Inquinamento mediatico Dallo smog alle banche, i depistaggi degli onnipresenti “consumatori”
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fonte:
- Il Foglio
Dallo smog alle banche, i depistaggi degli onnipresenti “consumatori”
Roma. Che cos’ è il Codacons? Tutti lo conoscono, abbreviato in “comitato difesa dei consumatori”. Così ci si aspetterebbero campagne epiche come quelle di Ralph Nader per le cinture di sicurezza o di David Dudley Field, l’ avvocato newyorchese che nel 1850 ideò le class action. Tanto più in un paese, l’ Italia, ancora indietro in fatto di concorrenza. E invece no: il campo di battaglia del Codacons e dei suoi fratelli (Adusbef, Adiconsum, eccetera) è ormai il circuito media tico; i periodi deputati alla lotta sono i finali di stagione – feste natalizie, grandi esodi estivi – e relativi bilanci; la tattica è la retrovia verbale dell’ attualità. Tipo: le banche e il “risparmio tradito”; le spese di Natale; lo smog, il clima e i blocchi del traffico. Li abbiamo avuti tutti e tre in contemporanea, se ne è discusso sotto l’ albero, così Codacons et similia ci si sono gettati a pesce. La campagna natalizia è partita con il commissaria mento delle quattro banche e relativa protesta degli obbligazionisti, con il Codacons “risoluto” ad appoggiare i “risparmiatori”, promettendo non meglio precisate simil-class action (stessa cosa era stata per i possessori di diesel Volkswagen, poi la faccenda è passata di moda). Quindi si è entrati nel clima più propriamente festivo con l’ annuncio di consumi per regali e pranzi “tornati finalmente a salire”. Lo dice l’ Istat? No, sempre il Codacons, anche se il 26 dicembre giornali e telegiornali la fonte quasi la omettevano, titolando “sulla crescita del 3 per cento dei consumi rispetto a un anno fa”. E Matteo Renzi lì a rivendicare i successi del governo: e invece no, era una trappola, perché lo stesso Codacons – ieri citato dai principali giornaloni – ha subito chiuso il sacco annun ciando una “stangata da 551 euro a famiglia nel 2016, 289 per la crescita dell’ inflazione e 189 per la sola spesa alimentare”. Stime così precise da fare invidia alla Banca centrale europea. Ma il top lo si è avuto sullo smog. Il Codacons denuncerà Pisapia e Maroni a Milano, farà ricorso al Consiglio di stato a Roma. Se non piove è sempre colpa del governo, dei sindaci, delle autorità. Se c’ è il blocco del traffico idem, ma anche se non c’ è. La faccenda assomiglierebbe alla ricerca di pubblicità a buon mercato – e i talk show volentieri si prestano – se non desse luogo alla guerra al rialzo delle cifre dei “morti d’ inquinamento”. “Sono 5.697 solo a Milano le vittime di patologie dell’ aria”, dice il Codacons. “Sono 68 mila in tutta Italia”, rilancia Beppe Grillo sul suo blog “e il governo ci passeggia sopra mentre fa i decreti lampo per salvare le banche”. Grillo ha manipolato i dati del network Neodemos, come ha spiegato il suo coordinatore, il professor Gian Carlo Blangiardo della Bocconi: “L’ incremento delle morti c’ è stato, ma la prima causa è l’ invecchiamento della popolazione, la seconda il crollo delle vaccinazioni”. Grillo però mette nello stesso calderone smog, Il va, tagli “selvaggi” alla Sanità; e il Codacons pare andargli dietro. E domani, come in “Via col vento”, è sempre un altro giorno: lunedì 28 a metà giornata già una ventina di notizie d’ agenzia sono a cura di queste associazioni. D’ altra parte il messaggio è lo stesso: il cittadino è sempre fregato. L’ allarme permanente. Le casse pubbliche (cioè noi) devono pagare. Il rischio non esiste: si risparmia, che diamine, ed è un diritto; mica si investe, o si specula. Un’ idea di società orwelliana; se non fosse per la libertà di spararla grossa, il modello sembra la Ddr vista da Berlino est. Perfetto per i dibattiti televisivi.
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Tags: Banche, Class action, Renzi
