16 Dicembre 2015

Banca Etruria, nuovi esposti L’ inchiesta divisa in tre filoni

Banca Etruria, nuovi esposti L’ inchiesta divisa in tre filoni

AREZZOSul tavolo della Procura aretina sono arrivati ieri mattina gli annunciati esposti dei consumatori e ora il procuratore Roberto Rossi ha in mano gli elementi per un nuovo fascicolo d’ inchiesta, il quarto, questa volta per l’ ipotesi di reato di truffa. È quanto si chiede a gran voce nelle carte depositate da Codacons e Federconsumatori. Gli esposti sono stati accompagnati anche da un presidio di una cinquantina di persone davanti al tribunale, soprattutto ex obbligazionisti di Banca Etruria rimasti a secco. Intanto l’ indagine sul conflitto d’ interessi che ha avuto origine dalla relazione di Bankitalia sul commissariamento di Banca Etruria nel febbraio scorso, ha portato all’ iscrizione nel registro degli indagati di due persone. Si tratta di Lorenzo Rosi, ultimo presidente di Banca Etruria e di Luciano Nataloni, ex membro del consiglio di amministrazione, già presidente della Banca Federico Del Vecchio. Le contestazioni del procuratore tengono conto in particolare del fatto che nella relazione degli ispettori di Bankitalia venivano evidenziate pratiche di finanziamento per 185 milioni che sarebbero state accordate in conflitto di interesse, con perdite pari a circa 18 milioni. Su questa base la Procura ipotizzerebbe l’ accusa di omessa comunicazione del conflitto di interessi, in base all’ articolo 2391 del codice civile che riguarda gli «interessi degli amministratori». Questo filone dell’ inchiesta potrebbe arricchirsi di nuovi indagati, anche se al momento non ci sono conferme di nuovi iscritti. «Non parlo degli indagati, figuriamoci dei non indagati», ha detto il procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, smentendo che, al momento, nel filone di inchiesta relativo al conflitto di interessi ci siano altri nomi, in particolare quello di Pierluigi Boschi, padre dell’ attuale ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, dal 2013 al 2014 vice presidente della banca. Nelle tre indagini su false fatturazioni, ostacolo alla vigilanza e conflitto di interesse, risultano coinvolti Lorenzo Rosi, l’ ex presidente Giuseppe Fornasari e Luca Bronchi, ex direttore generale, per il primo filone, ancora Giuseppe Fornasari, il dirigente centrale David Canestri e Luca Bronchi per il secondo e infine Lorenzo Rosi e Luciano Nataloni per il terzo filone, ovvero il conflitto di interessi. «Avrete delle sorprese. Per fortuna c’ è un’ inchiesta, ci sono le carte e da quelle carte, vedrete, la verità verrà fuori. E la verità è che noi, in primis mio marito, non abbiamo mai preso un euro dalla banca. Altro che finanziamenti alle nostre attività», ha affermato Stefania Agresti, mamma del ministro Boschi e moglie dell’ ex vicepresidente di Banca Etruria Pier Luigi Boschi.

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