sempre l o scontrino. Non è vero infatti che i capi in svendita non si possono cambiare. Anzi, il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2 – Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce ‘saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3 – Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo. Si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. E’ cosa utile anche confrontare i prezzi dei vari negozi. 4 – Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante. 5 – Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. 6 – Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto) e diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 7 – Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 8 – Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo , quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. 9 – Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla nuova. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 10 – Non c’ è l’ obbligo di provare i capi ma il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. RIPRODUZIONE RISERVATA.
ilgiorno.com, 01/01/2016 21:56
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura.
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura. Partono domani i saldi invernali, che secondo le previsioni quest’ anno frutteranno ben 5,4 miliardi di euro. Si baderà meno al risparmio, dicono gli analisti. Ma se le tasche ci consentono qualche spesa in più, la truffa è dietro l’ angolo. Come ogni anno il Codacons fornisce una guida per evitare brutte sorprese: un vero e proprio decalogo per tutelare i nostri soldi. 1- Conservare sempre l o scontrino. Non è vero infatti che i capi in svendita non si possono cambiare. Anzi, il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2 – Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce ‘saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3 – Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo. Si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. E’ cosa utile anche confrontare i prezzi dei vari negozi. 4 – Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante. 5 – Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. 6 – Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto) e diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 7 – Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 8 – Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo , quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. 9 – Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla nuova. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 10 – Non c’ è l’ obbligo di provare i capi ma il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. RIPRODUZIONE RISERVATA.
ilrestodelcarlino.it, 01/01/2016 21:54
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura.
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura. Partono domani i saldi invernali, che secondo le previsioni quest’ anno frutteranno ben 5,4 miliardi di euro. Si baderà meno al risparmio, dicono gli analisti. Ma se le tasche ci consentono qualche spesa in più, la truffa è dietro l’ angolo. Come ogni anno il Codacons fornisce una guida per evitare brutte sorprese: un vero e proprio decalogo per tutelare i nostri soldi. 1- Conservare sempre l o scontrino. Non è vero infatti che i capi in svendita non si possono cambiare. Anzi, il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2 – Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce ‘saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3 – Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo. Si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. E’ cosa utile anche confrontare i prezzi dei vari negozi. 4 – Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante. 5 – Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. 6 – Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto) e diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 7 – Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 8 – Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo , quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. 9 – Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla nuova. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 10 – Non c’ è l’ obbligo di provare i capi ma il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. RIPRODUZIONE RISERVATA.
quotidianonet.com, 01/01/2016 21:52
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura.
Roma, 1 gennaio 2015 – Occhio alla fregatura. Partono domani i saldi invernali, che secondo le previsioni quest’ anno frutteranno ben 5,4 miliardi di euro. Si baderà meno al risparmio, dicono gli analisti. Ma se le tasche ci consentono qualche spesa in più, la truffa è dietro l’ angolo. Come ogni anno il Codacons fornisce una guida per evitare brutte sorprese: un vero e proprio decalogo per tutelare i nostri soldi. 1- Conservare sempre l o scontrino. Non è vero infatti che i capi in svendita non si possono cambiare. Anzi, il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2 – Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce ‘saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3 – Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo. Si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. E’ cosa utile anche confrontare i prezzi dei vari negozi. 4 – Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante. 5 – Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. 6 – Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto) e diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 7 – Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 8 – Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo , quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. 9 – Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla nuova. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 10 – Non c’ è l’ obbligo di provare i capi ma il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. RIPRODUZIONE RISERVATA.
ilsecoloxix.com, 01/01/2016 21:45
scattano i rincari
Dall’ 1 gennaio l’ aumento dei pedaggi autostradali. Il record su un tratto della Torino-Milano: +6,5%
Leggi Abbonati Regala Inizio d’ anno con 6 tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate oggi da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’ aggiornamento del Piano Economico Finanziario. I rincari L’ aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, scattano da oggi, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’ Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: «Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons – Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri». Ecco le variazioni ATIVA S.p.A. 0,03%; Autostrade per l’ Italia S.p.A. 1,09%; SATAP Tronco A4 S.p.A. 6,50%; Strada dei Parchi S.p.A. 3,45%; TEEM 2,10% Pedemontana Lombarda 1,00% Ecco le societa’ per cui gli aumenti sono, per ora, sospesi Asti-Cuneo S.p.A. Autostrada del Brennero S.p.A. Autovie Venete S.p.A. Brescia-Padova S.p.A. Consorzio Autostrade Siciliane CAV S.p.A. 0,00%; Centro Padane S.p.A. Autocamionale della Cisa S.p.A. Autostrada dei Fiori S.p.A. Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. Tangenziale di Napoli S.p.A. RAV S.p.A. SALT S.p.A. SAT S.p.A. Autostrade Meridionali (SAM) S.p.A. SATAP Tronco A21 S.p.A. SAV S.p.A. SITAF S.p.A. Torino – Savona S.p.A. Bre.be.mi. Il Telepass A inizio anno scatterà invece l’ aumento del canone Telepass che raddoppierà per la versione Premium da 0,78 a 1,50 euro al mese (per chi ha un contratto Family, Twin o Telepass con Viacard). In compenso però crescono i servizi. I clienti hanno 60 giorni di tempo per recedere dal contratto dalla ricezione della lettera, altrimenti le modifiche verranno considerate approvate. Novità anche per quanto riguarda l’ autovelox, che non controllerà solo la velocità ma anche il pagamento del bollo e le revisioni fatte.
