Sono mille i “beffati”, ritirati 100 milioni Goffi: «Ma ora Nuova Bdm è più forte»
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fonte:
- Il Messaggero
CREDITO ANCONA Sono poco meno di mille i clienti retail di BdM, possessori di obbligazioni subordinate, colpiti dall’ azzeramento dei titoli rischiosi disposto dal decreto salva-banche. Lo ha detto, ieri nella prima conferenza stampa ufficiale dopo la nascita della Nuova Banca Marche, l’ amministratore delegato dell’ istituto di credito, Luciano Goffi, affiancato dal nuovo direttore commerciale Giordano Fulvi. «Sono circa 920 – hanno precisato Goffi e Fulvi – Di questi, 197 sono dipendenti della banca. Dei rimanenti clienti retail, cioè privati, possessori di obbligazioni subordinate, il 62% ha investito nelle subordinate Banca Marche meno del 30% del proprio portafogli». Ma non mancano le situazioni più gravi. «Circa cento i casi più delicati – hanno aggiunto – e che potrebbero rientrare nel fondo di solidarietà a tutela dei risparmiatori deciso dal Governo». Azionisti, obbligazionisti e associazioni in difesa dei consumatori, però, continuano ad alzare le barricate, con il Codacons che ha invitato i clienti di Banca Marche a boicottare l’ istituto di credito chiudendo il proprio conto corrente. Dal 23 novembre, giorno dell’ entrata in vigore del decreto salva-banche, sarebbero circa 100 i milioni «usciti per paura o per ripicca dalla raccolta della Nuova BdM, su un totale di 12,5 miliardi», ha detto Goffi. Dunque, tra i “fuoriusciti”, non solo obbligazionisti subordinati che, per protesta, hanno chiuso il proprio conto, ma anche correntisti preoccupati. RIPARTENZA Ma l’ ad tranquillizza i risparmiatori. «Il numero della raccolta uscita – ha aggiunto Goffi – è limitato rispetto alla raccolta complessiva, ma questo non significa che non siamo dispiaciuti. Vorrei solo rassicurare tutta la clientela, non c’ è alcun motivo di temere per la sorte dei conti correnti e delle obbligazioni ordinarie. Nuova Banca Marche è oggi una realtà solida e sana, e vuole ripartire. I numeri ci sono tutti, con 1 miliardo e 41 milioni di patrimonio, 2 miliardi di liquidità, zero sofferenze». Un istituto di credito, dunque, che vuole ripartire con il motore al massimo. «La Banca c’ è ed è più forte di prima», ha detto fiducioso Goffi. Sul piatto il primo strumento del nuovo corso a sostegno del territorio. Nuova Banca Marche ha infatti stanziato un plafond di 200 milioni di euro per finanziamenti a favore delle piccole e medie imprese, ditte individuali e liberi professionisti. E non è un caso che ieri, accanto a Goffi e Fulvi, ci fossero i rappresentanti delle associazioni di categoria: Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. Dal presente al futuro. Quello di Banca Marche è scritto nel «consolidamento del sistema bancario nazionale – ha detto Goffi – quello in cui la piccola e media dimensione bancaria non è più possibile». E nel futuro, prossimo, di Banca Marche c’ è la vendita. Goffi ha confermato che a febbraio dovrebbe tenersi l’ asta per la cessione dei quattro nuovi istituti nati a seguito dal salvataggio, entro dicembre sarà nominato un advisor unico. «C’ è l’ esigenza – ha detto – di collocare sul mercato le quattro banche perché il fondo di risoluzione, attuale proprietario, torni ad avere le risorse per affrontare la missione che gli è affidata». Finita, dunque, la stagione dell’ autonomia della vecchià BdM. Quella in cui «eravamo abituati a prendere decisioni locali. La sfida dei prossimi dieci anni – ha concluso l’ ad – è per tutte le banche la stessa: grandi o piccole che siano, devono avere i piedi ben piantati nel territorio, sempre al fianco della clientela indipendentemente dalla dimensione. E chiunque sarà il gruppo entro il quale entreremo, lo potremo fare solo con i nostri dipendenti. Non credo ci saranno problemi occupazionali se la banca si mantiene vitale e sicuramente manterremo la nostra presenza diffusa anche sulle piccole piazze. Ad oggi abbiamo 2700 dipendenti, e servono tutti». Claudia Grandi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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