12 Dicembre 2015

L’ Asp: «Chiariremo al termine delle verifiche» Il Codacons: «Presenteremo un esposto»

L’ Asp: «Chiariremo al termine delle verifiche» Il Codacons: «Presenteremo un esposto»

Ieri la direzione dell’ Asp ha rilasciato una sintetica nota in merito alla vicenda dell’ inapproprietezza prescrittiva di farmaci oppiacei per malati terminali. Nei giorni scorsi avevamo pubblicato la notizia di una richiesta di risarcimento presentata dall’ Asp a un medico di Vizzini in merito proprio all’ eccessiva prescrizione di una tipologia di farmaco che allevia le crisi acute di dolore e una risposta dell’ Asp era necessaria visto il clamore sollevato dalla vicenda: «In merito a recenti articoli apparsi su organi di stampa – si legge nella nota dell’ Azienda – relativi a provvedimenti adottati dall’ Asp di Catania nei confronti di medici, per iperprescrizione di farmaci oppiati, si rappresenta che sono in corso, e non ancora concluse, verifiche istruttorie sulla corretta prescrizione, dei farmaci citati, ai sensi delle vigenti normative. Non essendosi ancora concluso il procedimento non si ritiene opportuno rilasciare dichiarazioni a riguardo». L’ Asp quindi rimanda ogni chiarimento a quando si sarà concluso il procedimento sanzionatorio che mirerebbe in primis a ristabilire un corretto utilizzo delle prescrizioni pubbliche. Da quello che emergerebbe dagli uffici, visto il totale riserbo, l’ Azienda sanitaria in quest’ ultimo anno starebbe agendo procedendo ad avviare verifiche sulle iperprescrizioni di farmaci difficili da giustificare. Ora il caso specifico rientrerebbe in questa specifica cate goria, ma sarebbe anche il frutto di preventive consultazioni di esperti che avrebbero certificato una anomalia nella prescrizione di tre volte maggiore rispetto alle norme vigenti, dopo aver sentito gli stessi medici esaminati che a loro volta avrebbero prodotto documenti. Da qui sarebbe scattato il procedimento che ancora non si sarebbe concluso e che riguarderebbe non uno, ma due medici dello stesso Distretto esaminato. Sarà bene attendere i risultati di questa procedura per mettere il punto fermo ufficiale dell’ Asp, quest’ ultima chiamata anche ad esprimersi in queste problematiche inerenti l’ inapproprietezza prescrittiva che qualche mese fa aveva già riguardato i farmaci osteoporosi. Detto questo, però, il caso appena scoppiato è lontano dal concludersi. In una nota il segretario regionale della «Sicp», Società italiana cure palliative, dott. Geraldo Alongi, è intervenuto sulla vicenda con una nota: «La presente comunicazione costituisce nota formale di biasimo del sottoscritto, coordinatore regionale Sicp Sicilia, rispetto alla richiesta di rimborso di 14 mila euro commutata dall’ Asp Catania a un medico per aver prescritto a una persona affetta da dolore l’ oppiaceo «Effentora 600» in osi e tempi di somministrazione valutati come eccessivi. Tali avvenimenti – continua il dott Alongi – vanno purtroppo a testimoniare una ancora insufficiente conoscenza della Legge 38 del 2010, che assume caratteristiche di particolare gravità quando interessa gli addetti ai lavori». Il dott. Alongi conclude la sua nota «con l’ auspicio che, in considerazione dei ben noti effetti collaterali provocati da un uso inapproprieto dei fans, i direttori di distretto disincentivino la presrizione di quet’ ultimi rispetto ai farmaci di derivazione oppiacea». Sulla vicenda c’ è da registrare anche la for ta presa di posizione del Codacons che definisce in un documento «Davvero allarmante quello che sta accadendo ai medici di famiglia, sin dallo scoppio della vicenda “osteoporosi”. Minacce di addebiti salatissimi, circolari intimidatorie di contenimento della spesa, denunce alla Corte dei Conti fino ad arrivare, ed è notizia di questi ultimi giorni, alla richiesta di risarcimento ad un medico per prescrizione di farmaci per il controllo del dolore ad un paziente oncologico».. I medici di famiglia – continua il Codacons che ha chiesto al ministro Lorenzin l’ invio di ispettori – sono confusi, disorientati, impauriti. Ed allora, naturale conseguenza del timore cui porta questa assurda situazione, scatta nei medici di famiglia l’ immediata reazione: si ha una drastica riduzione della prescrizione di farmaci anche nei casi di necessaria prescrizione». «Il Codacons – afferma il penalista Carmelo Sardella – annuncia che nei prossimi giorni presenterà un esposto alla Procura per chiedere alla magistratura di indagare se siano stati commessi i reati di abuso d’ ufficio ex art 323 c. p. e violenza o minaccia ad un incaricato di pubblico servizio ex art 336 c. p. ». Ma il Codacons lancia, altresì, un forte appello ai medici di famiglia invitando gli stessi a rispettare unicamente il codice deontologico. «Vi chiediamo – continua il presidente regionale avv. Giovanni Petrone – di continuare a svolgere la vostra professione come avete sempre fatto».
giuseppe bonaccorsi

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