ilcittadinodimessina.it, 01/01/2016 21:26
il decalogo della codacons con i consigli d’ oro per evitare fregature
I saldi invernali 2016 che partiranno il prossimo 2 gennaio
Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016 che partiranno il prossimo 2 gennaio ma spesa resta stabile rispetto al 2015. Lo afferma il Codacons. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”. Infine, come ogni anno Francesco TANASI diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l´articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l´avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. è improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l´effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Consigli per gli acquisti . Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell´articolo guardando l´etichetta che descrive la composizione del capo d´abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all´acquisto). Un commerciante, salvo nell´Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiduci a o acquistare merce della quale si conosce gia´ il prezzo o la qualita´ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell´acquisto. 7) Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi: non c´è l´obbligo. è rimesso alla discrezionalita´ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l´adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
ilmattino.it, 01/01/2016 20:54
I saldi invernali sono partiti in Campania: «Ogni famiglia spenderà 346 euro»
Saldi si parte: da oggi iniziano infatti in 4 regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’ Aosta) e dal 5 gennaio in tutte le altre Regioni italiane. Per Confcommercio il giro d’ affari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso invece secondo i consumatori che vedono ancora una stagione di ‘galleggiamento’ per i consumi. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in occasione: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il consueto sondaggio sui saldi realizzato da Confcommercio e Format Research, è in crescita la percentuale degli italiani che considera «importante» il periodo dei saldi. Le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Gli italiani, sottolinea l’ associazione dei commercianti, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Aumenta significativamente la percentuale dei consumatori che si sentono tutelati acquistando a saldo (sale dal 62,1% dei saldi di gennaio 2015 al 65%), mentre scende lievemente la percentuale dei consumatori che ritiene che acquistare presso i siti internet sia più conveniente piuttosto che non l’ acquisto nei punti di vendita tradizionali. Meno ottimistiche le stime di Adusbef e Federconsumatori: «la situazione che abbiamo davanti è di ‘galleggiamento’, poiché non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. Non ci stanchiamo di ribadire – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – che per un aiuto a risollevare i consumi serve anche una completa liberalizzazione dei saldi. Dover aspettare i primi giorni di gennaio non ha alcun senso, visto che nessuno effettuerà acquisti proprio in attesa delle date in cui verranno avviati gli sconti». Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.
Padova News, 01/01/2016 20:52
Banche, nessun rimborso prima dei decreti ‘salva-risparmiatori’
Banche, nessun rimborso prima dei decreti ‘salva-risparmiatori’ Pubblicato: Venerdì, 01 Gennaio 2016 19:36 Scritto da Redazione Email Roma, 2 gen. (AdnKronos) – No a rimborsi anticipati e selettivi. L’ unica strada percorribile per il risarcimento dei risparmiatori truffati nel crac di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara e’ l’ arbitrato. La precisazione arriva da fonti del Mef, che definiscono infondata l’ ipotesi di rimborsi selettivi ad alcuni investitori e solo di alcune banche: nessun rimborso e’ possibile prima dei decreti attuativi delle norme varate dal Governo per andare incontro alle esigenze dei risparmiatori truffati. Il Tesoro, assicurano le stesse fonti, e’ gia’ al lavoro sui decreti ed e’ gia’ in contatto con gli altri soggetti istituzionali interessati per vararli nel piu’ breve tempo possibile, entro il termine di 90 giorni dal 1 gennaio 2016. Ma prima del varo di questi decreti, si ribadisce, non puo’ essere ipotizzato alcun intervento. La chiusura, netta, arriva dopo le indiscrezioni di stampa che accreditavano l’ ipotesi di un intervento mirato per i risparmiatori colpiti dal crac di Banca Etruria. A beneficiare dell’ intervento, sarebbe stato solo un circostanziato gruppo di investitori della vecchia Banca Etruria, con un rimborso parziale immediato, non dal fondo di solidarieta’, almeno in questa fase, ne’ dal governo, ma dalla nuova Banca Etruria, in attesa di superare poi l’ arbitrato e dunque recuperare l’ intera cifra. Se, da una parte, il rimborso anticipato avrebbe l’ effetto di tranquillizzare i risparmiatori e di evitare la fuga dei correntisti che ancora operano con le quattro banche ‘nuove’, dall’ altra un intervento che privilegiasse un gruppo o una categoria di risparmiatori si presterebbe alle proteste e ai potenziali ricorsi degli altri investitori truffati. Immediata e’ stata infatti la reazione del Codacons, che ha promosso l’ ipotesi un indennizzo anticipato ma ha anche aggiunto che “i risarcimenti devono essere integrali e devono valere per tutti”. L’ associazione dei consumatori ha quindi avvertito: “Non accetteremo la politica del ‘due pesi e due misure’, perche’ e’ evidente che tutti i risparmiatori hanno subito il medesimo danno, ossia l’ azzeramento del valore dei titoli, e tutti devono essere risarciti allo stesso modo. In caso contrario ci troveremmo di fronte ad un pericoloso precedente, dove un illecito viene punito in modo diverso a seconda della vittima”. Intanto, tornano a protestare i risparmiatori, obbligazionisti ed azionisti. Dopo il presidio del 28 dicembre scorso davanti alla sede di Banca Etruria, ad Arezzo, il prossimo appuntamento e’ per lunedi’ 4 gennaio, davanti alla sede principale di Banca Marche di Jesi (An). La protesta e’ stata organizzata congiuntamente dall’ Associazione Vittime del Salva-Banche e dall’ Associazione Azionisti Privati Banche Marche. (Adnkronos)
Agrigento, 01/01/2016 19:25
Partono gli sconti, i consigli del Codacons
Home Politica Partono gli sconti, i consigli del Codacons Partono gli sconti, i consigli del Codacons 1 gennaio 2016 Redazione Politica , Ultime Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016 che partiranno il prossimo 2 gennaio ma spesa resta stabile rispetto al 2015. Lo afferma il Codacons. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”. Infine, come ogni anno Francesco TANASI diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
corrieredelmezzogiorno.it, 01/01/2016 18:15
acquisti
Saldi, si parte dal primo gennaioOgni famiglia spenderà 346 euro
NAPOLI – In Campania, Sicilia, Basilicata e Valle d’ Aosta i saldi cominciano oggi, primo gennaio. Dal 5 gennaio in tutte le altre Regioni italiane. Per Confcommercio il giro d’ affari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso invece secondo i consumatori che vedono ancora una stagione di galleggiamento per i consumi. Secondo le stime dell’ Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all’ anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in occasione: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. I dati Secondo il consueto sondaggio sui saldi realizzato da Confcommercio e Format Research, è in crescita la percentuale degli italiani che considera «importante» il periodo dei saldi. Le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Gli italiani, sottolinea l’ associazione dei commercianti, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Aumenta significativamente la percentuale dei consumatori che si sentono tutelati acquistando a saldo (sale dal 62,1% dei saldi di gennaio 2015 al 65%), mentre scende lievemente la percentuale dei consumatori che ritiene che acquistare presso i siti internet sia più conveniente piuttosto che non l’ acquisto nei punti di vendita tradizionali. Le altre stime Meno ottimistiche le stime di Adusbef e Federconsumatori: «la situazione che abbiamo davanti è di `galleggiamento´, poiché non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. Non ci stanchiamo di ribadire – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – che per un aiuto a risollevare i consumi serve anche una completa liberalizzazione dei saldi. Dover aspettare i primi giorni di gennaio non ha alcun senso, visto che nessuno effettuerà acquisti proprio in attesa delle date in cui verranno avviati gli sconti». Chi si è anticipato Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.
redazione online
ladige.it, 01/01/2016 18:02
Codacons: saldi già partiti in un negozio su tre
I saldi sono di fatto già partiti in un negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, che diffonde come ogni anno i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione . Ufficialmente la partenza dei saldi è prevista per il prossimo 5 gennaio, ma i negozianti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto , accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati . « Nessuna impennata delle vendite è tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti» evidenzia l’ associazione. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto. «Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia » spiega il Codacons. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi . «I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – precisa il presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani».
