Bail-in, decalogo di Abi e consumatori i salvataggi hanno effetto retroattivo
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fonte:
- Il Mattino
Marco Esposito Mancano due giorni all’ entrata in vigore del bail-in, cioè la regola che prevede che a coprire il buco di una banca in crisi siano anche (in certi casi) i clienti. Una regola che – si badi bane – è retroattiva cioè si applica anche a strumenti finanziari sottoscritti prima del fatidico primo gennaio 2016. Abi – l’ Associazione bancaria italiana – e i consumatori hanno deciso di far chiarezza con un vademecum con dieci domande e dieci risposte sulle novità introdotte dalle nuove regole europee sulle crisi bancarie, in vigore anche in Italia dal 1° gennaio ma di fatto già operative come sanno a loro spese gli azionisti e alcune categorie di obbligazionisti di Bcna Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Le dodici associazioni dei consumatori sono Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del consumatore, Centro tutela consumatori utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori e Unc. All’ appello mancano Adusbef e Federconsumatori. Il vademecum – dato titolo «Tu e il bail-in» – utilizza un linguaggio di sicuro più chiaro rispetto ai chilometrici prospetti che il risparmiatore è invitato a firmare ogni volta che sottoscrive un prodotto finanziario. Anche se l’ obiettivo generale è tranquillizzare, le informazioni-chiave sono tutte ben presenti. Da gennaio, per scongiurare crisi bancarie, ci sarà una più stringente vigilanza sugli istituti di credito. In caso di crisi però, a pagare non saranno i contribuenti con i fondi pubblici (come accaduto in passato soprattutto in Germania) ma gli azionisti e in qualche caso i clienti della banca stessa. I primi a pagare sono appunto gli azionisti, i quali non di rado sono i clienti stessi, che vengono invitati a sottoscrivere azioni quando aprono un conto corrente o chiedono un prestito. A forte rischio sono anche i sottoscrittori di obbligazioni emesse dalla banca, a meno che non esplicitamente garantite contro tale evenienza. È il caso dei «bond tossici» sottoscritti da 12.500 clienti delle banche coinvolte nei crac. Se tali soldi non bastassero, si andrà a pescare persino dai conti correnti, ma solo per la parte eccedente i 100mila euro per cliente (quindi in un conto cointestato il tetto è di 200mila euro). Nella decima e ultima domanda si spiega che la novità coinvolge potenzialmente tutti: anche i bond emessi dalla banca e sottoscritti prima del 2016 possono essere utilizzati per ricapitalizzare l’ istituto. È quindi il caso che ciascuno controlli quali investimenti ha fatto in banca. In particolare è necessario sapere quale categoria di obbligazione è stata acquistata (i covered bond sono garantiti, i bond subordinati no). Se il titolo è a rischio bail-in, bisognerà valutare se venderlo in anticipo (accollandosi una perdita parziale) o se mantenerlo in portafoglio rischiando di perdere tutto; ma confidando nel fatto che la gran parte delle banche italiane è sufficientemente solida. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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