Polveri, meno tre giorni ai blocchi L’ Arpa: le restrizioni funzionano
-
fonte:
- Il Giorno
il limite del pm10 superato 7 volte di fila. ma negli anni sta calando
di GIULIA BONEZZI – MILANO – MARTEDÌ: 90 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’ aria rilevati in media giornaliera alla stazione di Città Studi; e 75 al Verziere, 83 in via Senato, contro un limite di 50. I dati validati a 24 ore dall’ Arpa confermano il settimo giorno consecutivo di sforamento della soglia; se continua così fino a domani, dopo il ponte almeno a Milano scatteranno le limitazioni al traffico e ai riscaldamenti previste dal protocollo della Città Metropolitana. Cioè alle misure imposte dalla Regione dal 15 ottobre (12 ore di divieto di circolazione, nei feriali, per i motori a benzina Euro 0 e i diesel senza filtro fino all’ Euro 2) si aggiungerà il blocco dei diesel Euro 3, dalle 8.30 alle 18 i veicoli privati e dalle 7.30 alle 10 quelli commerciali. E sarà ridotto di due ore, da 14 a 12, il periodo d’ accensione degli impianti di riscaldamento. IN UN CLIMA che, al di là di un meteo che favorisce la concentrazione delle polveri in questo periodo, è tornato incandescente sul tema. A Parigi c’ è la conferenza Cop21, e su Giuliano Pisapia, che rappresenterà gli italiani al vertice dei sindaci domani, pende una minaccia di denuncia del Codacons (a lui e al governatore Roberto Maroni), dopo che un rapporto dell’ Agenzia europea per l’ ambiente (Aea) ha piazzato l’ Italia in cima alla classifica delle morti premature per inquinamento nell’ Ue, 84.400 nel 2012 su 491 mila in 28 Paesi. Il big killer è il microparticolato o Pm 2,5, habitat naturale alla concentrazione l’ inverno in Pianura Padana. Da quest’ anno c’ è un limite Ue di 25 microgrammi come media annuale, e nel 2014 Milano l’ ha sfiorato fermandosi a 26. «Era un anno eccezionalmente favorevole per il meteo», avverte Guido Lanzani, responsabile dell’ unità operativa Qualità dell’ aria all’ Arpa. Ma il trend è comunque in discesa: la media milanese era 41 nel 2006, dal 2008 al 2013 ha oscillato tra 30 e 33, toccando 25 nel 2010. Vale lo stesso per il Pm10, del quale, sottolinea Lanzani, il 2,5 è una frazione, «dunque le azioni per contenerlo sono le stesse»: se Milano, con 74 giorni fuori legge, nel 2015 ha già più che doppiato il tetto Ue di 35, resterà lontana dai 152 di dieci anni fa. La media annuale, che nel fortunato 2014 restò sotto la soglia di 40 per la prima volta in tutta la Lombardia, a fine novembre era 38. «Di strada ne abbiamo fatta, c’ è ancora molto da lavorare», traduce il tecnico, anche nelle stagioni che favoriscono altri killer denunciati dall’ Aea, il biossido d’ azoto o NO2 e l'”estivo” ozono. E, sottolinea, «le norme mirate funzionano: lo dimostrano l’ evoluzione del Pm 10, e di altri inquinanti famigerati come il biossido di zolfo, responsabile dei morti di smog a Londra: oggi i valori di SO2 sono un centesimo rispetto a quarant’ anni fa».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
-
Tags: inquinamento, Milano, pm10