SiciliaInformazioni, 01/01/2016 18:02
Ci siamo: al via i saldi in Sicilia Ecco il decalogo anti-fregature
Al via da domani i saldi in Sicilia, Basilicata, Campania e Valle d’ Aosta ed il 5 gennaio in tutte le altre Regioni. Per il Codacons non si prevede nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016 che partiranno il prossimo 2 gennaio, la spesa resta stabile rispetto al 2015. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons -. Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti”. Infine, come ogni anno Francesco Tanasi diffonde il decalogo con i dieci consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto; Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori; Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi; Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti; Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto; Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto; Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce; Prova dei capi: non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi; Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. di REDAZIONE Tagged with decalogo fregature saldi sconti Sicilia.
ilmattino.it, 01/01/2016 17:51
Rai, bestemmia in diretta tv durante “L’ anno che verrà”
“Porco D…”, con tanto di “o” moltiplicate, a dare il senso dell’ urlo, ribadito da tre punti esclamativi. Questa la sorpresa “gridata” con cui, Rai 1 ha dato il benvenuto al nuovo anno. Nel corso della diretta, con countdown – peraltro iniziato con circa un minuto di anticipo – della trasmissione “L’ anno che verrà”, infatti, ieri sera, Rai 1 ha pubblicato una “selezione” di tweet di auguri inviati dai telespettatori. A chi doveva filtrare i messaggi, però, deve essere sfuggita la bestemmia, chiara, diretta e ben evidenziata dalla fascia rossa su cui campeggiavano le scritte, scritta da un telespettatore da Taranto. E così l’ augurio ha fatto bella mostra di sé sulle televisioni di milioni di telespettatori per poi rimbalzare sui social, fino a diventare un vero e proprio caso. E sì che il regolamento della trasmissione aveva specificato in modo netto che i messaggi sarebbero stati selezionati: “La RAI si riserva comunque la facoltà, a suo insindacabile giudizio, di validare editorialmente – ai fini della messa in onda e della successiva pubblicazione sul sito internet – i messaggi inviati dagli spettatori”. Non è la prima volta che la Rai si lascia sfuggire qualche “parola” di troppo. Accogliendo la denuncia del Codacons, a ottobre dello scorso anno, l’ Agcom ha multato la rete nazionale con una sanzione da 25mila euro per violazione del Codice di Autoregolamentazione Media e Minori, a causa della bestemmia pronunciata – sempre su Rai 1 – il 18 ottobre 2014 in diretta da Tiberio Timperi, durante “Unomattina in famiglia”. La “tradizione” si rinnova. Stavolta, in diretta da casa.
valeria arnaldi
bresciaoggi.it, 01/01/2016 17:39
Codacons,già via saldi in 1 negozio su 3
(ANSA) – ROMA, 1 GEN – I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, ricordando che ufficialmente la partenza è prevista per il 5 gennaio, ma gli esercenti applicano già sconti dal 20 al 40%. Dall’ indagine dei consumatori emerge che le vendite saranno stabili e interesseranno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%), dato in leggera crescita. Gli acquisti però saranno mirati e il budget resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia.
larena.it, 01/01/2016 17:35
Codacons,già via saldi in 1 negozio su 3
(ANSA) – ROMA, 1 GEN – I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, ricordando che ufficialmente la partenza è prevista per il 5 gennaio, ma gli esercenti applicano già sconti dal 20 al 40%. Dall’ indagine dei consumatori emerge che le vendite saranno stabili e interesseranno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%), dato in leggera crescita. Gli acquisti però saranno mirati e il budget resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. CN.
Tiscali, 01/01/2016 17:28
Codacons,già via saldi in 1 negozio su 3
Codacons,già via saldi in 1 negozio su 3 di Ansa (ANSA) – ROMA, 1 GEN – I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, ricordando che ufficialmente la partenza è prevista per il 5 gennaio, ma gli esercenti applicano già sconti dal 20 al 40%. Dall’ indagine dei consumatori emerge che le vendite saranno stabili e interesseranno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%), dato in leggera crescita. Gli acquisti però saranno mirati e il budget resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. 1 gennaio 2016.
lasicilia.it, 01/01/2016 17:22
ROMA Codacons,già via saldi in 1 negozio su 3
(ANSA) – ROMA, 1 GEN – I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, ricordando che ufficialmente la partenza è prevista per il 5 gennaio, ma gli esercenti applicano già sconti dal 20 al 40%. Dall’ indagine dei consumatori emerge che le vendite saranno stabili e interesseranno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%), dato in leggera crescita. Gli acquisti però saranno mirati e il budget resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA.
Blogo, 01/01/2016 17:19
L’ anno che verrà, bestemmia in diretta in un sms: la Rai chiede scusa e sospende il responsabile per il mancato controllo
allo show evento di rai1 trasmesso in diretta da matera per capodanno è andata in onda in diretta – negli sms trasmessi in sovrimpressione – anche una bestemmia. l’ azienda parla di “errore umano” e si scusa.
