I consumatori temono una stangata per le famiglie
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fonte:
- Il Gazzettino
ROMA – Come spesso accade a fine dicembre si infittiscono le voci sui possibili aumenti dei prezzi in vista del nuovo anno. Il tutto, in realtà, contro le indicazioni del governo, se è vero che proprio ieri il premier Matteo Renzi ha ricordato il taglio delle tasse sulla prima casa e sugli immobili rurali, decisi in sede di legge di stabilità. Argomento subito stoppato da Unimpresa, secondo la quale la pressione fiscale nel Paese resterà sopra il 43% almeno fino a tutto il 2018. E ieri il Codacons ha parlato di una stangata in arrivo per le famiglie da 551 euro, con tanto di aumenti per prezzi e tariffe. Anche per colpa dell’ inflazione, che tornerebbe a far capolino con un +1% che obbligherebbe le famiglie a sborsare 298 euro in più per la crescita dei prezzi al dettaglio e 189 per la sola spesa alimentare. L’ associazione di Carlo Rienzi prevede un incremento dei prezzi per la ristorazione (26%), delle tariffe per la raccolta rifiuti e dei servizi idrici (137 euro a famiglia su base annua). A pesare saranno anche i trasporti per un ammontare di 44 euro, che andranno a sommarsi ai 27 euro che mediamente si dovranno sborsare al casello autostradale. Segno più anche per i servizi bancari, per i quali si dovranno pagare 18 euro in più rispetto al 2015, e +9 per quelli postali. Altro capitolo suscettibile di aumenti, ha spiegato ancora il Codacons, dovrebbe essere quello dell’ energia: colpa del nuovo sistema tariffario varato dall’ Autorità che prevedibilmente varerà rincari per buona parte degli italiani. Tra le voci rincuoranti il Codacons cita l’ eliminazione della Tasi sulla prima casa, con un risparmio di 194 euro a famiglia; il canone Rai, balzello tra i più odiati dagli italiani, che passerà da 113,5 a 100 euro, e l’ assicurazione Rc Auto, che dovrebbe scendere di 12 euro. In questo capitolo viene inserito anche il ribasso dei carburanti, con una ipotesi di 68 euro di minore spesa per un pieno rispetto al 2015, a condizione però che vengano rispettate le previsioni degli analisti sull’ andamento dell’ oro nero e che l’ esecutivo – aggiunge il Codacons – non decida di introdurre nuove tasse sulla benzina. Ma è bene ricordare – come ha fatto la Cgia di Mestre – come al momento il costo del petrolio sia il più basso dal dicembre 2008, fatto però che non si traduce in un esborso minore per i costi alla pompa, visto che il pieno di benzina pesa circa il 30% in più. Tutta colpa della componente fiscale, aumentata del 32%, visto che nel 2008 un litro di benzina costava mediamente 1,115 euro al litro e oggi si aggira intorno a 1,451.
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