Raffica di esposti dei consumatori
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
per oggi federconsumatori e codacons hanno annunciato denunce di tutela
AREZZO – Raffica di esposti alla magistratura sul caso degli ex obbligazionisti rimasti all’ asciutto in seguito alle vicissitudini di Banca delle Marche, Banca popolare dell’ Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara e Cassa di risparmio di Chieti. Per oggi Federconsumatori e Codacons hanno già annunciato la presentazione di un esposto alla procura di Arezzo a tutela degli obbligazionisti. Federconsumatori, che ha annunciato iniziative analoghe anche a Roma e a Milano, chiede ai magistrati di vederci chiaro sulle attività «dei recenti Consigli d’ am ministrazione, management e Collegi sindacali di Banca Etruria». La traccia implicitamente suggerita dalle associazioni dei consumatori è quella di verificare se vi siano stati profili di truffa e di appropriazione indebita da parte degli istituti nei confronti degli obbligazionisti. Codacons punta l’ attenzio ne sull’ ipotesi del reato di truffa. Un’ altra organizzazione dei consumatori, Adusbef, aveva del resto già presentato un proprio esposto chiedendo proprio chiesto di verificare la sussistenza dei reati di truffa e appropriazione indebita e l’ omes sa vigilanza. Almeno per quest’ ultimo reato la procura di Arezzo, secondo quanto appreso, dovrebbe ‘girarè l’ esposto a quella di Roma che, secondo quanto reso noto ieri da Adusbef Feder consumatori, i pm avrebbe ro già aperto un’ inchiesta sull’ operato di Bankitalia. Bankitalia e Consob sapevano dal 2013 dei rischi che stavano correndo i risparmiatori di Carife, «perché i due enti erano stati informati dal Codacons-riferisce lo stesso Codacons – attraverso un apposito esposto, in cui si chiedevano chiarimenti in merito all’ attività di vigilanza e tutela del risparmio relativamente all’ aumento di capitale per 150 milioni di euro avvenuto nel 2011». Esposto «rimasto tuttavia lettera morta». E però probabile che il procuratore aretino Roberto Rossi attenda di raccogliere altri esposti ed altri elementi prima di dare eventualmente il via ufficiale ad una inchiesta sulle altre ipotesi di reato. In questo caso si tratterebbe del quarto filone aperto dai magistrati aretini nei confronti dell’ ex management di banca Etruria. L’ ultimo del quale si è appreso non è, per ora, basato sulle recenti vicende dell’ istituto e degli ex obbligazionisti della banca. Si tratta invece di un’ inda gine sul conflitto di interessi che ha avuto origine dalla relazione della Banca d’ Ita lia circa il commissaria mento di Banca Etruria nel febbraio 2015. Questa parte di inchiesta si affianca agli altri due filoni. Il primo sull’ ostacolo alla vigilanza, che risale al marzo 2014 e trae origine dalla relazione degli ispettori della Banca d’ Italia del 2013 e il terzo sulle false fatturazioni datato primavera 2014.
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