14 Dicembre 2015

BANCHE, CARIFE: GIA’ NEL 2013 IL CODACONS DENUNCIO’ A BANKITALIA E CONSOB I RISCHI PER I RISPARMIATORI

BANCHE, CARIFE: GIA’ NEL 2013 IL CODACONS DENUNCIO’ A BANKITALIA E CONSOB I RISCHI PER I RISPARMIATORI

NESSUNO
DEI DUE ORGANI SI ATTIVO’ PER SALVARE I SOLDI DEGLI INVESTITORI. OGGI
CODACONS INVITA PROCURA DI ROMA AD ESTENDERE LE INDAGINI ALLA CONSOB

ASSOCIAZIONE CHIEDE INCONTRO A RENZI E SI PROPONE PER ARBITRATO

Già dal 2013 Bankitalia e Consob sapevano dei rischi che stavano correndo i risparmiatori di Carife, perché i due enti erano stati informati dal Codacons attraverso un apposito esposto, in cui si chiedevano chiarimenti in merito all’attività di vigilanza e tutela del risparmio relativamente all’aumento di capitale per 150 milioni di euro avvenuto nel 2011. Esposto rimasto tuttavia lettera morta. Lo denuncia oggi l’associazione dei consumatori, rendendo noto il contenuto dell’esposto.
Il 9 settembre del 2013 inviammo una denuncia ai due enti in cui si leggeva:
“nell’aprile del 2011 il Cda della Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a. – Banca Carife – ha varato un aumento di capitale per 150 milioni di euro, che ha portato  alla relativa sottoscrizione di circa la metà dei vecchi soci e di 5.700 nuovi azionisti – per un totale di 150.220.329,00 euro, pari a 7.153.349,00 di nuove azioni ordinarie, al prezzo di 21 euro per azione […] è fatto notorio che l’istituto bancario su citato versa, in realtà già a partire dal 2009, in una situazione economico-finanziaria oltremodo gravosa, tanto che lo stesso, con decreto MEF del 27 maggio u.s., è stato sottoposto ad amministrazione straordinaria […] Infatti nel 2010, come emerge dal prospetto informativo, le sofferenze della banca presentavano “un’incidenza pari al 11,97% del totale degli impieghi lordi, mentre le partite anomale lorde si attestano, in totale, al 20,85% degli impieghi lordi” mentre il bilancio Carife per il 2010 chiudeva con una perdita netta di 61,6 milioni di euro.
La crisi della banca di Ferrara, iniziata nel 2009, ha portato con sé la perdita di valore del relativo titolo azionario. Sono dati notori che nel febbraio del 2009 il titolo valeva 40,6 euro, a luglio u.s. il titolo raggiunge il minimo storico di 5,77 euro.
Con una crisi patrimoniale-finanziaria iniziata già nel 2009 avrebbero dovuto essere informati i piccoli risparmiatori che sono stati invitati all’acquisizione e che oggi si ritrovano a dover pagare il tentativo maldestro di un’operazione di salvataggio bancario”.

Il Codacons chiedeva poi nell’esposto “alla BANCA d’ITALIA e alla CONSOB chiarimenti in merito all’attività di vigilanza e tutela del risparmio relativamente all’aumento di capitale per 150 milioni di euro avvenuto nel 2011 che ha condotto ad una perdita di valore delle azioni Carife  attualmente pari circa al 72% del capitale investito, con grave pregiudizio dei sottoscrittori e dei nuovi piccoli azionisti”.
A fronte di tale denuncia, nessuna concreta iniziativa venne intrapresa per salvare i soldi dei risparmiatori, come dimostra la grave situazione di questi giorni. Per tale motivo il Codacons si è costituito oggi parte offesa dinanzi la Procura di Roma nell’inchiesta aperta su Bankitalia, e ha chiesto alla magistratura di estendere le indagini alla Consob.
L’associazione ha deciso inoltre di rivolgere oggi un appello al Premier Matteo Renzi, chiedendo un incontro urgente per affrontare la questione dei risparmiatori traditi e l’inserimento del Codacons in qualsiasi arbitrato o altra soluzione il Governo varerà per valutare le singole posizioni degli investitori ai fini dei risarcimenti.

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