29 Dicembre 2015

SI SALDI CHI PUO’

SI SALDI CHI PUO’  – “TUTTO A METÀ PREZZO”, NEI NEGOZI DEL CENTRO DI ROMA
SCONTI E AFFARI SOTTOBANCO PRIMA DEI VERI SALDI (CHE PER LEGGE
COMINCIANO IL 5 GENNAIO) – LA CONFESERCENTI: “È IL CAOS E NESSUNO FA LE
MULTE”

lo scatto per accaparrarsi le cose migliori il 5 gennaio chissà se ci sarà. perché le cose migliori già se le sono portate via i clienti affezionati che dai primi di dicembre sono stati allertati dai negozianti via sms e con biglietti d’ auguri che invitano alle svendite “premature”. ma ha ancora un senso stabilire una data per cominciare i saldi?…. –
SALDI 4 Alessandra Paolini per “la Repubblica – Roma” «Non lo dica a nessuno… ma su questo cappotto c’ è già lo sconto del 40 %». La commessa della Rinascente di piazza Fiume lo dice a mezza bocca, muovendosi con fare guardingo, neanche fosse un pusher di Ponte Milvio. In effetti, qualcosa di proibito c’ è: i saldi per legge cominciano il 5 gennaio. Ma la commessa può star serena. Non è un segreto di stato, piuttosto di Pulcinella, perché i ribassi in tutta Roma sono cominciati già dai primi di dicembre. E tutti lo sanno. In barba alle multe, e ai diktat delle associazioni di categoria. Basta fare un giro tra i negozi, farsi vedere interessati all’ acquisto e la parolina magica: “sconto” si materializza. E non è uno sconticino da pochi euro. Le percentuali da saldo in molte boutique sono già tra il 30 e il 50 per cento. In via del Gambero, da Jacò c’ è persino un foglio ammiccante affisso all’ entrata: “Chiedi in cassa”. Su via del Corso, da David Sadler invece il cartello è esplicito “-30%”. In via Vittoria, nella bottega del cachemire, i prezzi iniziali sono in evidenza sul cartellino, ma la proprietaria ad ogni golf, giacca e abito in caldissima lana applica una riduzione. Tira fuori un quadernetto ed ecco la lista degli articoli con i prezzi ribassati. SALDI «Per questo pullover posso scendere da 889 a 750», propone soddisfatta. Ma l’ acquirente non sembra convinta dell’ occasione. Sgrana gli occhi: «Grazie. .. ci penserò ». È la sagra dell’ affarone invece da Tally Weijl store per giovanissime stracolmo di ragazzine che si aggirano tra maglie, gonne e felpe in “Offerta speciale”: ovvero tutto a 9,90, 12,90, 19,90 euro. Insomma, lo scatto per accaparrarsi le cose migliori il 5 gennaio, giorno prima della Befana, chissà se ci sarà. Perché in realtà le cose migliori se le sono portate via i clienti affezionati. Quelli che dai primi di dicembre sono stati allertati dai negozianti con messaggini e biglietti d’ auguri che invitano alle svendite “premature”. O più semplicemente allertati con una telefonata. «Vieni domani che sto già con tutto al 50%». SALDI 2 La spesa media a famiglia secondo il Codacons sarà di 184 euro. Cifra invariata rispetto allo scorso anno. Ma ha ancora un senso stabilire una data per cominciare i saldi? Non è anacronistico far dipendere gli sconti da un calendario in un mondo ormai globalizzato dove con un clic si compra tutto su internet, di notte, di giorno. Cose nuove, usate o scontate? Secondo la Confesercenti la risposta è sì. Anzi, secondo Valter Giammaria, presidente dell’ associazione «bisognerebbe portare l’ avvio ancora più in là nel tempo, cercando di far tornare i saldi un evento, come era un tempo». E non importa se a Londra o Parigi l’ inizio è subito dopo Natale. «Lì ci sono altri climi e la collezione invernale si comincia a vendere già a settembre». SALDI 1 Certo, i cappotti quest’ anno a Roma sono rimasti tutti appesi nei negozi. «Fa troppo caldo e di capispalla ne abbiamo venduti pochissimi», racconta una commessa in un negozio di via Cola Di Rienzo. Ma i commercianti sperano comunque di risalire la china con le svendite che per le imprese rappresentano il 30 per cento di tutto l’ incasso dell’ anno. «Questi saldi 2015 – spiega Valter Giammaria – cadono ancora in un momento di estrema difficoltà del settore abbigliamento e calzature e possono comunque rappresentare una occasione di recupero». SALDI 3 Ma si lamenta: «Anche questa volta abbiamo, purtroppo, assistito al caos più completo con tantissime attività che in spregio del rispetto delle regole che lo vietano hanno effettuato sconti nel periodo inibito e ovviamente con una pressoché assente azione di controllo. Ma soprattutto senza alcuna sanzione».
alessandra paolini

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