La Rai si scusa con gli spettatori per la bestemmia che è passata in sovrimpressione tra gli sms mostrati giovedì 31 dicembre durante la trasmissione L’ anno che verrà . Il responsabile del controllo dei messaggi è stato sospeso. Capodanno 2016 su Rai1 con un minuto d’ anticipo. Ironia su Twitter. Gigi D’ Alessio polemico: ‘Il vero è su Canale 5′ Scivolone de L’ anno che verrà: il 2016 arriva prima del previsto, commenti di ogni tipo sui social network e dichiarazione polemica del cantante napoletano durante la diretta su Canale 5. “In merito al messaggio gravemente offensivo passato erroneamente in diretta durante la trasmissione L’ anno che verrà e sfuggito al filtro tra gli oltre 150 mila sms arrivati per celebrare l’ arrivo del nuovo anno, la Rai porge le sue scuse a tutti i telespettatori. Il mancato controllo – si legge in una nota di Viale Mazzini – è frutto di un errore umano, il responsabile è stato immediatamente individuato e sospeso dall’ azienda”. Rai1, come ogni Capodanno, ha pubblicato una “selezione” di messaggi di auguri inviati dai telespettatori. A chi doveva filtrare i messaggi, però, deve essere sfuggita la bestemmia, chiara, diretta e ben evidenziata dalla fascia rossa su cui campeggiavano le scritte, scritta da un telespettatore da Taranto. E così l’ augurio ha fatto bella mostra di sé sulle televisioni di milioni di telespettatori per poi rimbalzare sui social, fino a diventare un vero e proprio caso. Il regolamento della trasmissione aveva specificato in modo netto che i messaggi sarebbero stati selezionati: “La Rai si riserva comunque la facoltà, a suo insindacabile giudizio, di validare editorialmente – ai fini della messa in onda e della successiva pubblicazione sul sito internet – i messaggi inviati dagli spettatori”. Non è la prima volta che la Rai si lascia sfuggire qualche “parola” di troppo. Accogliendo la denuncia del Codacons, a ottobre dello scorso anno, l’ Agcom ha multato la rete nazionale con una sanzione da 25mila euro per violazione del Codice di Autoregolamentazione Media e Minori , a causa della bestemmia pronunciata (per errore a causa di un errore nel montaggio della trasmissione, il conduttore non era in diretta e non pensava che il suo “sfogo” sarebbe stato mandato in onda) – sempre su Rai1 – il 18 ottobre 2014 in diretta da Tiberio Timperi , durante Uno Mattina in famiglia . Segui Reality & Show su Facebook , Twitter e Google+ . Dì la tua qui sotto in area-commenti.
fabio traversa
Alice, 01/01/2016 17:08
economia
Codacons,già via saldi in 1 negozio su 3
vendite stabili, budget fermo a quota 184 euro a famiglia
(ANSA) – ROMA, 1 GEN – I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, ricordando che ufficialmente la partenza è prevista per il 5 gennaio, ma gli esercenti applicano già sconti dal 20 al 40%. Dall’ indagine dei consumatori emerge che le vendite saranno stabili e interesseranno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%), dato in leggera crescita. Gli acquisti però saranno mirati e il budget resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia.
ilgiornale.it, 01/01/2016 17:02
Pedaggi, ecco tutti gli aumenti
da oggi entrano in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale. i lombardi sono quelli che pagheranno di più
Da oggi entrano in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale . Sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro dell’ Economia e delle Finanze. L’ aumento più alto spetta alla Torino-Milano, +6,5%, mentre l’ aumento medio è dello 0,86%. Quest’ anno, in particolare, per tutte le Società per le quali è in fase di aggiornamento il relativo Piano Economico Finanziario, gli aumenti tariffari sono stati provvisoriamente sospesi, posticipandone l’ eventuale adeguamento all’ approvazione dei suddetti piani. L’ aumento medio attualmente riconosciuto, calcolato sui veicoli-km che si prevede saranno percorsi sull’ intera rete autostradale nel 2016, risulta pari allo 0,86%. Nel dettaglio, i Decreti Interministeriali hanno riconosciuto i seguenti adeguamenti: Asti-Cuneo S.p.A. 0,00%; ATIVA S.p.A. 0,03%; Autostrade per l’ Italia S.p.A. 1,09%; Autostrada del Brennero S.p.A. 0,00%; Autovie Venete S.p.A. 0,00%; Brescia-Padova S.p.A. 0,00%; Consorzio Autostrade Siciliane 0,00%; CAV S.p.A. 0,00%; Centro Padane S.p.A. 0,00%; Autocamionale della Cisa S.p.A. 0,00%; Autostrada dei Fiori S.p.A. 0,00%; Milano Serravalle Milano Tangenziali S.p.A. 0,00%; Tangenziale di Napoli S.p.A. 0,00%; RAV S.p.A. 0,00%; SALT S.p.A. 0,00%; SAT S.p.A. 0,00%; Autostrade Meridionali (SAM) S.p.A. 0,00%; SATAP Tronco A4 S.p.A. 6,50%; SATAP Tronco A21 S.p.A. 0,00%; SAV S.p.A. 0,00%; SITAF S.p.A. 0,00%; Torino – Savona S.p.A. 0,00%; Strada dei Parchi S.p.A. 3,45%; Bre.be.mi. 0,00%,TEEM 2,10% e Pedemontana Lombarda 1,00%. “Una stangata ai lomabardi” Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia: così il Codacons commenta gli incrementi dei pedaggi autostradali che sono scattati oggi. Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri, denuncia il Codacons. Tra le tratte interesate dai rincari figurano infatti la Pedemontana Lombarda (+1%), la Satap tronco A4 (Torino-Milano +6,5%), la TEEM (+2,10%). “Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Gli incrementi decisi oggi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi.
andrea riva
mattinopadova.it, 01/01/2016 16:55
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
ilcentro.it, 01/01/2016 16:53
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
tribunatreviso.it, 01/01/2016 16:52
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
gazzettadimodena.it, 01/01/2016 16:50
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
altoadige.it, 01/01/2016 16:48
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
iltirreno.it, 01/01/2016 16:44
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
corrierealpi.it, 01/01/2016 16:41
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
lanuovaferrara.it, 01/01/2016 16:38
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
laprovinciapavese.it, 01/01/2016 16:36
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
lacittadisalerno.it, 01/01/2016 16:36
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
ilpiccolo.it (Trieste), 01/01/2016 16:35
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
trentinocorrierealpi.it, 01/01/2016 16:34
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
gazzettadireggio.it, 01/01/2016 16:33
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
messaggeroveneto.it, 01/01/2016 16:30
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
gazzettadimantova.it, 01/01/2016 16:29
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
lanuovasardegna.it, 01/01/2016 16:28
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
nuovavenezia.it, 01/01/2016 16:27
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. ‘I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti’. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce ‘Saldo’ deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla ‘nuova’. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. .
Agi, 01/01/2016 15:16
Saldi: ecco 10 consigli per non prendere ‘fregature’
Roma – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti”.
Agi, 01/01/2016 15:13
Saldi: Codacons, di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3
(AGI) – Roma, 1 gen. – I saldi sono di fatto gia’ partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, secondo cui gli esercenti applicano gia’ sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati. Secondo l’ associazione dei consumatori, nessuna impennata delle vendite e’ tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescera’ il numero di famiglie che potra’ permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che decidera’ di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’ associazione – Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti”. Come ogni anno il Codacons diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non e’ possibile, ad esempio perche’ il prodotto e’ finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si puo’ cosi’ verificare l’ effettivita’ dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: cosi’ si e’ meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bonta’ dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di piu’ delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. – 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Per la prova dei capi, non c’ e’ l’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.(AGI) .
