3 Dicembre 2015

Guerra dell’ acqua, Hydrogea fa dietrofront

Guerra dell’ acqua, Hydrogea fa dietrofront
cimolais, sfuma la possibilità di conciliazione. la società: «siamo semplici esecutori di ato e regione»

di Fabiano Filippin wCIMOLAIS Si respira un clima di forte amarezza, tra le 30 persone originarie di Cimolais che nei giorni scorsi hanno citato in causa Hydrogea. La questione è l’ ormai nota bolletta forfettaria da 150 euro l’ anno per i consumi di acqua nelle case di montagna prive di contatore. A guidare un nutrito gruppo di persone originarie di Cimolais sono Gianluca Bressa, residente a Torino, e Francesco Fabris, che abita a Conegliano. La causa davanti al giudice di pace di Pordenone è stata subito interrotta e rinviata a giugno. E’ stato infatti rilevato come il contraddittorio vada esteso anche all’ Ato, l’ Ambito territoriale ottimale che ha stabilito le tariffe. Con il rischio che quest’ ultimo organismo chieda a propria volta la citazione in giudizio della Regione Friuli Venezia Giulia, visto che l’ Ato ha applicato una disposizione di legge e a propria volta Hydrogea l’ ha messa in pratica. Ma quel che fa più male, ai ricorrenti, non è questo stop procedurale, quanto il dietrofront che la società pubblica avrebbe compiuto dopo un primo approccio conciliativo. «Ci siamo presentati con le nostre istanze insieme all’ avvocato del Codacons e abbiamo ottenuto una sorta di pre accordo – ha riferito al proposito la trentina di interessati -. Ci era stata garantita una dilazione semestrale degli arretrati e l’ installazione gratuita dei contatori. Addirittura – hanno messo in evidenza -, si ventilava la possibilità dell’ autolettura con fotografia da inoltrare via sms. Poi, all’ improvviso ci è stato comunicato che non se ne fa nulla e che tutto resta come all’ inizio. La società fornirà gli impianti di conteggio dei consumi, ma non gratis, ad esempio. E anche sul punto avremmo molto da ridire visto che in alcuni casi si parla di interventi da 500 euro in su». Nessun commento per ora da Hydrogea, che si è sempre difesa sostenendo di essere un semplice esecutore di decisioni altrui, Ato e Regione in particolar modo. La palla rimbalza quindi nuovamente al giudice di pace, che per legge deve comunque tentare la conciliazione tra le parti. Una prima vittoria però è già stata ottenuta dall’ agguerritissimo team di cimoliani: a maggio si è infatti riunito in assemblea straordinaria l’ Ato, che ha deliberato il dimezzamento delle bollette 2015 anche per gli immobili privi di contatore. In altre parole, per l’ anno in corso non si verseranno i fatidici 150 euro, ma poco più di 70. «Parliamo per circa 150 persone, tutte originarie di Cimolais e sparse per l’ Italia – avevano fatto sapere a suo tempo i capifamiglia della zona -. Ma la vicenda riguarda l’ intera Valcellina e altre zone del Friuli Venezia Giulia. Come non residenti, veniamo discriminati. Paghiamo anche per chi abita in paese e vota l’ amministrazione. C’ è gente che possiede un rustico e versa più di quanto non debba per la casa in cui vive tutto l’ anno insieme alla famiglia. Non è giusto». Giusto non lo è affatto, ma la burocrazia e il gioco del rimpallo fanno sì che anche le ingiustizie più evidenti diventino un labirinto impraticabile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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