Sotto l’ albero, tra prodotti alimentari ed elettronica ritorna l’ abbigliamento
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fonte:
- Il Messaggero
segue dalla prima pagina Secondo l’ indagine prenatalizia di Confcommercio sui consumi, è cresciuta la quota di coloro che per Natale sono disposti a spendere tra i 100 e i 300 euro e potrebbe crescere anche la spesa media, indicata intorno a 165 euro (sotto i 160 lo scorso anno). I generi alimentari si confermano la tipologia di regalo più diffusa, aspetto confermato anche dal Coldiretti Umbria. «Sotto l’ albero trovano sempre più spazio i cesti fai-da-te, confezionati da soli con specialità locali e prodotti curiosi, dal biologico al casareccio». Ritorno di fiamma per vestiario e calzature, tornati a dare impulso alla spesa natalizia anche in Umbria. «L’ ultimo week end è andata abbastanza bene – spiega Carlo Petrini, presidente del settore Moda di Confcommercio della provincia di Perugia – anche se i conti del Natale si faranno il 24. L’ ultimo fine settimana prima delle feste quest’ anno si è combinato lontano rispetto al Natale, ma il settore sta rispettando le previsioni. C’ è un piccolo risveglio rispetto all’ anno scorso anche se non possiamo ancora parlare di ripresa». Rispetto al passato, sembra esserci maggior predisposizione a una spesa per l’ abbigliamento più consistente. «Mentre l’ anno scorso è stato quello dei pensierini – aggiunge Petrini – oggi sembra ci sia spazio per comprare con maggior tranquillità». Ieri e i prossimi due giorni sono comunque considerati decisivi per gli operatori commerciali anche perché le aziende private stanno versando ora le tredicesime. «Questo influisce molto sull’ umore e sulla propensione alla spesa». Per il Codacons le famiglie potrebbero spendere il 2,5% in più rispetto al 2014, ponendo in testa agli acquisti, alimentare, giocattoli e hi tech. «Le famiglie tuttavia restano prudenti – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – anche se c’ è un maggiore ottimismo che potrebbe dare maggiore vitalità agli acquisti rispetto agli otto anni “neri” che ci siamo lasciati alle spalle». Per l’ associazione, vanno a rilento le vendite dei prodotti per la casa mentre l’ andamento di abbigliamento e calzature è tutto da decifrare. «Il settore risente dell’ imminente partenza dei saldi – aggiunge Falcinelli – anche se già ora in molti trovano il modo di applicare sconti dal 20 al 30 per cento. Ci aspettavamo più gente, invece, ai mercatini: forse andrebbero fatti partire un po’ prima, specie nei quartieri». Intanto, fatto cento il budget del Natale 2015, un’ indagine Coldiretti/Ixé pone l’ abbigliamento (per sé e la famiglia) al 17%, il divertimento al 15%, viaggi e vacanze, in forte calo, all’ 11%. Confcommercio, invece, ha analizzato il trend tradizione-tecnologia, la cui forbice, dal 2012 in poi, si è assottigliata e ora i due “comparti” rispettivamente sono a quota 82,5 e 15,5. Fabio Nucci.
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