La rabbia dei risparmiatori davanti a Bankitalia
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fonte:
- La Sicilia
ROMA. «Vogliamo i nostri soldi». «Ladri». «Vergogna». Sono questi gli slogan urlati ieri, nei pressi della sede della Banca d’ Italia, da circa duecento obbligazionisti rimasti a mani vuote dopo il varo del decreto “salva -banche”. L’ obiettivo della protesta, destinata a intensificarsi con una lettera al papa e la richiesta di udienza, è quello di ottenere il risarcimento integrale dei risparmi perduti e le dimissioni dei vertici di Bankitalia e Consob che non avrebbero vigilato abbastanza sulle quattro banche incriminate. La manifestazione, organizzata dalle associazioni dei consumatori e dal co mitato “Vittime del salva -banche”, si è svolta a via Nazionale, senza lambire palazzo Koch perché le autorità non avevano dato l’ autorizzazione per ragioni di sicurezza. Ma le urla dei manifestanti sono arrivate lo stesso a destinazione, nonostante la richiesta di un incontro con una delegazione di Bankitalia, rimasta lettera morta. «Ci propongono un arbitrato, ma è una soluzione indecente», attacca Roberto, risparmiatore di Banca Etruria, convinto come gli altri che anche il coinvolgimento di Raffaele Cantone, voluto dal governo, sia «una foglia di fico». Le “vittime” di Banca Etruria, Ban ca Marche, Carichieti e CariFerrara non si fidano affatto delle autorità. Visco (Bankitalia) e Vegas (Consob) vorrebbero vederli dimissionari (se non in carcere, secondo la denuncia sporta dal Codacons alla Procura di Roma). Il premier, Renzi, lo definiscono «presidente del Consiglio delle banche». «E’ tutto un sistema in cui le banche contano più dei cittadini», concorda Di Battista (M5s), presente anche lui alla manifestazione per reclamare il risarcimento completo degli obbligazionisti che, nel frattempo, continuano a mobilitarsi su tutti i fronti: Vaticano compreso. «Confidiamo in lei, caro papa Francesco – si legge nella lettera – per aiutarci a far comprendere a governanti sordi e ciechi, a tecnocrati, cleptocrati europei di trojka e Bce, che stanno portando il mondo verso la catastrofe». Bergoglio, autore dell’ enciclica “Lau dato si'” in cui i pericoli di un mondo dominato dalla finanza sono ben evidenziati, è l’ unica autorità riconosciuta dai risparmiatori che ancora non hanno avuto risposte dal Quirinale. «Le chiediamo di aiutarci – si legge ancora nella missiva – Lei, Santo Padre, aveva già disegnato gli scenari catastrofici che avrebbero ben presto mietuto vittime innocenti, colpevoli di aver fatto sacrifici per risparmiare». GA. BE.
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