Smog, il blocco del traffico non serve
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fonte:
- Giornale d`Italia
Il blocco del traffico aveva un solo obiettivo: abbassare il livello di Pm10. Scopo che non è stato raggiunto, anzi: il livello delle polveri sottili a Milano è addirittura salito. D’ altronde si sapeva: con la siccità imperante, i riscaldamenti accesi e l’ assenza di vento, il blocco della circolazione imposto a Milano non avrebbe risolto nulla. E dopo 1.500 controlli, e trecento multe, arriva la conferma dalle centraline Arpa disposte in tre punti del capoluogo lombardo. Nella centralina di Milano Pascal il livello di Pm10 è salito da 57 microgrammi al metro cubo a 67, a Senato il livello è passato da 63 a 66 mentre è rimasto stabile a 60 aVerziere. Valori mediamente superiori anche a quelli dei giorni precedenti, inclusa la vigilia di Natale. Sul blocco delle auto dalle 10 alle 16, che ha fermato anche auto gpl e metano, nonché moto e motorini, creando non pochi disagi ai cittadini, è in tervenuto il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. “Che idiozia per chi vorrebbe semplicemente lavorare, verbo strano per un po’ di sinistra – ha detto il leader del Carroccio – Il sindaco Giuliano Pisapia ha portato via 100 milioni di euro ai milanesi con Area C e la qualità dell’ aria non è migliorata per un accidente e tutto quello che dice che ha fatto lui lo hanno fatto Albertini e Moratti, dal noleggio biciclette alle nuove metropolitane”. Ma dal Comune si difendono. Le valutazioni sul blocco delle auto a Milano andranno fatte “solo dopo le tre giornate di blocco” si legge in un comunicato di Palazzo Marino che commentando i dati del Pm10 forniti dall’ Arpa spiegano come “la misura è stata già utile a contenere i livelli di inquinanti nell’ aria in una fase di alta pressione”. A fermare le auto, oltre a Milano, ci sono anche Pavia e 14 Comuni dell’ hinterland, dove la situazione è molto variegata. Ad Arese, il Pm10 è sceso. Scende anche nel Varesotto, dove domenica era stato toccato il record lombardo nel comune di Busto Arsizio con 126 microgrammi al metro cubo. A Meda e Saronno invece è salito. Insomma il blocco pare non abbia portato le conseguenze desiderate. Stesso scenario a Roma dove nonostante lunedì ci fosse in vigore l’ obbligo delle targhe alterne, restano i alti i valori delle Pm10 nell’ aria. È quanto si legge nel bollettino giornaliero fornito dall’ Arpa Lazio. Il limite giornaliero delle polveri sottili è stato superato in 11 centraline su 13. Dalle 7.30 di ieri era in vigore il divieto di circolazione nella cosiddetta Fascia Verde per i veicoli con targa pari, fino alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.30. A circolare sono stati i veicoli meno inquinanti: metano, gpl, ibride, euro 6, ciclomotori due ruote quattro tempi euro 2 e motocicli quattro tempi euro 3. E lunedì, quando a essere fermate sono state le targhe dispari, la polizia ha fatto tremila controlli con 269 sanzioni (9%). Insomma, proprio come a Milano, risultati nulli ma in compenso cittadini multati. Blocco preventivo del traffico nella Ztl anche a Firenze e limitazione di utilizzo del riscaldamento fino al 31 dicembre. Mentre si aspetta la pioggia che potrà ‘pulire’ le città dallo smog (che potrebbe non arrivare prima degli inizi di gennaio) pare quindi che le misure in campo servano a poco (se non a nulla). Intanto oggi il ministro dell’ Ambiente Gian Luca Galletti incontrerà presidenti di Regioni, sindaci di grandi città, capo della Protezione civile e dell’ Ispra alla ricerca di una soluzione. A suggerirne alcune è stato il Codacons che denunciando i “disagi ai cittadini senza avere effetti reali sui livelli di inquinamento, propone di rendere gratuiti i mezzi pubblici nelle ore di punta”. I Comuni lombardi chiedono invece che la Regione assuma la regia dell’ emergenza e preparano un decalogo per il governo. Tra le varie proposte ci sono quelle di la rottamare automobili e caldaie più inquinanti.
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