Bruxelles attacca Roma
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fonte:
- Ilgarantista.it
Le quattro banche salvate dall’ Italia -CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria – “hanno venduto prodotti inappropriati a persone che forse non sapevano cosa compravano” e questo ha avuto “conseguenze molto dure e difficili”. È secco e chiaro il giudizio del commissario Ue ai servizi finanziari, Jonathan Hill, che però ha difeso il fatto che devono essere rispettate le regole sugli aiuti di Stato previste nell’ Unione. Bruxelles, dunque, attribuisce la responsabilità del salvataggio al governo italiano: “Ne è alla guida e ha la responsabilità per questo. Il governo ha discusso a lungo con la Commissione, in particolare con la Direzione generale concorrenza” che ha “ritenuto che le misure prese erano compatibili con la legislazione Ue” sui salvataggi bancari. “Questo si collega a una questione più ampia”, prosegue Hill, “sulla tutela dei consumatori e di come possiamo costruire un mercato più forte dei prodotti finanziari al dettaglio. Dobbiamo avere cittadini che si sentano sicuri nell’ investire. Per questo – ha concluso Hill servono sistemi che garantiscano che le persone sanno cosa comprano”. Conseguenze personali “dure e difficili”, dice Hill. Talvolta tragiche e definitive, come nel caso di Luigino D’ Angelo, il pensionato di Civitavecchia che si è suicidato dopo aver perso tutti i risparmi, 110mila euro, investiti nei bond subordinati di Banca Etruria. Sulla vicenda, la procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un fascicolo a carico di ignoti nel quale si ipotizza il reato di istiga zione al suicidio. Una richiesta in tal senso era stata avanzata dal Coda cons. Adusbef e Federconsumatori avevano già sollecitato un’ indagine per istigazione al suicidio, chiedendo di verificare se il decreto Salva banche sia compatibile con le norme penali e la Costituzione. “Vogliamo sapere – afferma invece il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – se eventuali comportamenti di organi pubblici o soggetti privati abbiano potuto in quale modo contribuire al tragico gesto”. Serve una commissione d’ inchiesta “su ciò che è avvenuto nel sistema bancario italiano ed europeo negli ultimi dieci anni”. La richiesta di una commissione sulla mancata vigilanza sulle attività delle banche è arrivata sia da Forza Italia che dal Pd, che ha già depositato un documento articolato al Senato. Secondo Renato Brunetta, capogruppo di Fi, la richiesta di Forza Italia sarà appoggiata da M5S e Scelta Civica. Anche per il senatore del Pd Andrea Marcucci serve chiarezza sul salvataggio delle banche: “Riteniamo necessaria una commissione d’ inchiesta parlamentare che possa accertare se ci siano state omissioni sul versante dei controlli e della vigilanza da parte degli organi preposti e al contempo stabilire con chiarezza le responsabilità degli amministratori degli istituti di credito coinvolti”. D’ accordo Michele Pelillo, presidente pd della Commissione finanze alla Camera: “Non bisogna però dimenticare – sottolinea Pelillo – che senza l’ intervento del governo ora staremo parlando non di una situazione critica ma di una catastrofe. Non di 780 milioni, ma di 12 miliardi di risparmi a rischio. Non del coinvolgimento di 94 mila titolari di obbligazioni secondarie, ma di una liquidazione che avrebbe colpito un milione di risparmiatori, condannato al fallimento 200mila piccole aziende e 6000 lavoratori alla disoccupazione”. Di Battista (M5s) non ha dubbit “Sciaccalli in Parlamento”. Durissimo il commento su Facebook di Alessandro Di Battista del Movimento 5 stelle: “Un pensionato si è ucciso dopo aver perso i risparmi nel salvataggio di Banca Etruria. Oggi diranno che chi lo ricorda è uno sciacallo. Per me gli sciacalli stanno in Parlamento! L’ Italia è diventata una Repubblica fondata sulla banche, non sul lavoro. Il profitto è un valore per questa gentaglia. Salvano le banche con i soldi della povera gente. Fa parte della trasformazione in ‘democrazia bancaria’ che stiamo subendo da anni”. Per la Cei: “Civiltà non è solo il Pil”. Invita a una riflessione sul valore della vita il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino:”Speriamo che questo faccia riflettere un po’ tutti quanti noi a non misurare la vita e il progresso della civiltà soltanto col Pil o le percentuali dei soldi. Speriamo di no”.
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