9 Dicembre 2015

«Misure umanitarie per i risparmiatori»

«Misure umanitarie per i risparmiatori»
il ministro padoan annuncia
interventi per chi possiede i bond azzerati. i sindacati: chiarezza
sulla vendita degli istituticarichieti e le altre banche “salvate”

CHIETI «Stiamo studiando delle misure di tipo umanitario che vanno incontro alle necessità delle fasce più deboli di risparmiatori coinvolti in queste operazione di risoluzione (cioè il salvataggio delle quattro banche Carichieti, Banca delle Marche, Cariferrara e Banca Etruria, ndr)». E’ questa l’ idea del ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan per superare la contrarietà dell’ Unione europea al rimborso dei bond azzerati dopo l’ operazione salva-banche. Il ministro ha precisato che occorre separare i due aspetti, ovvero quello «umanitario» dall’ operazione di salvataggio in quanto tale. L’ aspetto umanitario, ha detto Padoan, «nulla ha a che fare con misure che potrebbero essere interpretate in contraddizione con la risoluzione», perché un intervento connesso al salvataggio «sarebbe in contrasto subito con la disciplina sugli aiuti di Stato». Quindi, «i termini qualitativi di questa misura sono ancora da chiarire». L’ idea, ha chiarito il ministro, «è riconoscere che un gruppo di cittadini è in difficoltà economica, e quindi è equivalente ad una misura di sostegno alla povertà e non interferisce con il meccanismo finanziario». Solo così, ragiona il ministro, si potrebbero superare i “rigidi paletti” della Ue di cui ieri ha parlato il presidente di Carichieti e degli altri tre istituti Roberto Nicastro, a proposito dei rimborsi richiesti dalle associazioni dei consumatori (Codacons in testa che ha già annunciato il no a qualsiasi forma di «elemosina»). Ieri anche l’ amministratore delegato di Carichieti Salvatore Immordino, ha confermato l’ impegno dell’ istituto «di contribuire a trovare soluzioni compatibili con la rigorosissima norma europea» e ha invitato i clienti della Nuova Banca Carichieti, la “banca buona”, a confermare la fiducia nell’ istituto. Sempre ieri si sono fatti sentire i sindacati, preoccupati per l’ annuncio di Nicastro della vendita entro l’ estate 2016 dei quattro istituti salvati, compresa dunque Carichieti, a investitori esteri o nazionali interessati. «Le 4 Banche», scrivono in una lettera aperta le segreterie Fisac/Cgil dei gruppi creditizi Nuove Banca Carife – Banca Carichieti – Banca Marche – Banca Etruria Lazio, «sono le lavoratrici e i lavoratori, che ci hanno creduto e hanno mantenuto il rapporto di fiducia con il territorio, le famiglie, le imprese, la clientela, mettendoci sempre la faccia». Per il sindacato è proprio grazie ai lavoratori se «le 4 banche, anche nel periodo del commissariamento, hanno mantenuto l’ eccezionale radicamento sul territori, se è stato posto un argine a forme di concorrenza sleale. E se il risparmiatore allo sportello chiede conto, sono sempre i lavoratori ad essersene fatti carico». Ma «sono i dipendenti delle 4 banche, delle altre banche e società facenti parte dei 4 gruppi bancari, coloro cui, per primi, è stato presentato il conto, pagato con riduzioni di salario, perdite di diritti e peggioramento delle condizioni di lavoro». I dipendenti sono inoltre alla pari degli altri risparmiatori sulla questione bond. Anche loro, ricorda la Fisac, «hanno visto azzerato il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate, sottoscritte quando i rating delle Banche e dei titoli erano di assoluta fiducia e sicurezza. Sono sempre i lavoratori dipendenti che, di fronte alla collera montante dei risparmiatori, in prima persona tentano di fare comprendere che le 4 banche sono una ricchezza per i territori di insediamento, una opportunità da non trascurare». Quanto all’ annunciata vendita delle banche (il processo di asta partirà in febbraio dopo lo scorporo delle bad bank, previsto invece entro gennaio) il sindacato chiede chiarezza sul progetto e sulle prospettive per i lavoratori. «Chi gestirà la montagna di crediti in sofferenza che passeranno alle bad bank?», chiede il sindacato. E infine: «Quali i requisiti di ammissione all’ asta richiesti ai soggetti che manifestano interesse al loro acquisto ? Quali progetti per i territori? Quali prospettive per i dipendenti e le loro famiglie?» Sono domande, dice il sindacato, che interrogano non solo il presidente Nicastro, ma « le Istituzioni locali, il Parlamento e il Governo». Intanto arrivano le prime reazioni all’ ipotesi Padoan. La responsabile Comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini parla di parole «assolutamente fuori luogo». «Che vuol dire – sostiene Bergamini – che si tratta di misure umanitarie? I risparmiatori chiedono giustizia, non l’ elemosina, si domandano come sia stato possibile che nessuno abbia vigilato su quel che stava succedendo e pretendono giustamente che si ponga rimedio ad un torto che loro hanno subito». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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