3 Dicembre 2015

Il bancomat per giornali e caffè divide, ma il Pd accelera

Il bancomat per giornali e caffè divide, ma il Pd accelera
Il
presidente della Commissione Bilancio, Boccia: “Sostengo l’ emendamento
con convinzione”. Confesercenti denuncia un aggravio di costi da 1,5
miliardi di euro l’ anno, mentre gli artigiani chiedono un ulteriore
taglio dei costi. Soddisfazione tra i consumatori

MILANO – L’ accelerazione del Pd sull’ utilizzo di carte e bancomat anche per i micropagamenti continua a dividere la politica così come i diretti interessati. L’ emendamente presentato da Sergio Boccadutri prevede l’ azzeramento della soglia minima per accettare un pagamento digitale, l’ introduzione di sanzioni per chi non si mette in regole e il taglio delle commissioni per i micropagamenti sotto i 5 euro: la prossima settimana, intanto, scatterà lo stop alle super commissioni con l’ entrata in vigore dei tetti imposti dall’ Ue pari allo 0,3% sul valore della singola transazione per le carte di credito e allo 0,2% per i bancomat e le prepagate. Per i commercanti, però, l’ intervento è “pesante: anche tagliando le commissioni sotto i 5 euro, i costi di installazione e di utilizzo di un nuovo Pos costituiscono un aggravio per le imprese quantificabile in circa 1.700 euro l’ anno. Per il commercio ed il turismo sarebbe una batosta: nel settore ci sono circa 900mila imprese che ancora non si sono dotate di terminali per bancomat e carte, e l’ obbligo comporterà una spesa complessiva di 1,5 miliardi l’ anno” dice Confesercenti che poi aggiunge: “Se l’ obiettivo è aumentare la tracciabilità, è meglio puntare sull’ invio telematico dei corrispettivi. Anche perchè 7 italiani su 10 non cambieranno abitudini di pagamento e nel nostro paese ci sono milioni di persone senza conto corrente, carte di credito o bancomat”. E proprio per i 14 milioni di italiani senza conto corrente la svolta potrebbe arrivare dai telefonini attraverso le sim ricaricabili: da Apple Pay, a Vodafone a Tim tutti hanno iniziato a muoversi in questa direzione così come le anche le start up Payleven e Jusp che con un dispositivo ad hoc trasformano il telefono in un Pos a tutti gli effetti, ma dover pagare un canone d’ affitto. “Da presidente, com’ è noto, non firmo alcun emendamento ma quelli che simbolicamente sono diventati il ‘bancomat per giornali e caffè’ li sostengo con convinzione” dice Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, a dimostrazione che l’ emendamento potrebbe davvero vedere la luce. A favore della proposta si schiera anche il Codacons ricordando che “l’ Italia è agli ultimi posti in Europa per l’ uso di carte di credito e bancomat nei pagamenti”. Per il presidente dell’ associazione consumatori, Carlo Rienzi “l’ emendamento proposto rappresenta un importante passo avanti, che può apportare benefici ai consumatori e all’ economia, a patto però di prevedere sanzioni durissime nei confronti degli esercenti e degli operatori che rifiutino di accettare il bancomat anche per piccoli importi”. “Con la richiesta di una sanzione per quei commercianti e professionisti che rifiutano di accettare pagamenti con Pos, si permette anche a coloro che preferiscono utilizzare la carta di pagamento di avere uno strumento di tutela” dice Geronimo Emili, presidente di Cashlessway, associazione che promuove gli strumenti di pagamento digitale, “Non siamo contrari alla diffusione della moneta elettronica, ma a condizione che vengano abbattuti i costi fissi e ridotte drasticamente le commissioni” ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, mentre l’ Unione artigiani chiede l’ azzeramento del costo per i Pos. Levata di scudi, invece, da Confartigianato Veneto: “Non ci sono parole – dice il presidente Luigi Curto – E’ una sciocchezza che dimostra una volta di più come la Politica abbia a cuore solo banche e assicurazioni inventandosi ogni mese un nuovo modo di far pagare a noi imprenditori il relativo “pizzo”.
GIULIANO BALESTRERi

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