Smog, le misure fai-da-te dei Comuni: auto spente al semaforo, meno forni e più alberi
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fonte:
- Repubblica.it
L’alta
pressione e l’allarme sui livelli delle polveri sottili spingono le
amministrazioni locali a cercare soluzioni per rientrare nei limiti di
legge. Dalle Alpi al Mezzogiorno, fioccano ordinanze e divieti, ma anche
iniziative di prospettiva come la piantumazione di interi boschi.
Intanto però qualche veto minaccia feste popolari come la Brusavecia in
Veneto
di PAOLO GALLORI ROMA – Temperature oltre la media, pioggia e vento latitanti, previsioni meteo che rimandano l’inverno a gennaio inoltrato, dopo l’assaggio davvero minimo dello scorso novembre. Risultato? Sull’Italia persiste una plumbea coltre di smog, che ha l’unico merito di non fare sconti a nessuno, da Nord a Sud. Se è vero che la situazione generalmente più pesante è nei centri della Pianura Padana, per via della cerniera che la blinda tra Alpi e Appennini, il record di sforamenti del tetto massimo di polveri sottili consentite (per legge è 35 giorni all’anno), si registra a Frosinone, ma oltre il limite sono andate grandi città come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna.
Via dunque alle misure per fronteggiare l’emergenza, ormai già tanto familiari nelle aree metropolitane: la circolazione a targhe alterne, che nella Capitale fa inferocire allo stesso tempo i negozianti per i mancati introiti e il Codacons per l’assenza di controlli che incoraggiano le violazioni. E poi le domeniche ecologiche, gli incentivi all’uso dei mezzi pubblici, la riduzione delle temperature e delle ore consentite per il riscaldamento. Queste le misure più condivise. Ma nel panorama nazionale delle amministrazioni locali c’è chi non si limita a seguire l’esempio altrui e calibra i suoi provvedimenti in base alla propria realtà. Tra questi c’è chi vede premiato il suo sforzo con titoli in prima pagina.
Campania, dal no ai passeggini allo stop ai forni a legna
A marzo fece discutere l’ordinanza con cui il sindaco di Acerra, anziché limitare il traffico nel centro storico, stabilì che potessero “circolare” solo i passeggini che avessero il sedile ad ameno 50 centimetri dal suolo, per evitare ai bambini di respirare i gas di scarico. Oggi il corregionale sindaco di San Vitaliano, comune a nord di Napoli, per 114 giorni in un anno fuorilegge rispetto ai livelli di smog, non ha voluto essere da meno: ha firmato un’ordinanza che vieta fino a primavera la cottura della pizza con il forno a legna. “Per le attività produttive di panificazione e ristorazione, quali le pizzerie – è scritto nell’atto – è vietato utilizzare la combustione di biomassa solida (legna, cippato, pellet, carbonella, ecc.) per la cottura di cibi, in apparecchiature varie, inclusi i forni chiusi o aperti e i foconi per le griglie”. Con l’unica eccezione nel caso in cui tali apparecchiature siano dotate “di idonei sistemi di abbattimento delle polveri sottili nei fumi, realizzati secondo le migliori tecnologie disponibili, che eliminino almeno l’80 per cento delle polveri sottili Pm10”. Riusciranno i cittadini di San Vitaliano, dove pizza, saltimbocca e panozzi sono un’arte prima che una delizia per il palato, a resistere fino al 31 marzo?
Lucca e Terni contro la legna. A Rovigo “Brusavecia” a rischio
Contro la legna non si schiera solo San Vitaliano. A Lucca è vietato accendere fuochi all’aperto “prodotti dalla combustione di biomassa legnosa” già dallo scorso novembre, dopo il ventottesimo superamento del valore del limite delle polveri sottili. Il provvedimento adottato dall’amministrazione intima di non bruciare masse legnose, arbusti, potature e quant’altro per tutto il periodo autunnale ed invernale: il divieto andrà avanti fino al 31 marzo del 2016. La stessa misura è stata adottata a Terni il 21 dicembre: per il corretto smaltimento dei residui vegetali, l’ordinanza vieta la combustione privata su campi ed orti e ribadisce che l’Asm fornisce un servizio gratuito di recupero delle potature. Nel rodigino, il divieto di “combustione di materiale vegetale” ha innescato un caso: come dar vita al tradizionale falò dell’Epifania noto come “Brusavecia”? Il fantoccio della Befana è fatto di legnetti e paglia, come aggirare l’ordinanza? La tradizione, radicatissima nel Polesine, è a rischio e il Comune di Rovigo sta cercando una soluzione, forse una modifica dell’ordinanza, o una deroga speciale per il rito del 6 gennaio.
