12 Dicembre 2015

Caso notifiche, è caos «Decida il ministero»

Caso notifiche, è caos «Decida il ministero»

il comune chiede aiuto alla corte dei conti. in aula due delibere. adusbef: «pronti a sostenere chi farà causa»
• Due diverse delibere per annullare le 8.000 notifiche inviate agli automobilisti nelle ultime settimane e la decisione congiunta del Comune e delle associazioni dei consumatori, con qualche scetticismo da parte di queste ultime, di chiedere alla Corte dei Conti un parere su come sbrogliare la matassa. Sono queste le novità prodotte ieri a Palazzo Carafa sul caso che da giorni fa discutere la città. La Municipale ha infatti inviato 8.000 notifiche per sanzioni elevate nel 2013 e nel 2014 e non pagate oppure pagate nei cinque giorni previsti per usufruire di uno sconto del 30%, ma le cui somme sono entrate nelle disponibilità del Comune solo successivamente alla scadenza dei cinque giorni. In quest’ ultimo caso, il ministero dell’ Interno ha chiarito il 10 luglio scorso che la valuta da ritenere valida è quella di effettiva ricezione del denaro pagato per il saldo della multa ed è qui che maggioranza e minoranza in Consiglio si sono divise una prima volta, arrivando a produrre due diverse deliberazioni, che approderanno in Aula lunedì prossimo. La prima delibera è stata confezionata dal Pd, in testa il presidente della commissione Controllo Antonio Rotundo e prevede l’ annullamento delle notifiche fino al 10 luglio, data di diffusione della circolare interpretativa del Viminale. La seconda, invece, suggerita dalla Giunta e dal Comando di Polizia municipale, revoca in autotutela le notifiche antecendenti l’ 1 febbraio scorso, data dopo la quale su alcuni verbali è stato inserito un avviso ai cittadini, relativo al fatto che “la data di valuta al beneficiario corrisponderà alla data di pagamento”. La delibera prevede anche il rimborso delle somme eventualmente già pagate per le notifiche ai cittadini che consegneranno al Comando l’ attestazione della banca dell’ avvenuto pagamento. Per Carlo Salvemini di Lecce Città Pubblica la delibera suggerita dalla Giunta è «semplicemente irricevibile» e per Rotundo il provvedimento è un «pasticcio, perché né sul preavviso di accertamento né sui verbali di contestazione immediata è scritto alcuna frase chiarificatrice», orientamento condiviso anche da alcuni consiglieri di maggioranza, come Roberto Martella che ha insistito sulla necessità di annullare le notifiche antecedenti il 10 luglio «con un atto di buona volontà» e fatto mettere a verbale che «il ministero deve eliminare ogni riferimento alla valuta e al bonifico bancario e riconoscere al cittadino il pagamento entro i cinque giorni, viceversa sia mo davanti a una truffa». A ingarbugliare ancora di più la matassa l’ intervento del comandante Zacheo che ha spiegato come «i cinque giorni per lo sconto vanno conteggiati a partire dalla contestazione imme diata o dalla notifica a casa del verbale e non, invece, dal momento in cui l’ automobilista trova sul parabrezza il preavviso, assimilabile – ha aggiunto Zacheo – a un mero atto di cortesia». Un atto che, però, proprio il Viminale ha chiarito essere equiparabile a un verbale di contestazione immediata. Lo ha spiegato, più tardi, il responsabile Adusbef Antonio Tanza, a Palazzo Carafa insieme a Piero Mongelli (Codacons), a Laura Maz zotta (Adiconsum) e alle banche per un incontro voluto dal sindaco Paolo Perrone. I partecipanti al tavolo hanno deciso, «congiuntamente – recita la nota di Palazzo Carafa – di chiedere un parere alla Corte dei Conti e al ministero dell’ Economia». Ma Tanza, ha sollevato qualche dubbio sull’ efficacia di questo percorso: «Il Comune ha chiesto un parere alla Corte anche per il grattino scaduto e i giudici risposero che non danno simili pareri e poi – ha aggiunto – né nei verbali di contestazione immediata né nel preavviso di accertamento lasciato sul parabrezza è scritta alcuna indicazione per gli automobilisti. E, in ogni caso, il pagamento deve coincidere con il giorno in cui il trasgressore effettua il versamento. Ci sembra ingiusto ed impopolare che il Comune, oltremodo attento all’ irrogazione di multe si accanisca contro quei cittadini che hanno già espiato la loro colpa, pagando». Per questo, i verbali, tutti, andrebbero modificati e il Comune dovrebbe desistere dal procedere con altre notifiche. «Viceversa ci rivolgeremo al Giudice di pace – ha avvisato Tanza chiedendo anche che l’ ente sia condannato a pagare le spese di giudizio».

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