Bancomat per caffè e giornali Il no dei negozi: «Insostenibile»
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fonte:
- Il Mattino
Cinzia Peluso «Caffè e giornale con il bancomat? L’ ultimo regalo a banche e assicurazioni. E lo pagheranno le imprese con una stangata sui bilanci, proprio ora che si potevano riprendere un po’ grazie ai consumi di Natale». Commercianti e artigiani si ribellano alla volontà del Pd. No netto alla proposta inserita in manovra di sopprimere il limite di 30 euro per l’ accettazione dei pagamenti con moneta elettronica. Dopo la presentazione dell’ emendamento alla legge di Stabilità, la levata di scudi rinforza l’ opposizione della Lega di Salvini. La Fipe, la principale associazione del terziario che rappresenta ristoranti, bar, tabaccai e imprese del turismo, protesta e mette i paletti: «Esenzione dall’ obbligo per imprese in regime fiscale dei contribuenti minimi, con ricavi non superiori ai 50.000 euro, e mantenimento di una soglia minima per i pagamenti elettronici di almeno 10 euro». In realtà, il piano presentato dai dem, decisissimi ad accelerare nella battaglia dichiarata al contante, oltre a prevedere multe per gli esercenti che non si dotano o non consentono di usare i pos, prevede uno sconto sulle commissioni per gli acquisti al di sotto dei 5 euro. Ma non basta. Per l’ esercito di quasi 4 milioni di esercenti, artigiani e professionisti, che una legge dell’ estate del 2014 obbliga (ma senza sanzioni) ad accettare le carte di credito e debito dei circuiti internazionali MasterCard, Visa e Maestro resta da sciogliere il nodo di costi insostenibili. Complessivamente un pos, il dispositivo elettronico che consente i pagamenti con carte e bancomat, pesa per circa 1.700 euro l’ anno sui conti. E poco importa che la prossima settimana sarà la Ue a mettere il freno alle super commissioni. Non si potrà andare oltre lo 0,3% sul valore della singola transazione per le carte di credito e lo 0,2% per i bancomat. Lo ha ben presente anche il presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli, che però mostra cautela nel valutare la novità della manovra. «Dobbiamo capire tecnicamente e giuridicamente che cosa implica perché dal 9 dicembre entra in vigore in tutta Europa una disposizione sui calmieri e i tetti delle commissioni sulle carte», commenta. Ma Sergio Boccadutri, che ha presentato l’ emendamento alla Camera, è convinto che «la norma sarà approvata» per il motivo che è «esattamente complementare» a quella dell’ innalzamento della soglia del contante da 1.000 a 3.000 euro. Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, si schiera con lui: «Da presidente, come è noto, non firmo alcun emendamento ma quelli che simbolicamente sono diventati il bancomat per giornali e caffè li sostengo con convinzione». I consumatori invece tifano per la novità. Pietro Giordano, presidente dell’ Adiconsum, fa notare che «la moneta elettronica rappresenta il futuro, un futuro che ci vede fortemente indietro rispetto a molti paesi dell’ Europa». Anche il Codacons sottolinea come «l’ Italia sia agli ultimi posti in Europa» e chiede «sanzioni durissime» per i commercianti che non consentono i micropagamenti con le carte. E i dati di Bankitalia danno ragione alle associazioni. In Italia l’ 83% delle transazioni si fa in contanti, contro il 65% della media europea. L’ ammontare annuo pro-capite dei pagamenti elettronici si limita poi a 31 euro. In Francia invece si sale a 130 euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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