Agi, 01/01/2016 14:44
Saldi, Codacons: gia’ partiti in 1 negozio su 3. Vendite stabili, budget fermo a quota 184 euro a famiglia
ECCO I CONSIGLI DEL CODACONS PER FARE ACQUISTI SICURI SENZA FREGATURE.
gazzetta.it, 01/01/2016 14:32
Pedaggi autostradali, sono scattati gli aumenti
la media è dello 0,86%. ma nel caso della torino-milano si arriva al 6,5%. “una stangata per gli automobilisti della lombardia” denuncia il codacons. tutti i rincari in dettaglio
01 gennaio 2016 – Milano La media degli aumenti dei pedaggi dal 1 gennaio è dello 0,86%. Ansa Sono scattati dal 1 gennaio gli aumenti dei pedaggi autostradali. L’ aumento maggiore interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’ Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. L’ aumento medio attualmente riconosciuto dello 0,86%, spiega il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, è calcolato sui veicoli-km che si prevede saranno percorsi sull’ intera rete autostradale nel 2016. “solo un assaggio” – “Puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi che scattano dal 1 gennaio 2016 con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’ assaggio, visto che per molte società l’ aumento è solo rinviato all’ aggiornamento del relativo Piano Economico Finanziario” commentano le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. “Su alcune tratte , come la Roma Pescara, – proseguono le due associazioni – che ha visto aumenti a due cifre negli ultimi 5 anni, gli utenti, costretti a prendere le auto più inquinanti per le condizioni disastrose della ferrovia”. caso lombardia – “Una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia” rileva invece il Codacons. “Proprio i cittadini della Lombardia – si legge in una nota – sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri”. “Gli incrementi – afferma il Presidente Carlo Rienzi – determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi”. gli aumenti – Ecco il dettaglio degli aumenti in percentuale concessionario per concessionario. Asti-Cuneo 0,00% ATIVA 0,03% Autostrade per l’ Italia 1,09% Autostrada del Brennero 0,00% Autovie Venete 0,00% Brescia-Padova 0,00% Consorzio Autostrade Siciliane 0,00% CAV 0,00% Centro Padane 0,00% Autocamionale della Cisa 0,00% Autostrada dei Fiori 0,00% Tangenziale di Napoli 0,00% RAV 0,00% SALT 0,00% SAT 0,00% Autostrade Meridionali (SAM) 0,00% SATAP Tronco A4 6,50% SATAP Tronco A21 0,00% SAV 0,00% SITAF 0,00% Torino-Savona 0,00% Strada dei Parchi 3,45% Bre.be.mi. 0,00% TEEM 2,10% Pedemontana Lombarda 1,00%.
libero.it, 01/01/2016 13:28
Casa, fisco, bollette e lavoro: tutte le novità del 2016
Dall’ abolizione di Tasi e Imu sulla prima casa alle bollette di luce e gas, dal Jobs Act al Fisco, ecco in rassegna le principali novità che ci attendono nel 2016. Casa – Nel 2016 ci potrebbe essere un maggiore interesse nel settore immobiliare grazie a una serie di novità normative. Dall’ abolizione della Tasi sulla prima casa alle nuove norme sulle imposte di compravendita. Come ricorda il Corriere della sera , viene abolita la Tasi per gli appartamenti che non rientrano tra gli edifici di lusso. Esenti dalla tassa anche le case date in comodato a un figlio o a un genitore purché il proprietario non possegga altre abitazioni. Agevolazioni anche per chi acquista la prima casa da un privato e risulta già proprietario di un’ altra casa. Per la vendita di quest’ ultima c’ è tempo fino a un anno evitando un salasso fiscale. Aumentano i bonus per le ristrutturazioni . Confermati gli sconti fiscali al 50% sul miglioramento dell’ abitazione e sul risparmio energico al 65%. Il bonus va a sostegno anche delle giovani coppie con almeno un componente sotto i 35 anni che può godere di uno sconto del 50% sull’ acquisto di mobili fino a 16mila euro. L’ ultima legge di Stabilità aumenta le possibilità di comprare casa anche con il leasing . La detrazione copre gli interessi sulle locazioni finanziarie fino a 8.000 euro all’ anno per le giovani coppie. Per le coppie sopra i 35 anni il bonus è dimezzato. Arriva un nuovo regolamento per i prestiti vitalizi ipotecari , con i quali gli over 60 possono ipotecare l’ immobile in cambio di una somma una tantum o un’ erogazione annuale. Nuove agevolazioni anche per i proprietari di casa che danno in affitto un’ abitazione: divideranno la Tasi con l’ inquilino tra il 10 e il 30% secondo quanto previsto dal Comune, tranne se l’ inquilino usa la casa come prima abitazione. Bollette – Scenderanno i costi delle bollette di gas e luce grazie al ribasso degli oneri di sistema e al calo dei costi per l’ approvvigionamento. I cali medi a famiglia saranno di circa l’ 1,4%. Con il nuovo anno arriva il Metodo tariffario idrico 2016/2019 grazie al quale si potrà pagare a rate la bolletta dell’ acqua superiore al 100% del consumo medio annuale. Secondo Moody’ s le nuove regole porteranno aumenti tra il 4 e il 5%. Salgono anche i biglietti degli aerei aggravati da 2,5 euro di aumento dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco. Non fanno eccezione i treni, viste le denunce dei comitati dei pendolari dalla Sicilia alla Toscana che hanno rilevato aumenti dal 7,7% con aumento degli abbonamenti del 3,86%. Sulla stessa scia anche le tariffe autostradali , che secondo il Codacons saliranno in media di 27 euro per automobilista. L’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori, le tariffe del gas invece per il primo trimestre del 2016 saranno più leggere del 3,3%, circa 60 euro a famiglia. Altri 50 euro in meno dovrebbero coinvolgere le bollette del gas per il secondo trimestre dell’ anno. Fisco – L’ ultima legge di Stabilità ha cancellato le clausole di salvaguardia, così è stato sventato per il momento l’ aumento dell’ Iva e delle accise per il 2016, ma restano in ballo ancora quelle per il 2017. Aumentano a cinque anni quelli possibili per un accertamento fiscale da parte dell’ Agenzia delle entrate. Per le dichiarazioni Iva nulle, poi, i tempi si allungano a otto anni. Brutte notizie per gli automobilisti che rischiano sanzioni se non in regola con revisione del mezzo o Rc auto: le verifiche saranno fatte anche attraverso gli autovelox . Per gli imprenditori previsti ammortamenti del 140% se decidono di investire in apparecchiature, beni strumentali e nuovi materiali della propria azienda. Le partite Iva con regime dei minimi avranno agevolazioni per passare a quello forfettario: per le attività nate entro il 2015 viene confermata l’ aliquota al 5% per i primi cinque anni e fino a 35 anni di età. Il nuovo regime forfettario prevede l’ aliquota al 15% con una soglia a 30mila euro di reddito annuo, 25mila per chi lavora nelle costruzioni e nelle attività immobiliari. Lavoro – Taglio al maxibonus sulle assunzioni a tempo indeterminato , sceso al 40%. Tornano invece gli sgravi sul welfare: imposta forfettaria al 10% sostitutiva dell’ Irpef e addizionali locali per i dipendenti privati con reddito annuo non superiore ai 50mila euro sulle voci legate a incrementi di produttività ed innovazione. La legge di Stabilità ha rifinanziato di 250 milioni gli ammortizzatori sociali in deroga: cassa integrazione e indennità di mobilità. Prorogato anche il congedo obbligatorio e facoltativo di paternità. Le lavoratrici autonome potranno accedere a un assegno per baby sitter o asilo nido (a disposizione 2 milioni di euro). Come stabilito dal Jobs Act si restringerà la platea dei contratti di collaborazione, che sopravviveranno solo senza vincoli organizzativi di tempo e luogo dello svolgimento dell’ attività. Nel 2016 potrebbe diventare legge anche la polizza assicurativa per i lavoratori autonomi. Saranno deducibili le spese per formazione fino a 10mila euro.