Vicenza, camini spenti
Misure drastiche anche a Vicenza. Vietato sino al 31 gennaio 2016 l’utilizzo di camini chiusi, stufe e ogni apparecchio domestico alimentato a biomassa legnosa che non garantisca un rendimento energetico e valori di emissione di monossido di carbonio definiti dall’ordinanza stessa. Quest’ultima prevede inoltre la riduzione delle temperature massime nel riscaldamento a 19 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, a 20 gradi per tutti gli altri edifici, quindi tutte le abitazioni. Sono esclusi dal provvedimento le case di cura, di riposo e di riabilitazione, gli ambulatori medici, le scuole per l’infanzia e le scuole primarie, le abitazioni con ammalati e persone con più di 65 anni di età e i bambini fino all’età di 5 anni. Anche a Vicenza obbligo di spegnimento dei motori degli autobus nella fase di sosta ai capolinea e dei veicoli merci durante le fasi di carico e scarico, in particolare nelle zone abitate. Obbligo di spegnere il motore anche a certi semafori (se il rosso dura più di un minuto) ed passaggi a livello.
Toscana, meglio piantare alberi…
Una delibera approvata dalla giunta regionale Toscana stanzia tre milioni di euro per la “piantumazione” di 250 mila alberi in 150 ettari della superficie che, secondo i piani della Regione, dovrà essere il futuro parco della Piana. L’intervento considera le aree a bosco uno strumento fondamentale nella battaglia contro l’inquinamento atmosferico e per il contrasto ai cambiamenti climatici. Un albero, infatti, può abbattere le emissioni di anidride carbonica fino a 50 Kg ogni anno, cifra che, moltiplicata per almeno i 30 anni di ciclo vitale, si traduce in un abbattimento di una tonnellata e mezzo. In questo modo, già dal prossimo anno su questi primi 150 ettari interessati alla piantumazione potranno essere assorbite 12.500 tonnellate di CO2.
…e centraline anti-smog in tutta la regione.
Alberi a parte, in Toscana la lotta allo smog si potenzia con più centraline e una nuova rete di monitoraggio in cui le stazioni di misura della qualità dell’aria saliranno da 32 a 37. Ci saranno anche 2 stazioni mobili che potranno consentire di sopperire a malfunzionamenti delle stazioni fisse di rete, per garantire la continuità delle misurazioni e per l’effettuazione di indagini specifiche. Passeranno inoltre da 31 a 63 i comuni toscani che dovranno dotarsi di un Piano di Azione Comunale (PAC) ovvero del programma che prevede interventi strutturali e interventi contingibili, questi ultimi da attivare solo in caso di necessità, per combattere lo smog. Il nuovo elenco dei comuni è il frutto di un importante lavoro condotto dalla Regione in collaborazione con Lamma e Arpat. Il nuovo approccio ha ridisegnato le aree comprendenti più comuni omogenei per qualità dell’aria i quali dovranno quindi predisporre i rispettivi Pac.
Brescia vorrebbe ridurre la velocità in autostrada e tangenziale.
È un dicembre nero per la qualità dell’aria anche a Brescia e nella Pianura Padana. L’assenza di precipitazioni sta favorendo l’accumulo delle sostanze inquinanti generate dal traffico, dalle attività industriali e dal riscaldamento. In città e nell’area critica le centraline hanno rilevato fin qui 21 giorni consecutivi di livelli di Pm10 fuori norma (il limite massimo è di 50 microgrammi per metro cubo d’aria). Il sindaco Emilio Del Bono e il presidente della Provincia Pierluigi Mottinelli hanno inviato una lettera ai gestori dei tratti autostradali che attraversano il territorio bresciano (Serenissima Autostrada Brescia, Autostrade per l’Italia, Autostrade Centro Padane, Autostrade Lombarde), per chiedere di adottare misure di contenimento della velocità nei tratti urbani, limitando la velocità consentita da 130 a 110 km/h in modo permanente.
Frosinone, tre mesi di targhe alterne.
