Anche Confindustria tra le vittime del decreto salva banche Investimenti svaniti nel nulla
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fonte:
- Il Resto del Carlino
TRA LE VITTIME del «decreto salva banche» c’ è anche l’ Associazione industriali di Macerata, che ha lasciato sul campo obbligazioni subordinate di Banca delle Marche per un importo non trascurabile (ammonterebbe ad alcune centinaia di migliaia di euro). Un brutto colpo, ma soprattutto una brutta sorpresa, visto che si tratta di investimenti effettuati qualche tempo fa, comunque in periodi in cui nulla lasciava pensare al disastro che è emerso successivamente. Non solo. La scelta di investire nel capitale dell’ istituto bancario sarebbe stata effettuata nell’ ambito di un più ampio, articolato e consolidato rapporto di collaborazione con la Banca delle Marche, quella che era considerata l’ istituto di credito del territorio per eccellenza, in una logica di sostegno e sviluppo all’ imprenditoria locale. Peraltro, le decisioni sono state sempre assunte in modo ponderato, anche avvalendosi di esperti del mondo finanziario. IL RISVEGLIO, rispetto alle rosee prospettive di qualche anno fa, dunque, è stato brusco, e ha inserito l’ Associazione tra i tanti, tra azionisti e risparmiatori della Banca delle Marche, che hanno visto svanire nel nulla importanti risorse. Sulla vicenda, intanto, il Codacons alza la voce, e annuncia una campagna di boicottaggio per portare alla chiusura di massa dei conti correnti e al trasferimento dei depositi da parte dei clienti di Banca Marche. «SE L’ ESECUTIVO non sarà in grado di garantire rimborsi integrali di azioni ed obbligazioni subordinate in favore dei piccoli investitori delle quattro banche salvate, cui sono stati venduti titoli inadeguati al loro profilo – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – sarà inevitabile una risposta durissima da parte nostra. Chiederemo a tutti i correntisti di chiudere in massa conti e depositi» Una decisione dura, motivata dal fatto che «a fronte delle prove oramai incontestabili e certificate anche dall’ Unione Europea sulla vendita di «prodotti inappropriati a persone che non sapevano cosa compravano», il governo non sta fornendo le giuste risposte, e continua a parlare di briciole di indennizzo ai risparmiatori». IL CODACONS pubblicherà a breve una istanza che i titolari di azioni e obbligazioni subordinate delle quattro banche coinvolte nel salvataggio potranno utilizzare per chiedere al proprio istituto di credito l’ esatto utilizzo dei fondi negli ultimi cinque anni. E lo stesso potranno fare nei confronti di Bankitalia, chiedendo di conoscere in dettaglio l’ attività di controllo eseguita a carico delle diverse banche. «DOCUMENTI utilissimi ai fini delle azioni risarcitorie da parte degli investitori che, alla luce della situazione attuale, appaiono inevitabili», conclude il Codacons. Franco Veroli.
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