24 Dicembre 2015

Arpa, più smog con le targhe alterne

Arpa, più smog con le targhe alterne

l’ inquinamento peggiora in alcune zone della città: a corso francia, in prati e all’ aurelio
«L’ allarme smog andava dato prima. C’ erano tutti gli strumenti e tutte le indicazioni per prendere provvedimenti già prima che i dati dicessero che la situazione era oltre il limite. Un po’ come accade con le previsioni meteo che hanno una validità di cinque giorni. Per lo smog è lo stesso. Si poteva prevedere tutto questo. Le targhe alterne sono inutili quando l’ incendio è già scoppiato». L’ ingegner Roberto Sozzi, responsabile della divisione Atmosfera e Impianti del Servizio tecnico dell’ Arpa Lazio (l’ agenzia regionale per l’ Ambiente) non ha dubbi. Il blocco parziale del traffico, deciso per tre volte dall’ inizio di dicembre nella Capitale, non ha aiutato a eliminare le sostanze tossiche nell’ aria. E d’ altra parte anche i dati giornalieri pubblicati sul sito internet dell’ Arpa testimoniano come rispetto a qualunque giorno senza targhe alterne – quello preso in esame dal Corriere è il 16 dicembre scorso – non ci siano molte differenze, anzi in alcuni quartieri – come corso Francia, via Cipro (Prati) e Castel di Guido (Aurelio) – la situazione è risultata addirittura peggiore con la riduzione del traffico. «Questo accade perché il problema è meteorologico non di inquinamento. C’ è l’ alta pressione che spinge a terra, a 700-800 metri, le sostanze tossiche e in più in questi giorni non c’ è nemmeno ventilazione. La situazione, secondo le previsioni – spiega ancora lo specialista -, dovrebbe migliorare solo dopo domenica prossima forse con l’ arrivo di qualche perturbazione. Ma l’ importante è che piova, e che piova parecchio. Altrimenti non cambierà niente». Sempre sfogliando i dati dell’ Arpa e confrontandoli con quelli del 22 dicembre dell’ anno scorso, si nota effettivamente un aumento dell’ inquinamento che comunque già allora era superiore ai limiti nazionali – parlando sempre di Pm10, ovvero il mix di particelle solide e liquide (particolato) che si trovano in sospensione nell’ aria -, e lo stesso discorso si può fare per i centri in provincia, dove spicca la realtà di Ciampino. L’ altro ieri i dati peggiori provenivano dalle centraline di Cinecittà e Tiburtina, con 88 e 80 ug/m3, preoccupante quella di largo Preneste (76) e via Cipro (72). In pratica risulta dai dati dell’ Arpa che il giorno senza targhe alterne i livelli di inquinamento sono stati superati nelle stazioni Preneste, Francia, Magna Grecia, Cinecittà , Villa Ada, Cavaliere, Fermi, Bufalotta, Cipro, Tiburtina e Arenula. E in uno con le targhe alterne, come il 22 dicembre scorso, la stessa situazione, più o meno, è stata registrata dalle centraline di Preneste, Francia, Magna Grecia, Cinecittà, Villa Ada, Cavaliere, Fermi, Bufalotta, Cipro, Tiburtina. Come a dire che l’ utilità del provvedimento del Comune, che ha scatenato nei giorni scorsi le ire dei romani, dei commercianti, che hanno lamentato cali di incassi per i regali di Natale, e anche delle associazioni dei consumatori che, come il Codacons, hanno presentato anche un esposto in procura, è a questo punto tutta da dimostrare. «Prendere decisioni di questo genere – sottolinea ancora lo specialista dell’ Arpa – è importante soprattutto se sono comprensibili per la popolazione. Altrimenti, visti i risultati, che sono confrontabili con gli stessi periodi del 2014 e del 2013, sembra che non servano a niente. I livelli di inquinamento sono talmente elevati – paradossalmente alla Valle del Salto si parla di sindrome di Pechino – che non ci sono miglioramenti apprezzabili con le targhe alterne, e non ci saranno se non aumenta almeno un po’ la ventilazione».

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