18 Dicembre 2015

L’ invito del Codacons: «Recuperare tutta la documentazione possibile»

L’ invito del Codacons: «Recuperare tutta la documentazione possibile»
durante l’ assemblea: «segnalarsi subito come persona offesa»

RECUPERARE quanta più documentazione possibile dalla banca, nell’ ottica di verificare se si possa annullare l’ acquisto delle azioni e chiedere un risarcimento. E non preoccuparsi se l’ istituto di credito non trova più i documenti: infatti è la banca che ha l’ onere di comprovare i rapporti in essere con il cliente. Sono queste alcune delle indicazioni emerse nel corso dell’ incontro tra l’ avvocato Bruno Barbieri di Codacons e gli investitori Carife, l’ altra sera all’ Hotel Carlton. Una premessa: la Nuova Banca Carife, ha spiegato Barbieri, «subentrerà ai vecchi rapporti con i clienti». Ed è grazie alla continuità di questo rapporto che sarà possibile chiedere un risarcimento all’ istituto. Il primo passo pratico da affrontare, secondo Barbieri, è quello di effettuare la nomina di persona offesa: ovvero «segnalarsi alla magistratura come persona che ha subito il danno». La persona offesa può in seguito costituirsi parte civile e «ha diritto di accesso ad alcune informazioni sul procedimento in corso». Una strada da percorrere, secondo il Codacons, è quella della di una azione civile individuale. Dopo una valutazione dei documenti sul portafoglio titoli e sull’ ordine di acquisto, si può dare il via, spiega Barbieri, «ad una azione legale per ottenere l’ annullamento dell’ acquisto». Ma quali sono i presupposti? Barbieri ha illustrato una casistica multiforme: tra le diverse possibilità elencate, se la banca «non esibisce tutte le informative obbligatorie per legge relative alla compravendita» o se non è in grado di «riprodurre l’ ordine d’ acquisto», si può chiedere un annullamento dell’ acquisto e il relativo rimborso. Barbieri ha poi passato in rassegna quali siano i documenti da chiedere all’ azienda. Anche in questo caso la lista è composita, ma i due più importanti sono: l’ estratto conto del deposito titoli, preferibilmente storico, da cui risulti il possesso di azioni o obbligazioni Carife; e la profilatura di rischio che in gergo tecnico è indicata come ‘Mifid’. Di tutti i documenti, ha precisato Barbieri «occorre fare una richiesta scritta». Ultimo consiglio: come si può comportare chi aveva contemporaneamente un fido dalla banca e ne possedeva le azioni o obbligazioni azzerate? E’ possibile attivare una mediazione per farsi decurtare dal debito verso la banca il valore che si è perso nei titoli. Anche in questo caso, in mancanza di un accordo, si apre la strada di una azione civile. Simone Russo.

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