3 Ottobre 2015

Pensioni, class action da guinness In 4mila contro il “bonus Poletti”

Pensioni, class action da guinness In 4mila contro il “bonus Poletti”

ROMA – Pensionati sul piede di guerra. L’ associazione dei consumatori Codacons ha depositato il ricorso collettivo al Tribunale amministrativo del Lazio per conto di 4mila pensionati italiani, finalizzato ad ottenere l’ annullamento della circolare Inps numero 125 del 25 giugno 2015 con la quale è stato recepito il cosiddetto “bonus Poletti” . Si tratta, lo ricordiamo, del rimborso una tantum concesso dal Governo tramite un decreto legge emanato subito dopo la sentenza dei giudici della Consulta che hanno bocciato lo stop all’ a d eguamento delle pensioni al costo della vita previsto dal combinato disposto tra la legge Fornero e il decreto Salva Italia del Governo Monti. «Un ricorso da “guinness dei primati” – spiega il Codacons costituito da un numero tale di faldoni che, uno sopra l’ altro, superano i 4 metri di altezza, e che ha richiesto l’ affitto di un pulmino per il trasporto delle carte presso il Tribunale Amministrativo». E questo è solo l’ inizio. Mentre il Tar del Lazio, tra circa tre settimane, deciderà sulla sospensiva richiesta dall’ associazione per conto dei 4mila pensionati e sulla richiesta di piena applicazione della sentenza della Consulta e contestuale restituzione dei soldi sottratti dalle pensioni, il Codacons ha deciso di avviare ieri una nuova iniziativa legale per quei pensionati che ancora non hanno avviato alcuna richiesta risarcitoria. L’ associazione promuove infatti un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contro quella che chiama «l’ elemosina elargita ad agosto» dal Governo per dare seguito alla sentenza della Consulta. «Tale ricorso costituisce un rimedio alternativo all’ azione al Tar nell’ ambito del sistema di giustizia amministrativa e nelle controversie attribuite alla giurisdizione del giudice amministrativo – spiega l’ associazione dei consumatori – L’ attuale sistema consente che il contenzioso amministrativo possa essere definito in unico grado e su parere conforme e vincolante reso dal Consiglio di Stato al quale, nella sua funzione di giudice terzo e imparziale, spetta sostanzialmente la decisione della lite».

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