libero.it, 01/01/2016 13:16
Tariffe e bollette nel 2016: giù luce e gas, su acqua, autostrade e aerei
Nel 2016 scenderanno i costi delle bollette di gas e luce grazie al ribasso degli oneri di sistema e al calo dei costi per l’ approvvigionamento. I cali medi a famiglia saranno di circa l’ 1,4%. Con il nuovo anno arriva il Metodo tariffario idrico 2016/2019 grazie al quale si potrà pagare a rate la bolletta dell’ acqua superiore al 100% del consumo medio annuale. Secondo Moody’ s le nuove regole porteranno aumenti tra il 4 e il 5%. Su i biglietti aerei – Salgono anche i biglietti degli aerei aggravati da 2,5 euro di aumento dell’ addizionale comunale sui diritti d’ imbarco. Non fanno eccezione i treni, viste le denunce dei comitati dei pendolari dalla Sicilia alla Toscana che hanno rilevato aumenti dal 7,7% con aumento degli abbonamenti del 3,86%. Sulla stessa scia anche le tariffe autostradali , che secondo il Codacons saliranno in media di 27 euro per automobilista. L’ aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori, le tariffe del gas invece per il primo trimestre del 2016 saranno più leggere del 3,3%, circa 60 euro a famiglia. Altri 50 euro in meno dovrebbero coinvolgere le bollette del gas per il secondo trimestre dell’ anno.
La Sicilia , 01/01/2016 13:05
“Non ci sarà nessuna impennata delle vendite”
CATANIA – “Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016 che partiranno il prossimo 2 gennaio, ma spesa resta stabile rispetto al 2015”. In base a un’ indagine realizzata dal Codacons “quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia”. Secondo il Codacons “alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi”. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’ associazione – e questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. È quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”. Infine, come ogni anno Francesco Tanasi invita i consumatori “a evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza” consultando il “consueto il decalogo con i 10 consigli d’ oro del Codacons”.
Ragusa Oggi, 01/01/2016 12:55
troppo ravvicinati alle feste
I SALDI PARTONO DOMANI 2 GENNAIO
Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016 che partiranno il prossimo 2 gennaio ma spesa resta stabile rispetto al 2015. Lo afferma il Codacons. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia . Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”. Infine, come ogni anno Francesco TANASI diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
Agi, 01/01/2016 11:19
Saldi: via anticipato domani in Sicilia, cauta corsa all’ affare
(AGI) – Palermo, 1 gen. – Al via domani i saldi in Sicilia. Una ‘moderata e cauta’ – secondo le associazioni di categoria e dei consumatori – corsa all’ affare, che scattera’ con tre giorni d’ anticipo per decisione della Regione siciliana. Secondo confesercenti la spesa media si attestera’ attorno ai 150 euro, 140 secondo il Codacons. “Diamo il benvenuto ai saldi invernali. Il nostro augurio e’ che l’ avvio della stagione dei saldi possa portare importanti benefici alla nostra categoria che in questo momento sta ancora sofferendo”, commenta il presidente di Confcommercio Messina, Carmelo Picciotto. “Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016, ma spesa stabile rispetto al 2015”, prevede il Codacons. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfittera’ dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che restera’ sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli gia’ svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons – Questo impedisce a una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore liberta’ di scelta ai commercianti”. (AGI) .
Modena2000, 01/01/2016 10:18
Il 5 gennaio al via i saldi invernali in Emilia-Romagna
Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali che partiranno il prossimo 5 gennaio , ma crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. Lo afferma il Codacons, che come ogni anno diffonde i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione.In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto.Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi.Ecco il decalogo con i 10 consigli utili per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza.
Bologna2000, 01/01/2016 09:42
Il 5 gennaio al via i saldi invernali in Emilia-Romagna
Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali che partiranno il prossimo 5 gennaio , ma crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. Lo afferma il Codacons, che come ogni anno diffonde i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto. Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. Ecco il decalogo con i 10 consigli utili per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza. Conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Girare . Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Negozi e vetrine . Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Prova dei capi : non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti . Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Fregature . Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
Reggio2000, 01/01/2016 09:41
Il 5 gennaio al via i saldi invernali in Emilia-Romagna
Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali che partiranno il prossimo 5 gennaio , ma crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. Lo afferma il Codacons, che come ogni anno diffonde i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione.In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto.Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi.Ecco il decalogo con i 10 consigli utili per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza.
Sassuolo2000, 01/01/2016 09:27
Il 5 gennaio al via i saldi invernali in Emilia-Romagna
Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali che partiranno il prossimo 5 gennaio , ma crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. Lo afferma il Codacons, che come ogni anno diffonde i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto. Quest’ anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. Ecco il decalogo con i 10 consigli utili per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza. Conservare sempre lo scontrino : non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Le vendite devono essere realmente di fine stagione : la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Girare . Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. Diffidare degli sconti superiori al 50% , spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. Negozi e vetrine . Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Prova dei capi : non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti . Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Fregature . Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani. !– Start WP.
