Auto, altre marche nel mirino Indagini in Italia e in Francia
ROMAValanga di indagini, dall’ Europa agli Usa, sullo scandalo dei motori diesel truccati di Volkswagen. Le autorità americane estendono l’ indagine ad altri marchi, la Francia apre un’ inchiesta per truffa aggravata e anche l’ Antitrust italiano vuole vederci chiaro e avvia un’ istruttoria nei confronti della casa automobilistica tedesca. Intanto mercoledì si riunirà il consiglio di sorveglianza di Volkswagen per affrontare le conseguenze del «dieselgate» che, secondo gli analisti di Credit Suisse, potrebbe arrivare a costare fino a 78 miliardi di euro. E il presidente della Bundesbank Jens Weidmann parla di «conseguenze imprevedibili» e invita a correre ai ripari. Ad una decina di giorni dallo scoppio dello scandalo, partito negli Usa e poi allargatosi in Europa, le autorità americane hanno deciso di estendere l’ indagine sulle emissioni diesel ad altri marchi (secondo il Financial Times, una ventina di modelli di Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes Benz) per accertare se Volkswagen sia stata l’ unica ad aggirare i test o invece la pratica sia più diffusa. I test dell’ Epa, l’ agenzia per la protezione ambientale americana, saranno condotti su un’ auto usata di ogni modello e se ci fossero sospetti si partirebbe con un’ indagine a tappeto. Fari puntati su Volkswagen anche in Francia, dove la procura di Parigi ha aperto un’ inchiesta preliminare per truffa aggravata, e in Italia, dove l’ Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Volkswagen e della sua filiale in Italia. L’ istruttoria dell’ autorità italiana, partita dalle segnalazioni di alcune associazioni di consumatori, riguarda la configurabilità di una pratica commerciale scorretta: in particolare, i consumatori potrebbero essere stati indotti in errore nelle loro scelte d’ acquisto dai «claims» utilizzati da Volkswagen su emissioni e classe di omologazione all’ interno delle proprie campagne pubblicitarie e nei dèpliants informativi distribuiti. Sempre ieri Adusbef e Federconsumatori hanno presentato esposti di denuncia con l’ ipotesi di frode in commercio e truffa presso le 10 maggiori Procure della Repubblica. Plaude alla decisione dell’ Autorità garante della concorrenza il vice ministro dei trasporti Riccardo Nencini, che parla di «cosa giusta a difesa dei cittadini». Il Codacons chiede all’ Antitrust di applicare la sanzione massima, denunciando che Volkswagen si rifiuta di fornire i dati richiesti; mentre l’ Unione nazionale consumatori chiede che l’ indagine sia a 360 gradi, cioè estesa anche a tutte le altre case automobilistiche. Ottimismo sull’ intera vicenda arriva dal ministro dei trasporti Graziano Delrio, secondo il quale si sta andando «nella giusta direzione»: «i dati dell’ azienda sono arrivati, si procede, richiameranno i veicoli». Intanto martedì l’ amministratore delegato di Volkswagen Italia, Massimo Nordio, sarà in audizione informale alle commissioni Ambiente e Industria del Senato. «Il Parlamento deve essere informato sulle ricadute della vicenda Volkswagen, sull’ ambiente e sul mercato. In Italia vogliamo chiarezza e l’ Ad dell’ azienda è invitato a spiegare la situazione reale». Così il presidente della Commissione Ambiente del Senato Giuseppe Marinello ha spiegato la decisione di ascoltare Massimo Nordio. Intanto si prospetta per chi ha acquistato le auto sospette un’ altra sorpresa. Se gli interventi per il ripristino dei valori nominali di emissione dei veicoli del gruppo Volkswagen dovessero comportare un degrado di prestazioni e/o di classe di omologazione anti inquinamento, è ipotizzabile che ci sarà una svalutazione dei mezzi immatricolati. La conferma viene da Antonio Coppola, direttore generale di Dat Italia, società di un gruppo leader in Europa nell’ analisi dei dati sul mercato automotive. Aggiungendo però che per capire se la vicenda «provocherà un calo della domanda bisognerà aspettare da uno a tre mesi».o.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AUTO MOTO
-
Tags: Volkswagen
