Renzi: «Ora l’ economia cresce e nel 2015 le tasse sono calate»
ROMARiforme, Pil in crescita, taglio delle tasse, un Paese di nuovo attore nello scacchiere internazionale: Matteo Renzi, nel suo messaggio via Internet agli italiani, rivendica il 2015 del suo governo, e lo fa ponendo l’ accento su un’ Italia con il motore riacceso e puntellata da leggi «attese da tempo» e delle quali, prima, ci si limitava solo a «parlare». L’ intervento di ieri, idealmente, costituisce lo scheletro della conferenza di fine anno che il premier terrà domani.Renzi guarda anche alla partita con la Ue. Una partita delicata, che ha nel caso banche e nel giudizio sulla manovra i suoi punti chiave, ma che vede l’ Italia, è la convinzione di Renzi, non più sorvegliata speciale. Da qui, il senso del bilancio 2015, tutto orientato sulle differenze tra l’ Italia che si affaccia al 2016 e quella di un anno fa. Il Pil, «allo 0,8%», dopo tre anni consecutivi ha il «segno più» e il Jobs act è tra i fattori che hanno determinato il calo della disoccupazione, spiega Renzi ricordando la conferma del taglio dell’ Irap, l’ eliminazione della tassa sulla prima casa e di quelle agricole, nonché il bonus da 80 euro per le forze dell’ ordine. «L’ economia torna su, le tasse vanno giù», riassume il premier, non tralasciando il varo definitivo dell’ Italicum e quello prossimo delle riforme, veri e propri pilastri dei primi 18 mesi del renzismo. E il bilancio non si ferma qui, toccando la riforma della Pubblica amministrazione e quella della «buona scuola», il «successo» dell’ Expo (sul quale «i gufi preconizzavano il fallimento») e «l’ inedito impegno» per il Sud. Poi il premier tocca forse il tasto più delicato: «Un anno fa chiedevamo flessibilità all’ Ue. Adesso la flessibilità fa parte delle regole e vale fino all’ 1% del Pil: per l’ Italia oltre 16 miliardi di euro». Nel frattempo, Renzi rivendica come l’ Italia, rispetto al 2014, si presenti a Bruxelles «fuori dalle secche», con un ruolo «da protagonista» sulle crisi in Siria e Libia, dopo aver ottenuto che l’ emergenza migranti sia considerata un tema europeo e non solo italiano. Feroce è la critica delle opposizioni. A cominciare da Fi, che parla di «favole renziane», fino a Luigi Di Maio (M5s) che invece attacca: il primato nel 2015? «Mai tanti favori a partiti, evasori, delinquenti». «RISCHIO STANGATA». In questo quadro si inserisce l’ allarme del Codacons: l’ associazione dei consumatori prevede una stangata per le famiglie italiane, nel 2016, da 551 euro. Anche per colpa dell’ inflazione, che tornerebbe a far capolino con un +1% che obbligherebbe le famiglie a sborsare 298 euro in più per la crescita dei prezzi al dettaglio e 189 per la sola spesa alimentare. L’ associazione, pur riconoscendo la flessione del prezzo dei carburanti e del canone Rai, prevede un incremento dei prezzi per la ristorazione (26%), delle tariffe per la raccolta rifiuti e dei servizi idrici (137 euro a famiglia su base annua). A pesare sul portafogli saranno anche i trasporti. Segno più anche per i servizi bancari e l’ energia: colpa del nuovo sistema tariffario varato dall’ Autorità che prevedibilmente varerà rincari. Tra le voci rincuoranti il Codacons cita l’ eliminazione della Tasi sulla prima casa, con un risparmio di 194 euro a famiglia; il canone Rai, balzello tra i più odiati, che passerà da 113,5 a 100 euro, e l’ assicurazione Rc Auto, che dovrebbe scendere di 12 euro. o.
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