8 Dicembre 2015

Le «vittime» delle banche chiudono i conti

Le «vittime» delle banche chiudono i conti

GABRIELLA BELLUCCI ROMA. Fuga dalle quattro banche salvate dal governo. Molti obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi stanno chiudendo i conti correnti per rivolgersi ad altri istituti. E mentre il governo temporeggia per trovare una soluzione, le associazioni dei consumatori segnalano che dal 1 gennaio 2016 sono a rischio “60 miliardi di bond subordinati nei portafogli titoli delle banche”. Anche Debora Serracchiani, vice -segretario del Pd, ha perso risparmi per 18mila euro. Il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, riferirà soltanto sabato prossimo in commissione alla Camere per prospettare qualche misura tampone nella Legge di stabilità. Ma nel frattempo i risparmiatori non restano a guardare. Si sono associati nel gruppo “Vittime del Salva -banche truffate dal decreto” e hanno deciso di chiudere ogni rapporto con Carichieti, CariFerrara, Banca Marche, Banca Popolare Etruria, e di trasferire altrove i loro depositi. “Non sono preoccupato”, commenta il presidente degli istituti salvati, Roberto Nicastro: “Le nuove banche sono solide e liquide”. Ma non è tutto. A breve partiranno le “cause per frode, mancata vigilanza, dichiarazioni false al mercato”, allo scopo di ottenere il risarcimento completo. Perché i correntisti, sottolinea la nota del gruppo, “sono stati spinti, in maniera obbligata ed inconsapevole, ad acquistare obbligazioni subordinate”, tanto che quei bond sono stati venduti dagli stessi dipendenti delle quattro banche “come titoli sicuri”. Una tesi opposta alla versione del premier (“queste persone non sono truffate: hanno siglato contratti regolari”) sulla quale è tornato ieri anche il sottosegretario all’ Economia, Enrico Zanetti: “Non esiste che si va con i soldi pubblici a rimborsare situazioni di rischio che ciascuno si assume”. Ad impedire un risarcimento statale sono le direttive europee, che vietano gli aiuti di Stato. Motivo per cui il governo starebbe studiando il modo per aggirare l’ ostacolo e alleviare almeno in parte la sofferenza dei risparmiatori (soprattutto quelli rimasti in stato di “indigenza”). Serracchiani, da vittima della Banca popolate di Vicenza, afferma: “È una situazione di emergenza, e quindi di emergenza sarebbe l`intervento”. Lo sostengono anche le associazioni dei consumatori che mandano l’ altolà. “Qualsiasi provvedimento del governo che introduca un rimborso parziale di azioni e obbligazioni subordinate di Banca Marche, sarà impugnato”, fa sapere il Codacons. Le associazioni dei consumatori invitano correntisti e risparmiatori ad attente verifiche sui loro investimenti perché “nella pancia delle banche italiane ci sono oltre 60 miliardi di bond subordinati tossici che saranno azzerati in caso di dissesti bancari”.

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