9 Dicembre 2015

>ANSA-FOCUS/ Roma: sciopero addetti metro. Prefetto,precettiamo

>ANSA-FOCUS/ Roma: sciopero addetti metro. Prefetto,precettiamo
Stop manutenzione 7gg durante Giubileo.Fiom,Sos 50 licenziamenti

ROMA
(di Paola Lo Mele) (ANSA) – ROMA, 09 DIC – La grana trasporti arriva puntuale a Roma, all’indomani dell’inizio del Giubileo. I lavoratori che si occupano della manutenzione delle metropolitane, che vedono a rischio il loro posto di lavoro, hanno indetto uno sciopero di sette giorni che potrebbe, in caso di guasti, mettere a serio rischio il servizio nella prima settimana dell’ Anno Santo. Ma domani è pronta a scattare la precettazione. E’ una mobilitazione “illegittima e va revocata – ha tuonato il Garante degli scioperi – pena la valutazione delle sanzioni”. L’astensione dal lavoro indetta dalla Fiom, secondo il Garante, ha diversi profili di illegittimità: non sono stati rispettati “la franchigia giubilare”, i termini di preavviso e “l’intervallo minimo tra scioperi nello stesso bacino”, riferendosi a quello del 4 dicembre scorso che ha messo in ginocchio metro e trasporti nella Capitale. A pochi giorni dall’annuncio della linea dura del governo contro gli scioperi durante il Giubileo nella Capitale, nel pomeriggio è arrivato l’ultimatum del prefetto di Roma Franco Gabrielli: “Lo sciopero è illegittimo. Se domani non si darà corso positivo alla richiesta di revoca del Garante, precetteremo”. La Fiom, da parte sua, per ora non revoca lo sciopero. Lo farà “appena verrà aperto il tavolo di confronto con il Comune di Roma, Atac e l’azienda Caf sul futuro dei lavoratori”. In mattinata, il prefetto aveva chiesto il commissariamento del trasporto pubblico capitolino: “Mi sono già fatto portatore, presso il Governo, del tema dei trasporti e della mobilità, che penso a Roma sia l’emergenza delle emergenze. Ho avanzato l’ipotesi della nomina di un commissario con poteri forti e risorse adeguate”. “Mi fa piacere che il prefetto Gabrielli la pensi come me – il commento dell’ex assessore alla mobilità capitolina Stefano Esposito -. Sono tre mesi che lo dico, purtroppo inascoltato”. Una questione ancora non risolta, quella del commissario ai Trasporti, un incarico per cui nei mesi scorsi era stato fatto il nome di Marco Rettighieri, direttore di Expo 2015 e già manager delle ferrovie. Ma subito dopo l’annuncio del prefetto, tempo record, la Fiom ha reso noto lo sciopero di sette giorni di 50 tecnici specializzati della Caf Italia, società che si occupa della manutenzione della metro, da oggi fino al 16 dicembre. Alla base della mobilitazione la “procedura di licenziamento collettivo” aperta dalla società a fronte della decisione dell’Atac di internalizzare il servizio. “Una decisione drammatica – ha spiegato il sindacato – che metterà a rischio la tenuta della metropolitana di Roma proprio in un momento particolarmente delicato stante l’apertura del Giubileo”. Atac, da parte sua, ha subito precisato che “adotterà tutte le iniziative utili a limitare i disagi che potrebbero derivare da questa agitazione” oltre che “le misure necessarie per garantirsi in ogni modo è in tutte le sedi. Il percorso di internalizzazione – ha sottolineato – oltre a generare a regime risparmi per circa 5 milioni di euro annui, consente all’azienda di provvedere alla necessità manutentive in proprio e in un percorso di valorizzazione delle maestranze interne”. Ma la polemica è già servita: “Lo sciopero annunciato dalla Fiom per i lavoratori Caf è un’altra macchia indelebile sull’immagine della Capitale”, la critica del Movimento 5 Stelle. Mentre Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd, ha puntato il dito contro la mobilitazione: “E’ da irresponsabili fare una serrata, in periodo di Giubileo, rischia solo di portare un danno all’immagine dell’Italia nel mondo”. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi, preannunciando anche denunce penali, ha sottolineato che un’azione del genere “finirebbe per paralizzare totalmente la capitale, e anziché spostare l’attenzione sulle legittime richieste dei lavoratori, creerebbe un danno all’intera categoria, cancellando di netto le loro rivendicazioni e provocando la rabbia degli utenti”.(ANSA).

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