Fondo di solidarietà da 100 milioni
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fonte:
- il Tirreno
il governo pensa a piccoli risarcimenti. codacons: solo briciole, non firmate nulla
di Rino Bucci Mentre i piccoli azionisti di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e i ferraresi di Carife manifestavano davanti a Montecitorio, nelle stanze che ospitano la commissione bilancio la politica cercava di dare una risposta a chi da un giorno all’ altro si è ritrovato con un pugno di mosche in mano. Tutti i loro risparmi andati in fumo in seguito alle ripercussioni del cosiddetto decreto salva-banche. Partiamo dal finale, dalle dichiarazioni del viceministro Enrico Morando che ha sottolineato come il governo sia «favorevole alla costituzione di un fondo di solidarietà dove convergano una parte di risorse pubbliche, minoritarie, e una quota maggioritaria di risorse delle banche». Come e quando sarà costituito questo fondo per risarcire almeno in parte di risparmiatori beffati, resta però ancora un’ incognita. Gli emendamenti – presentanti da maggioranza e minoranza – sono molti e il governo dovrà cercare di evitare il «rischio di procedure di infrazione da parte dell’ Ue per aiuti di Stato». Sarà una corsa ad ostacoli. La discussione. Bagarre in aula tra il toscano Dario Parrini (Pd) e i parlamentari pentastellati. «Ho ricordato in aula – spiega il parlamentare e segretario toscano del Pd – che col decreto del governo si sono salvati correntisti, dipendenti e obbligazionisti. Ora, serve un intervento che tuteli i più deboli, gli obbligazionisti subordinati che hanno perso i soldi. Non è il momento degli sciacallaggi politici». Il riferimento è diretto ad alcuni esponenti del M5s – come il senatore grillino Alberto Airola – che hanno manifestato in piazza insieme ai risparmiatori beffati. Nel suo intervento Parrini ha elencato le linee guida che potrebbe seguire il governo: «Dobbiamo tener conto di quanto investito nelle obbligazioni subordinate, del rapporto tra quantità investita in obbligazioni subordinate azzerate e il totale del patrimonio finanziario posseduto e tener conto del rendimento offerto dal titolo al momento della sottoscrizione», spiega Parrini. Emendamenti. Il principale emendamento presentato dal Pd prevede un fondo da 120 milioni di cui 40 in capo al governo e 80 al sistema bancario. Secondo fonti autorevoli però palazzo Chigi non vorrebbe mettere sul piatto più di 100 milioni di euro. Invece, i pentastellati hanno avanzato una proposta che prevede «un prestito e un’ iniezione di liquidità alla banca da parte del Tesoro» con un interesse al 3% e poi commissariamento dello Stato che dà l’ avvio alla ristrutturazione. Reazioni. Da destra a sinistra le opposizioni puntano il dito contro il governo. Per Giovanni Paglia di Sinistra Italiana il fondo salva risparmiatori «salva solo le banche e i manager fra cui Boschi senior» mentre Silvio Berlusconi accusa il governo di scarsa vigilanza. «Si poteva fare di più e si deve fare di più. Ci sono 20.000 cittadini che hanno investito i loro risparmi nelle obbligazioni subordinate e non hanno più nulla», queste le sue parole. Sulla stessa linea Daniela Santanché e Stefania Prestigiacomo che accusano Matteo Renzi di «arrampicarsi sugli specchi». Associazioni. Il Codacons fa sapere di avere incassato già oltre 2.000 adesioni per un’ azione legale e invita i risparmiatori coinvolti a non firmare nulla. «Le misure annunciate da Renzi sono inaccettabili, perché prevedono briciole di rimborso per azionisti e obbligazionisti. Il nostro invito – spiegano dal Codacons – è di chiedere il rimborso integrale dei soldi investiti».
rino bucci
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