Ragusa Oggi, 01/01/2016 08:34
troppo ravvicinati alle feste
I SALDI PARTONO OGGI 2 GENNAIO
Nessuna impennata delle vendite durante i saldi invernali 2016 che partiranno il 2 gennaio ma spesa resta stabile rispetto al 2015. Lo afferma il Codacons. In base all’ indagine sulla propensione all’ acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons quest’ anno quasi il 40% approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, attorno ai 140 euro a famiglia . Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”. Infine, come ogni anno Francesco TANASI diffonde il decalogo con i 10 consigli d’ oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza: 1) Conservare sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’ articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. 2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’ avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. 3) Girare. Nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’ effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermarsi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontare i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. 4) Consigli per gli acquisti. Cercare di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: così si è meno influenzabili dal negoziante e si corre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non si aveva alcun bisogno. Valutare la bontà dell’ articolo guardando l’ etichetta che descrive la composizione del capo d’ abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidare dei marchi molto simili a quelli noti. 5) Diffidare degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’ acquisto). Un commerciante, salvo nell’ Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6) Servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistare merce della quale si conosce gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’ acquisto. 7) Negozi e vetrine. Non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidare delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. 8) Prova dei capi: non c’ è l’ obbligo. È rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. 9) Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. 10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.
TP24, 01/01/2016 06:02
Buon 2016. In Sicilia domani cominciano gi� i saldi >> Economia >> I nostri soldi >> Tp24.it ,le notizie di Trapani, Marsala, Mazara, Alcamo e Belice
01/01/2016 06:00:00 Buon 2016. In Sicilia domani cominciano gi� i saldi Saldi in Sicilia dal 2 Gennaio. ‘Già si pensa agli sconti che quest’ anno la Sicilia anticipa rispetto a tutte le altre regioni. I saldi, anzichè il 5, inizieranno sabato 2 gennaio. La decisione di fare iniziare gli sconti prima era stata già annunciata ad ottobre, quando all’ indomani della riunione con le associazioni dei commercianti, consumatori e grande distribuzione con l’ assessore regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello era stato firmato il decreto che anticipava i saldi invernali al 2 gennaio 2016 (negli ultimi due anni sono iniziati il 5 gennaio) e prolungava il periodo in cui è possibile mettere la merce in promozione.Durante i primi giorni le percentuali di sconto andranno dal 20% al 30%. Verso la fine, invece, sarà possibile trovare prodotti anche al 70-80%. Gli sconti dei saldi in Sicilia proseguiranno fino al 15 marzo 2016 ma per meglio dire fino ad esaurimento scorte della merce; da quella data infatti entrerà ufficialmente nei negozi la collezione Primavera Estate 2016. I saldi sono le vendite a prezzi scontati nel settore commerciale dell’ abbigliamento, che avvengono di solito in due periodi dell’ anno: dopo le feste natalizie e ai primi di luglio. La parola viene dal lessico commerciale: la differenza tra le entrate e le uscite sono un “saldo”, positivo o negativo, e i “saldi” sono quindi quello che non è stato venduto in un negozio alla fine della stagione e la vendita stessa di quei capi invenduti. Le prime leggi che interessano le vendite straordinarie risalgono al periodo fascista in cui sono state introdotte le due categorie delle “vendite straordinarie” e delle “vendite di liquidazione”. I commercianti potevano scegliere liberamente il periodo dell’ anno in cui fare le vendite straordinarie. Con una legge del 1980, le Camere di commercio stabilivano i periodi dell’ anno, al massimo due, in cui si potevano tenere i saldi, che non potevano durare più di quattro settimane. La pubblicità non poteva essere “ingannevole” e il venditore aveva l’ obbligo di dimostrare, in caso di controlli, che aveva effettivamente fatto gli sconti promessi rispetto ai prezzi precedenti. Nel 1998 si intervenne ancora sulle date, stabilendo che fossero le singole regioni a decidere quando poter iniziare i saldi. I saldi non esistono solo in Italia: molti paesi europei stabiliscono legislazioni particolari per le vendite promozionali. Ma sarà veramente una buona spesa? Si riuscirà ad approfittare bene dei ribassi? A dire il vero, nei giorni precedenti, anche al Natale, in molti negozi sono partite delle promozioni e con le varie fidelity card e le offerte online si è comunque potuto comprare il dovuto senza dare fondo al portafoglio. L’ Unc, l’ Unione Nazionale Consumatori, dopo aver analizzato gli sconti praticati dai commercianti dal 2011 al 2015, e i dati Istat per il trend di quest’ anno, prevede sconti record per gli imminenti saldi, causa ancora la scia della crisi. Difatti, i commercianti sono stati indotti dalla crisi a ridurre notevolmente i prezzi. Ma ilCodacons, con il presidente Carlo Rienzi, frena l’ enfasi per gli imminenti saldi: “I cittadini arrivano all’ avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno. Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. È quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”. Quasi 1 famiglia su 2, il 45% approfitterà dei saldi, ma con acquisti e spese limitate, con un budget di circa 184 euro a persona, causa l’ eccessiva vicinanza tra le feste natalizie ed il periodo dei saldi. La Codacons, come ogni anno, chiede di fare molta attenzione ai prezzi esposti dai negozianti, per evitare truffe, e per questo motivo diffonde il decalogo dei 10 consigli d’ oro per fare acquisti in totale sicurezza. Primo: conservare lo scontrino, perché i capi si possono sempre cambiare entro due mesi di tempo. Secondo: la merce in vendita non deve essere fondi di magazzino, ma ciò che è avanzato della stagione che sta per concludersi. Terzo: conviene girare nei negozi i giorni prima dell’ inizio dei saldi, eventualmente segnandosi il prezzo dell’ articolo che si vuole acquistare in saldo, e comunque non fermarsi al primo rivenditore. Quarto: iniziare a far spese avendo le idee chiare su ciò che si vuole acquistare, valutando ovviamente la qualità del prodotto anche dalla descrizione del capo sull’ etichetta. Quinto: diffidare degli sconti superiori al 50 %, che spesso nascondono merce vecchia. Sesto: servirsi, sempre se possibile, dal proprio rivenditore di fiducia o almeno acquistare merce di cui già si conosceva il prezzo. Settimo: non conviene acquistare nei negozi che coprono le vetrine e non permettono di vedere la merce all’ interno e, soprattutto, che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo. Ottavo: è a discrezione del negoziante la prova dei capi, ma è opportuno diffidare da chi non lo consente. Nono: in tutti i negozi che espongono in vetrina l’ adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare i pagamenti con queste modalità, anche per i saldi, senza alcun onere aggiuntivo. Decimo: nel caso in cui si pensa di essere stati truffati, bisogna rivolgersi immediatamente al Condacons, oppure ai vigili urbani.
