La linea dura del governo Banche, l’ arbitro è Cantone
ROMAIl governo tira dritto, aggira le polemiche degli ultimi giorni su ruoli e competenze nella vigilanza e sceglie, con una mossa a sorpresa, l’ Autorità nazionale anticorruzione e il suo presidente, Raffaele Cantone, come arbitro per i ricorsi degli obbligazionisti subordinati che hanno perso tutto nel salvataggio delle banche. Intanto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, va dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per informarlo sulla situazione delle banche coinvolte. «L’ arbitrato dell’ eventuale situazione di potenziale truffa verrà affidato all’ Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, un’ assoluta garanzia di terzietà e indipendenza», ha annunciato ieri il premier Matteo Renzi. «Ad occuparsene potrebbe essere la Camera arbitrale, un organismo interno all’ Autorità, ma autonomo e indipendente, formato da giuristi ed esperti di altissima professionalità, a cominciare da chi lo presiede, il professor Ferruccio Auletta», ha spiegato Cantone. Ma intanto la situazione si complica dopo la decisione del Consiglio superiore della magistratura di aprire un fascicolo per verificare l’ incompatibilità del procuratore di Arezzo Roberto Rossi, alla guida dell’ ufficio che sta conducendo l’ inchiesta sulla Banca Etruria. Rossi svolge anche un incarico di consulenza per il governo. La volontà dell’ esecutivo intanto, sottolinea il presidente del Consiglio, è quella di non mostrare «nessun timore, nessuna preoccupazione e anzi la volontà di dare un segnale molto chiaro»: la linea sarà quella del «massimo rigore, chiarezza e trasparenza, per fare tutto il possibile perché chi è stato davvero truffato possa riavere i soldi». Renzi ha ribadito: «Il governo non ha nessuna paura della trasparenza totale: chi ha sbagliato, pagherà». NUOVE PROTESTE. È partita intanto l’ offensiva delle associazioni dei consumatori a sostegno dei risparmiatori che hanno perso tutti i soldi investiti in obbligazioni subordinate di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti. A scendere in piazza il prossimo 22 dicembre, davanti alla Banca d’ Italia, saranno le «vittime del salva-banche», stanche del fatto che «si continui a parlare di speculatori e a fare ingiuste distinzioni fra i risparmiatori espropriati al solo scopo di dividere l’ opinione pubblica». Il Codacons, intanto, mira al rimborso integrale degli investimenti per una somma complessiva di 800 milioni di euro, e per ottenerlo comincia dalle azioni legali, depositando un esposto presso le Procure delle quattro città in cui hanno sede le banche. o.
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