28 Dicembre 2015

>>>ANSA/ Allarme per imprese commercio. Budget fermi per i saldi

>>>ANSA/ Allarme per imprese commercio. Budget fermi per i saldi
Confesercenti, in 2015 -29 mila aziende. Consumatori, compra 40%

(di Chiara Munafò) (ANSA) – ROMA, 28 DIC – Sono in arrivo saldi “da record”, ma non bastano a rilanciare i consumi. Solo quattro famiglie su dieci si fanno tentare dagli sconti e i negozi continuano a chiudere. Le previsioni delle associazioni di consumatori indicano prospettive sottotono per le vendite di fine stagione, al via il 5 gennaio, mentre Confesercenti rinnova l’allarme sulla “desertificazione di attività commerciali”. Dal 2011 mancano all’appello 140 mila negozi, bar e ristoranti e anche quest’anno il bilancio tra le aperture e le cessazioni è negativo, con oltre 29 mila imprese in meno. “Attività commerciali e pubblici esercizi non sono ancora usciti da uno stato di difficoltà che ormai dura da cinque anni. La ripartenza dei consumi, che pure c’è stata, è ancora troppo recente e modesta per portare ad una rapida inversione di tendenza”, osserva il presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli. Per rilanciare le vendite, i commercianti sembrano pronti a promozioni straordinarie, una strategia già adottata negli scorsi anni per contrastare la recessione. L’Unione nazionale consumatori si attende ribassi medi sopra il 30% per i vestiti (31,1%), in crescita di quasi cinque punti percentuali dallo scorso anno (25,4%). Le occasioni non mancheranno anche per le calzature, con sconti medi che saliranno al 27,35%, mentre sarà più difficile fare affari comprando accessori (i prezzi caleranno mediamente del 13,7%). Nonostante i forti ribassi, la spesa per i saldi rimarrà in linea con quella dello scorso anno, circa 180 euro a famiglia. Le cifre mostrano qualche lieve differenza tra l’Osservatorio di Federconsumatori, che calcola acquisti medi di 179,4 euro per solo il 38% delle famiglie, e quello del Codacons, che stima un budget di 184 euro per il 45% delle famiglie. Ma tutte e due le analisi indicano un leggero aumento delle persone che possono permettersi di fare shopping durante i saldi e una tendenza a fare acquisti “mirati” e con un occhio al portafoglio. Il possibile flop delle vendite di fine stagione è da imputare, secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, all’eccessiva vicinanza tra il Natale e la partenza dei saldi. “I cittadini arrivano all’avvio degli sconti di fine stagione col portafogli già svuotato dalle spese per le feste natalizie e di fine anno”, spiega Rienzi, che chiede di liberalizzare il settore lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti. Un appello per una “completa liberalizzazione dei saldi” arriva anche dai presidente di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, che mettono in guardia dai “saldi camuffati” messi in atto in questi giorni da alcuni commercianti scorretti per anticipare le vendite promozionali a discapito dei concorrenti. La ricetta per il rilancio del settore, per Confesercenti, è invece introdurre affitti a canone concordato e cedolare secca per le nuove imprese che aprono in uno degli oltre 600mila locali sfitti per ‘mancanza’ di attività. Si tratta di una proposta condivisa da Confedilizia, che denuncia come oggi vada al fisco fino all’80% del canone di locazione percepito dai proprietari dei negozi affittati, senza contare le spese.(ANSA).

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