>ANSA-BOX/ Autostrade, da oggi scattano rincari per 6 tratte
Aumenti fino a 6,5%. Polemiche da consumatori, sinistra e Grillo
ROMA
(ANSA) – ROMA, 1 GEN – Inizio d’anno con 6 tratte autostradali più care. La non piacevole novità per gli automobilisti viene comunicata dal ministero dei Trasporti e crea uno strascico di polemiche rinfocolate oggi da Sinistra Italiana e Beppe Grillo. Gli aumenti potrebbero inoltre interessare successivamente anche le altre 21 tratte per le quali si è in attesa dell’aggiornamento del Piano Economico Finanziario. Protesta intanto l’Aiscat che spiega: “ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del Governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27”. L’aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%. Gli adeguamenti delle tariffe, ricorda il ministero, scattano da oggi, dopo che sono stati firmati, infatti, i decreti interministeriali di concerto tra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’Economia. A farne le spese sono soprattutto, ricordano i consumatori, i lombardi: “una vera e propria stangata per gli automobilisti della Lombardia. – dice il Codacons – Proprio i cittadini della Lombardia sono quelli maggiormente interessati dagli aumenti tariffari, e subiranno il più alto aggravio di spesa rispetto a tutti gli altri”. “Come avevamo previsto i pedaggi autostradali subiranno un aumento per il 2016 – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Gli incrementi determineranno una maggiore spesa pari a +27 euro a famiglia su base annua solo per la voce pedaggi”. Adusbef e Federconsumatori rincarano: “puntuali come le cambiali, arrivano gli aumenti dei pedaggi con la Torino-Milano che guida la classifica con un +6,5%. Ed è solo l’assaggio, visto che per molte società l’aumento è solo rinviato”. “Siamo ben oltre l’inflazione – protesta Sininstra italiana – E così succede da anni, con la complicità colpevole di chi ha congegnato questo meccanismo ingiusto. Si tratta dell’ennesima penalizzazione per gli automobilisti in generale e in particolare per quelli abruzzesi e laziali che utilizzano l’autostrada (dei Parchi) per lavorare”. Infine Grillo che augura “il buon anno con gli aumenti dei pedaggi autostradali”. (ANSA).
>>>ANSA/ Partono saldi in 4 regioni, spesa 346 euro a famiglia
Per Confcommercio 5,4 mld. Ma per consumatori no più spesa
ROMA
(ANSA) – ROMA, 1 GEN – Saldi si parte: da oggi iniziano infatti in 4 regioni (Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’Aosta) e dal 5 gennaio in tutte le altre Regioni italiane. Per Confcommercio il giro d’affari complessivo sarà di 5,4 miliardi. Molto più basso invece secondo i consumatori che vedono ancora una stagione di ‘galleggiamento’ per i consumi. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio ogni famiglia spenderà 346 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature ed accessori (il 3% in più rispetto all’anno scorso), per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. Aumenterà anche la percentuale dei consumatori che acquisteranno prodotti in occasione: il 55% contro il 51% del gennaio 2015. Secondo il consueto sondaggio sui saldi realizzato da Confcommercio e Format Research, è in crescita la percentuale degli italiani che considera “importante” il periodo dei saldi. Le preferenze vanno come da tradizione ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. Gli italiani, sottolinea l’associazione dei commercianti, stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Aumenta significativamente la percentuale dei consumatori che si sentono tutelati acquistando a saldo (sale dal 62,1% dei saldi di gennaio 2015 al 65%), mentre scende lievemente la percentuale dei consumatori che ritiene che acquistare presso i siti internet sia più conveniente piuttosto che non l’acquisto nei punti di vendita tradizionali. Meno ottimistiche le stime di Adusbef e Federconsumatori: “la situazione che abbiamo davanti è di ‘galleggiamento’, poiché non si spenderà di più ma ci sarà un leggero ampliamento del numero di famiglie che acquisteranno a saldo: saranno 9 milioni e 100 mila (cioè il 38%) le famiglie che approfitteranno degli sconti, per un giro di affari complessivo di 1,68 miliardi di euro. Non ci stanchiamo di ribadire – dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – che per un aiuto a risollevare i consumi serve anche una completa liberalizzazione dei saldi. Dover aspettare i primi giorni di gennaio non ha alcun senso, visto che nessuno effettuerà acquisti proprio in attesa delle date in cui verranno avviati gli sconti”. Infine secondo il Codacons i saldi sono di fatto già iniziati in un negozio su tre: gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati.(ANSA).
Saldi: Codacons, già partiti in 1 negozio su 3
Vendite stabili, budget fermo a quota 184 euro a famiglia
ROMA
(ANSA) – ROMA, 1 GEN – I saldi sono di fatto già partiti in 1 negozio su 3 in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, che diffonde come ogni anno i dati ufficiali sugli sconti di fine stagione. Ufficialmente la partenza dei saldi è prevista per il prossimo 5 gennaio, ma gli esercenti applicano già sconti medi dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai consumatori in fase di acquisto, accettando le richieste di sconti dei cittadini o inviando mail e sms ai clienti fidati – spiega l’associazione – Nessuna impennata delle vendite è tuttavia prevista durante i saldi invernali, ma crescerà il numero di famiglie che potrà permettersi qualche acquisto durante il periodo di sconti. In base all’indagine sulla propensione all’acquisto durante i saldi realizzata dal Codacons, emerge una leggera crescita nel numero di famiglie che deciderà di approfittare degli sconti per fare qualche acquisto – spiega l’associazione – Quest’anno quasi 1 famiglia su 2 (il 45%) approfitterà dei saldi, ma con acquisti mirati e un budget che resterà sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, e attorno ai 184 euro a famiglia. Alla base della mancata ripresa delle vendite, l’eccessiva vicinanza tra le feste natalizie e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questo impedisce ad una buona fetta di popolazione di approfittare dei saldi, e limita fortemente la spesa complessiva degli italiani. E’ quanto mai necessario rivedere totalmente la politica degli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti”.(ANSA).
CN/
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