Si diceva di Frosinone, dove al 18 dicembre l’Arpa Lazio ha registrato 101 sforamenti del Pm10 dall’inizio del 2015. L’amminstrazione ha reagito con un ventaglio di misure: targhe alterne per tre mesi, dall’8 gennaio al 28 marzo 2016, il lunedì con circolazione consentita ai veicoli con targa dispari e il venerdì con targa pari. Sempre dall’8 gennaio al 30 marzo 2016, spegnimento dei motori per i veicoli merci durante la fase di carico-scarico, per veicoli per soste di durata maggiore di un minuto o in corrispondenza di semafori e per veicoli adibiti al trasporto pubblico nelle aree di sosta e nei nodi di scambio. Programmate tre domeniche senza auto (il 17 gennaio 2016, 28 febbraio e il 13 marzo) con divieto di circolazione nell’area urbana.
Chiudi quella porta.
A inizio dicembre, gli attivisti di Legambiente hanno manifestato fuori dai negozi nel centro di Milano, colpevoli di tenere le porte aperte e quindi di dover riscaldare troppo gli ambienti. L’iniziativa non è stata ignorata da molti comuni lombardi. Come Cremona, dove proprio oggi il sindaco ha emesso un’ordinanza anti-smog che, tra i suoi punti, vieta le porte aperte dei negozi e il divieto di uso di dispositivi che, al fine di favorire l’ingresso del pubblico consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali commerciali, con conseguente obbligo di mantenere chiuse le porte di accesso ai locali medesimi. Inoltre, per limitare i disagi ed agevolare gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuol, nei giorni martedì 22 e mercoledì 23 non si paga il biglietto in città e sulle tratte di collegamento dai comuni limitrofi a Cremona che rientrano nel trasporto pubblico urbano.
Verona, ad Affi largo alla “biciclettata”.
Oltre a misure d’urgenza per arginare l’emergenza smog, il Comune di Affi, nel veronese, si fa apprezzare per aver previsto una serie di iniziative di carattere educativo e per l’adesione alle “giornate provinciali dell’ambiente”. Nel periodo dal 6 dicembre al 6 gennaio è in programma un laboratorio dinamico creativo di informazione, cultura e sensibilizzazione verso la natura e alla riduzione delle emissioni di CO2. Domenica 21 febbraio dalle 9 alle 12 e dalla 14.30 alle 17 ci sarà il blocco totale del traffico veicolare. Nel periodo tra marzo e aprile e tra aprile e maggio sono in programma sia iniziative di sensibilizzazione alla riduzione di emissioni di CO2 sia l’organizzazione di attività fisiche, come la “camminata” per i sentieri di Affi e la “biciclettata” del 25 aprile per la promozione dell’utilizzo quotidiano della bicicletta.
Milano per il taxi ecologico.
Secondo un’anticipazione di Legambiente del rapporto PM10 ti tengo d’occhio, Milano è fra le grandi città quella dove si registra il maggior numero di giorni (86) di sforamento del limite di legge. Il Comune ha adottato una nuova misura straordinaria: dal 17 al 24 dicembre sarà possibile viaggiare sui mezzi pubblici per l’intera giornata con un solo biglietto ordinario, quello da 1,50 euro della tariffa urbana o quelli delle tariffe extra-urbane. Ma Milano è una città che va molto in taxi. Ecco perché è importante che quasi 450 tassisti abbiano partecipato al bando con cui il Comune ha messo a disposizione circa 700mila euro di incentivi per il rinnovo del parco auto taxi della città. Sono 416 le domande pervenute per ottenere i finanziamenti utili all’acquisto di un taxi ecologico e 32 quelle per l’acquisto di auto attrezzate anche per il trasporto di persone con disabilità. Il contributo sarà di 750 euro, fino a esaurimento fondi, per l’acquisto di ogni veicolo nuovo o di prima immatricolazione, esclusivamente di standard Euro 5 o successivi, immatricolato tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014. I veicoli dovranno essere a sola trazione elettrica, ibrida elettrica, Gpl o metano, doppia alimentazione benzina-metano o diesel-metano, doppia alimentazione benzina-Gpl o diesel-Gpl. Parte dei fondi sarà messa a disposizione per l’acquisto di taxi attrezzati per il trasporto di persone con disabilità che risultino immatricolate tra il 1° gennaio 2015 e il 29 febbraio 2016. In particolare, saranno erogati 15.000 euro in caso di veicoli a sola trazione elettrica, e 10.000 euro per veicoli
con alimentazione ibrida, a gpl, a metano, con doppia alimentazione. I nuovi taxi ecologici in circolazione a Milano sono già 476, di cui 24 attrezzati per accogliere persone con disabilità, acquistati grazie ai 500mila euro già messi a disposizione dal Comune nel 2014.
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Tags: inquinamento, smog, targhe alterne
