E i correntisti fanno appello al Colle
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fonte:
- Il Tempo
• È una guerra senza quartiere quella tra i risparmiatori che hanno perso tutto e l’ istituto di credito dove custodivano i loro soldi, la Banca dell’ Etruria e del Lazio. Da Montecitorio fino alla Leopolda passando per Bankitalia, le diverse sedi della camera di Commercio e le assemblee comunali, i correntisti che ritengono di essere stati truffati si riuniscono. Adesso puntano al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «A nome di decine di migliaia di famiglie vittime del decreto salva banche e degli omessi controlli di Consob e Bankitalia, espropriati dei nostri sudati risparmi costati sudore, sacrifici e intere vite di lavoro per decreto del governo il 22 novembre 2015 – si legge nella lettera con cui i risparmiatori, insieme a Federconsumatori eAdusbef, chiedono dies sere ricevuti al Colle – ci rivolgiamo a Lei, supremo garante della Costituzione, che all’ articolo 47 tutela il risparmio». Le loro intenzioni vengono espresse chiaramente nel documento inviato a Mattarella: «Le chiediamo di essere ricevuti in delegazione per confidare ancora, con il risarcimento integrale dei nostri beni espropriati, nell’ ordinamento costituzionale che deve salvaguardare con il risparmio, il bene comune e l’ interesse generale». Insomma i correntisti non intendono subire passivamente i torti subiti e così organizzano incontri per associarsi ecoordi narsi. Gli abitanti di Chiusi della Verna, ad esempio, si sono già riuniti alla presenza del sindaco e del legale di riferimento. Lunedì prossimo, presso la sede della Camera di Commercio di Arezzo, è stata organizzata un’ assemblea. Il giorno seguente invece, i risparmiatori si incontreranno alla sede della Banca d’ Italia, a Roma. Comitati e associazioni dei consumatori continuano a invitare i correntisti a chiedere alla Bpel copia dei propri profili clienti, così da poter denunciare l’ accaduto andando dunque a ingrossare il fascicolo aperto dal procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, in cui si ipotizza la truffa. Sul tavolo del magistrato c’ è anche la richiesta del Codacons di sequestro preventivo dei beni della Nuova Banca Etruria.
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